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  >  Destinazioni   >  Toronto, Montreal e Prince Edward County, il nostro Canada

Il nostro viaggio in Canada l’abbiamo preparato con largo anticipo ed è stato un viaggio molto diverso da quello che forse si fa di solito in questa parte di mondo. Ad esempio non abbiamo visto le Cascate del Niagara, non abbiamo visto Ottawa o Quebec, ma in compenso abbiamo visto Prince Edward County!

Di come ho organizzato il viaggio in pratica ne ho parlato in un precedente post, qui parlerò di cosa abbiamo visto in 8 giorni di Canada, 10 compresi i voli e di cosa effettivamente vi consiglio, dato il periodo (fine ottobre per noi, inizio novembre) e la tipologia di viaggio (in famiglia). Come dico sempre, con i bambini è meglio organizzare qualcosa in meno che qualcosa in più. Ecco perché abbiamo eliminato le cascate del Niagara, ma l’abbiamo fatto anche perché a fine ottobre farsi arrivare secchiate di acqua (gelida) addosso, non era esattamente il nostro sogno. Una forza della natura che spero riusciremo a vedere in un’altra stagione, ma a fine ottobre (da loro era già 1/2 gradi) non era esattamente il periodo ideale secondo noi. Non ci saremmo divertiti, ecco e quindi abbiamo preferito altre attività che avrebbero fatto più piacere anche a Giulio.




Abbiamo diviso equamente le notti in due notti a Toronto, le prime due, due notti a Prince Edward County, quelle centrali e due notti a Montreal, le ultime due (perché siamo atterrati in un aeroporto e ripartiti da un altro, con Air Transat questo non ha un costo aggiuntivo).
Le prime due giornate a Toronto sono state impegnative e molto belle. Toronto mi è piaciuta molto, abbiamo alloggiato in un hotel, il Gladstone Hotel, che forse non vi consiglio se viaggiate in famiglia (ne parlo in modo più approfondito nel post dedicato). A Toronto abbiamo camminato tanto, anche se il freddo non era poco. Abbiamo visto alcune delle attrazioni principali e degli edifici più caratteristici come il Gooderham Building, il caratteristico edificio ad angolo che si trova vicino al St Lawrence Market che però purtroppo noi non siamo riusciti a vedere perché era sotto lavori. Abbiamo visto il Distillery District, utilizzata una volta dai produttori per fabbricare gli alcolici, e fatto una pausa pranzo abbastanza lunga e lontana dal freddo mentre Giulio ancora dormiva. Una volta sveglio l’abbiamo portato al Ripley’s Acquarium, l’acquario più grande del Canada dove abbiamo passato tra le 2 e le 3 ore! A Giulio è piaciuto tantissimo.
Sul tardi abbiamo deciso di andare alla CN Toweralta 553 metri. Devo dire che di sera la visita è stata tanto suggestiva quanto ansiosa. Non soffro particolarmente di vertigini, ma devo ammettere che la torre è parecchio alta. Da lassù si vede tutta Toronto ed è uno spettacolo. Forse di giorno si osservano meglio le cose, ma di sera è magica.




Il terzo giorno in Canada ci siamo spostati, da Toronto a Prince Edward County. La mattina abbiamo preferito vedere ancora le ultime cose che ci mancavano in città, come Chinatown e Graffiti Alley. La seconda è una zona molto carina piena di graffiti e case colorate, ogni 2 passi ci si incanta con il naso all’insù. Ci siamo fermati un paio di volte per prendere un caffè e mangiare qualcosa, abbiamo trovato locali davvero belli, tra questi vi segnalo Strange Love Coffee e Safehouse Coffee, alcuni italianissimi ma di un italiano anni ’50 che ci hanno messo quasi nostalgia addosso! sPrima di arrivare alla nostra seconda casa e tappa, siamo prima passati a una mezz’ora da Toronto, dove si trova Legoland. Un Legoland un po’ diverso da quello che siamo abituati a vedere noi, perché si trova in un centro commerciale (solo perché qui in inverno fa davvero, davvero freddo!). Legoland ci ha fatto passare una bella mattina di divertimento e da lì siamo volati a Prince Edward County – volati è un modo di dire perché abbiamo impiegato circa 3 ore, 4 se consideriamo la deviazione a Legoland. Una volta arrivati però, non volevamo più andare via da questo posto.
Prince Edward County è una destinazione più estiva che autunnale o invernale, ma a noi è piaciuta comunque e tantissimo lo stesso. Io ho praticamente lasciato il cuore a Picton e non lo nascondo, anzi! Anzi, ho addirittura detto ai proprietari della casa che abbiamo preso in affitto per due notti se la prossima estate vogliono fare scambio casa per un mesetto. Picton è la cittadina principale di questa contea fatta prevalentemente di agricoltori. Qui si beve e si produce ottimo vino, si mangiano cose super caloriche come dolci fatti in casa e ci si rilassa. Come mi sono rilassata qui… una meraviglia!




Devo dire che la nostra casa ha fatto la sua parte. Una casa indipendente di due piani con tre camere e due bagni, una grande e spaziosa cucina, una sala da pranzo, un garage (anche se noi l’auto l’abbiamo sempre messa fuori) e un patio con tanto di barbecue. Mi sono innamorata di quella cosa, non volevo più andare via e ancora oggi mi capita di ripensare a quel posto che ho davvero apprezzato tanto. Mi ha stupito vedere i negozi chiudere alle 17, anche se a conti fatti le persone chiudevano le proprie attività anche qualche minuto prima. L’happy hour era dalle 14 alle 17, poi tutti a casa. Mi è piaciuto questo senso familiare, una volontà di riappropriarsi del proprio tempo e mi sono sentita così strana nel passare tanto tempo al lavoro.
Se viaggiate in famiglia, vi consiglio di visitare qualche fattoria dove trovare prodotti tipici e animali. In molte ci sono anche giochi a disposizione delle famiglie. Un buon modo per trascorrere un po’ di tempo a contatto con la natura. Se invece cercate un posto dove fare belle passeggiate vi consiglio la zona di Wellington, qui c’è il Drake Devonshire Hotel per un ottimo pranzo sul lago. In estate le attività da fare sono molte, molto di più. Vi lascio qui il sito ufficiale se volete dare uno sguardo: VisitPEC.





E infine ecco Montreal! Anzi, prima di arrivare a Montreal, proprio la sera di Halloween, siamo passati per una tappa importantissima: La Sucrerie de  la Montagne. A Montreal siamo entrati nella parte francese del Canada e mentre prima in Ontario parlavamo inglese, in Quebec parlavamo francese. Vuoi l’essere arrivati alla Sucrerie in mezzo alla settimana, vuoi essere andati lì per pranzo, caso ha voluto che nel salone ci fossimo solo noi altri 4 amici. Tavolate uniche, segno di condivisione e di feste la sera (mi sarebbe piaciuto passare una serata lì!), luoghi fantastici in cui arriva a piedi (facendo una piccolissima camminata a dire il vero, ma l’auto va lasciata un po’ più distante), dove addirittura abbiamo trovato la neve. Questo luogo mi ha affascinato tantissimo e, come dicevo sopra, il fatto che ci fosse poca gente, ha fatto sì che venissimo serviti e anche un po’ coccolati dal figlio del proprietario, o meglio dall’attuale proprietario (almeno credo, ma non vorrei dire cose inesatte). Il menù è fisso, almeno quello a pranzo, ed è a base di specialità locali (tanta carne) e tantissimo sciroppo d’acero che producono qui, ovviamente.
Parlando con Stéfan Faucher, il figlio di Pierre Faucher, mi ha raccontato che qualche anno fa è venuto a Milano a portare il suo sciroppo d’cero. Ha spenso tanto tempo con noi, raccontandoci la storia della sua famiglia e qualche aneddoto interessante legato anche ai suoi figli. E` stato un enorme piacere stare lì, assaggiare quelle bontà di cui ancora sento il sapore se ci ripenso. Poi alla fine la parte migliore. Stéfan ha tirato fuori del ghiaccio e ha fatto cadere sopra un po’ di sciroppo d’acero. Velocemente, con dei bastoncini ha girato lo sciroppo d’acero che si è raffreddato all’istante diventando un piccolo lecca lecca di sciroppo d’acero tutto per noi. Nemmeno a raccontarvela l’espressione di Giulio vero?! Credo abbia fatto il tris!




E infine Montreal per le ultime due notti in Canada. Qui abbiamo scelto un appartamento condiviso con una mamma e suo figlio che hanno poco distante dal centro della città, un appartamento indipendente molto carino con diverse camere da letto e bagni, giardino esterno nel retro della casa e una grandissima sala con cucina. La nostra camera era al primo piano, con bagno esterno alla camera, ma privato. Avevamo a disposizione anche un’altra camera, nel caso in cui Giulio avesse voluto dormire da solo… ma figuriamoci! Montreal mi è piaciuta un pochino di meno di Toronto, se posso essere sincera. Tantissimo (troppo!) traffico per le strade. Appena potevamo lasciavamo la macchina giù e proseguivamo con i mezzi, ma è stato difficile regolarci con le distanze. Quando camminavamo per fortuna però, riuscivamo a vedere parecchie cose
A Montreal abbiamo visto il Jean-Talon Market e da lì abbiamo proseguito a piedi fino al Quartier des Spectacles. Una lunga passeggiata che ci ha dato modo però di vedere la città. Abbiamo attraversato a piedi Piccola Italia (tantissimi negozi italiani, nemmeno a dirlo), il Mile End dove abbiamo fatto tappa al St-Viateur Bagel per assaggiare quelli che si mormorano essere i migliori bagel di Montreal dal 1957. Intanto era Halloween e quindi abbiamo visto e fotografato una marea di case vestite a festa, con i loro bellissimi colori del folliate di fine ottobre. Abbiamo poi scoperto Le Plateau Mont Royal, un quartiere incredibilmente ricco di murale dove ci siamo fermati a pranzo da Scwartz’s Deli, un posto iconico, la più antica gastronomia del Canada dove si produce carne affumicata originale famosa in tutto il mondo da oltre 90 anni. Se volete fermavi qui per pranzo, troverete sera dubbio la fila per il tavolo. Di fianco c’è la gastronomia, dove ci si può sedere ma non si viene serviti, si fa tutto da soli. Si spende qualcosa in meno, si mangia prima, non si gusta la stessa atmosfera (va detto) e il menù è diverso, ma se volete provare solo i loro panini “iconici” e se avete un bambino che sta dormendo e poco tempo a disposizione, allora questo è il posto giusto!




Abbiamo poi visitato Square Saint Louis e piano piano siamo arrivati al Café Parvis, incantevole, dove abbiamo fatto una pausa e poi siamo tornati con la metropolitana verso casa. Il giorno dopo abbiamo esplorato più a fondo tutta la zona del porto, ripartendo da dove avevamo lasciato il giorno prima. Abbiamo visto così quella che chiamano la Città Vecchia, anche se purtroppo era intasata di lavori e così non ce la siamo potuta godere a pieno, ma poco male a prima vista mi è sembrata molto commerciale. Abbiamo fatto colazione in un altro bar interessante, Tommy Caffè e visitato Chinatown! Il pomeriggio, dopo una pausa pranzo da Mandy’s ci siamo diretti verso l’aeroporto per prendere il nostro volo di rientro in Italia.

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