Conosco Stokke da quando sono nati i mie tre nipoti (10, 8 e 8), quindi da parecchio tempo. Mio fratello era fissato con queste sedie della Stokke che io, ancora ben lontana dall’avere figli e dal pensare ad una possibile famiglia, nemmeno sapevo esattamente cos’erano. Mi è bastato vederle montate e concerne i benefici per apprezzare a pieno quest’azienda norvegese.

Quando ho saputo di Giulio ho ovviamente subito iniziato a stilare una lista nascita. Questo mi serve, questo me lo prestano, questo lo voglio assolutamente comprare nuovo, questo invece me lo devono regalare i nonni. Insomma, tra le cose che volevo assolutamente c’erano le sedie della Stokke: robuste, belle e indistruttibili.

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A dire la verità, tutti i mobili della Stokke sono indistruttibili, ma la cosa ancora più bella, se possibile, è che quasi tutti si trasformano, si adattano e cambiano con il tempo che passa, per seguire le esigenze dei bambini più piccoli. Da mamma ora me ne rendo conto, il tempo per i piccolini corre davvero in fretta. Non si fa in tempo a comprare un paio di pantaloni, un paio di scarpine o una maglietta che dopo due settimane sono già stretti. Il rischio ci sarebbe anche per i mobili della cameretta dei bimbi, per il seggiolone, per il fasciatoio, che prima o poi non serve più, per il bagnetto e il lettino.

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La caratteristica degli oggetti marchiati Stokke è che si adattano alle esigenze dei piccoli, cambiano e si trasformano. Così le sedie Stokke, Tripp Trapp, che ho comprato nel loro nuovissimo colore bianco con una protezione bianca con stelline azzurre, che con il Newborn Set offrono una seduta ergonomica al piccolo avvicinandolo alla tavola dei genitori così da permettergli di interagire di continuo, di vedere i movimenti dei genitori, di ascoltarne le chiacchiere e prenderne tutte le carezze.

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Ho sfruttato a pieno il set Newborn, soprattutto la mattina, quando io e Giulio facciamo colazione assieme, ci guardiamo, ci studiamo, quando da piccolissimo lì dentro ci si addormentava pure, per qualche minuto eh, poi subito come sentiva la mia voce si svegliava, mi guardava e mi sorrideva. Il Tripp Trapp, tolto il Newborn diventa a tutti gli effetti un seggiolone, anche se non mi piace moltissimo chiamarlo così. Una sedia in cui i bambini, da quando riescono a stare a sedere da soli, trovano il loro massimo conforto. La sedie si regola in base all’altezza del bambino, diventando una vera e propria sedia da scrivania quando il bambino diventa un vero e proprio ragazzo.

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Ho trovato questa sedia splendida, anche perché perfettamente ergonomica, fin dalla prima volta che l’ho vista, oggi con i colori della nuova collezione poi è ancora più bella. La mia casa è quasi interamente bianca e la sedia bianca l’ho trovata perfetta per il nostro stile.