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Qualche giorno fa mi è capitato di confidarmi con un'amica che, ingenuamente (perché non ha figli) mi ha chiesto: "Ma essere mamme è come si vede in televisione? Cioè, a volte ti vengono gli esaurimenti nervosi?" Lì, per lì mi è scappato da ridere, le ho sorriso bonariamente, come si sorride a uno che non sa proprio di cosa sta parlando... e poi ho detto "eh, avoja!".

Un post inusuale questo per me, un post che però ho promesso a qualcuno e che a qualcuno salverà la vacanza, ci scommetto. Chi ha la mia stessa malattia lo sa, ci sono giorni in cui ci si sveglia e per tutto il giorno si ha in testa solo una cosa: prenotare un buon volo, economico, bello. Scatta così la ricerca, è una droga, sul serio.

Metà anno già passata e metà anno di viaggi già fatti. Rimangono quelli più grossi ancora da fare, quelli che sogni ogni giorno e quelli per cui non puoi permetterti di prenotare altri voli, anche se vorresti. Siamo una famiglia che viaggia, che non sta mai ferma, anche quando potrebbe essere l'occasione giusta per fermarci, noi non ci fermiamo. Nemmeno ad agosto quando tutti vanno al mare, noi viaggiamo. #movesafe #europassistancetb

Ora che sei diventata mamma, non sarai più una Travel Blogger? Certo che lo sarò ancora! Sapete quante volte mi hanno riportato questa domanda nei primi mesi di vita di Giulio e ancora prima che lui nascesse? Se per ogni volta che me l'avessero detto, mi avessero anche dato un solo euro, mi sarei sicuramente potuta comprare un bel volo aereo. adesso. 

Sei un blogger o un aspirante tale? Bene, sappi che per scrivere, essere invitato, fare questo mestiere, viaggiare non conta più.  Non pensi sia realmente così? Stai pensando che questo titolo è solo una trovata per ottenere qualche visita in più? Stai sbagliando, non ho bisogno di questi trucchetti, voglio solo farti capire come si sta evolvendo il travel blogging e il blogging in generale. 

Di Blogger, Trave e Lifestyle, e di Influencer ormai l'Italia è piena. Non ne sentivamo la necessità forse, ma sono qui. Tutti vogliono dire la loro e molti commenti, opinioni sono anche interessanti. Di buono c'è che una grande fetta di pubblico li segue, più delle recensioni sui quotidiani, più della televisione. Tutti vogliono essere blogger, tutti vogliono avere qualcosa da dire, in pochi si chiedono se quello che dicono interessa davvero.

La notizia è dello scorso autunno, mi innamoro del video e penso, davvero se tutti facessimo il test del DNA per vedere le nostre origini, probabilmente ci sarebbe meno razzismo, probabilmente non ci sarebbero più persone che pensano che esiste una razza pura, una razza migliore delle altre. Che poi anche la parola razza, oggi come oggi, veramente non ha più senso. Così mi sono informata e sono capitata nel sito di momondo, con i quali mi sono accordata per ricevere a casa il kit del DNA.

Il titolo è fuorviante. Tenersi stretti i clienti da mamma è difficilissimo e non sempre ce l'ho fatta. Partiamo dal principio. Sono molto fortunata, perché sono una freelance quindi posso dedicarmi al mio lavoro nel momento migliore per me e per Giulio, inoltre ho i nonni vicini che, anche se non ancora in pensione, mi danno una grande mano, infine ho un bambino che dorme molto, tutta la notte e gran parte del pomeriggio.

Quando sono rimasta incinta sono stata infilata a tradimento in decine di gruppi più o meno chiusi su facebook. Lì sono iniziate parecchie delle mie ansie prima di diventare ufficialmente mamma e questo è anche il motivo per cui ad un certo punto io questi gruppi li ho abbandonati praticamente tutti (tranne alcuni).