Il terremoto a Rimini, quello che non sai della Riviera del divertimento

Questo post doveva uscire a dicembre 2011, poi ho iniziato a tentennare, ho pensato che forse non è sempre bene dire quello che si pensa e si sa, non è sempre bene fare ricerche. Ora mi sento male per aver tardato e per aver sprecato così tanto tempo.

Molte delle informazioni che sono qui di seguito qualcuno di voi già le conoscerà, per altri saranno cose nuove. Persone che hanno preso casa a Rimini da poco seguendo tutte le normative antisismiche si sentiranno fortunati, chi invece ha casa in Riviera da decenni, bhé, un po’ meno. Una sola considerazione prima che iniziate a leggere va fatta, questo post è stato scritto a 4 mani, o meglio, molte informazioni “tecniche” qui sono scritte, mi sono state fornite e suggerite da una persona davvero in gamba, esperta nel suo settore e preparata che ringrazio infinitamente.

Ogni volta che eventi calamitosi si manifestano, in Italia come nel resto del mondo, queste due parole spuntano sempre fuori: “Disastro annunciato“. Ma annunciato da chi? E soprattutto come mai se era annunciato non si è fatto nulla, o abbastanza per evitarlo? Mi viene da pensare che la paura spesso fa tremare le gambe e ancora peggio ti immobilizza, ma di fronte a situazioni di questa portata chi sa dovrebbe parlare e chi può dovrebbe prendere provvedimenti adeguati perché i disastri non si ripetano e si faccia qualcosa per iniziare davvero a prevenirli.

È di questi giorni, di queste ore e ancora in corso la notizia del terremoto in Emilia, da Modena a Ferrara, fino a Rimini. Poi come sempre accadrà che si spengneranno i riflettori e la gente tornerà alla vita di sempre, almeno a chi la casa non sarà crollata. Fino al prossimo disastro mi verrebbe cinicamente da dire. Ogni volta che accadono di questi eventi però la domanda mi si ripresenta: ma se la prossima volta fosse il turno di Rimini?

A maggio 2011 passando per piazza Cavour mi sono imbattuta in una manifestazione chiamata “Io non tremo! liberi di conoscere e convivere con il terremoto” organizzata da tecnici per lo più ingegneri. Al piano terra del palazzo del Podestà era stata allestita una mostra e la mia curiosità mi ha spinto ad entrare. Con mia grande sorpresa una buona parte delle mostra era dedicata al terremoto, o meglio ai due terremoti, che ci furono a Rimini nel maggio e nell’agosto del 1916. E dico grande sorpresa perché non sapevo che ci fosse stato un terremoto forte a Rimini. Mai ne ho sentito parlare e mai mi è capitato leggerlo da qualche parte. L’accompagnatore che mi ha guidato per la mostra mi ha confermato non solo di questi terremoti del 1916, ma anche di altri nei secoli passati che si sono succeduti con intervalli più o meno centennali.

Iniziamo a fare un po’ di ordine. Su un opuscolo che mi hanno lasciato viene fatto un breve riassunto della storia della normativa sismica in Italia e nel particolare di Rimini. Con un Regio Decreto del 1927 Rimini insieme ad altri comuni dell’allora provincia di Forlì viene inserita fra le città da considerarsi sismiche. Nel ’30, nel ’35 e ancora nel ’37 altre normative sismiche continuano a considerarle come città a rischio terremoto. Poi nel 1938 esce un decreto ministeriale con titolo “Cancellazione di alcuni Comuni dall’elenco nei quali è obbligatoria l’osservanza delle speciali norme sismiche” dove come cita il titolo alcuni comuni fra cui Rimini viene cancellato dall’elenco dalle città considerate sismiche. Oltre a Rimini ci sono anche Riccione, Cattolica, Misano e altri comuni limitrofi. Adesso io non sono un tecnico, ma la cosa mi è alquanto strana.

Come è possibile che una città ritenuta fino a ieri a rischio sismico d’improvviso non lo sia più? Probabilmente è stata vista come un’influeza…sei a rischio sismico? Fatti un po’ di anni sotto normativa sismica, poi passata la febbre ti togliamo dall’elenco. Eppure girovagando su internet si trovano cose interessanti. Sul sito dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) si trova questo grafico che mostra tutti i terremoti verificatisi a Rimini in passato e si rivede quanto mi era stato detto: ci sono stati terremoti di intensità pari a quella del 1916 grossomodo uno ogni 100 anni. 1672, 1786, 1875 e 1916. E nel 1938 non c’è più pericolo di terremoti.

Ma andiamo avanti. Supponiamo per assurdo che magicamente dal ’38 Rimini sia immune ai terremoti. Mi torna alla memoria un’altra immagine vista e allora immortalata con l’iPhone alla mostra. Come indicato le due foto ritraggono Rimini con viste aeree, quella a sinistra nel 1943 durante il conflitto bellico, quella a destra nel 1982. Cosa hanno di particolare tali date? Be’ la prima non si allontana di molto dal 1938, anno della magia normativa, la seconda è l’anno prima della reintroduzione di Rimini, e molte altre città italiane, nella black list delle città a rischio terremoti.

Facciamo il gioco del trova le differenze nella foto sotto.Trovate le differenze? Quelli che nella foto di destra sono campi a sinistra sono case. Ma se la normativa sismica in quegli anni non era in vigore, come sono state costruite quelle case. Che regole si sono seguite per edificare le abitazioni di una bella fetta di riminesi? Ti è sceso un brivido giù per la schiena? A me quando ho fatto questo piccolo collegamento sì. E i dubbi si susseguono. Subito nel dopo guerra c’è stato bisogno di ricostruire in fretta la nostra città pesantemente danneggiata dai bombardamenti. Oltre al non seguire normative sismiche che materiali sono stati usati? Si sono seguiti dei criteri o la cosa è avvenuta in maniera caotica? E gli alberghi e le piccole pensioni al mare che per Rimini sono tutto? Per questi sono state seguite direttive particolari? Queste sono domande alle quali da cittadina vorrei risposte. Anche perché per deformazione professionale la questione del turismo e degli alberghi, soprattutto in Riviera, mi riguarda e non poco.

Ho approfondito la cosa, con scarso successo però. Nel senso che trovare informazioni obiettive su questo argomento non è facile. Continuo con alcune supposizioni sulla base di qualche osservazione. Nel corso degli anni lo skyline riminese si è alzato e non di poco e mi piacerebbe sapere come. Vorrei sperare con un certo raziocinio e non in base alla mera necessità di avere più stanze nella propria pensione. La cosa sicura è che gran parte di questa crescita è avvenuta tra il ’38 e l’83 quindi senza normativa sismica. Che poi mi sono chiesta e ho chiesto in giro cosa ci sia mai di così diabolico in questa normativa sismica per renderla così antipatica e osteggiata in quei cinquant’anni. Detta in soldoni costruire senza normativa sismica è più veloce e più economico. Tutto torna.

Tornando alle mie ricerche, ho interpellato amici e conoscenti più inseriti di me nel settore tecnico. Il risultato sono due parole che per quanto mi riguarda potrebbero essere due parolacce: liquefazione e PSC.

Siccome probabilmente non ne saprete più di me, riporto la definizione di Santo Wikipedia: “La liquefazione del suolo è il comportamento dei suoli che, a causa di un aumento della pressione interstiziale, passano improvvisamente da uno stato solido a uno fluido, o con la consistenza di un liquido pesante. La liquefazione avviene più frequentemente in depositi sabbiosi e/o sabbioso limosi sciolti, a granulometria uniforme, normalmente consolidati e saturi. Durante la fase di carico, le sollecitazioni indotte nel terreno, quali possono essere quelle derivanti da un evento sismico, possono causare un aumento delle pressioni interstiziali fino a eguagliare la tensione soprastante. Viene così annullata la resistenza al taglio del terreno secondo il principio delle pressioni efficaci di Terzaghi, e si assiste così a un fenomeno di fluidificazione del suolo. In pratica, si può osservare che gli edifici costruiti al di sopra di un terreno soggetto a tale fenomeno subiscono affondamenti e ribaltamenti, in quanto il terreno non è più in grado di opporre resistenza alla spinta proveniente dall’alto.”

Riporto anche un video di Santo Youtubehttp://www.youtube.com/watch?v=JrAaHmOErrQ

Ma per rendere tutto ancora più semplice, ecco alcune immagini di Google alla voce liquefazione del suolo:

Niigata – Giappone 1964

Kocaeli – Turchia 1999 Kocaeli

Turchia 1999 Case integre che si sono ribaltate

Insomma per semplificare: ci sono la sabbia e l’acqua che vivono insieme tranquilli, con il loro equilibrio e sopportando tranquillamente il peso della vita coniugale, finché non arriva una shakerata dovuta al terremoto e si formano in sostanza come delle sabbie mobili.

Sempre girovangando per la rete ho trovato un articolo tecnico preso da un convegno tenuto nel 2000. Al solito tutte parole astruse per me, ma arrivando alle conclusioni dico questo: “Per concludere, si può dire che, nell’area del territorio riminese e forlivese ricadente nel foglio IGMI 1:50.000 n. 256, sulla base delle conoscenze sismiche e geotecniche attualmente disponibili:

1) Esistono le condizioni sismiche e geotecniche perché si verifichino fenomeni di liquefazione

2) Il rischio di liquefazione è disuniforme, concentrato in alcune zone, soprattutto lungo il cordone litorale, è di livello generalmente ‘basso’, e in qualche zona circoscritta, di livello ‘alto’

3) L’assenza di rischio è spesso solo apparente, poiché legata più alla scarsità o all’assenza di informazione che all’assenza di condizioni predisponenti del terreno; perciò la carta del rischio dovrebbe essere aggiornata man mano che si acquisiscono informazioni sulle condizioni del terreno (stratigrafiche, idrogeologiche e geotecniche)

4) La litologia più esposta al rischio di liquefazione è quella delle sabbie del cordone litorale ma anche i depositi di argine e fluviali, benché non esista una diretta correlazione, presentano condizioni predisponenti al rischio di liquefazione

 5) Nel territorio più esposto al rischio di liquefazione la densità abitativa è molto alta e quindi il danno temuto in termini economici globali è di fatto elevato, in quanto i danni alle costruzioni e alle infrastrutture durante un terremoto forte potrebbero essere diffusi e quantitativamente ingenti

7) La città di Rimini, che custodisce beni storici, artistici e monumentali di grandissimo valore, è esposta in gran parte al rischio di liquefazione.”

Per chi mai fosse interessato lascio il link dove trovare l’articolo. Insomma penso che non servano studi particolari per capire cosa vogliono dire. Solo che gli interrogativi si moltiplicano invece di diminuire. Noi sul nostro lungomare come siamo messi? La sabbia e l’acqua non mancano di certo. Se dovesse esserci un terremoto potrebbero accadere cose del genere anche da noi? Una piccola parvenza di risposta l’ho trovata nella seconda informazione raccolta: P.S.C. Piano Strutturale Comunale.

Senza addentrarmi nella descrizione di cosa sia, visto che non saprei da che parte cominciare, rimando al sito dedicato del comune di Rimini. Il PSC sostituirà il PRG (Riano Regolatore Generale) nome che ogni tanto si sente uscire da qualche bocca. In Pratica regola come e cosa si può costruire su una determinata area oppure al contrario vieta di costruire. Finito questo mio slancio in spiegazioni tecniche vi riporto parte di una tavola che ho trovato sul sito.

Come si vede c’è questa striscia tutta gialla in corrispondenza del nostro litorale. Andando a leggere la legenda quel colore corrisponde a “Depositi granulari sciolti, susciettibii di effetti locali: fenomeni di liquefazione, amplificazione del segnale sismico, cedimenti.”

Quindi questa eventualità pare essere presa in considerazione. Sì però è presa in considerazione adesso per quello che di nuovo si andrà a realizzare, ma per il costruito? Alla fine di questa mia ricerca non ci sono risposte così com’era all’inizio. C’è sicuramente la consapevolezza che se non si sente parlare dei rischi che corre la nostra città o è perché effettivamente non ci sono o perché non se ne vuole o non conviene parlare. Imbattermi in quella mostra tutto sommato è stato un bene. Sul sito della manifestazione (www.ionontremo.it ) ho visto che adesso è nata l’associazione Io Non Tremo! dove si ripropongono di proseguire nella sensibilizzare al rischio sismico cominciata con l’evento di maggio 2011.

Forse dormirò sonni meno tranquilli, ma almeno sono conscia che a Rimini potrebbe arrivare un terremoto. Ma so anche che ci sono sistemi per affrontarlo. In altre parti del mondo come l’America o il Giappone con terremoti com’è stato quello de L’Aquila ci convivono tranquillamente, da noi è stato devastato il centro storico di un capoluogo di Regione, con tutte le conseguenze che si porta e si porterà dietro. Non voglio fare dell’allarmismo, ma quando ho scoperto tutto questo sinceramente io mi sono allarmata e mi sono sentita in dovere di informare chi legge questo blog; dato che ho un blog pubblico e che mi sento in dovere di scrivere cose per me importantissime.

Cosa cambia ora che sappiamo tutto questo e che vi ho fatto una testa così?! Cambia che ognuno di noi può innanzitutto informarsi sulla data di costruzione della propria casa, vedere se la propria casa si trova effettivamente nell’area gialla (si riesce a distinguere la ferrovia della stazioni di Rimini, questo dovrebbe aiutare a individuare la vostra casa) e soprattutto capire come è stata costruita la vostra casa. Individuare infine i muri portanti e studiare, sì ho detto studiare, le prime regole civiche in caso di terremoto affinché si crei meno panico e si sappia con certezza cosa fare e cosa non fare. Inutile dire “io non voglio sapere”, dobbiamo dire, “io voglio sapere e agire per prevenire e per aiutare me stesso e gli altri.”

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  • http://piadinaempanada.blogspot.it/ raffaella

    Cavolo! ho letto d’un fiato con le immagini del terremoto che scorrono alla tv e il senso di panico che mi insegue da questa mattina quando ero a Bologna a lavorare….ed è l’unico commento che mi viene! Cavolo!!!!!

  • Andrea

    Bell’articolo. Anche io sono riminese e seppur giovane conoscevo questa situazione. Un solo appunto, la città della prima foto non è Rimini, forse Riccione, ma non ne sono certo.

  • federchicca

    Ciao Andrea, hai perfettamente ragione, è Riccione, non riuscivo a trovare una foto di Rimini così dall’alto e ho preso quella…che occhio!
    Comunque il post è titolato su Rimini ma dentro si parla anche di altre città come Riccione e Misano, quindi credo possa rimanere, non è fuorviante :)

  • Ilaria

    Hei Fede, finalmente qualcuno che con dati alla mano espone ciò che da tempo sostengo anche io! Bellissimo articolo! ;)

  • http://www.valericcione.com Vale

    Da anni sostengo quello che hai scritto ma nessuno è interessato ad ascoltare… Purtroppo le persone sono portate a tirare avanti a campare al sud come qua in Romagna finchè non si si sentono toccate in prima persona e allora scoppia lo scandalo.

    E’ tipico degli italiani nascondere la testa sotto la sabbia e poi urlare ai 4 venti che è toccata proprio a laro la catastrofe quando le condizioni previste si propongono in tutta la loro normalità.

    L’italia con il suo clientelismo crea leggi adhoc(vedi dopoguerra), sfrutta l’ambiente e il territorio e poi aspetta lo stato(che non c’è) per farsi ripagare i danni.

    Aggiungo solo un’altra cosa: uno scandalo paritetico è quello della legge sulle norme anticendio che vengono da decenni prorogate per permettere agli hotel e alle pensioni di aprire anno dopo anno, senza sicurezza e senza controlli perchè l’importante è poter scaricare le responsabilità(noi l’avevavamo detto,no?”).
    Si crea la legge e il modo per aggirarla. W l’Italia.

  • michele

    La situazione è davvero tragica:
    la ricostruzione è stata fatta con materiali di risulta dai bombardamenti, tirata su nel migliore dei casi da geometri, senza la minima cognizione dei criteri di progettazione anti sismica; inoltre la fascia costiera come sappiamo è la capitale europea degli abusi edilizi, costruzioni progettate per avere x piani che ora ne hanno x+2 e chi più ne ha più ne metta…
    Mettiamoci anche il fatto che chilometri quadrati di cementificazione non possono che aumentare la possibilità del verificarsi del fenomeno della liquefazione.
    So che il Comune di Rimini ha commissionato all’ufficio tecnico delle indagini statiche e dinamiche sul patrimonio immobiliare di sua proprietà, e questo la dice lunga, i dati sono noti da secoli e si stanno prendendo i primi provvedimenti.
    Noi cittadini cosa possiamo fare? Invece che investire denaro per crearsi verande abusive o spostare il proprio muretto di confine per fregare terreno, investiamo questi soldi in indagini antisismiche sul proprio fabbricato, vi assicuro che a Rimini sono in pochi a poter stare tranquilli, e il tempo stringe

  • http://www.mtbexplorer.com fabio

    avevo sentito parlare di queste cose ma non ero conscio della gravità della situazione … purtroppo Rimini ha puntato per decenni sulle speculazioni immobiliari, inutile dire che tutti o quasi (qualcuno più di altri) ne abbiamo in un modo dell’altro goduto, è chiaro che prima o poi i nodi vengono al pettine, anche se questi nodi possono trasformarsi in tragedie …
    bell’articolo, complimenti. Ciao, Fabio

  • sara

    Scusami se mi permetto… ma le fonti da te citate sono “una persona molto in gamba”, “wikipedia” e “google immagini” e dal tuo blog vedo che non sei geologa o scienziata di alcun tipo ma la tua area di competenza verte sui viaggi e sui social media, per cui mi chiedo… perché non hai citato nome e cognome di questa persona in gamba, cosí da rassicurare noi e da rendere il post piú credibile? non fraintendermi, é interessantissimo e probabilmente vero, peró mi pare che tu ne sappia quanto me di terremoti e leggere tante informazioni inquietanti senza avere un riferimento attendibile mi lascia un po’ scettica. Ora, non voglio insinuare nulla, la domanda é semplice: chi ti ha dato queste informazioni? Grazie e complimenti per il blog!

  • federchicca

    Ciao Sara, ti rispondo volentieri. Le mie fonti non sono solo wikipedia e google images, ci sono documenti presi anche dal sito del Comune di Rimini, quindi accessibili a tutti. Come detto anche da altre persone qui sopra da tempo sospettavo questa cosa e basta vivere un po’ a Rimini per avere dubbi e camminare sul lungomare per vedere che le norme non sono rispettate…e non parlo di cose troppo tecniche credimi.

    La persona in gamba che mi ha aiutato a scrivere questo post è un tecnico del settore che mi ha aiutato a capire un po’ di più soprattutto i termini e i documenti. Il post non vuole essere un servizio giornalistico, non ne ho le competenze, ne un’accusa. Semplicemente, dati alla mano, oggettivamente ho messo in fila alcune nozioni che con il tempo ho acquisito a partite dalla, già citata, mostra di Io non tremo svoltasi a Rimini esattamente un anno fa. Non devo convincere nessuno, non sono un politico e nemmeno ci guadagno nulla, semplicemente credo di dover dire quello che so e che ho appreso da queste mie ricerche.

    Grazie di essere passata di qui :)

  • Alex

    Complimenti per l’articolo, e te lo posso dire che hai fatto bene di non citare il nome e il cognome di quella persona in gamba perché potrebbe creare qualche disagio con il suo lavoro… ho un amico che lavora in questa sezione, preferisce sempre restare in anonimo per non avere la responsabilità… mi dispiace che la sig.ra Sara che ha fatto troppe domande, questo articolo è gia scritto e ne è sufficiente.. se vuole trovare altre risposte fai una bella ricerca su google…

  • http://www.gruppoasap.it Gian paolo

    Articolo davvero interessante, se non altro fa pensare.
    Grazie.

  • Mauro

    Ottimo servizio, Federica.
    Le informazioni ci sono e tu lo hai dimostrato, bisogna discuterne e fare riferimenti alle fonti, non si possono lasciare margini di ambiguità su temi così sensibili e capaci di generare allarmismi dannosi. Il titolo non mi piace, sembra che lasci intendere che qualcuno cerchi di celare informazioni a scapito della salvaguardia dell’incolumità di cittadini e turisti che, ignari, vengono a divertirsi a Rimini. Ripeto, non conviene impostare così il discorso.

  • federchicca

    Ciao Mauro, le informazioni ci sono è vero ma non tutti ne sono a conoscenza e il post lo dimostra. Io stessa fino a maggio scorso non ne sapevo nulla della cosa. Gli allarmismi non piacciono nemmeno a me, ma è sempre meglio una precauzione in più (e qui non si tratta di precauzione) che un “come mai nessuno ci aveva detto niente?” dopo. Per quanto riguarda il titolo non ci trovo nulla di male, semplicemente questa è davvero una delle poche cose che non si conosce di Rimini, sia per i riminesi che per chi ci viene in vacanza. Del divertimento e della Notte Rosa abbiamo sempre tante informazioni. Forse sarà un titolo scomodo, ma era l’unico per “attirare l’attenzione” su un tema che forse sarebbe passato in sordina.

  • Pingback: Cos’è la liquefazione del terreno « l'Anarchico Borghese nuovo

  • MASSIMO

    Non sono di Rimini ma mi sono bevuto l’articolo, Scrivi bene anche se quello che scrivi e’ decisamente inquietante.
    Anzi inquietante e’ che a scrivere notizie cosi precise e dettagliate sia un normale cittadino come me… come tanti altri…e non invece qualcuno appartenente a servizi sociali dedicati, pronto intervento,politici di sorta, che a mio misero parere dovrebbero essere i primi ad allertre a portare a conoscenza di quanto potrebbe succedere, dove come e perche questoprimo o popi succedera’….magari ci mettiamo anche una piccola rivisitazione dei piani regolatori , degli indici di periclosita’ delle aree, un ammodernamento della mappatura delle localita’ sismiche??? forse chiedo troppo…

  • Nicolò

    Ottimo Articolo, Il punto è che chi ne ha le competenze di legiferare se ne sempre lavato le mani, tanto è questa la verità!! E poi quando è accaduto, entrano in scena i giornalisti che con i loro articoli prolissi, per i telegiornali, i giornali le trasmissioni televisive infinite presentate da persone assolutamente non qualificate ne tantomeno competenti in materia, ci rintronano di servizi, dati, verifiche, inchieste, trasformando una tragedia in un reality.
    Io credo che il Comune, lo Stato, la Regione oltre ad emanare incentivi sulle energie rinnovabili (che vanno benissimo), dovrebbero pensare anche magari a dare incentivi per le messe in sicurezza delle nostre case; forse così, potrebbe essere anche una spinta per far ripartire l’edilizia e l’economia in generale.
    Questo è il mio pensiero.
    Saluti.

  • Sarina

    …abito in un bilocale in un palazzo ex appartamenti dei ferrovieri.
    E’ tutto in muratura portante, ma è del 1917.
    Secondo te quanta speranza c’è che non si sbricioli tutto come un biscotto?
    Rido x non piangere.

  • Mirella Morelli

    Sono un’insegnante di scienze della terra e già tanti anni fa avevo invitato in classe un geologo che ci parlasse del rischio sismico in riviera. Ci aveva informato della possibilità di terremoti con conseguente liquefazione del terreno sabbioso .
    Recentemente, quando hanno costruito a Riccione il palacongressi, cosiddetto “mostro” in molti cittadini ci siamo chiesti quale geologo fosse stato interpellato e come mai la soprintendenza di Ravenna avesse dato il permesso di costruire un palazzaccio cosi massiccio e imponente in una zona densamente abitata e così vicino alla zona sabbiosa della costa. Ogni volta che ci passo accanto rabbrividisco all’idea di una scossa più forte di quella avvertita in questi giorni e a ciò che potrebbe accadere

  • Mauro

    Federica, il problema non riguarda solo il nostro territorio, probabilmente è il 90% se non il 100% del territorio italiano che ha queste problematiche, per quanto riguarda noi, anzi, visto che sono stati fatti studi approfonditi che stimano un rischio, come tu riporti, “generalmente basso” (anche se passibile di modificazioni in relazione ad ulteriori ricerche scientifiche) io direi che si potrebbe fare un discorso relativamente rassicurante, invece come vedi da tutti gli altri commenti viene rilevato unicamente il lato inquietante: ribadisco non mi piace il titolo e alcuni toni ‘catastrofisti’, ritengo, altresì, importante trovare modo di discuterne pubblicamente e cercherò di fare in modo che il tema, unitamente, ai problemi legati alla organizzazione delle emergenze (magari ottimizzando l’uso dei social media e delle piattaforme di condivisione) non venga abbandonato.
    Ripeto, infine, comunque, bel servizio.

  • michela

    Grazie per l’articolo…

    Basta fare una passeggiata sul lungomare per rendersi conto che il pericolo è reale.
    Rimini è in una zona sismica e con rischio di liquefazione. Cosa accadrebbe alle centinaia di pensioncine costruite praticamente sulla sabbia, una accanto all’altra e con nessun criterio antisismico?
    Già mi immagino un bel effetto domino…

  • federico

    è da un pò che si dice che a Rimini ci sarà un terremoto di forte intensità che si ripete con la ciclicità di cento anni circa..l’ultimo forte è stato nel 1916…
    per questo la provincia ha stipulato una convenzione con la Fiera di Rimini perchè in caso di emergenza sfollati quello sarà il centro di accoglienza capace di ospitare quasi tutta la popolazione di Rimini…tra dentro e fuori nei parcheggi…

  • Andrea RN

    Non discuto sull’articolo di per sè ben costruito….quello che discuto è se era proprio necessario postare una cosa del genere adesso, visto che la stagione stenta a partire causa gli ovvi motivi che tutti “quasi” a questo punto mi viene da dire, conosciamo….è una pubblicità necessaria a Rimini in questo momento? Ditemi voi! L’informazione è si importante, ma c’è anche chi vive grazie al turismo e questi periodi così poco fiorenti, non sono di certo aiutati da questo tipo di pubblicazioni….

  • http://www.labachecadimafalda.com/ Claudia

    … il problema è proprio questo: fino a quando saremo disposti a pagare in vite umane, come è appema successo nella mia Modena, pur di vedere “decollare” le stagioni turistiche, pur di continuare a lavorare e produrre a tutti i costi? sento parlare spesso in questi giorni degli emiliani e della loro “eccellenza”: nel lavorare, nel non mollare mai.. è tutto vero, ma questo non può essere il prezzo da pagare pur di andare avanti a tutti i costi. L’Emilia è stata solo da pochi anni dichiarata zona a rischio sismico (e già questo dà da pensare, io è da quando sono nata che sento dei terremoti..) ma come mai le case debbono sottostare a delle regole per la costruzione ed i capannoni industriali no? forse la stessa cosa vale per le pensioni e gli alberghi del lungomare di Rimini: l’importante è poter continuare a lavorare, costi quel che costi. Io mi rifiuto di pensare in questo modo, il lavoro (pur indispensabile per l’uomo) ed il profitto non possono venire prima delle vite umane.

  • Davide

    Ehm, non per fare il campanilista…ma a Bellaria come stiamo messi secondo voi?

  • Titti

    Anch’io non metto in discussione che questo articolo è ben costruito e che nella tragica eventualità potrebbero essere queste le conseguenze, ma sulla faccenda terremoti non fanno chiarezza neppure i più grandi esperti , lo stiamo vivendo proprio con questo terremoto dell’Emilia,pertanto penso che mettere in allarme in questo modo e in questo momento non sia il caso. Concordo con Andrea , si vive di turismo qui, l’Italia è tutta così, dovunque un terremoto possa colpire farebbe danni impensabili ma non terrorizziamo la gente con la faccenda dei cento anni…. Ogni giorno passano decine di persone a cercare lavoro qui da noi….probabilmente sbarcare il lunario e sfamare figli e famiglia ha la priorità rispetto alla paura di un terremoto che ti può colpire dovunque…. è vero che le nostre strutture sono un po’ vecchie e costruite senza regole antisismiche (non tutte ovvio), ma non parliamo più della “pensione felice” che rimane solo nei nostri ricordi da bambini, oggi le nostre strutture sono pluri-rimodernate, tutte a norma anti-incendio e con varie uscite per i casi di emergenza, i nostri operatori fanno corsi per il primo soccorso, fanno corsi per il lavoro in sicurezza, hanno scale a norma, cucine a norma e potrei andare avanti… non castighiamo Rimini in nome di una paura fondata su studi pragmatici…dobbiamo andare avanti con il nostro tessuto in nome della vita, specifico che non sono una albergatrice, faccio la cameriera in un ristorante….

  • Lukeblacks

    ottimo, sconcertante…..

  • michele

    la pubblicità negativa a Rimini la stanno facendo tutte le speculazioni passate e presenti, non certo un articolo del genere.
    Come vengono perpetrate proroghe per l’adeguamento alle normative anti incendio (sì cari turisti, se venite a Rimini è probabile che l’albergo in cui risiedete non sia neanche in regola con le normative anti incendio, figurarsi con quelle anti sismiche) la politica permette che vengano aperti ogni anno alberghi che potrebbero crollare con una scossa di intensità molto minore di queste verificatesi in Emilia (chiedete ad un impiegato dell’ufficio Controlli Edilizi e vi toglierà ogni dubbio).
    Ancora a dire poveri albergatori, non c’è più il turismo di una volta, ogni anno le nuove normative ci oberano di spese inutili…. Questa è gente che ha stralucrato per decenni sul patrimonio della nostra terra, poverini un cazzo. Con la loro smania di guadagno hanno deteriorato e degradato la nostra città, quindi queste persone è giusto che o spendono i soldi per fare un adeguamento (se cominci a ottobre hai tutto il tempo) o se ne tornano in campagna a coltivare la terra e restituiscono il nostro litorale alla natura e ai cittadini e turisti che vogliono vivere un ambiente un po’ migliore che ci hanno lasciato questi sfruttatori.

  • Paola

    parto da qui per un commento: “E gli alberghi e le piccole pensioni al mare che per Rimini sono tutto? Per questi sono state seguite direttive particolari? Queste sono domande alle quali da cittadina vorrei risposte. Anche perché per deformazione professionale la questione del turismo e degli alberghi, soprattutto in Riviera, mi riguarda e non poco”
    Non sono nata a Rimini ma vi sono cresciuta. Ho imparato una cosa abitando qui: “un roimagnolo è capace di costruire alberghi in mezzo al deserto o di vendere ghiaccio agli eschimesi”. Ho sempre aprezzato la loro laboriosità ma, come fai notare tu, con quali rischi o compromessi? Mi sono sempre interessata di terremoti compresi tutti i fenomeni della natura ed ho sempre saputo che Rimini è un territorio a rischio. Ho vissuto spesso, in prima linea situazioni drammatiche sopratutto alluvioni e straripamenti di fiumi e canali. E’ sempre andata bene! Spesso mi sono chiesta se questa città così bella ed internazionale, avesse fatto un patto (per modo di dire) con il divaolo, perchè nonostante la sua fragilità si è sempre salvata ma fino a quando? I teremoti noi li abbiamo vissuti solo per riflesso negli ultimi 50 anni ma se ne dovesse capitare uno serio cosa resterà? Cosa diranno alla popolazione. Sono 2o anni che sento parlare del PSC, non so se è stato adottato ma, certamente so, che è stato più volte rinviato perchè? Per interessi? Non lo so ma forse si. Ho un nipote geologo e mi ha ha detto che oltre al terremoto a Rimini c’è un altro rischio: un’onda anomala!
    La città che mi ha adottato non mi ha mai fatto sentire sicura: Rimini mi rimarrà sempre nel cuore ma per non correre rischi la mia famiglia si è trasferita a 25 Km nell’entroterra, in collina su un terreno sicuro ove costruire un’abitazione antisismica ed ecologica.
    Un’ultima cosa perchè invece di preoccuparci tanto di far divertire il turista quando viene da noi non ci preoccupiamo ancje di garantirgli un minimo di sicurezza, non dico come q

  • roberta

    COMPLIMENTI D’AVVERO PER L’ARTICOLO…ERO A CONOSCENZA DELLA CADENZA CENTENNALE DEL TERREMOTO A RIMINI, MA NON HO MAI TROVATO NIENTE DI ESAUDIENTE IN GIRO. GRAZIE

  • attilio

    complimenti per l’esaudiente spiegazione, una cosa simile mi è capitata. sto in provincia di torino, ho un pezzo di bosco diviso in due da un fiumiciattolo dove faccio legna per l’inverno. . 6 anni fa un’alluvione devia il corso di circa 20 metri. quando taglio le piante lascio mucchi dei tronchi,per poi caricarli in un secondo momento,
    un mattino arrivo con il trattore per caricare, la legna, era sparita, ingoiata dal terreno. ho scoperto successivamente, che si era creato un torrente secondario sotteraneo, nel punto originario del letto che andava poi a sgorgare mezzo chilometro piu’ avanti. ho potuto recuperare ben poco, ma con la sabbiolina venuta fuori l’ho usata per ammorbidire l’orto e coltivare le carote. so che non centra una fava con il sisma, ma deduco sia avvenuta la liquefazione sotto il peso dei tronchi.
    immaginiamo cosa accade con un edificio.

  • Enrico

    Trovo molto interessante la presentazione dell’argomento, e, vista la vicinanza alle zone colpite, penso che le informazioni oggettive e documentabili siano da diffondere.
    Trovo di cattivo gusto i commenti che lamentano la vicinanza dell’inizio della stagione balneare, l’omertà non è mai giustificabile, e di sicuro favorire il turismo, anche se risorsa economica principale in riviera, non è una giusta causa!! basti ricordare gli effetti del mancato allarme Tsunami in Tailandia e Isole varie.

    Inoltre vista la cadenza ciclica di eventi sismici importanti nella zona del riminese, mi pare che il ciclo centenario si stia compiendo.

    Avendo frequentato negli ultimi anni la zona da turista assiduo, non si può negare che esistano le norme e le istruzioni anti incendio, ma non centrano nulla con quelle antisismiche…in particolare, pur non essendo un tecnico, le vie di fuga, che in caso di incendio potrebbero essere sufficienti, in caso di crolli, a mio avviso sarebbero insufficienti. Il dedalo di stradine e traverse tra palazzi anche di 10-12 piani, che tutti i turisti, nonchè abitanti delle zone più turistiche conoscono, sarebbe affollato in pochi minuti da troppa gente, e non oso immaginare le conseguenze del crollo ad uno dei due lati della strada :(

    Molto interessante il video artigianale sulla liquefazione dei suoli sabbiosi saturi d’acqua di Anarchico Bolognese.

  • mv

    Trovo che Federica, pur non addetta ai lavori, abbia fatto centro. Se volete approfondire la tematica (e per chi cercava argomentazioni da una fonte riconosciuta: io non tremo Pesaro) consiglio vivamente la lettura del documento “PESARO…FANO: accanto alla storia sismica … quale storia amministrativa?” scaricabile da http://www.ionontremopesaro.it/memorandum-delle-mostre. Il documento è corredato da stralci di Gazzetta Ufficiale e risulta molto chiaro.

  • ro turista

    mi accingo a fare la mia solita settimana di vacanza con bimbetto a bellariva….albergo subito al di là della statale costiera di rimini, si attraversa e c’è la spiaggia più larga , bagno 96…. mi state dicendo che il mio adorato alberghetto è senz’altro degli anni 50-60 e poggia direttamente sulla sabbia, bella scaldata dal basso da questi sismi modenesi…… non ne sapevo nulla, sono spaventata dal terremoto attuale e volevo fare delle mie vacanza un’oasi di pace e relax….. che dite, resto a milano ?

  • Roberta Segretaria di Hotel

    Per Rispondere a a Ro Turista non Rimanere a Milano che il terremoto si sente di più li che in Romagna e poi Sarebbe bello scrivere queste considerazioni a fine stagione Estiva per non spaventare i Tanti Turisti che passano le loro vacanze in Riviera, a settembre tireremo le somme sul terrorismo che state facendo che si riperquote sull’Economia Turistica territoriale della Riviera Romagnola

  • https://twitter.com/#!/NicolaDelve Nicola

    Ciao Fede, bel post. Come ti dicevo l’ho trovato il più interessante che tu abbia mai scritto. :) Più che un post sembra proprio un’inchiesta. Si vede che dietro c’è un gran lavoro.
    Ti parlo da Ferrarese e da persona che in questi giorni ha vissuto il terremoto sulla propria pelle e sue quella dei propri amici/parenti.
    Le tue sono quindi informazioni che mi hanno toccato nel profondo.
    Vivere nella propria città in compagnia di paura e insicurezza non è il massimo. Camminare per le strade sempre con il naso all’insù per paura che ti caschi una tegola pericolante sulla testa, è fastidioso. La cosa più brutta è però non sentirsi protetti in casa propria, nel nido dove sempre hai avuto riparo.

    A parte questo discorso “emozionale” non ho le competenze tecniche per dare un giudizio sommario sulle tue riflessioni, ci capisco davvero poco. Quindi mi limito ad un pensiero sul tempismo e sul modo che hai avuto nell’ illustrare i fatti.

    Posto che che chiunque è libero di dire quello che vuole,come e quando vuole,
    sono altrettanto convinto che l’informazione debba andare di pari passo con la “formazione”, mi spiego: la paura di molti deriva dall’ignoranza ma soprattuto dal non sapere cosa fare se dovesse accadere un determinato evento (tipo il terremoto) quindi magari, dopo questa tua inchiesta,sarebbe bello approfondire con soluzioni pratiche che si potrebbero mettere in atto.

    Di sicuro questo tuo post non è uno spot promozionale per le vacanze a Rimini. Mi metto quindi nei panni di imprenditori, di lavoratori e di chi teme un danno al proprio business a causa del terremoto e non amerei leggere le tue parole (che comunque non hanno nulla a che fare con il terrorismo, una brutta parola). Oltretutto stanno davvero arrivando numerose cancellazioni e annullamenti di prenotazioni, quindi il rischio di un danno economico forte c’è.

    Quello che però vorrei dire agli hotel ceh criticano e che hanno (giustamente) paura sono due cose:
    1) sfruttate questa opportunità per imparare e formarvi, prima di tutto come cittadini e poi come imprenditori, poichè dietro ogni situazione minacciosa si nasconde sempre un modo per venirne fuori. (vedi Mucillagine)

    2) Con tutto il rispetto per il blog di Federica, non credo che a livello di grandi numeri sia questo post a influenzare in maniera così decisiva la scelta delle vacanze. Rimini ha tanti tanti altri problemi (strutturali) che deve pensare a risolvere e i turisti si spaventano per molto meno.

  • mauro

    Una nota di correzione a quanto detto da Mauro il 30 maggio 2012: il nostro territorio non è a rischio basso, ma a rischio sismico medio e lo dico citando, da tecnico, l’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA.
    Grazie mille Federica per aver spiegato così bene e con dovizia di dettagli tecnici quella che è la situazione del Riminese.
    Inoltre, da tecnico, confermo tutti i dati e le argomentaioni che hai riportato.
    in merito agli operatori turistici, che si lamentano sempre di non avere i soldi per fare nulla, faccio una piccola osservazione: l’albergo per un’albergatore, è al pari del capannone per l’industriale della bassa modenese… prima di tutto viene il rischio per le vite umane per le quali l’albergatore ha responsabilità in termini di sicurezza, poi viene il valore economico della sua impresa che può diventare “zero” in trenacinque secondi… meditate….

  • federchicca

    Grazie del commento Mauro :)

  • bonittis

    L’evoluzione delle tecnologie ha prodotto due fenomeni di particolare rilevanza: la velocizzazione delle informazioni e la mutazione di coloro che ne sono i fruitori e gli AUTORI. Ma come è possibile verificare la bontà delle informazioni presenti in Internet? Chi può garantire la veridicità delle notizie fagocitate dalla Rete? Ma soprattutto quanto influisce Internet in quel percorso di informazione-formazione mirata meglio noto come “tecnologia della persuasione”? …… in buona sostanza la sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia. La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della penisola – lungo la dorsale appenninica (Val di Magra, Mugello, Val Tiberina, Val Nerina, Aquilano, Fucino, Valle del Liri, Beneventano, Irpinia) – in Calabria e Sicilia, ed in alcune aree settentrionali, tra le quali il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. La Penisola italiana (NON QUINDI ESCLUSIVAMENTE RIMINI), rispetto ad altri Paesi, come la California o il Giappone, nei quali il pericolo sismico è anche maggiore, ha una vulnerabilità molto elevata, per la notevole fragilità del suo patrimonio edilizio. L’inquietante LIQUEFAZIONE DEI TERRENI, come anche le frane, i maremoti, e gli incendi, SONO EFFETTI INDOTTI O SECONDARI del terremoto …. ciò significa che, IN TERMINI DI RISCHIO, dovrebbe essere più esposta la signora con la casetta ecosostenibile alle pendici dell’Appennino, piuttosto che il bagnino appisolato nel “capanno” sull’arenile.

  • Pingback: Tutta colpa del terremoto? - Franco Fondriest e Luca Lombroso - Il Fatto Quotidiano

  • matteo

    io mi faccio sempre le seghe

  • grazia

    E’ un articolo molto interessante. Io pensavo le stesse cose per Brescia che non era considerata area sismica fino a pochi anni fa ma che ha avuto almeno un terremoto con vasti crolli nel 1222. Purtroppo però non credo che possiamo radere al suolo (quasi) tutta Italia per evitare che, in 5 o 6 mila anni, lo facciano i terremoti. Non solo perché sarebbe un costo molto superiore a quello di qualsiasi terremoto che ci possa capitare in vita nostra (e sospetto che quelle risorse non le abbiamo) ma anche perché, se permetti, i nostri centri storici (che sarebbero tutti da demolire, inutile pensare che si possano rendere sicuri alla giapponese Santa Maria del Fiore o il Palazzo dei Diamanti, figurati le viuzze e le torri dei centri minori) non sono paragonabili a nient’altro al mondo. E’ un bel problema.