Ho conosciuto Girolibero esattamente un anno fa, a presentarmelo era stato l’Ente del Turismo dell’Olanda con cui da sempre sono in buoni rapporti (perché amo l’Olanda!). Il suo modo di viaggiare mi era sembrato da subito un’idea interessante, soprattutto per tipi come noi che sì, amiamo andare in bicicletta ma forse da soli non ci saremmo mai avventurati a fare un viaggio del genere. 

Invece abbiamo non solo fatto un primo viaggio in Olanda in bici più barca, ma a breve ne faremo un altro in Germania, in bici con notti in hotel, questa volta da soli e non più in viaggio di gruppo. Insomma, siamo saliti di livello e abbiamo preso consapevolezza del fatto che una vacanza in bici può essere facile anche in famiglia!

Facciamo un passo indietro però, chi è Girolibero e cosa fa a Vicenza, perché è conosciuto, per cosa soprattutto e perché affidarsi a chi sta dietro e lavora giorno dopo giorno sui viaggi del tour operator?
Girolibero/Zeppelin (poi vi spiego la differenza) nasce nel 1998 da un’intuizione di Pierpaolo Romio, mente e primo viaggiatore del gruppo. Vicenza è la città da cui è partito tutto e negli anni (20 festeggiati lo scorso anno) è sempre rimasta il cuore pulsante dell’attività. I primi uffici in un vecchio palazzo del centro storico, oggi ad appena 10 min da lì (qui si misura tutto in tempobici), in un’ex pelletteria riqualificata nel 2015. Al piano terra 1.500 mq di magazzino, con circa 2.500 biciclette tra citybike, elettriche e da corsa – senza dimenticare quelle con il carrellino per i bimbi, mentre al primo piano altrettanto spazio è per gli uffici di Girolibero e di Zeppelin.

La cosa che più mi ha sorpresa, che potrà sembrare banale ma vi assicuro non lo è, è stata il dovermi ripetere (spesso e volentieri), siamo in Italia, Federica siamo in Italia. Tutto all’interno di Girolibero mi ha fatto pensare a una dimensione europea, dal numero di persone al lavoro in una stanza (dove le aziende normali ne mettono almeno il doppio), alla cucina dell’azienda con piani a induzione, frigo, lavastoviglie, macchina per caffè (di quelle da bar!), tre tavoli rotondi e un grande patio all’esterno con piante di limone, il simbolo del viaggio in Italia (ve lo ricordate Goethe?), dato che la metà dei cicloturisti di Girolibero sono stranieri che pedalano nella nostra Italia. E se il giallo-limone vi accoglie salendo dalle scale, il colore che vi accompagnerà durante la visita alla sede è senz’altro l’arancione (lo si vede anche dal logo) che ricorda il colore nazionale dell’Olanda, patria delle biciclette.

Salendo le scale ci si trova subito in cucina. Ci si sente a proprio agio fin da subito, accolti come a casa, magari davanti a una tazzina di caffè. Qui entrano gli ospiti, i visitatori, i viaggiatori. La cucina è la parte che in assoluto più mi ha colpito, per un attimo ho pensato seriamente che avrei potuto mollare Rimini e andare a vivere a Vicenza, anzi no direttamente nella sede di Girolibero – tanto qui lo spazio non manca!

Ma chi sono Girolibero e Zeppelin?
Girolibero è il tour operator di riferimento per i viaggi in bicicletta o in bici più barca, mentre Zeppelin è l’altro viaggiare: viaggi avventura, viaggi culturali, trekking, barca a vela. Gli itinerari in bici di Girolibero e quelli a piedi di Zeppelin sono rivolti anche alle famiglie con percorsi più semplici, adatti anche a chi ha bambini molto piccoli (il nostro viaggio in Olanda del resto ne è una testimonianza – allora Giulio aveva 2 anni e mezzo!).

Chi lavora da Girolibero è consapevole che la propria non è una realtà usuale, ma è anche vero che a Girolibero arrivano solo persone che sono chiamate da uno stile simile alla mission dell’azienda. Persone consapevoli, amanti dei viaggi e dell’ecosostenibilità, di uno stile di vita sano, del vivere bene ma con rispetto verso le altre persone e il mondo che ci circonda.
Frasi fatte? Non credo proprio.
Da Girolibero ogni stampante ha il nome di un albero (larice, abete, tiglio…), questo perché quando si lancia una stampa di due o più pagine il computer ti chiede la conferma “vuoi davvero stampare 8 pagine da Larice?”, e la stampa viene disincentivata, nel limite del possibile ovviamente. Tutti hanno almeno una cartina dell’Europa o del Mondo nel proprio ufficio, mentre i più fortunati possono godere di un’intera libreria di guide viaggio (se non è fortuna questa!).

L’arredamento è minimal, funzionale e confortevole. Le scrivanie elevabili (70!) sono state realizzate su misura da un artigiano del territorio: con un pulsante elettrico si può regolarne l’altezza. Percorrendo il corridoio e guardando attraverso le grandi vetrate degli uffici si vede chi lavora in piedi, chi seduto o si può assistere alle riunioni che qui si svolgono intorno a tavoli rotondi.

I 43 dipendenti di Girolibero hanno in azienda anche una sala corsi. Di cosa? Di danza classica, di yoga, pilates o di tutto quello che va loro di organizzare nelle pause pranzo. C’è chi fa una pausa pranzo di mezz’ora per uscire alle 17.30 e raggiungere la famiglia e chi le fa di un’ora e mezza inserendo uno dei corsi in programma, un giro in bici o una corsetta (tanto poi c’è anche la doccia!). Tutto è organizzato in relazione al benessere della persona e si nota.

L’ufficio che più di tutti mi ha fatto invidia è quello di chi costruisce, materialmente, i percorsi per i viaggiatori. Gli itinerari di Girolibero e di Zeppelin vengono tutti studiati nel dettaglio a Vicenza. Spesso chi lavora qui è chiamato a provarli, a testarli per capirne la fattibilità e la bellezza, in solitaria o con la famiglia. Chi li prepara non solo è informato sulle destinazioni, ma sa come vengono proposti e quali sono le persone che preferiscono questi itinerari: in questo modo i viaggi vengono sempre costruiti tenendo conto degli interessi del loro viaggiatore tipo. di conseguenza le attenzioni su alcuni aspetti sono necessarie.

Girolibero/Zeppelin fanno muovere ogni anno circa 20.000 viaggiatori. Di questi almeno il 40% sono italiani che viaggiano all’estero, mentre il 60% sono stranieri che viaggiano in Italia.
I percorsi in bici preferiti dagli italiani in Europa sono la mia Olanda in bici e barca, la Francia dei castelli della Loira, la ciclabile del Danubio in Austria da Passau a Vienna, la Avenue Verte da Parigi a Londra.
Le mete a piedi di Zeppelin che mi sono segnata? Un viaggio in Lapponia tra slittini, ciaspole e la casa di Babbo Natale; il Cammino di Santiago per famiglie (con trasporto bagagli e notti in pensioni più confortevoli dei classici ostelli); un trekking in Salento.

Un consiglio? Richiedete il loro Quaderno di viaggio sul sito: è gratuito e già da lì potrete “toccare con mano” la cura del dettaglio di questo tour operator!