Top
  >  Tag "Asia" (Page 2)

Negli ultimi mesi ho avuto la fortuna di poter provare diversi tipi di massaggi. Sono stata in Thailandia dove ho provato due massaggi che possiamo definire classici per il Pese in cui ci troviamo e un massaggio che è più che altro un vero e proprio rituale di bellezza, che è quello della foto della copertina del post qui sopra.

Finalmente prendo a parlare della Thailandia. Sono dovuti passare Austria e Polonia, ho dovuto metabolizzare bene per oltre un mese questi dieci giorni in Thailandia, ma ora sono qui, davanti alla tastiera a cercare di raccogliere tutti i miei pensieri. Ho deciso che farò almeno due post sulla mia esperienza in Thailandia, ma non escludo che ce ne scappi un terzo prima o poi. Se con l'Australia è stato amore a prima vista, la Thailandia non ha lasciato che io avessi un pensiero definito di questo viaggio, almeno fino ad oggi. Ora, che mi sforzo di capire com'è stato questo viaggio, credo che un'idea un po' più precisa sia quanto meno doverosa.

A parlarvi del Giappone ho iniziato subito dalle cose belle, descrivendovi le cinque cose che più mi sono piaciute del paese. Oggi invece voglio scrivere di quello che in Giappone non mi ha entusiasmato, quello che mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca. Di ogni paese a mio avviso c'è una parte bella e una meno bella, c'è una parte che si vorrebbe vivere  sempre e un'altra che invece... lasceremmo volentieri agli altri!

Come spesso accade quando si visita un paese straniero, ci sono subito cose di cui ci innamoriamo al primo sguardo, e cose che non ci vanno giù affatto. Io le mie cinque cose che mi sono piaciute del Giappone, le ho scritte tutte in questo post, buona lettura :)

Quante volte ho sentito questa parola durante il mio viaggio di 10 giorni in Giappone? Tantissime! "Arigatou gozaimasu" quando uscivo da un locale, "Arigatou gozaimasu" quando compravo qualcosa, quando passavo i tornelli della metropolitana, quando il controllore mi ridava il mio biglietto in treno. Arigatou so bene cosa significa, lo sapevo anche prima di partire. Tra le 10 parole straniere che sappiamo praticamente da sempre, arigatou ci rientra alla grande.

Sono le 4.30 di mattina qua a Kyoto e io non riesco a dormire. Quando faccio uno di questi viaggi mi dimentico sempre di prendere qualcosa per l'insonnia da viaggio, come se non ne soffrissi. Stessa sorte mi era capitata a New York. Io ci provo, mi rimetto giù, mi dondolo un po', mi avvicino a Giuseppe che lui il jet lag non sa nemmeno cosa sia (si addormenta la sera e si risveglia la mattina in ogni paese!), ma proprio niente. Cosi, dato che che sono sveglia mi è venuto in mente che forse potrei approfittarne per scrivere qualcosa sul Giappone.

Partire il 26 dicembre è stato azzardato, lo ammetto. Sono sul volo che da Roma, scalo ad Amsterdam, mi sta portando a Osaka e sento lasagne, pandoro e pesce riproporsi a momenti alterni. In più, come se non bastasse non mi sono fatta mancare il buon cibo giapponese che mi ha proposto la KLM. Come potevo? Ormai mi conoscete.

E` incredibile come crediamo di capire cose che non consociamo, come ci fissiamo su cose che realmente non ci appartengono credendo di averle già interpretate. E`quello che è capitato a me, e forse a qualche mio compagno di viaggio, qui in Oman. Sono partita che dell’Oman sapevo ben poco, lo ammetto. Del resto si va in un paese per conoscerlo per apprezzarlo e capirlo, non perché lo si conosce già.

Non pensavo sarebbe passato così poco tempo dalla prima notte passata nel deserto. In Giordania è stato bello passare la notte in tenda per la prima volta, qui in Oman ho passato la mia seconda notte. Il Safari Desert Camp, dove sono stata questa volta era meno spartano, con tanto di bagno per ogni sistemazione e zanzariera su ogni letto. Una camera ben arredata, anche se con l’essenziale, ma a differenza della prima volta senza elettricità e senza un minimo di campo per il cellulare, non che mi sia dispiaciuto più di tanto, una volta all’anno si può anche fare.