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Mi rendo conto che il mio post non è per nulla nuovo, anzi. Prima o poi tutti quelli che si mettono in proprio e fanno un lavoro, come dire, creativo, incappano in questo discorso e in queste domande. Negli ultimi mesi mi sono sentita una trottola, scarrozzata a destra e a manca in giro per l'Europa e per il Mondo tra viaggi stampa e blogtour e mi sono posta alcune domande. Spesso e volentieri mi sono data anche delle valide risposte eh :)

Quello che dicevo solo una settimana fa nel post La corsa all'oro era che i blogtour si stavano svalutando. Confermo e non ritratto nulla. Quello che dico oggi è che anche i blogger si stanno svalutando. Cosa sbagliata e molto triste ma il bello è che stanno facendo tutto da soli. Allora (una settimana fa) chiedevo una risposta da parte dei blogger...che me l'hanno data, a quanto pare, anche se a me non piace affatto.

Un po' come il ritorno di un amore oggi sono più che felice che mai. Ieri lui è tornato. Dopo un Blackberry e un Htc, errori di gioventù si dice, finalmente si è ripresentato. Era l'orgoglio che mi faceva parlare, soprattutto nel post Gli operatori telefonici mi fanno un baffo, era l'orgoglio che mi faceva dire "ma sì, in fondo sto bene anche senza di lui, non faceva che darmi problemi" e invece...e invece io non l'ho mai dimenticato.

Una volta erano i viaggi stampa, giornalisti che venivano invitati a fare mega viaggio tutto spesato per poi scrivere un trafiletto sul quotidiano nazionale. Tanti lettori poca passione. Probabilmente Poi sono arrivati i blogger, pochi lettori tanta passione e la tendenza si è invertita. I blogger non hanno gli stessi numeri di un giornale ma diciamoci la verità, quanto conta impressionare un blog? Tanto. Quanto ci vuole a farlo? Poco, pochissimo.

Sono stata invitata a partecipare a questa catena di S.Antonio da Eurotrip che oltre me ha invitato altri 4 blogger a continuare questo gioco. Siccome nella motivazione alla mia candidatura ha scritto "non credo che accetterà ma tentar non nuoce" ho deciso, proprio per questo, di partecipare :P

Il gioco consiste nel trovare i post che secondo me sono stati i migliori secondo alcune categorie ben precise. Comunque le regole son tutte nel blog Tripbase. Le categorie mica sono semplici e considerando che bloggo per passione non so bene come rispondere ad alcune di loro, ma ci provo :)

Questa notte ho sognato uno di quei posti bellissimi dove ti fanno nuotare in mezzo all'Oceano, faceva caldo, c'era il sole e stavo bene. Ma mentre io nuotavo tra tartarughe e delfini l'ex voleva affogarmi :) Così questa mattina ho deciso di scriverci un post, complici un paio di consigli sbagliati e un'insana voglia di scrivere cazzate ho deciso di sfornare i 5 step da compiere per cui, per me, è possibile dimenticare un ex.

Non parlo spesso di cose personali nei miei blog, anzi a pensarci bene l'avrò fatto un paio di volte al massimo, il resto dei miei post, su questo blog, sono ironici/provocatori e poco altro. Ecco perché questo sarà uno di quei post, perché lo merita.

Inizio dicendo che sono felice di aver vissuto questa bellissima esperienza con Michele e Alessio, due professionisti che ho sempre ammirato e far parte di questo team mi rende davvero felice. Ma non vorrei parlare dell'evento e di come è andato, chi c'era lo sa, chi non c'era dovrà tenersi la curiosità fino al prossimo evento. Oggi voglio parlare delle persone.

Oggi ero in macchina e stavo guardando il tipo al semaforo di fianco a me, molto carino. Barbetta, capelli sparati, ovviamente biondo. (Tra l'altro uno studio ha decretato il semaforo come il luogo dove i colpi di fulmine avvengono più spesso, sapevate? Ovvio. Hai 50/60 secondi per adocchiare, scambiare un'occhiata e ripartire, come va va, nessuno ci perde nulla.) Divagazione a parte, il tipo al semaforo era davvero molto carino, poi però guardando bene mi sono accorta che nel finestrino dietro aveva una di quelle tendine parasole per bambini, con Cars o Barbie ora non ricordo, ma l'aveva. Il verde è scattato e io non c'ho più pensato, sicuramente aveva un bambino...da qualche parte.

Da qualche tempo a questa parte non passa giorno senza che qualcuno non mi dica "voglio aprire un blog!". Non dicono "come te", "come hai fatto", "mi racconti come si fa", no, non necessariamente, dicono solo: "Io voglio aprire un blog". E io mi metto le mani nei capelli.

Diciamoci la verità, quanto ci vuole ad aprire un blog?! 15 minuti forse, aprire un blog serio?! 15 minuti e 40€ probabilmente, e allora perché queste persone non lo fanno?! Hanno poco tempo?! E chi ne ha da vendere di tempo? Hanno poca voglia? No, probabilmente hanno poca passione. Quello che serve per aprire un blog, ve lo dico qui così la prossima volta che me lo chiedete vi passo il link, è avere una passione. Senza di questa ne soldi, ne tempo, ne tecnica servono a qualcosa. Aprite un blog e iniziate a scrivere, se davvero lo volete.

Anche quest'anno è arrivato il 31 dicembre e anche se a nessuno fregherà di questo post sento di doverlo fare per me. L'intenzione era quella di far finta di nulla, passare oltre come se effettivamente oggi non fosse l'ultimo giorno dei 365 passati. Invece se mi fermo a pensare alle cose fatte (e non fatte) più di due parole andrebbero spese.

Rileggendo il post che ho fatto esattamente un anno fa posso riconfermare abbondantemente i ringraziamenti. Ringraziamenti poi per cosa direte? Mica sei al Grande Fratello o sei il regista di un film che ritira l'Oscar. Sì ok, non lo sono, ma la mia vita la vivo tutti i giorni in prima persona e spesso non sono sola. La faccio io, ma la fanno anche le persone con cui scelgo di condividerla e allora voglio ringraziarli per quello che mi hanno dato, passato, prestato e donato.