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Mai mi era capitata una cosa così bella, eppure è successa. Sono stata invitata da Lonely Planet Italia a presenziare all'evento Ulissefest durante i giorni del Festival a Rimini per raccontare la mia città in qualità di blogger e travel influencer italiano. L'emozione è stata tanta, ma non solo quella di essere profeta in patria, come mi verrebbe da dire, quanto quella di conoscere e rapportarmi con viaggiatori incredibili, italiani e stranieri, ma più di tutti di conoscere lui, Tony Wheeler fondatore di Lonely Planet. 

Tante volte ho scritto di come iniziare a creare un blog di viaggi, della costanza e della passione che sono necessarie. Poche volte ho scritto di come sono riuscita io a trasformare i miei viaggi in un vero e proprio lavoro. Ho deciso di farlo oggi, anche grazie ad un progetto lanciato da NestlèFitness sul non arrendersi mai. Così ho fatto io e così sono riuscita a realizzare il mio sogno: vivere di scrittura e di viaggio. 

Oggi prendo un momento di pausa da quello che è il mio blog normale, i miei viaggi, i miei racconti e il mio calendario editoriale, oggi parlo un po' di me come non facevo da un po'. Sì, perché questo rimane pur sempre un diario digitale personale, fatto non solo per ospitare foto di viaggio o di famiglia, di arredamento o di progetti, ma fatto anche per raccogliere le idee, per fare il punto. 

Eravamo in Sudafrica quando ho preso questa decisione. Ricordo bene quel momento. Io guidavo su una strada lunghissima e drittissima, fuori il sole. Nei sedili posteriori dormiva Giulio nel suo seggiolino auto e di fianco a lui c'era Giuseppe che era rimasto lì per giocare con Giulio finché non si era addormentato sfinito. Guardava fuori lui, in silenzio. Io guidavo e pensavo. 

Un post di fine anno è d'obbligo, ormai quasi scaramantico. Ci si prende un'oretta o due, giusto il tempo del pisolino di Giulio se tutto va bene e si riflette un po' su questo anno appena trascorso e sui buoni propositi per il prossimo. Ogni anno prima di scrivere il nuovo post di fine anno, vado a rileggere cosa mi ripromettevo di fare nell'ultimo post del 31 dicembre dell'anno precedente. 

Ricordo molto bene il momento in cui mi sono detta: è ora di fare una lista nascita, altrimenti quel bambino non avrà niente quando nascerà. Quel bambino era Giulio ed era nella mia pancia allora. Io, mamma alla prima gravidanza, mi barcamenavo tra una culla vista su Instagram e una tutina vista sul sito più figo del mondo che me la metteva alla modica cifra di 45 euro. A distanza di quasi due anni dalla sua nascita, io posso dire con certezza che ci sono cose che non servono a nulla e cose invece che mi hanno salvato la vita.

Cos'è un Media kit e perché ogni Blogger dovrebbe averne uno? Come si fa un media kit accattivante e valido? Mi sono fatta queste domande in diversi anni di lavoro online e ho scoperto che avere e soprattutto fare un media kit, è molto più semplice di quello si pensa. Unica nota, chi non ce l'ha non solo rischia di non apparire per niente professionale, ma non sa nemmeno come comunicare con gli eventuali clienti e quali sono i propri numeri.

La mia vita da blogger è profondamente cambiata nel momento in cui ho deciso di mettere un po' di ordine ai miei contenuti. La vita da freelance non è per niente facile, ancora di più non lo è se oltre alla partita iva, devi mettere in conto anche la presenza di un bambino, peggio ancora se di un neonato. Non dal punto di vista umano, ovviamente, ma dal punto di vista pratico. Ecco allora come ho strutturato la mia vita da Blogger traendone grande vantaggio.

Quando avete volato per la prima volta con un neonato, di cosa avevate più paura? Io del fatto che potesse piangere per tutto il volo, ma a pensarci bene, avevo un po’ paura di tutto, non avendo mai volato prima con Giulio. Dopo qualche volo ho capito però che la paura è solo nella nostra testa e come spesso accade, è molto più facile fare una cosa che stare a pensarci diecimila volte senza avere il coraggio di prendere il volo, letteralmente!