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  >  Destinazioni   >  Up Hotel, dove dormire a Rimini

Finalmente ho una certezza, quando la prossima volta un amico, un blogger o un parente mi chiederà Dove posso dormire a RiminiAvrò una risposta da dare: Puoi dormire all’Up Hotel di Rivazzurra. Sì perché mi capita spessissimo che qualcuno mi chieda dove poter soggiornare in Riviera e io, abitandoci a Rimini, non ho mai una risposta precisa, non so, non conosco. L’Up Hotel invece mi ha conquistata, completamente. 
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Rimini è senza dubbio una città turistica, una località che anche all’estero si conosce. Quando viaggio e mi chiedono di dove sono, le persone rimangono sempre a bocca aperta quando rispondo Rimini, perché dopo Milano, Roma, Venezia e Firenze, tutti ma proprio tutti hanno fatto almeno un weekend a Rimini o hanno avuto un amico che a Rimini qualche estate prima se l’è proprio spassata. Allora iniziano i ricordi, i “la conosco bene Rimini” e mi fanno certi sorrisi di complicità che solo chi non c’è mai stato davvero non capisce.
Rimini è mare, lettini e creme appiccicate, sole, ombrelloni e beach tennis al tramonto, Rimini è flirt, segni del costume, sorsi di birra e mojito finiti in spiaggia o all’alba. Rimini è quando ci si vuole divertire, svagare, risvegliare e rilassare. Ho conosciuto giapponesi che conoscono Rimini, francesi, tedeschi e tantissimi olandesi. Portoghesi e inglesi l’hanno amata e tanti di loro tornano ancora, questa volta con i figli al seguito e Rimini si rivela a loro ogni volta diversa e sempre la stessa.
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Io che Rimini l’adoro, ma l’adoro sul serio, sia in estate che in inverno, non posso non consigliarla per le sue spiagge i giochi sotto l’ombrellone, per il centro storico, le colline, la gastronomia, i vini e la storia. Ma ad oggi davvero non sapevo cosa rispondere a chi mi chiedeva dove dormire. Ad oggi ho detto.
Qualche giorno fa mi è capitato di dormire da Up Hotel. Lo seguivo da un po’, sui social, lo trovavo meraviglioso, fresco, dinamico, da capitale europea e finalmente ho potuto passare una serata, una notte e una colazione super all’interno di questo albergo che, sa di tutto, tranne che di pensione riminese, anzi!
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Never give up dreaming! Questo è quello che ti rimane impresso quando esci dall’hotel. Questo è il concetto che sta alla base di Up Hotel, perché sognare di notte è bello e giusto (e comodo aggiungo io sui materassi Dorelan), ma sognare di giorno è ancora più gustoso e Up Hotel te lo permette. Sì perché la colazione è XL e dura fino a mezzogiorno, i tavolini vintage, le luci giuste, il tavolo di legno ti porta a metà tra New York e Berlino e nemmeno ti sembra di essere in Italia. Qui le idee prendono forma davvero e non a caso, sul comodino di fianco al letto, viene messo un bloc-notes, perché al risveglio non bisogna lasciar sfuggire niente, sogni, esperienze, ricordi della serata e soprattutto nuove idee.
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Up Hotel non è stato inventato, è stato restaurato. Si parla di una pensione di famiglia, siamo a Rivazzurra di Rimini e qui i sogni hanno fatto la differenza. Si vede negli arredi, negli occhi di chi in questo sogno ha creduto (e ha avuto ragione), ha scommesso e ha dato fiducia. Sì, perché qui, come in alcuni degli hotel più belli che mi è capitato di vedere in giro per il mondo, si premia la fiducia, ci si affida al prossimo anche con una honesty kitchen, la cucina onesta che chiede di segnare, in completa autonomia, quello che si prende dal frigo bar dell’hotel. Se non è innovazione questa.
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Up Hotel non è una pensione, non è un albergo in cui dormire solo, è un universo di persone che si incontrano, è fatto per giovani viaggiatori che di fianco al letto trovano una presa USB, mobile e arredi, pezzi unici e vintage, è fatto per curiosi, creativi, amanti della vita e curiosi attivi. Up Hotel mi ha completamente rapito per il dinamismo, la ricerca dei particolari, i colori e i dettagli accennati.
Up Hotel è la dimostrazione di come le cose possono cambiare, di come con tanta lucidità, un pizzico di pazzia e valanghe di creatività si può fare qualcosa di unico, di incredibilmente vivo, come vive sono le persone che in questo progetto hanno messo il cuore.

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