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  >  Tag "Giulio"

C'è stato un tempo in cui Giulio era così piccolo, che dove lo mettevo stava. Rimaneva fermo per ore, nemmeno si rotolava. Dormiva interi pomeriggi e se lo portavo un po' con il passeggino in giro (al massimo con il marsupio per farlo addormentare), rimaneva tranquillo per taaaanto tempo. Poi è cresciuto. Questo è il racconto della nostra prima estate diversa, tutti al lavoro ma con baby sitter al seguito.

Il titolo dice vacanza e non viaggio. Tutta la differenza è in queste due parole, in nient'altro. Avevo già fatto dei viaggi senza Giulio. Viaggi di lavoro per lo più e tralasciando la vacanza in Sardegna (per un addio al nubilato), questa era la prima vera vacanza dopo tanti anni, tantissimi anni. Vacanza, sottolineo di nuovo e non viaggio (e che differenza c'è? c'è, c'è.). Com'è andata? Ora ve lo racconto. 

La prima valigia di Giulio l'ho preparata a 18 giorni di vita, destinazione Bagno di Romagna e terme! La seconda, quella vera, l'ho preparata per i suoi 4 mesi, destinazione più lontana: Azzorre. Da lì non ci siamo più fermati, abbiamo preparato valige su valige. Non è sempre semplice capire di cosa i bambini hanno bisogno, ma con il tempo si acquisisce una certa dimestichezza.

Scrivo questo post perché come già sapete sono una fan dell'allattamento. Ne ho parlato già in diverse occasioni, in primis in questo blog quando ho scritto di allattamento e viaggi, come allattare in viaggio, ma anche a casa, qual è la comodità dell'allattamento e perché fa bene alla mamma e al bambino. In questi giorni si è concluso tra me e Giulio il nostro legame di latte e io torno sul blog a parlarvene. 

Il viaggio in Olanda è stato per Giulio il primo viaggio in cui si è fatto degli amici che non fossero compagni di nido o amici dei genitori. Un viaggio che l'ha fatto crescere molto ma che l'ha anche avvicinato tanto ad altri bambini, nemmeno troppo della sua età.

Il viaggio in California è stato un on the road molto più pensato rispetto all'on the road in Sudafrica. Il Sudafrica ci era capitato un po' tra capo e collo, diciamo, nel senso che non ci aspettavamo che Giulio avesse determinate richieste o esigenze a 22 mesi. Con Giulio siamo stati in California a gennaio e siamo tornati a casa proprio qualche giorno prima che lui compisse due anni. Questo è stato quindi l'ultimo viaggio in aereo da infant.

Il Sudafrica è stato per Giulio il penultimo viaggio prima che compisse due anni (l'ultimo prima dei due, l'abbiamo poi fatto in California). Il Sudafrica è stato un viaggio che ci ha messo a dura prova per quanto riguarda le ore di auto che ogni giorno facevamo. Questo è stato il primo viaggio in cui abbiamo davvero capito che Giulio stava crescendo e che aveva assolutamente bisogno dei suoi tempi. Tempi che ancora una volta (come in Norvegia) non coincidevano con i nostri. 

Il nostro viaggio in Thailandia è stato incredibilmente veloce ma anche incredibilmente diverso da tutto quello a cui avevamo abituato Giulio. Con noi avevamo portato dietro il passeggino, usato poco, e la fascia, usata tantissimo! La Thailandia e Bangkok nello specifico sono state per noi un viaggio lampo, ma nonostante questo bellissimo.

Una delle cose più temute da chi viaggia con i bambini o anche da chi sta per viaggiare per la prima volta volando in un posto lontano con i bambini, è quella del jet lag, il fuso orario. Il primo assaggio che abbiamo avuto di fuso orario viaggiando con un bambino, dico la verità, l'abbiamo avuto a Cuba, quando Giulio aveva solo 10 mesi circa. Quello a Cuba comunque, anche per il fatto che Giulio era davvero piccolino, è stato un fuso orario contenuto. Il jet lag vero, quello che ci ha dato del filo da torcere, l'abbiamo provato con Giulio in viaggio in Asia, in Thailandia a 20 mesi, poco meno di 2 anni.