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In Cargo da Milano a Rimini

Finalmente abbiamo una Cargo Bike (ne avevo parlato in un post a parte e il GoFundMe è ancora attivo) e abbiamo compiuto la nostra prima impresa: portarla da Milano a Rimini un po’ in treno e un po’ pedalando. Avremmo preferito di gran lunga fare tutte le tappe in bicicletta, ma siamo partiti in inverno e non è stato affatto semplice stare sulla Cargo senza muoversi e potersi riscaldare (parlo per Giulio ovviamente). Io avrei pedalato tutto il tempo, ma si sa, chi pedala si riscalda, chi sta fermo muore di freddo. Promettiamo quindi innanzitutto che faremo appena possibile (in primavera?) un altro bel viaggetto in Cargo, ma al momento questo era l’unico modo per portarci a casa la nostra Tern e compiere la nostra impresa.

Innanzitutto, com’è stato l’umore in viaggio?

Alto, anzi no, altissimo. Mi sono resa conto che Giulio che oggi ha quasi 6 anni, voleva davvero fare questo viaggio e ora che ha un’età in cui può scegliere quello che vuole o non vuole fare, è stato bello vederlo scegliere e dire “sì mamma, partiamo!” Questa esperienza l’ha vissuta a pieno, carichissimo oserei dire. Perché parto proprio da questo aspetto e non subito dalle cose più tecniche: perché affrontare un viaggio in bicicletta con un bambino di 6 anni, in inverno, è tosta e se non siete entrambi motivati, si rischia il collasso della missione ancora prima della partenza.

Parola d’ordine avventura!

Morale quindi super alto per noi, tanta voglia di avventura, voglia di passare del tempo insieme, di viaggiare, di vivere ancora le emozioni di un viaggi in cui davvero non sai quando torni ne quanto resti fuori. Perché è stato proprio così. Sono partita con una sola prenotazione in mano, l’hotel della prima sera a Milano, gli altri due hotel sono stati prenotati il giorno prima uno e il giorno stesso del nostro soggiorno l’altro. In accordo con Giulio sono state decise le tappe e le tempistiche, un giorno ci siamo fermati in cartolibreria per fare scorta di cartoncini colorati, un altro abbiamo deciso che era meglio saltare il pranzo e fare una merenda in più perché altrimenti avremmo perso il treno.

Giulio è stato un compagno di viaggio incredibile, molto collaborativo, non abbiamo mai litigato (il che è un vero miracolo e chi è genitore sa che può capitare) e non abbiamo mai discusso o battibeccato. La nostra energia è sempre stata più che positiva e cosa non da meno, sempre in sincronia.

 

Cargo Bike: Tern HSD P9

Partiamo ora dalla scelta della nostra Cargo. Come abbiamo fatto a sceglierla? Quanto ci abbiamo impiegato? Perché proprio quella?
La prima cosa che devo dire è che in Italia c’è pochissima conoscenza delle Cargo Bike. Io stessa, prima di entrare in questo bellissimo mondo, pensavo che le Cargo fossero solo quelle “con il cassone” di legno davanti, quelle “classiche”, le varie Christiania per intenderci. Il mondo Cargo è super affascinante e per un modello che trovi perfetto per te, ci sono decine e decine di brand che potrebbero fare al caso tuo, per non parlare delle miriade di accessori per ogni Cargo Bike.

Noi abbiamo scelto la nostra Tern grazie ad Antonella, una vera e propria consulente in fatto di Cargo Bike ed è per questo motivo che siamo andati a Milano a ritirarla, perché il suo Frida Bike è proprio a Milano. Antonella ha 3 figli e la sua storia con le Cargo Bike in Italia inizia più di 15 anni fa, ha un tantino di esperienza quindi! La scelta è ricaduta per me su Tern e sulla HSD P9 nello specifico per una serie di motivi. Innanzitutto questa Cargo è definita lineare, non ha il cassone davanti ne il carrellino dietro, ma porta fino a 170kg (in alcuni paesi ci vanno due adulti). Per questo motivo le ruote sono più piccoline e la bici sembra “ribassata”, è semplicemente per assicurare più stabilità portando il peso massimo consentito.

Tern: come abbiamo scelto questo modello

La Tern HSD P9 è abbastanza lunga per portare uno o due bambini, al bisogno, ma non abbastanza da portarne due fissi (eventualmente c’è un altro tipo di Tern, la GSD che è preferibile in questo caso). Io ho scelto la Cargo più “corta” anche per una questione di trasporto. La mia Tern può essere caricata in auto, può essere portata in treno e si può trasportare un po’ ovunque per viaggiare in Italia in auto+bici. Inoltre, come detto, mio figlio ha 6 anni e a breve inizierà ad usare una sua bicicletta. Avendo solo un figlio, non ho bisogno di così tanto spazio dietro ma di una Cargo che possa ospitarlo quando ne ho bisogno (ad esempio ogni mattina per portarlo a scuola), e che sia abbastanza robusta per portare spesa, cose, altre persone 🙂

Già, perché una cosa importante che non ho detto è che questa Cargo può tranquillamente sostituire una automobile. Non le manca proprio niente e così la userò. Il motto di queste Cargo infatti è One Car Less – Una macchina in meno. Per scelta in famiglia abbiamo solo una macchina. La usiamo quando ne abbiamo bisogno, preferendo bici e gambe 🙂 è vero che abitiamo in centro nella nostra città, che è Rimini, ma siamo sempre più convinti che se non facciamo quotidianamente queste scelte, anche importanti, le cose non sia cambiano da sole.

Le tappe del viaggio e gli Hotel

Arriviamo infine alla parte che forse qualcuno di voi aspettava con maggior attenzione, il discorso alloggi e percorso. Premetto che, per le ragioni iniziali dell’articolo, il nostro intento era quello di portare la Cargo a casa, non tanto di pedalare in mezzo alla nebbia con 2 gradi, soprattutto per il freddo che avrebbe preso il passeggero posteriore. Ci siamo quindi organizzati nell’identificare 3 alloggi e 3 diverse tratte di treno che nel giro di 4 giorni pieni ci hanno portato da Rimini a Milano in treno e poi da Milano a Rimini fermandoci a Peschiera del Garda e poi a Bologna.

Prima sera e tappa: Milano e il Combo Hotel

Siamo partiti da Rimini alle 9 di mattina, arrivati a Milano e provato il Mercato Centrale (nella Stazione Centrale di Milano – ottimo tra l’altro, ci trovate anche la Ravioleria Paolo Sarpi), ci siamo diretti in metro da Antonella di Frida Bike. Siamo partiti con due zaini, un casco (un secondo casco Bike Italia ha voluto regalarmelo per l’impresa) e una busta di plastica con dentro qualche cambio per i giorni, il costume, beauty e medicine per ogni evenienza.

Arrivati da Antonella abbiamo caricato la bicicletta, fatto due foto e subito siamo partiti. Abbiamo attraversato Milano, siamo passati per i Navigli quasi all’ora dell’aperitivo e poi siamo arrivati al Combo Hotel. L’alloggio è stato scelto per due motivi: innanzitutto perché ha una bella corte interna dove ho potuto sistemare la bici per la notte (vietato lasciare una bici così in strada), poi perché conoscevo il Combo di Torino (anche se non ci ho mai dormito) e volevo provare questa soluzione di alloggio.

A Giulio è piaciuto tantissimo il letto a castello, ha voluto guardare i suoi cartoni di sopra e ha tentato anche di dormirci ma poi abbiamo preferito metterci insieme nel letto matrimoniale a fianco. Abbiamo cenato al ristorante al piano terra, dove la mattina viene anche servita la colazione. Ottimo il servizio e il posto è davvero bello. Bella la cucina e gli ambienti in comune. Peccato per il periodo perché questi sono gli alloggi che a me piacciono di più, dove si possono conoscere persone, si può chiacchierare con estranei e stare insieme.

Seconda sera e tappa: Peschiera del Garda e Borgo Stazione Bike Inn

Il secondo giorno siamo partiti abbastanza presto. Siamo passati da Starbucks Milano ma era troppo pieno e quindi ci siamo diretti alla Stazione Centrale di Milano dove abbiamo fatto il biglietto per Peschiera del Garda (1 biglietto adulto, 1 biglietto ragazzo e 1 biglietto bici). Abbiamo avuto una disavventura con una capotreno di Trenord che, una volta saliti sul treno, ci ha rimessi a terra dicendo che la nostra Cargo era troppo lunga. Sono rimasta malissimo, sono andata a protestare in biglietteria, dove tra l’altro mi hanno dato ragione. Abbiamo preso il treno successivo (e comunque una volta tornata a casa, biglietti Trenord alla mano, ho fatto ricorso).

Una volta arrivati a Peschiera del Garda ci siamo diretti subito a Borgo Stazione dove ci attendevano con un idromassaggio esterno a 35°C. L’Hotel Borgo Stazione Bike Inn ci ha fatto innamorare, ci ha veramente svoltato la giornata che era partita così così. Borgo Stazione è una vecchia stazione dei treni, quella di Salionze nello specifico, che un anno e mezzo fa è stata totalmente riqualificata.

Borgo Stazione Bike Inn è una soluzione per chi ama andare in bicicletta e vuole sfruttare le tante piste ciclabili che si trovano da queste parti. A 45km si trova Mantova e a 15km si trova Peschiera del Garda da dove siamo arrivati noi. Tanti servizi, oltre alla piscina e all’idromassaggio eterno, come la sauna, il servizio ricovero bici, le bici a noleggio per chi ne arriva sprovvisto, la lavanderia e non solo. Le camere sono nuovissime, molto confortevoli, c’è tutto quello che può servire in un soggiorno sportivo (e non).

 

Terza sera e tappa: Bologna e The Student Hotel

L’ultimo giorno siamo ripartiti da Peschiera del Garda dopo aver girato per il paesino, aver fatto una seconda colazione ed essere passati in cartolibreria. Cambio a Verona e poi diretti a Bologna dove siamo corsi all’ultimo Hotel, The Student Hotel. Da qui siamo scappati, letteralmente perché erano le 16 e non avevamo ancora pranzato, a mangiare in un locale di Bologna che a me piace tantissimo: Sfoglia Rina. Alle 17 abbiamo fatto pranzo, merenda e cena a suon di tagliatelle e tenerine (dolce tipo dell’Emilia Romagna) con panna montata. A Giulio è piaciuto tutto.

Dopo il pranzo/cena siamo usciti e abbiamo fatto un giro per le vie del centro di Bologna. Abbiamo visto le luminarie e ci siamo indirizzati nuovamente verso il nostro alloggio. al The Student Hotel ero già stata due anni fa ma a Firenze, in estate. Conoscevo quindi i servizi e cosa mi aspettava e credo sia stato l’Hotel giusto da condividere con Giulio. Qui, al primo piano c’è tutta una sezione dedicata i giochi. Noi abbiamo giocato per una buona oretta a biliardino e a ping pong e poi siamo tornati in camere stanchi morti.

La mattina siamo partiti davvero presto, avevamo il treno alle 9.50 perché essendo il 31 dicembre non volevo partire troppo tardi con il rischio di trovarmi imbottigliata nelle persone che viaggiavano a Capodanno. Abbiamo fatto una colazione con ottimi pancake con banane, io caffè americano e via, verso nuovi orizzonti e anche verso casa.

Perché non dimenticheremo il viaggio

Non dimenticheremo questo viaggio perché ce lo siamo goduto. Abbiamo deciso ogni giorno cosa fare, perché ogni giorno c’è stata una sana dose di improvvisazione e una sana voglia di avventura. Ogni giorno ci siamo inventati il percorso senza farci tanti programmi e ogni giorno la vita ci ha ripagato con divertimento ed emozione, la nostra nel sapere di fare una cosa così bella e così grande solo per noi stessi!

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