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Quando mi sono trovata sul punto di decidere quale ovetto avrei dovuto comprare appena fosse nato Giulio, mi sono venuti mille dubbi. Il mondo delle mamme e delle attrezzature per neonati, è un mondo vastissimo. Tutti vogliono darti sempre qualcosa in più, tutti dicono di essere migliori perché... perché hanno il porta biberon, perché hanno il porta ciuccio, il colore dell'anno ce l'hanno solo loro, così ho deciso che a me interessava solo una cosa per il nostro ovetto, una sola: che fosse sicuro.

Sono giorni, anzi mesi che mi girano in testa un po' di pensieri. Non so se tutti si possono collegare tra loro o sono pensieri sparsi che mi vengono in mente ogni volta che devo fare qualcosa in più, ogni volta che mi sento discriminata perché donna/incinta/partoriente/con un figlio. Oggi però ho deciso di scriverteli qui.

Sono tanti i neo blogger che arrivano su queste pagine cercando su google frasi del tipo "Come diventare Travel Blogger" o "Come aprire un blog di viaggi", per non parlare di "Come guadagnare con un Blog". Quello che posso dire subito è che io non ho la ricetta per tutti. Ho spiegato qualche tempo fa come guadagno con un blog di viaggi io, che non è sempre detto che è come guadagnano gli altri - ognuno di noi ha una propria nicchia, ognuno di noi blogger ha i propri strumenti e i propri canali.

Entrare nel mondo dei passeggini e delle carrozzine è a primo impatto un incubo. Un incubo vero e proprio. Trio, duo, navicella, ovetto... parlandone con qualcuno che di bambini e passeggini non ne ha e non ne sa nulla, capirete che siete entrati nel tunnel pure voi e alla grande, e che la risposta di quasi tutti i vostri amici senza figli sarà "ma il passeggino di tuo fratello non va bene?". 

"Se il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, sei nel posto giusto" Ho provato a non scrivere nulla, ma non ce la faccio. Non posso scrivere altri post sul blog, non riesco a dedicarmi ad altre attività lavorative se prima non scrivo anche di questo. Chi di voi mi segue più assiduamente sa che sono ormai al nono mese di gravidanza e sono sempre stata tranquilla durante tutti questi mesi. Non ho avuto mai grossi problemi nel viaggiare anche da sola, non ho avuto problemi nel farvi leggere quello che pensavo, provavo, facevo durante la mia gestazione.

Non ricordo più come avevo concluso il post di fine 2014, ma chi se ne frega! Anche il 2015 è finito ormai e sta per iniziare un anno incredibile. Ricordo bene che l'anno scorso a quest'ora stavo girovagando per le strade di Kyoto e poi di Tokyo e i primi giorni dell'anno ero al tempio a leggere quello che gli oracoli avevo predetto per me. Dicevano che sarebbe stato un grande anno questo 2015, ma non sapevano quanto, evidentemente.

Due giorni fa sono tornata dal mio ultimo viaggio aereo in gravidanza. Venticinque viaggi in otto mesi, questo bambino non è ancora uscito dalla pancia e ha già volato molto più di una persona normale. Perché ci tengo a dire queste cose e a fare questo post? Perché sono un po' arrabbiata e vorrei fare un po' di chiarezza. Perché sono tante le ragazze che in questi mesi mi hanno scritto bellissimi messaggi di ammirazione, ma anche tante le persone che mi hanno scritto messaggi di preoccupazione per la loro gravidanza, perché pensavano che non potessero più volare una volta incinta... ma del resto era quello che pensavo anche io, almeno all'inizio. 

Nel 2008 scrivevo seguendo la seo, quasi maniacalmente. Ero abituata a scrivere testi per posizionarli online durante le ore d'ufficio, per lavoro. Per me scrivere un post sul turismo, sui viaggi o su una mia esperienza diretta in base alle leggi della seo, era facilissimo allora.

Il TTG e il TBDI sono finiti da un paio di giorni e a mente lucida inizio a ripensare a quei giorni di persone, serate, amici rivisti e persone ritrovate. Quest'anno il mio TBDI è stato parecchio diverso da quello dell'anno scorso o dell'anno prima ancora. In tanti mi hanno chiesto come va la mia pancia, in pochi mi hanno chiesto dei miei prossimi viaggi.

Ieri sera ero al corso di yoga preparto. C'era l'ostetrica e c'era l'insegnante di yoga e in più c'erano 10 ragazze tra cui me. Una panza più grossa dell'altra, tante magliette strette e corpi affaticati. Iniziamo gli esercizi e mentre piego il braccio e porto il polso davanti ai miei occhi lo vedo, il mio vecchio tatuaggio.