Il nostro viaggio in Thailandia è stato incredibilmente veloce ma anche incredibilmente diverso da tutto quello a cui avevamo abituato Giulio. Con noi avevamo portato dietro il passeggino, usato poco, e la fascia, usata tantissimo! La Thailandia e Bangkok nello specifico sono state per noi un viaggio lampo, ma nonostante questo bellissimo.

Quando mi sono posta la domanda se pubblicare anche questo fotolibro, oppure soprassedere, dato il tempo effettivo di viaggio, all’incirca 5 giorni pieni, ho davvero avuto qualche dubbio. Ho deciso infine di stampare anche le fotografie di questo viaggio per due semplici motivi: il primo è che, come ho detto, è stato un viaggio davvero particolare e vorrei tanto che Giulio ne avesse e continuasse ad averne memoria. Il secondo motivo è per la durata del viaggio: lampo, appunto. A volte siamo portati a parlare di viaggio, solo se questo effettivamente ha una durata sostanziosa. Il viaggio in Thailandia è stato molto breve, temporalmente parlando. Per quanto riguarda la destinazione, la posizione, il viaggio inteso come numero di ore per arrivarci, la lingua parlata a destinazione, le novità e il clima completamente diverso che abbiamo trovato in Thailandia, allora vale davvero la pena parlare di viaggio con la V maiuscola, ricordarsene e stampare le foto per mantenere vivo il nostro sentimento.

Il periodo di viaggio che abbiamo passato in Thailandia ci ha dato tantissimo. La spensieratezza e il non avere programmi hanno fatto tanto, le amicizie trovate ad attenderci, il resto. Il bello di questo viaggio in Thailandia, le cui immagini sono passate più volte su questo blog o nei social, è che c’è un parte di viaggio sconosciuta a tutti, se non a noi tre e ad altri due amici thailandesi. Ci hanno fatto promettere che mai avremmo pubblicato il posto o il nome dell’evento che avremmo visto. Che mai avremmo pubblicato immagini di questo luogo sconosciuto ai più, nascosto e ancora molto vero perché visitato per lo più dai local. Siamo stati in un posto incredibile a Bangkok, anzi appena fuori Bangkok.

Ovviamente non vi parlerò ne di cosa abbiamo fatto,  ne di cosa abbiamo visto, ne di chi c’era con noi. Non posso, l’ho promesso.
Ecco allora l’ultimo ma il più importante motivo per cui ho deciso che, nonostante la Thailandia fosse stata un viaggio super lampo anche assieme a Giulio, valeva la pena stampare tutte le nostre fotografie e immortalare quegli attimi di viaggio: perché c’era qualcosa che non avrei più potuto rivedere (online men che meno) nel caso il mio telefono avesse fatto una brutta fine.

Ho stampato tutto, almeno 15 pagine di sorrisi e metropolitane, Bangkok colorata e di notte, 15 pagine di dormite nei letti giganti, di mango sticky rice, di pad thai, di piedi scalzi e autoscatti. Ho stampato tutta la nostra prima Thailandia insieme, il nostro procedere stupefatti, con gli occhi stropicciati di sonno, le colazioni alle 12 e le cene a notte fonda. La nostra prima cena in camera mentre Giulio dormiva, con il club sandwich di rito e i piedi di noi tre scalzi sul letto contro le luci di una televisione di cui non capivamo nemmeno mezza parola.

Un altro libro lo aggiungo alla mia scaffalatura Cheerz, che sto portando avanti con immensa stima: ma quanti abbiamo già fatto con Giulio? Solo l’altro giorno, contandoli, mi sono accorta che Giulio ha già visto 16 paesi diversi e ovviamente questo è solo l’inizio.

Oggi, mentre Giulio sfogliava il suo libro sulla Thailandia, mi sono accorta che riusciva a riconoscere tutti, a chiamarci per nome. Si vedeva ed era felice anche se la sua memoria non sempre era precisa. Si vedeva sorridere e poi vedeva mamma e babbo che sorridevano in qualche autoscatto ed era molto felice di vedere che è il viaggio che spesso ci rende così e io sono orgogliosissima che lui pensi questo di noi. Certo, siamo felici anche quando siamo a casa, ma diciamolo: in viaggio abbiamo tutti una luce diversa e credo che di questo Giulio se ne sia accorto!