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Avendo vissuto per circa 25 anni a Rimini, direi che di piadina me ne intendo! Ecco allora 3 dei miei locali preferiti dove mangiare dell'ottima piadina romagnola :D Uno dei pasti più poveri della Romagna è anche allo stesso tempo una delle pietanze più gustose che esistano che non solo le altre regioni d'Italia invidiano, ma che invidiano anche all'estero! Al primo posto metto il Bar Ilde, tutte le foto in questo post sono tra l'altro tratte dai miei pranzetti estivi proprio al Bar Ilde. Il locale si trova nelle colline di Covignano, non ci arriva con i mezzi e nemmeno in bici, a meno che non siate dei grandi sportivi vista la mega salita da affrontare. Se non siete di Rimini fatevi portare da qualche amico oppure prendete un taxi, vi assicuro che non rimarrete affatto delusi.

L'altro giorno sono andata in palestra. Una palestra romana qui dietro casa mia. La prima prova è gratuita e così ho scelto pilates. Almeno mi farà bene ho pensato. La palestra si trova in uno scantinato. Grande è grande, ma le palestre non è che mi son mai piaciute. Allora perché ci sei andata? mi chiederete voi. Eh, perché sono a Roma, in una città nuova e devo farmi delle amicizie. Non ho nessuno con cui parlare, l'altro giorno entrando in un negozio mi son ritrovata a parlare con la commessa. Appena me ne son resa conto mi son fatta un po' tristezza da sola, poi mi sono messa a ridere. Capita, ho pensato, ma devo trovarmi degli amici il prima possibile.

Il titolo è volutamente fuorviante, ovviamente non è la mia penna che ferisce più della spada, almeno non questa volta, ma mi piaceva il gioco di parole e l'ho usato così. Il fatto è che da ieri, dal giorno di San Valentino, sono una Blogger del Fatto Quotidiano. Strane le reazioni che sono susseguite alla notizia. In tantissimi hanno messo un bel like, tanti mi hanno contattato privatamente per farmi i complimenti, degli altri travel blogger pochissimi si sono scomodati a dir qualcosa, nonostante il tema del viaggio.

Incredibilmente in un momento solo ho due amiche dall'altra parte del mondo.

Non sono nello stesso punto, sono una da una parte del mondo e l'altra all'altro capo. Incredibilmente in un momento solo, sono sola. Nulla succede per caso e in un solo momento mi sono ritrovata a prendere una delle decisioni più importanti da sola. Niente spritz da condividere, niente caffè del dopo pranzo. Niente. Non era stato deciso niente prima e tutto si è presentato in un attimo. Impossibile rimandare, aspettare che tornino, impossibile e incredibile.

Leggo e rileggo le 8T di Severgnini prima di scrivere questo post. No, non devo farlo per forza, nessuno mi paga per farlo, nessuno me l'ha chiesto, ma chi scrive sa che a volte per mettere in chiaro quello che abbiamo in testa dobbiamo prima metterlo nero su bianco. Scriverlo e riscriverlo finché non diventa nostro. Rileggo Severgnini, rileggo la lettera di Matteo, rileggo il post di Ma che Davvero. Tutto quello che può incoraggiarmi a volere un mondo migliore è in quei testi e poco più. I testi di un'Italia che vuole ribellarsi, i testi di una mamma che deve lasciare una figlia e soprattutto i testi di positivismo cronico di una generazione che all'Italia ai giovani lascia solo conti da saldare.

Questa storia mi è venuta in mente in questi giorni. La molla è stata, come è intuibile dalla foto qui sopra, vedere il film Life of Pi (bellissimi film tra l'altro che vi consiglio). Una storia si chiude spesso. Non per forza deve essere una storia d'amore, a volte si chiude una storia di amicizia, un rapporto lavorativo, si litiga in famiglia. Ma quello di cui ho avuto conferma dopo il film è che per chiudere una storia bisogna essere ottimi registi, del proprio film ovviamente.

Il post dell'anno nuovo è un po' che mi aspetta e anche quest'anno ho deciso che verrà scritto. Il titolo dice già tanto, credo sia stato l'anno in cui ho viaggiato più di tutti gli altri. Ho realizzato qualche buon proposito? Decisamente sono stata fedele a questo proposito: "Per questo vorrei un 2012 di continua evoluzione, continuando ad appassionarmi ogni giorno per quello che faccio, magari divertendomi."

Non ho riempito il post di desideri, anche se forse quelli di qualcun altro ho contribuito a realizzarlo :)

Quando iniziano a dirti che sei stupido, probabilmente finisci per crederci anche se non è vero. Quando iniziano a dirti che sei una persona falsa e meschina, antipatica e forse anche parecchio stronza, bè forse non ci credi all'inizio; ma se a pensarlo sono in tanti e a dirlo e a parlarti alle spalle anche di più, forse alla fine inizi a crederci anche tu.

Quello che ho capito dell'amore a 30 anni è che non è come l'amore dei 20 anni. Quello che ho capito a 30 anni è che l'amore che non si cerca, arriva. L'amore a 20 anni è un amore cercato, sperato, sognato. A 30 anni si perdono le illusioni per un amore romantico, si vive di concretezze, di vita reale e di "ogni giorno". A 30 anni ci si conosce. Si conoscono i propri limiti i perché delle debolezze e vorremmo che le relazioni precedenti fossero solo insegnamenti...che però non sono. Non impariamo mai, non smussiamo gli angoli se non piano piano, lentamente, come un lavoro che ogni giorno deve riniziare da capo. Un lavoro con se stessi. E cosa c'entra tutto questo con l'amore per l'altro? C'entra, perché l'amore a 30 parte da noi stessi. Amiamo l'altro solo se amiamo noi stessi, anche se vuol dire addolcire il proprio carattere.

[Premessa veloce. Io non ho mai capito di chi è questo testo ma mi è sempre piaciuto da morire e mi piace così tanto che lo riporto anche sul mio blog. Perché l'inverno è davvero la stagione dell'amore *-*]