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  >  blog   >  Come si diventa social advisor e perché serve alla tua azienda

La mia storia digitale inizia come blogger nell’ormai lontan(issim)o 2008. Una ragazza con un pc (allora e Mac poi) con tanta voglia di scrivere. Mio fratello mi prese da parte una sera e mi disse “social network, ricordati questo, sarà il futuro“. Profezia più che avverata, non solo è stato davvero il futuro, ma è stato anche il mio futuro. Ho iniziato quindi a scrivere di viaggi, ogni giorno, un post pubblicato ogni dì tra le 7.30 e le 9.30 della mattina (spesso mentre ero in ufficio, ora posso dirlo).

Oggi online si trovano tantissimi blogger, di diversa specie e natura. Alcuni trattano di viaggi, altri di cibo, di locali e ristoranti, di bellezza e tanto altro. Quando nel 2008 ho iniziato, non eravamo in tanti, anzi. Ci conoscevamo tutti, ci contavamo sulle dita di due mani o poco più.

Fino al 2011 la mia attività si è svolta grossomodo sul blog, fino ad allora esclusivamente sul mio primo blog, diventato poi una testata giornalista registrata con oltre 80 autori all’attivo. Dal 2011 qualcosa è cambiato. Mi sono licenziata dal mio lavoro a tempo indeterminato e ho aperto un secondo blog, questo dal quale scrivo. Ho iniziato ad interessarmi ad altro, oltre ai viaggi. Avevo già conoscenza di SEO e di scrittura per il web, avendo fatto diversi lavori nell’agenzia di comunicazione nella quale lavoravo. Non mi sono fermata, ho continuato a studiare e a fare corsi di aggiornamento, ad ascoltare persone che ne sapevano più di me cercando di apprendere quanto potevo.

Mi sono rimessa a studiare tanto, non solo su carta, ma anche online, seguendo blogger ed esperti di marketing non solo italiani. Apprendevo tanto, ma cercavo di farmi un’idea mia su quelle che sarebbero state le prossime tendenze ed è così che nel 2014 ho preso l’occasione che mi si era presentata, quella di diventare socia di una nuova agenzia di comunicazione con progetti che spaziavano dal travel al food, dal lifestyle al beauty.

Questo ruolo mi ha permesso di crescere tantissimo, di apprendere e di creare progetti di comunicazione digitale con influencer, blogger e youtuber. Ho iniziato a capire come fare scouting, come arrivare agli obiettivi che assieme al cliente ci fissavamo, come creare e gestire un calendario editoriale di progetto tra 5 o 10 persone, come fare un’attività di reportistica che avesse interesse e che fosse compresa dal cliente.

Ho iniziato a conoscere i blogger e gli influencer ma soprattutto a riconoscerli. A capire quando erano solo meteore e quando erano destinati a crescere. Molti li ho visti nascere e diventare personaggi digitali, alcuni li ho formati, altri si sono persi per strada, prendendo altre vie.

Nel 2016 ho iniziato a impostare nel concreto la mia attività di social advisor, seguendo e conoscendo nel dettaglio gli oltre 500 blogger e influencer di punta in Italia. Con tantissimi di loro ho avuto il piacere di collaborare, integrandoli in progetti di comunicazione specifici, vedendoli all’attivo in un lavoro commissionatomi di volta in volta da diversi clienti, nazionali o internazionali.

Social advisor significa quindi avere un quadro generale dei personaggi che ci sono sul web, sapere come si muovono o cosa possono offrire in termini di numeri e di attività, in cosa sono più forti e specializzati e quando vale la pena ingaggiarli e come. Social advisor però non significa solo questo, ma anche avere una conoscenza minuziosa degli strumenti digitali, saperli usare a proprio favore conoscendone le potenzialità.

Nel 2018 ho iniziato a capire che la mia figura ha un valore specifico, soprattutto per le aziende che hanno bisogno di una persona che gli aiuti a “fare il punto”. All’interno delle aziende le figure di riferimento in ambito digital sono tantissime, ma ciascuna di queste ha un compito o più compiti specifici, nessuna ha un’idea generale e complessiva di quello che sta succedendo nelle aree limitrofe della stessa azienda e come si potrebbe creare un progetto che parli la stessa lingua.

Il mio lavoro è diventato sempre di più creare progetti di comunicazione digitale relativi ad un obiettivo specifico. Capire la situazione, impostare una campagna di influencer marketing e agire con attori selezionati (blogger e influencer), relativi quindi ad una specifica nicchia e ad un o specifico target e luogo, che potessero portare un valore aggiunto al prodotto, all’obiettivo o al cliente finale.

In parallelo a questa attività ho iniziato a ricevere sempre più richieste di consulenza. Piccoli e medi blogger, instagramer o content creator, mi contattavano per capire come migliorare la loro presenza online. Dal Blog a Instagram, ma non solo. Il mio obiettivo non è quello di fornire uno strumento o la spiegazione dell’uso di uno strumento, ma di fornire una strada per il raggiungimento di un obiettivo.
Come dico spesso, sono tantissimi i corsi che formano, aiutano a realizzare a puntino un blog o un perfetto account Instagram, ma pochi sono i corsi o le persone che ti aiutano ad avere un obiettivo e una nicchia che ti differenzi da quella di tutti gli altri, che ti renda quindi unico e appetibile agli occhi delle aziende e dei brand.

Social advisor quindi vuol dire tante cose, ma essenzialmente questo: saper riconoscere personaggi digitali, spersi relazionare e saperli ingaggiare, per integrarli così all’interno di una strategia di comunicazione per il raggiungimento di un obiettivo che può essere misurato.