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Ho sempre desiderato tantissimo andare in Norvegia e ho sempre amato i paesi del Nord Europa, ma ringrazio di non esserci mai stata prima, prima di avere un figlio. Credo infatti che mai avrei apprezzato questo paese, goduto dei suoi servizi così a pieno, come se non avessi avuto un bambino con me. La Norvegia, così come la Danimarca e credo pure la Finlandia, sono luoghi da amare in compagnia di un piccolo giocherellone che ce ne fa apprezzare ancora di più la bellezza e, diciamolo, la sua civiltà.

Giulio: 40 voli, 25 mentre era ancora nella mia pancia, oltre 15 a 15 mesi poi, se non mi sbrigo a segnarli prima o poi perderò il conto. Di voli in questo anno e mezzo quasi, ne ho presi tanti e di compagnie aeree pure. Ho parlato già dei voli in gravidanza di quello che si dice, di quello che è vero e di quello che è valido sì, ma non per tutte le gestanti. Ogni compagnia aerea è diversa, alcune fanno volare fino quasi al nono mese e così anche quando un bambino è nato, ogni compagnia aerea si comporta in modo diverso. 

La mia valigia ormai posso farla a occhi chiusi. Spesso e volentieri mi sono trovata a farla la mattina alle 6, quando alle 7.30 mi aspettava un treno, alle 12 un aereo e io partivo per una settimana o giù di lì. Sono sempre stata dell'idea che nella valigia vadano le cose importanti, quelle superflue, quelle che so di potermi dimenticare, se poi non le ho con me, posso ricomprarle. Detto questo, durante i miei numerosissimi viaggi, mi sarà capitato sue no di ricomprare qualcosa che avevo lasciato a casa, non più di 2 o 3 volte. 

Un anno è letteralmente volato con te al fianco e se ci penso non mi sembra siano già passati 365 giorni (anzi 366 perché il 2016 è stato un anno bisestile), ma molti, molti più. Sei diventato grandissimo, a volte ti tengo tra le braccia e non capisco in quale strano modo tu ti sia alzato così tanto senza che io me ne rendessi conto. Ormai riesci a raggiungere tutti i mobili, arrivi con le tue manine agli oggetti che ti interessano, hai iniziato a fare anche i tuoi primi passi e ora non riusciamo a starti più dietro!

Non ho esagerato, i cinque consigli che vi do qui, sono consigli della vita! Se siete almeno un po' matti come me e decidete di partire da soli con un neonato, vi meritate questi cinque consigli, frutto di almeno un mese di ripensamenti e di una notte prima del viaggio ad arrovellarmi il cervello su cosa non dovevo portare e cosa sì, dovevo proprio portare.

La prima cosa che ho fatto a gennaio di quest'anno, quindi appena nato Giulio, è stata assicurarmi che avesse un'assicurazione sanitaria adeguata. Già sapevo che avremmo viaggiato molto, o comunque lo speravo, e prima di pensare a qualsiasi destinazione volevo garantirmi e garantirci la serenità di partire per qualsiasi meta senza avere l'ansia del "e se succede qualcosa come facciamo"?

Chi ama i libri lo sa, il regalo più gradito per ogni occasione è senza dubbio qualcosa da leggere, da sfogliare, da toccare e far scorrere sotto le dita, il regalo perfetto per chi ama la lettura è senza dubbio un buon libro. Ecco perché ho deciso di regalare a Giulio il suo primo libro, non primissimo è vero, ma primo perché super personalizzato, il libro Dov'è finito il mio nome?

Era da tempo che volevo visitare Cuba. La immaginavo, la vedevo nelle foto dei post dei blogger italiani e stranieri, la sognavo bella e colorata e non sono rimasta affatto delusa. Cuba è stata un grande centrifugato di emozioni, dall'arrivo in un'assolata mattina a L'Avana, ai sorrisi allegri di chi incontrava lo sguardo di Giulio per la prima volta, fino all'epilogo del nostro viaggio e alla notizia della scomparsa di Fidel Castro.

L'avrete senza dubbio visto fare da tantissime donne, magari anni fa non erano così tante, ma oggi è impossibile nono notarle. Mamme canguro le chiamano, anzi ci chiamano e ci chiamiamo, mamme che hanno deciso che portare è una delle più belle prove d'amore, uno dei regali più meravigliosi che si possa fare alle mamme e ai propri bambini, sì va bene anche ai babbi!

Mi sento di scrivere questo post dopo qualche mese dalla nascita di Giulio, nove per la precisione. Ecco un altro mito da sfatare sulla correlazione bambini e lavoro, a patto che si parli di una libera professionista, perché questa è la mia esperienza e altre non ne conosco, o non le conosco così bene come la mia, e ci mancherebbe.