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  >  Il mio racconto   >  Un salto al Cersaie di Bologna per curiosare da Scavolini

L’arredamento è diventato negli ultimi due o tre anni, essenzialmente da quando cerco e ho una casa mia, uno dei mie pallini. Non sono un architetto, non sono un progettista né un arredatore, ma guardare, osservare e curiosare, mi piace molto. Per questo motivo ho deciso che il Cersaie di Bologna, a cui non ero mai stata, poteva essere una buona occasione per dare uno sguardo alle nuove tendenze in tema bagni e arredamento in generale.

La casa che ho acquistato due anni fa, quasi tre ormai, è praticamente finita, ma come ogni “nuova” casa che si rispetti manca ancora di alcune finiture. Tra queste le tende nella mia camera, la carta da parati che vorrei nella parete del mio letto e all’ingresso, un pouf in camera, una possibile porta a scorrimento fumé tra la sala giorno e quella notte e… una marea di altre piccole cose. Dell’arredamento, in questi pochissimi anni, una cosa sola l’ho capita benissimo: in casa non si finirebbe mai di mettere a posto, arredare, cambiare, sistemare e modificare.

Essenzialmente quindi, la nostra casa è anche a posto così, ma non gli vuoi dare un ritocchino di tanto in tanto? E quale modo migliore se non farsi venire ispirazioni e idee andando a una delle fiere di settore più famose del nostro Paese? La verità è che dopo il Cersaie ho avuto un impulso irrefrenabile di riorganizzare entrambi i bagni, per lo più quello principale, bello sicuramente ma a cui manca a mio avviso quel tocco che lo renderebbe unico e perfetto per noi.

Al Cersaie sono stata solo un giorno, ma mi è bastato perché sono tornata a casa con un mucchio di idee, tanto che per giorni non ho fatto altro che parlare di nuove cose da mettere qui e spostare lì e visionare le proposte viste dal vivo, anche online.

Tra le varie proposte del Cersaie, mi ha colpito Laundry Space – la zona lavanderia – essenzialmente per due motivi: l’ho vista da Scavolini, brand di cui ho già una cucina importante, secondo motivo perché io non ho una zona lavanderia. Mi spiego meglio. Anzi, vado per ordine. La cucina Scavolini, che tra l’altro era presente in parte anche allo stand del Cersaie, l’abbiamo acquistata tre anni fa ed è perfetta, esattamente come la volevamo. I colori, la finitura, i materiali e l’estensione, diciamo così, è perfetta per il tipo di casa che abbiamo e che ci immaginavamo di avere. La cucina Scavolini per noi è stata una certezza, da quando l’abbiamo visionata sul catalogo a quando l’abbiamo vista prima in esposizione e poi montata a casa nostra.

Come poteva quindi non essere una certezza anche la zona lavanderia che presentavano al Cersaie? Parlando prima della nostra zona lavanderia, a casa nostra è sempre stata un punto di domanda. Non lo nego, io non ho mai, mai, mai stirato! Non mi interessa stirare, usiamo pochissime le camice e sono convinta che i vestiti se ben asciugati (abbiamo un’asciugatrice in casa) e ben piegati, non necessitano di altro. Per le situazioni di emergenza ho un ferro da stiro verticale.

La zona lavanderia comunque, in casa nostra è ben organizzata, si trova nel corridoio e nemmeno si nota se non sono io a dirlo ai miei ospiti. Per zona lavanderia cosa intendo io? In casa nostra zona lavanderia si intende essenzialmente lavatrice e asciugatrice, nulla di più. Ha comunque tutto quello che serve perché oltre alla lavatrice e all’asciugatrice (una sopra l’altra), si trova trova nel doppio armadio del corridoio il cesto per i panni, detersivi e ferro verticale, appunto.

La zona lavanderia che Scavolini ha presentato al Cersaie è meravigliosa, degna del brand che rappresenta. Rifinita, ma soprattutto molto dinamica con cesti della biancheria non fissi, un lavabo con piano mobile per lavare piccoli panni e uno specchio che nasconde, una volta aperto, un piccolo stendino adatto alle necessità dell’ultimo minuto. La lavanderia in questo modo è quasi un piacere da vedere e da usare, per quanto non tutti amano stendere, lavare e stirare (me compresa a dire il vero). Scavolini invece, realizza in uno spazio ben delineato un piccolo paradiso per ritagliarsi un minuto per sé, dopo il lavoro, prima della scuola, dopo la partita di calcio.

La cosa più carina però, all’interno di questa Laundry Space l’ho vista nella zona stireria. La tavola da stiro nemmeno si nota, ma quando il piano che la copre si alza, compare un’asse da stiro. L’asse, si gira su se stessa e si allunga per diventare un vero e proprio appoggio dove stirare camice e vestiti e scompare nuovamente una volta finita la sessione di stiro.
Mi sono chiesta, una volta visto tutto questo, se con una casa più grande, avessi avuto anche io una zona lavanderia o anche solo un’asse da stiro dove provare (una volta ogni tanto) a far venire le mie magliette senza pieghe.

Chissà! Al momento non me lo chiedo, la casa che ho ora mi basta, ma chissà per quanto tempo e chissà che, una volta trovata un’altra soluzione abitativa, io non ritorni, catalogo in mano da Scavolini, per ridisegnare tutta la mia nuova zona lavanderia dove scommetto, farò un po’ di tutto tranne stirare davvero!

Per i più curiosi, il sito di Scavolini riserva grandi sorprese, mentre per chi sta pensando di rifare qualche zona del proprio ambiente domestico do una piccola conferma (nel caso ce ne fosse bisogno): Cersaie è un gran bel posto dove perdersi a Bologna!