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Scrivo questo post perché come già sapete sono una fan dell'allattamento. Ne ho parlato già in diverse occasioni, in primis in questo blog quando ho scritto di allattamento e viaggi, come allattare in viaggio, ma anche a casa, qual è la comodità dell'allattamento e perché fa bene alla mamma e al bambino. In questi giorni si è concluso tra me e Giulio il nostro legame di latte e io torno sul blog a parlarvene. 

Qualche giorno fa sono stata al quartiere generale di Europ Assistance a Milano. Mi avevano invitata perché volevano farmi conoscere più da vicino l'assicurazione che, ormai dal 2008, si prende cura di me e della mia famiglia quando siamo in viaggio. Ero pronta ad una giornata qualsiasi, di conoscenza sì, ma il mondo assicurativo non mi ha mai entusiasmata più di tanto. Quello che ho scoperto, quello che voglio condividere con voi, non solo mi ha emozionata, ma mi ha anche fatto riflettere sui miei viaggi e anche un po' sui vostri. 

Sono da Ikea, mio figlio dorme nel passeggino e io lavoro al tavolino bianco dello store di Rimini. Sono appena andata a prenderlo all'asilo, speravo si addormentasse in macchina, ed è per questo motivo che avevo il Mac dietro, ma non ne ero sicura (per questo andavamo da Ikea - oggi fa troppo caldo per il mare). Sono una mamma,sono una lavoratrice autonoma, sono entrambe le cose e questo è quello che mi identifica al 90%

Mai mi era capitata una cosa così bella, eppure è successa. Sono stata invitata da Lonely Planet Italia a presenziare all'evento Ulissefest durante i giorni del Festival a Rimini per raccontare la mia città in qualità di blogger e travel influencer italiano. L'emozione è stata tanta, ma non solo quella di essere profeta in patria, come mi verrebbe da dire, quanto quella di conoscere e rapportarmi con viaggiatori incredibili, italiani e stranieri, ma più di tutti di conoscere lui, Tony Wheeler fondatore di Lonely Planet. 

Tante volte ho scritto di come iniziare a creare un blog di viaggi, della costanza e della passione che sono necessarie. Poche volte ho scritto di come sono riuscita io a trasformare i miei viaggi in un vero e proprio lavoro. Ho deciso di farlo oggi, anche grazie ad un progetto lanciato da NestlèFitness sul non arrendersi mai. Così ho fatto io e così sono riuscita a realizzare il mio sogno: vivere di scrittura e di viaggio. 

Oggi prendo un momento di pausa da quello che è il mio blog normale, i miei viaggi, i miei racconti e il mio calendario editoriale, oggi parlo un po' di me come non facevo da un po'. Sì, perché questo rimane pur sempre un diario digitale personale, fatto non solo per ospitare foto di viaggio o di famiglia, di arredamento o di progetti, ma fatto anche per raccogliere le idee, per fare il punto. 

Eravamo in Sudafrica quando ho preso questa decisione. Ricordo bene quel momento. Io guidavo su una strada lunghissima e drittissima, fuori il sole. Nei sedili posteriori dormiva Giulio nel suo seggiolino auto e di fianco a lui c'era Giuseppe che era rimasto lì per giocare con Giulio finché non si era addormentato sfinito. Guardava fuori lui, in silenzio. Io guidavo e pensavo. 

Un post di fine anno è d'obbligo, ormai quasi scaramantico. Ci si prende un'oretta o due, giusto il tempo del pisolino di Giulio se tutto va bene e si riflette un po' su questo anno appena trascorso e sui buoni propositi per il prossimo. Ogni anno prima di scrivere il nuovo post di fine anno, vado a rileggere cosa mi ripromettevo di fare nell'ultimo post del 31 dicembre dell'anno precedente. 

Ricordo molto bene il momento in cui mi sono detta: è ora di fare una lista nascita, altrimenti quel bambino non avrà niente quando nascerà. Quel bambino era Giulio ed era nella mia pancia allora. Io, mamma alla prima gravidanza, mi barcamenavo tra una culla vista su Instagram e una tutina vista sul sito più figo del mondo che me la metteva alla modica cifra di 45 euro. A distanza di quasi due anni dalla sua nascita, io posso dire con certezza che ci sono cose che non servono a nulla e cose invece che mi hanno salvato la vita.