Siviglia è una città in cui sono stata ormai diverse volte. Ogni volta è per me un’emozione tornare in una città che mi ha sempre fatto bene. La prima volta che sono stata a Siviglia era il 2010, la seconda volta sono stata nel 2013 e la terza, dopo una vita praticamente, nel 2019! Siviglia ha sempre avuto per me un fascino grande e mi ha attirato a sé in diverse circostanze, all’apparenza diverse, ma ora che ci faccio caso spesso simili, della mia vita. 

Durante i miei diversi viaggi a Siviglia ho pensato spesso che avrei potuto viverci, lì nella parte più calda e bella per me dell’Andalusia. Le serate che non finiscono, le clara delle 22, il sole cocente anche a metà settembre e l’afa, quella sempre, anche di notte. Siviglia è magnetica per me, non ha mai smesso di dimostrarmelo, a volte attraverso piccole intuizioni, altre con delle vere e proprie coincidenze che mi hanno destabilizzata.

Per vedere Siviglia, bene o almeno senza fretta, servono 4 o 5 giorni. I voli dall’Italia impiegano circa 3 ore ad arrivare, non è esattamente dietro l’angolo per essere una meta europea e la cosa migliore, soprattutto se si hanno bambini, è secondo me alloggiare in un appartamento. Perché dico questo? Perché di viaggi, con e senza figli, ormai ne ho fatti un po’ e mi sono resa conto di una cosa: ai bambini serve abitudine e spazio. Se dovessi fare un viaggio da sola non mi interesserebbe avere una cucina come non mi interesserebbe più di tanto avere 100 mq di casa. Se viaggio con Giulio invece la cucina ha la sua importanza (tanto lo sapete che alle 6 siamo sempre in piedi e quale cucina di hotel è aperta a quell’ora?).

La cucina in viaggio per chi viaggia con i bambini è fondamentale, o almeno lo è per noi. La prima cosa che faccio quando viaggio e so che sarò in appartamento, è fare una piccola spesa. Soprattutto quella legata alla colazione. Giulio in questo è esattamente come me, un mattiniero (forse anche troppo!). Quando ci svegliamo la mattina, la prima cosa che mi dice Giulio è “mamma è giorno, andiamo!“. Io mi metto le mani nei capelli ma in fondo in fondo sono come lui, è giorno, perché stare ancora nel letto?

Quindi andiamo in cucina, ci prepariamo la colazione, io il caffè e lui latte e cereali o latte e biscotti, dipende quello che troviamo al supermercato, e guardiamo i cartoni. Giulio ormai è abituato, lo stesso cartone lo abbiamo visto in inglese (San Diego), spagnolo (Siviglia) e italiano (Rimini). Dopo essere tornato da Siviglia, dato che mentre era lì non riusciva a comunicare bene con gli altri bimbi che parlavano un’altra lingua, mi ha chiesto la prima mattina dopo il nostro ritorno di poter vedere i cartoni in inglese. Mi ha spiazzata, ha 3 anni e messo e mi ha chiesto i cartoni in un’altra lingua. Ovviamente l’ho accontentato e ho pensato che loro, i bambini, loro sì che sanno come essere migliori di noi.

Dove dormire a Siviglia in appartamento

A Siviglia abbiamo alloggiato all’Alameda, nel centro storico anche grazie a Novasol Italia. L’appartamento, al primo piano di un edificio su Calle Santa Clara, era composto da tre camere, un bagno, un’ampio soggiorno con tre divani e una cucina con lavastoviglie, fuochi, frigo e aria condizionata. Inoltre, un piccolo balcone che si affacciava nella corte interna, ci dava la possibilità di starcene “all’aria”, in attesa che le ore più calde del pomeriggio passassero per poter uscire di nuovo.
Ricordo il mio primo e il mio secondo viaggio, avevo trovato l’Alameda un posto bellissimo e questa volta ci sono finita un po’ per caso. L’Alameda de Hercules è considerato il parco pubblico più antico di tutta Europa. Qui c’è di tutto, dalle famiglie con i bambini che giocano nei parchi divisi per età, ai locali e ai ristoranti dove la sera si fa festa (qui si fa festa più o meno tutto il giorno a dire il vero).

Cosa vedere a Siviglia in 4 giorni

Tra le cose da non mancare a Siviglia, mi sono fatta una personalissima classifica durante tutti questi anni e viaggi. Le cose da vedere non cambiano in base alla stagionalità, ma quelle da fare potrebbero subire delle variazioni, ad esempio la piscina che si può fare anche tutti i giorni a giugno o ad agosto o a settembre, a gennaio la sconsiglio.

1. Cattedrale e Giralda

La Cattedrale di Siviglia è la terza Cattedrale più grande al Mondo e la più grande della Spagna. Assieme alla Giralda è un luogo da esplorare e assieme all’Alcazar è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Nella Cattedrale si trova la tomba di Cristoforo Colombo. In realtà la Cattedrale di Santo Domingo in Repubblica Dominicana (dove sono stata nel 2018) rivendica di custodire lì le spoglie di Cristoforo Colombo e nonostante un’analisi del DNA ancora non si è giunti ad un accordo definitivo.

La Giralda, l’antico minareto, è un luogo splendida da cui avere una vista sui tetti di Siviglia. Non c’è ascensore e nemmeno scalini, i piani sono 35 e una volta giunti in cima si ha una vista a quasi 360 gradi su Siviglia. Curioso è vedere quante piscine ci sono sui tetti della città, dalle case private agli hotel è tutto un bagno azzurro!

2. Alcazar

Uno dei palazzi più antichi e affascinanti del mondo, qui dentro bisogna sognare quello che Siviglia è stata nel tempo e magari farselo raccontare da una guida! Un posto ricco di storia, divenuto come lo conosciamo noi oggi grazie a Pietro I il Crudele. Pietro I chiamò gli artigiani arabi più bravi per abbellire e rendere l’architettura dell’Alcazar ancora più mudéjar. I giardini che si trovano all’esterno dell’Alcazar (c’è anche un piccolo labirinto) sono i più belli della Spagna, vale la pena prendersi una mezza giornata per visitare l’Alcazar o una giornata intera per visitare Alcazar, Cattedrale e Giralda e fare le cose con calma.

3. Metropol Parasol

Viene anche chiamato Setas, ma i sivigliani chiamano questa struttura costruita solo nel 2011: i funghi. Il Metropol Parasol è un’opera che regala ombra alla Piazza della Encarnacion. Si può accedere alla struttura per ammirarne il panorama. Nella parte alta del Metropol Parasol c’è anche bar dove si può fare un aperitivo con vista su Siviglia. La passeggiata sopra i funghi è corta, ma le foto che si possono fare sono tantissime. Nella parte bassa della struttura ci sono anche dei giochi per i bambini. L’ingresso ha un costo di 3€ circa, gli ascensori sono e la biglietteria sono nella parte sotterranea rispetto all’altezza della strada.

4. Plaza de Espana

Solo il nome di questa piazza mi ricorda momenti bellissimi vissuti qui. Piazza de Espana è una gigante tela, da qualsiasi parte ci si mette, si incornicia una parte di Siviglia. Plaza de Espana è strutturata a forma di U, circondata da due torri, in mezzo una fontana e un canale di circa 500 metri in cui si possono noleggiare delle piccole barche. Nella piazza si trovano 48 banchi, ognuno di questi rappresenta una delle province spagnole, è bello sedersi qui, farsi scattare qualche foto o aspettare l’ora del tramonto ammirando la piazza che si colora di arancione.

5. Mangiare alla Taberna Coloniales

Fin dalla prima volta che sono stata a Siviglia, sono stata a mangiare nella Taberna Coloniales. Un luogo caratteristico della città in cui mangiare bene e tipico. La Taberna si trova in Calle Fernández y González al numero 36 e qui si può mangiare bene senza spendere una fortuna. La prima cosa da fare una volta arrivati fuori dal locale, che generalmente ha sempre un pochino di fila, è entrare e far segnare il proprio nome sulla lavagna dell’ingresso, poi ordinare una birra e fermarsi a sorseggiare la cagna assieme ad altri ospiti che attendono il proprio tavolo, in strada. Una cosa super tipica per Siviglia, una tradizione che a me piace tanto rispettare quando sono nella bella città spagnola.

Oltre a questo, il consiglio per me è sempre lo stesso e vale per tutte le città in cui sono stata e in cui andrò: girovagare senza meta alcuna per diverse ore nella giornata. Sembrerà una stupidata, ma a stare sempre dietro ai percorsi e alle guide turistiche, si finisce per perdersi il meglio delle città. I percorsi fatti dai libri sono meravigliosi e per il primo giorno si possono anche seguire, ma poi bisogna andare a naso, a intuito, seguendo le strade che ci chiamano, sentendo la musica, seguendo i colori delle strade.

Mi sono accorta nel tempo che tutti i posti più belli e sconosciuti che ho scovato in viaggio, li ho banalmente trovati solo perché mi ero persa.