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La mia storia digitale inizia come blogger nell'ormai lontan(issim)o 2008. Una ragazza con un pc (allora e Mac poi) con tanta voglia di scrivere. Mio fratello mi prese da parte una sera e mi disse "social network, ricordati questo, sarà il futuro". Profezia più che avverata, non solo è stato davvero il futuro, ma è stato anche il mio futuro. Ho iniziato quindi a scrivere di viaggi, ogni giorno, un post pubblicato ogni dì tra le 7.30 e le 9.30 della mattina (spesso mentre ero in ufficio, ora posso dirlo).

Il titolo dice vacanza e non viaggio. Tutta la differenza è in queste due parole, in nient'altro. Avevo già fatto dei viaggi senza Giulio. Viaggi di lavoro per lo più e tralasciando la vacanza in Sardegna (per un addio al nubilato), questa era la prima vera vacanza dopo tanti anni, tantissimi anni. Vacanza, sottolineo di nuovo e non viaggio (e che differenza c'è? c'è, c'è.). Com'è andata? Ora ve lo racconto. 

Jesolo è una piccola oasi di pace. L'ho conosciuta solo pochi giorni fa e l'ho trovata perfetta per passare un weekend in famiglia. Sono sincera, non ho visto la spiaggia di Jesolo, non ho avuto tempo perché mi sono concentrata per due giorni pieni al Caribe Bay, il parco a tema acquatico ex Aqualandia, inserito tra l'altro tra i dieci parchi migliori al mondo.

Ho scritto un libro. Ho scritto un libro. Ho scritto un libro. Un libro con la copertina, un libro che sta in libreria, in vendita e che si vende. Quando qualche settimana fa sono andata alla Feltrinelli di Rimini a chiedere, a bassa voce per non farmi sentire da nessuno tanta era l'emozione "quante copie ha venduto il mio libro?", è stata una cosa tra l'incredibile e il "ma sul serio sto dicendo?".

Dopo l'esperienza del viaggio in Olanda in bici e barca dello scorso anno, la mia curiosità sul mondo dei viaggi in bicicletta è letteralmente esplosa. Un'esperienza che non avevo mai preso davvero in considerazione prima del viaggio che mi ha lanciata definitivamente tra i fan più sfegatati di questo tipo di realtà. Così, quando ho avuto l'opportunità di andare al Cosmobike di Verona, ho pensato di iniziare ad informarmi sulle realtà italiane che operano nel settore a livello più familiare.

Lo scorso anno ho iniziato la mia vita lavorativa a metà febbraio circa. Complici il viaggio in California, le malattie e il jet lag che al ritorno ha pesato come un macigno, ho iniziato a ingranare solo verso il 15 febbraio e mi è parso un'eternità. Quest'anno ho deciso di iniziare subito in pompa magna e infatti è il 2 gennaio e sono già al lavoro

Una delle cose più belle che ho la fortuna di poter regalare a mio figlio, è senza dubbio quella di fargli vedere il mondo. Ogni anno facciamo almeno 3 o 4 viaggi lunghi, lontani da casa, a volte anche molto lontani da casa e dai nostri usi e costumi. Questo mi piace e mi fa sentire come se lo stessi educando a quello che la vita gli riserverà, educandolo ed educandoci divertendoci però. 

Scrivo questo post perché come già sapete sono una fan dell'allattamento. Ne ho parlato già in diverse occasioni, in primis in questo blog quando ho scritto di allattamento e viaggi, come allattare in viaggio, ma anche a casa, qual è la comodità dell'allattamento e perché fa bene alla mamma e al bambino. In questi giorni si è concluso tra me e Giulio il nostro legame di latte e io torno sul blog a parlarvene. 

Qualche giorno fa sono stata al quartiere generale di Europ Assistance a Milano. Mi avevano invitata perché volevano farmi conoscere più da vicino l'assicurazione che, ormai dal 2008, si prende cura di me e della mia famiglia quando siamo in viaggio. Ero pronta ad una giornata qualsiasi, di conoscenza sì, ma il mondo assicurativo non mi ha mai entusiasmata più di tanto. Quello che ho scoperto, quello che voglio condividere con voi, non solo mi ha emozionata, ma mi ha anche fatto riflettere sui miei viaggi e anche un po' sui vostri. 

Sono da Ikea, mio figlio dorme nel passeggino e io lavoro al tavolino bianco dello store di Rimini. Sono appena andata a prenderlo all'asilo, speravo si addormentasse in macchina, ed è per questo motivo che avevo il Mac dietro, ma non ne ero sicura (per questo andavamo da Ikea - oggi fa troppo caldo per il mare). Sono una mamma,sono una lavoratrice autonoma, sono entrambe le cose e questo è quello che mi identifica al 90%