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Leggerezza, spensieratezza, libertà. Cos'è per te l'estate e cosa rappresenta questa stagione? Io ricordo quando andavo ancora a scuola, l'estate era tutto, erano i tre mesi più belli della mia vita, erano le serate di libera uscita, le giornate senza compiti, i pomeriggi di noia sul letto a leggere qualche romanzo, le stelle cadenti e le lucciole in campagna. Per me l'estate era solo questo, almeno fino ai 14, 15 anni. Poi è arrivata l'adolescenza, quella seria, e le cose sono un po' cambiate, ma nemmeno poi più di tanto.

Ho deciso di raccontare la mia esperienza di parto, non perché amo questo genere di racconti, anzi, ma perché da tempo ormai se ne sentono di ogni, non da ultimo il fenomeno degli abusi in sala parto. La mia esperienza è stata molto bella, ho un ricordo forse poco lucido di quel giorno, ma sicuramente non così brutto come tante neo mamme hanno.

Da sempre amo viaggiare on the road. Se ripenso ai miei viaggi più belli, la maggior parte di questi li ho fatti in auto. Spagna, tre settimane a zonzo per l'Andalusia, Scozia, 14 giorni da nord a sud, per non parlare della Sicilia, delle Azzorre, 10 giorni e due isole in auto e la prossima meta, la Bretagna on the road.

Conosco Stokke da quando sono nati i mie tre nipoti (10, 8 e 8), quindi da parecchio tempo. Mio fratello era fissato con queste sedie della Stokke che io, ancora ben lontana dall'avere figli e dal pensare ad una possibile famiglia, nemmeno sapevo esattamente cos'erano. Mi è bastato vederle montate e concerne i benefici per apprezzare a pieno quest'azienda norvegese.

Qualche settimana prima della partenza per le Azzorre mi è venuto in mente che quel viaggio non era solo il mio primo volo dopo tanto tempo a terra, ma era anche il primo volo in assoluto di Giulio. Avevo visto e letto spesso del Battesimo dell'Aria fatto per i neonati ma non sapevo effettivamente come richiederlo.

E`stata una mamma a creare Puj e chi altro poteva essere? Una mamma sa le esigenze che ci sono in casa, è un esempio di praticità e concretezza, soprattutto se ha quattro figli come Katie Richardson. Così mi sono fidata, del resto un solo figlio sarebbe stato una passeggiata per Katie e se dice che con Puj tutto è più fattibile, io la seguo (e ho avuto ragione a seguirla). 

Oggi preparo la valigia, non la mia, la sua. La mia valigia la preparo solitamente la mattina stessa della partenza, anche se devo uscire di casa alle 5 o quando albeggia. Ormai vado con il pilota automatico, anche in dormiveglia so benissimo di cosa ho bisogno, di quante maglie e quanti calzetti ho bisogno, ho anche un beauty dedicato solo alle cose dei viaggi, con secondo spazzolino, secondo deodorante e dentifricio, così da fare prima ogni volta che devo partire.

"Se il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, sei nel posto giusto" Ho provato a non scrivere nulla, ma non ce la faccio. Non posso scrivere altri post sul blog, non riesco a dedicarmi ad altre attività lavorative se prima non scrivo anche di questo. Chi di voi mi segue più assiduamente sa che sono ormai al nono mese di gravidanza e sono sempre stata tranquilla durante tutti questi mesi. Non ho avuto mai grossi problemi nel viaggiare anche da sola, non ho avuto problemi nel farvi leggere quello che pensavo, provavo, facevo durante la mia gestazione.

Due giorni fa sono tornata dal mio ultimo viaggio aereo in gravidanza. Venticinque viaggi in otto mesi, questo bambino non è ancora uscito dalla pancia e ha già volato molto più di una persona normale. Perché ci tengo a dire queste cose e a fare questo post? Perché sono un po' arrabbiata e vorrei fare un po' di chiarezza. Perché sono tante le ragazze che in questi mesi mi hanno scritto bellissimi messaggi di ammirazione, ma anche tante le persone che mi hanno scritto messaggi di preoccupazione per la loro gravidanza, perché pensavano che non potessero più volare una volta incinta... ma del resto era quello che pensavo anche io, almeno all'inizio. 

Ieri sera ero al corso di yoga preparto. C'era l'ostetrica e c'era l'insegnante di yoga e in più c'erano 10 ragazze tra cui me. Una panza più grossa dell'altra, tante magliette strette e corpi affaticati. Iniziamo gli esercizi e mentre piego il braccio e porto il polso davanti ai miei occhi lo vedo, il mio vecchio tatuaggio.