Il viaggio che si è appena concluso in Germania, è stato un viaggio incredibile, particolarissimo, un viaggio in bicicletta da sola con mio figlio Giulio. L’itinerario ci è stato organizzato da Girolibero, di cui ho ormai sposato la filosofia e con cui lo scorso anno ho fatto un viaggio di gruppo in Olanda (in bici e barca) e con cui quest’anno ho deciso di fare un viaggio di famiglia senza gruppo. Curiosi di sapere meglio chi è Girolibero? Ho scritto un post su Girolibero quando sono stata al loro headquarter a Vicenza due mesi fa.

L’idea del viaggio in Germania in bicicletta l’avevamo da tempo, Girolibero ha reso possibile l’idea. L’itinerario, la
Ciclabile dell’Altmühl sette giorni tra i dinosauri, era tra i più semplici. Siamo partiti io e Giulio da soli, una domenica mattina di metà giugno per raggiungere da Rimini l’aeroporto di Bologna. Il viaggio di sette giorni prevede 5 giorni effettivi di pedalata e due giorni dedicati all’arrivo e al ritorno a casa. La destinazione va raggiunta in autonomia. Io e Giulio abbiamo preso un volo Air Dolomiti da Bologna diretto a Monaco di Baviera e poi da lì un treno per raggiungere la nostra prima tappa, dalla quale saremmo partiti il giorno dopo in bicicletta: Gunzenhausen.

Come funziona un viaggio di questo tipo?

L’esperienza dello scorso anno è stata di un viaggio con un gruppo di famiglie. Questo vuol dire che assieme alla mia c’erano altre 3 famiglie con cui fare un itinerario stabilito in bicicletta, assieme ad una guida che pedalava, mangiava e dormiva con noi. L’itinerario era super guidato, ogni sera la nostra guida ci presentava il percorso che avremmo fatto il giorno dopo e la mattina dopo ad un orario stabilito partivamo tutti insieme, in compagnia.

Il secondo viaggio con Girolibero, l’ho voluto fare senza gruppo, soluzione che Girolibero propone a chi preferisce avere sì un itinerario stabilito, ma ama viaggiare al proprio ritmo e senza guida. La Germania è stata quindi un viaggio individuale, un viaggio dove eravamo solo io e Giulio, con l’assistenza e la logistica a cura di Girolibero, che lavorava per noi dietro le quinte.
Ma quali sono i servizi del tour operator? La prenotazione di tutti gli hotel del giro, il trasporto bagagli da hotel a hotel tutte le mattine (comodissimo!), il noleggio della bici sul posto (anche carrellini o accessori speciali per trasportare i piccoli, poi vi spiego), un numero di assistenza attivo tutti i giorni, l’assicurazione medica e per eventuali danni al bagaglio.
Resta da organizzare in autonomia il viaggio di arrivo e di ritorno (ma anche qui Girolibero, su richiesta, può organizzarvi tutto).

Come fai a trovare la strada ogni giorno?

Il giorno di arrivo è senza bicicletta, si può prendere del tempo per familiarizzare con il luogo, per fare un giro e per rilassarsi o prepararsi per la tappa del giorno successivo. Dal secondo giorno si comincia a pedalare, seguendo il materiale informativo ricevuto. La prima parte delle informazioni viene mandata da Girolibero a casa, nel momento in cui si prenota il viaggio: lì ho ricevuto i dettagli dell’assistenza medica, i voucher per il ritiro della bicicletta, la lista degli hotel, tutto l’itinerario spiegato nel dettaglio e le informazioni sulle città di destinazione.

La seconda parte di materiale viene data sul posto. Si trovano le mappe, i voucher per le notti in hotel e le etichette bagaglio per contrassegnare le proprie valigie (e il passeggino) per il trasporto.
Già, perché una cosa che tengo a sottolineare è che le valigie non vengono portate in bicicletta, ma ogni mattina si lasciano in hotel e vengono portate in macchina da un albergo all’altro, così all’arrivo le trovate pronte ad aspettarvi. All’ultima tappa, l’ultima sera, l’hotel viene incaricato anche di ritirare la bicicletta, così è risolto anche il problema di riportarle al punto di partenza, e si può ripartire verso casa solo con le proprie cose (nel nostro caso, una valigia e un passeggino).
Il nostro viaggio in Germania, come detto livello di difficoltà basso, aveva delle piste ciclabili molto ben segnalate, era davvero difficile perdersi o mancare la strada. Inoltre, con noi c’erano tanti altri turisti, gruppi o famiglie, che facevano il nostro stesso percorso o nel verso opposto ma che erano comunque in pista come noi.

Le mappe sono facili da leggere e ci sono sia le cartine con i percorsi, sia le indicazioni descrittive con segnalate le varie città da incontrare prima di arrivare alla destinazione giornaliera. I km proposti ogni giorni non sono mai troppi, si va da un minimo di 20/25km ad un massimo di 50km (a onor del vero noi 50 km li abbiamo fatti solo un giorno e con mille soste in mezzo, così non abbiamo mai sentito la fatica).

Informazioni pratiche: quale bici noleggiare

La mia bicicletta era una citybike robusta e ben equipaggiata e trainava un carrellino dove Giulio si sistemava ogni giorno. Lì dentro ho potuto sistemare anche uno zainetto con i cambi per la giornata e i giochi di Giulio. In più, il mio portapacchi aveva due sacche laterali, per la merenda, i fazzoletti, una mia borsa e altri effetti personali da tenere a portata di mano.
Giulio una volta seduto nella sua “carrozza” poteva prendere in autonomia lo zaino e decidere quale gioco fare o rimettere a posto. Giulio nel carrellino era legato in sicurezza e la capotta poteva essere completamente aperta, oppure coperta da una zanzariera o da una capotta plastificata in caso di pioggia o di forte vento.

Nel complesso il carrellino non è così pesante: certo tra Giulio, gli zaini e il naturale peso del carrellino, probabilmente una trentina di kg li ho portati, ma andando ad un ritmo molto personale e costante, non era difficile spostarsi in modo sereno e tranquillo, senza affaticarsi troppo. Le distanze erano ogni giorno fattibili e noi ci prendevamo tutto il tempo che ci serviva per compierle.

Giulio come ha vissuto questa esperienza?

Tralasciando un po’ il lato pratico e informativo e andando più su quello umano, devo dire che Giulio dopo una settimana mi è sembrato cresciuto tantissimo. Abbiamo improntato fin da subito un rapporto di intensa fiducia, molto di più di quella che c’è a casa di solito. In viaggio, soli io e lui, avevamo bisogno di sapere di poter contare l’uno sull’altro. Ci divertivamo e ridevamo quando potevamo farlo, ma quando era necessario pedalare, allora dicevo lui che “dovevamo ripartire per raggiungere la nostra nuova casa”.  La settimana è volata velocissima e durante i sette giorni il nostro rapporto in viaggio è cambiato e si è evoluto molto, tanto che alla fine eravamo completamente in sintonia sulle pedalate e le pause. Sapevo benissimo quando era il momento di fermarci perché Giulio aveva bisogno di correre e sgranchirsi le gambe o quando non potevamo fermarci perché non c’era modo di rilassarci a bordo pista. Durante le giornate ci prendevamo tante pause, per mangiare e per bere, per rilassarci su un prato, per giocare con altri bimbi quando li trovavamo lungo il percorso. Devo dire che lui nel carrellino spesso si addormentava, giocava e inventava giochi, guardava il paesaggio. Ho notato un giorno una cosa bellissima: l’ho visto guardare le nuvole, steso nel carrellino e dopo poco chiudere gli occhi e addormentarsi. Mi è sembrata un’immagine bellissima, di tenerezza e di scoperta che credo poterò per sempre con me e credo che questo viaggio lo ricorderà anche lui, nel suo cuore.

L’ultimo giorno in Germania, Giulio dal nulla mi ha detto: “E` stato proprio un bel viaggio mamma“. Questo è valso tutta la fatica fatta, il sole di mezzogiorno e le pedalate di cui approfittavo mentre lui dormiva per “recuperare un po’ di strada”. Non solo è valso tutta la fatica, ma ha aggiunto gioia a quella che provavo mentre mi perdevo nei miei pensieri durante le tratte più pianeggianti, mentre cantavo in bicicletta per “farmi compagnia”, mentre mi sentivo libera in viaggio con un bambino di 3 anni come compagno di avventura.

Un viaggio da fare una volta nella vita

Non avrei mai pensato che un viaggio in bicicletta potesse davvero essere così bello. Lo sapevo, memore dello scorso anno, ma questo in particolare ha superato ogni mia più rosea aspettativa. Mi è sembrato un sogno ora che ci ripenso. E` passato davvero troppo in fretta, il tempo in bicicletta è volato e tutto quello di cui ho memoria è il tempo bello passato nella natura, il tempo passato insieme a Giulio. Un viaggio di questo tipo mi ha completamente rimesso al mondo, ha ricentrato le mie priorità, ha rimesso in moto i miei pensieri e soprattutto le mie gambe!

La parte più bella del viaggio e che consiglio a tutti di fare almeno una volta nella vita, è stata quella di essere da sola con Giulio. Lui 3 anni e tante necessità, io 35 con altrettante esigenze dettate forse più dalle convenienze sociali che da quelle interiori. Ci siamo confrontati spesso, come si confrontano un bambino di 3 e un adulto di 35, abbiamo pranzato a bordo strada con un panino, a sedere su un marciapiede fuori dal supermarket per la troppa fame e abbiamo preso spesso gelati per premiarci dei traguardi raggiunti (scambiandoci i gusti perché “il tuo è più buono”). Abbiamo litigato e discusso a volte, ci siamo abbracciati forte e baciati spesso per darci sostegno e la carica. Giulio è cresciuto moltissimo nei sette giorni di questo viaggio e io non vedo l’ora di ripartire ancora con lui per essere testimone dei suoi cambiamenti.

Il mio itinerario nella Ciclabile dell’Altmühl

Ho speso poche parole fino adesso sulla Ciclabile dell’Altmühl, non perché non fosse importante, ma perché pensavo fosse più importante far capire l’organizzazione di un viaggio in bicicletta di questo tipo. Passo ora a raccontarvi un po’ della Ciclabile dell’Altmühl. Il livello di un itinerario del genere è base, adatto a tutti. La ciclabile è molto ben segnalata, è davvero difficile sbagliare strada. I paesi che si incontrano lungo il percorso sono più o meno grandi, tutti molto carini e quelli in cui si passano le notti sono piccoli centri con ristoranti, gelaterie e graziosi hotel.

Partendo da Gunzenhausen si arriva il secondo giorno (primo in bicicletta) a Treuchtlingen o Weißenburg, in base all’hotel prenotato. Da lì, il terzo giorno passando per Pappenheim si arriva in un centro importante, Eichstätt. Quest’ultimo è davvero un posto che merita qualche ora di scoperta. I bambini possono giocare facilmente tra i parchi che si trovano lungo la ciclabile appena poco prima di entrare in città. Un’altra città molto carina, che è quella in cui si alloggia il quarto giorno è Beilngries, un centro molto più piccolino, molto colorato ma con diversi biergarten dove passare la serata e mangiare bene qualcosa di tipico. Gli ultimi due giorni si alloggia nei pressi di Riedenburg e poi a Regensburg. Vicino a Riedenburg si trova Essing, la città con il ponte di legno più lungo d’Europa, una vera chicca da non perdere. Mentre Regensburg, che è la meta finale del viaggio, è una vera e propria città, grande e da esplorare. Consiglio di arrivarci all’ultima tappa entro le 14 del pomeriggio in modo da poterla visitare per bene. Ratisbona (questo il suo nome italiano) è davvero molto graziosa, piena di locali, ristoranti, negozi, qui ci si può rilassare e come ultimo giorno si può pensare anche di fare un po’ di shopping. Sinceramente è una città che mi è piaciuta tantissimo e che non mi aspettavo così bella, colorata e ricca. Ci tornerei volentieri per un weekend.

Oltre alle città, la parte più bella era raggiungere queste attraverso una pista ciclabile che ogni volta ci sorprendeva. E tra una città e l’altra? Spesso incontravamo animali, come cavalli o asini, ci attraversavano le strade sterrate i topolini di campagna e i nostri paesaggi erano campi e prati in cui perdevamo lo sguardo spesso e volentieri o ci fermavamo per fare una pausa o giocare un po’. Nel nostro itinerario erano presenti anche tanti suggerimenti su musei o luoghi dove fermarsi per vedere qualcosa di diverso. Noi ci siamo fermati solo al Dinosaurier Museum Altmuhltal, che era l’unico secondo me più alla portata di Giulio. Il museo, un vero parco giochi in realtà, pieno di bambini di diverse età, ci ha permesso di rilassarci per qualche ora giocando a fare gli esploratori, gli archeologi e ad inventarci storie nuove prima di riprendere la nostra strada, in vista della tappa giornaliera.