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	<title>Giordania Archivi - Federchicca</title>
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	<title>Giordania Archivi - Federchicca</title>
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		<title>Hummus di ceci come in Giordania, la ricetta con il Bimby®</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 05:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Bimby]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta perfetta per l'Hummus di ceci come assaggiato in Giordania, tutto il procedimento con il Bimby® TM5 e le indicazioni per farlo al meglio, leggi qui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.federicapiersimoni.it/cucina/hummus-di-ceci-ricetta-bimby/">Hummus di ceci come in Giordania, la ricetta con il Bimby®</a> proviene da <a href="https://www.federicapiersimoni.it">Federchicca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto l&#8217;<strong>Hummus</strong> in <strong>Giordania</strong>, durante un viaggio da Amman al deserto del Wadi Rum, dove ho trascorso un&#8217;indimenticabile èotte sotto le stelle, senza connessione internet e con la compagnia di un gruppo di italiani incredibili, ma non solo, anche di tanti beduini del deserto. L&#8217;Hummus è stato come amore a prima vista, anzi no, dico meglio: è stato come un amore al primo assaggio. <span style="color: #ffffff;">#cucinoconbimby</span><span id="more-14238"></span><a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-libri-bimby.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14334" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-libri-bimby.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a><br />
Ho amato l&#8217;Hummus fin da subito, soprattutto accompagnato dalla <strong>pita</strong>, il <strong>pane arabo</strong> lievitato e forma rotonda, almeno così si trova nei paesi del. Medio Oriente. L&#8217;Hummus in quei paesi è considerato un antipasto, ma anche un contorno, anche perché difficilmente, a meno che non ci si trovi in un ristorante di classe e anche un po&#8217; occidentalizzato, verranno servite delle portate <em>in ordine</em>. Generalmente i piatti vengono tutti messi a tavola e si spizzica qua e là, direttamente dalle ciotole, con pita o <strong>pane azzimo</strong>.<br />
Un modo di mangiare questo che ho sempre adorato. Ricordo benissimo che un giorno a pranzo, ci siamo fermati in un piccolo ristoro sulla strada. Intorno non c&#8217;era niente, era tutto così deserto che anche quel locale sembrava quasi essere posto lì un po&#8217; a caso. Quel giorno l&#8217;Hummus non lo ricordo, ma ricordo benissimo il modo in cui abbiamo pranzato: tutti a sedere per terra, ovviamente senza scarpe perché sui tappeti, a mangiare riso e pollo dalle grandi ciotole poste al centro della stanza. <strong>Niente piatti, ne&#8217; posate, ne&#8217; altro</strong>. Il <strong>Medio Oriente</strong> è affascinante anche per queste pratiche di condivisione che a me personalmente piacciono molto. Ma sono gusti, ovviamente in casa propria, ciascuno è liberissimo di mangiare con piatti e posate, dirò di più: anche con tavolini e sedie!<br />
Una volta tornata a casa, ho scoperto che l&#8217;Hummus è davvero facile da fare con il <strong>Bimby®</strong> ed è gustoso proprio come in Giordania, certo in alcuni posti usano più o meno aglio, più o meno limone o più o meno paprika, ma in linea di massima il sapore è lo stesso e ho scoperto che solo rifacendola più e più volte si raggiunge la ricetta perfetta,<strong> la propria ricetta perfetta</strong>.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ceci.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-14335" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ceci.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a></p>
<h2>Ricetta con il Bimby® TM5</h2>
<p>L&#8217;unico <em>inconveniente </em>dell&#8217;Hummus è che i ceci vanno messi in ammollo la sera prima. Devono stare in acqua per almeno 6/8 ore infatti e prima di essere usati nella ricetta, ben scolati. Certo, c&#8217;è anche la possibilità di prendere i ceci precotti, ma a mio avviso se si deve fare una cosa, è meglio farla bene.<br />
Nella piattaforma di ricette <strong><a href="https://cookidoo.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cookidoo®</a></strong>, la ricetta dell&#8217;Hummus di ceci si trova anche nella Collection <strong>Sapori dal Mondo</strong>, nemmeno a dirlo, una delle mie preferite!<strong> </strong><br />
Ecco gli<strong> ingredienti</strong> per l&#8217;Hummus di ceci:<br />
40 grammi di sesamo<br />
180 grammi di ceci secchi (in ammollo per 6/8 ore in acqua calda)<br />
1000 grammi di acqua calda<br />
2 spicchi di aglio<br />
20 grammi di olio di sesamo<br />
60 grammi di olio di oliva<br />
50 grammi di succo di limone (spremuto fresco)<br />
1 cucchiaino di sale<br />
1 cucchiaino di paprika dolce<br />
1 pizzico di pepe di Cayenne<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ingredienti-sesamo.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-14336" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ingredienti-sesamo.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a></p>
<h2><a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ingredienti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14337" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-ingredienti.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a></h2>
<h2>Procedimento per l&#8217;Hummus di ceci</h2>
<ol>
<li>Mettere nel boccale i semi di sesamo, tostare: <strong>6 min./120°C/ vel.1 antiorario</strong>, poi polverizzare: <strong>30 sec./vel. 9 </strong><br />
Trasferire in una ciotola e tenere da parte.</li>
<li>Mettere nel boccale i ceci e l&#8217;acqua, cuocere:<strong> 60 min./100°C/vel. 1 antiorario</strong></li>
<li>Posizionare il cestello, agganciarlo con la spatola e filtrare il liquidi di cottura versandolo in una ciotola.<br />
Togliere il cestello.</li>
<li>Aggiungere 200 grammi di liquido di cottura e l&#8217;aglio, frullare: <strong>1 min./vel. 7</strong></li>
<li>Aggiungere il sesamo tostato e polverizzato in precedenza, l&#8217;olio di sesamo, l&#8217;olio di oliva, il succo di limone, il sale, la paprika e il pepe di Cayenne, mescolare:<strong> 20 sec./vel. 4</strong></li>
<li>Trasferire in una ciotola e servire.</li>
</ol>
<p><a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/bimby-hummus.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14477" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/bimby-hummus.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a><br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/bimby-hummus-chiavina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14476" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/bimby-hummus-chiavina.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a><br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-il-mio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14333" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2017/09/hummus-il-mio.jpg" alt="" width="1000" height="667" /></a></p>
<h2>Risultato</h2>
<p>Il mio Hummus è venuto<strong> come piace a me</strong>, ricco di semi di sesamo e olio! Come dicevo sopra, ognuno al di là della ricetta <em>base </em>troverà l&#8217;esatta <strong>combinazione di ingredienti</strong>, aggiungendo più o meno aglio, togliendo la paprika o aumentando la dose di limone. Certo è che una volta trovata l&#8217;esatta combinazione dovete proprio segnarvi l&#8217;incastro perfetto dei vostri ingredienti, affinché non perdiate la ricetta magica che avrà il potere di catapultarvi in un solo assaggio, di nuovo in Medio Oriente.</p>
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		<title>Una notte nel deserto Wadi Rum come Lawrence d’Arabia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 14:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non mi capitava una notte così da quando facevo gli scout. Ebbene sì, anche io come tante persone e tanti blogger (ho scoperto di recente) ho passato l’infanzia a montare e smontare tende, fare nodi e guardare le stelle al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi capitava una notte così da quando facevo gli scout. Ebbene sì, anche io come tante persone e tanti blogger (ho scoperto di recente) <strong>ho passato l’infanzia a montare e smontare tende</strong>, fare nodi e guardare le stelle al chiarore del fuoco nelle notti estive. I miei trascorsi scout non li ho abbandonati, li ho solo accantonati per un po’, sono convinta infatti che tutto serva nella vita, anche se una volta ero molto più coraggiosa di adesso.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8334" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/tende-deserto-600x450.jpg" alt="tende-deserto" width="590" height="442" /><br />
Quando facevo gli scout infatti non mi facevo tutti i problemi che mi faccio oggi. Non avevo paura, o comunque <strong>non mi impanicavo con pensieri</strong> di serpenti e scorpioni che mi entravano in tenda. Non avevo paura di perdermi, almeno non troppa, e non mi interessava dove dormivo. Poi si cresce e si diventa più noiosi, anche se qualcuno al contrario <strong>migliora con il tempo come il vino</strong>, bé, beato lui.<br />
<span id="more-8317"></span><br />
Quello che è rimasto di immutato in me dai tempi dei calzoni corti e del fazzoletto al collo, è <strong>la mia voglia di non fermarmi</strong>, di chiedere sempre qualcosa di più, anche a me stessa. Come amo dire spesso, io ho paura di tutto (oggi più che mai) ma faccio tutto. Ho paura dell’acqua, della profondità, del lanciarmi con il paracadute, ho paura di tante cose, ma <strong>alla fine messa davanti alla prova non riesco a tirarmi indietro</strong>, è più forte di me &#8211; bé, il bagno con gli squali l’ho evitato, son sincera.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8338" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/wadi-rum-the-600x450.jpg" alt="wadi-rum-the" width="590" height="442" /><br />
Nel deserto del Wadi Rum a nulla sono valse le richieste alle <strong>mie compagne di viaggio</strong> di dormire assieme. Mi hanno decisamente ignorato e si sono fatte beffe delle mie paure! 😀 Alla fine la notte è andata piuttosto bene, molto meglio di quello che immaginavo. Certo è stata dura riprendere le vecchie abitudini, ma è stato anche <strong>uno dei momenti più belli di questo viaggio in Giordania</strong>. Del resto quando dormivo in tenda ai tempi degli scout, lo facevo con altre 3/4 ma anche 5 persone, quindi non mi sentivo mai sola! Dormire in una tendina nel deserto da sola invece mi metteva non poca inquietudine.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8325" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/federhicca-wadi-rum-600x450.jpg" alt="federhicca-wadi-rum" width="590" height="442" /><br />
Le tende del<strong> Captain Camping</strong> a ridosso del <strong>Wadi Rum</strong> sono di due tipi essenzialmente, classiche con due o tre posti letto con bagno comune, e superior con bagno interno alla tenda. Sinceramente ho preferito quelle con il bagno esterno alla teda, un bagno comune diviso tra uomini e donne. Qui non si può stare 3 o 4 notti di fila, o meglio si può, ma la pulizia non è il massimo devo essere sincera. Il Captain Camping vale la pena però per starci un paio di giorni e fare l’<strong>escursione nel deserto</strong> che ha ospitato sia il vero <strong>Lawrence d’Arabia</strong>, che le riprese del famoso film.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8320" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/captains--600x450.jpg" alt="captains" width="590" height="442" />Il deserto non è bello solo per questo, anzi, il deserto è bellissimo per i suoi panorami senza fine, per la sabbia rossa, per le piante che strofinate tra le mani assieme all’acqua fanno il sapone dei beduini. Il deserto del Wadi Rum è bello perché non se ne vede la fine, perché i colori del tramonto sono tremendamente malinconici e nello stesso tempo vivi. Correre con la<strong> jeep su queste dune</strong>, assaggiare il thé con i beduini, fare le foto contro luce e vedere la natura che cambia paesaggio ad ogni tiro di vento mi è piaciuto tanto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8324" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/deserto-tramonto-600x450.jpg" alt="deserto-tramonto" width="590" height="442" /><br />
Il costo di un’escursione di questo tipo viene intorno ai <strong>50 dinari</strong>, mentre una notte al Captain Camping viene 40 dinari a tenda, almeno quella con tre letti singoli come quella che avevo io, compresa la <strong>cena tipica all’interno del camping</strong> &#8211; che per inciso non è stata affatto male.<br />
La mia tenda era piccolina, ma ci stava tutto quello che doveva starci, quindi tre letti singoli e due sedie, un comodino e una lampada che si accende automaticamente al calare della sera e si spegne alle prime luci del giorno, poi volendo si può anche spegnere durante la notte eh.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8335" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/tracce-deserto-600x450.jpg" alt="tracce-deserto" width="590" height="442" />La tenda ha all’ingresso una grossa cerniera per chiedere le due parti, ma si può anche lasciare aperta perché il tessuto è così pesante che sta perfettamente teso a terra comunque. All’interno ci sono <strong>coperte e lenzuola e anche asciugamani</strong>, non manca nulla. Io ho dormito lì a metà Luglio quindi non faceva affatto freddo, mi dicono però che andando in pieno inverno è meglio portare qualcosa di termico per la sera e per la notte.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8336" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/wadi-rum-600x450.jpg" alt="wadi-rum" width="590" height="442" /><br />
Per quanto riguarda la cena tipica, ho provato qui un <strong>piatto con una preparazione mai vista prima</strong>. Il nome del piatto è<strong> Zarb</strong> e il tempo della preparazione dura una giornata intera, anche se effettivamente si deve fare ben poco dopo la prima parte che ora vi spiego. Si mette la carne, noi avevamo pollo e pecora, con le verdure in una grande cassa di acciaio.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8330" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/luci-della-sera-wadi-rum-600x450.jpg" alt="luci-della-sera-wadi-rum" width="590" height="442" /><br />
La cassa si mette in una buca sotto terra e prima di chiuderla e mettere la terra sopra, in questo caso la sabbia, si accende un fuoco dentro. Appena chiusa la cassa e messa la sabbia il fuoco si spegne e il calore della terra cuoce la carne che rimane lì sotto per una giornata intera. A sera, le ore precisamente però non le so, si riapre la buca e si scoperchia la cassa e tutto è perfettamente pronto! Questo piatto si fa generalmente nelle<strong> occasioni speciali</strong>, quando si deve festeggiare qualcosa o si hanno ospiti.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8333" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/tenda-camping-600x450.jpg" alt="tenda-camping" width="590" height="442" /><br />
La sera è stata stupenda. Assieme a tutti gli ospiti del Camping <strong>siamo rimasti svegli a vedere le stelle</strong>. Luci spente e fuoco acceso, le stelle cadenti erano sopra di noi. A poco a poco tutti sono andati a dormire, tutti tranne noi. Io ho contato solo due stelle cadenti, ma mi bastavano, sinceramente non mi vengono spesso cose da chiedere o desideri da far avverare, sono una persona moto fortunata. Avevamo anche il wifi ma, tranne qualche sporadico caso, <strong>abbiamo deciso di comune accordo di non connetterci</strong>, di lasciare quella parte di Giordania così, solo per noi. Di vivercela in un modo più vero, quasi intimo no?! Oggi però sono qui a parlarvene, almeno in parte, perché voglio consigliarvi questa esperienza, anche se ancora <strong>i miei capelli puzzano di fumo e Max</strong>, il gattino incontrato al campo mi manca terribilmente 😛 Giuro!<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8331" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/max-wadi-rum-600x552.jpg" alt="max-wadi-rum" width="590" height="542" /><br />
Tornando alla mia notte in tenda, quello che ancora non vi ho detto, è che il mio sonno non è stato del tutto tranquillo e sereno. Ogni due ore circa mi svegliavo perché dalle tende passavano <strong>tutti i rumori possibili</strong>. Animali e persone sveglie che parlavano di fuori, qualcuno che tossiva nell’altra tenda e il vento che faceva muovere tutta la struttura. Alla fine, alle <strong>5 del mattino</strong> hanno iniziato gli uccelli che avevano il nido nella roccia proprio sopra la mia testa. Un tale chiasso che non mi ha permesso di dormire oltre. Ho deciso quindi di uscire dalla tenda, di andare a fare un giro, magari a fare qualche fotografia. Sono<strong> uscita e la luce aveva già illuminato quasi tutto</strong>.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8329" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/la-mia-tenda-600x450.jpg" alt="la-mia-tenda" width="590" height="442" />Fuori dal camping ho visto due dromedari in lontananza e vicino al nostro fuoco, ancora mezzo acceso, il <strong>beduino che stava a guardia</strong> del campo dormiva steso con una grossa coperta sopra. Ho fatto qualche foto, ho dato un’occhiata in giro e poi sono tornata in tenda. Alle sette mi sono svegliata di nuovo, definitivamente. Non c’erano più le stelle della sera prima, nessuna costellazione da osservare e nemmeno nessun desiderio da esprimere. Il fuoco era spento e Max era ricomparso per giocare ancora un’ultima volta con me. Avrei <strong>dovuto portarmelo a casa</strong>, lo sapevo, almeno ora non mi sarebbe mancato così tanto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8323" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/deserto-alba-600x450.jpg" alt="deserto-alba" width="590" height="442" /></p>
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		<title>Il sogno di Petra, il mio viaggio per raggiungere il Tesoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 21:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi pensa che la Giordania sia solo Petra si sbaglia di grosso. In questi giorni in Giordania ho avuto modo di vedere città degne di (più di una) nota, paesaggi meravigliosi senza tutti i turisti e i venditori che purtroppo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi pensa che la Giordania sia solo Petra si sbaglia di grosso</strong>. In questi giorni in Giordania ho avuto modo di vedere città degne di (più di una) nota, paesaggi meravigliosi senza tutti i turisti e i venditori che purtroppo si trovano invece nel sito di Petra. Nonostante tutto Petra ha un fascino immenso, che dire immenso è riduttivo.<br />
L&#8217;hotel che ci accoglieva per visitare Petra si trova nella città di<strong> Wadi Musa</strong>, la città che ospita il sito di Petra. Petra non è infatti una città oggigiorno, Petra non esiste come località se non come <strong>sito storico e archeologico</strong>, ma ovviamente in tutto il mondo e anche qui, quando si dice Petra, ci si capisce subito. Dal mio hotel l&#8217;ingresso a Petra era a pochi metri, un centinaio al massimo. <span id="more-8291"></span>L&#8217;ingresso è decisamente troppo moderno, sembra l&#8217;entrata di un parco di divertimenti e a primo impatto lasci un po&#8217; stupefatti. Appena passati oltre questa modernissima struttura però ci si ritrova<strong> tra la sabbia e i sassi del deserto</strong>. Si deve camminare circa 800 metri per arrivare al punto in cui si inizia ad addentrarsi &#8211; letteralmente &#8211; nelle rocce sedimentarie scavate da anni e anni di agenti atmosferici.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8306" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10526025_703852742983951_3218379891869868138_n-600x450.jpg" alt="rocce " width="590" height="442" /><br />
Le foto che ho visto e che credo abbiamo visto tutti, non mentono. I colori di queste rocce sono bellissimi, <strong>sono colori vivi</strong>. Il colore deriva dall&#8217;accumulo di granelli di sabbia che nel corso del tempo si sono sedimentati creando variazione di colore che vanno dall&#8217;oro al rosso vivo, dall&#8217;arancione al giallo oro. Inoltre i colori <strong>cambiano in base alla luce</strong> del giorno a cui sono esposti, non vi dico che meraviglia sono per gli occhi nell&#8217;ora del tramonto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8310" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10565030_703852646317294_1458316147252505820_n-450x600.jpg" alt="rocce arenarie " width="450" height="600" /><br />
Durante questo percorso vi verranno incontro decine di persone, sì proprio decine. Alcuni di questi vorranno <strong>vendervi bracciali, cartoline</strong>, altre invece vorranno darvi un &#8220;<strong><em>taxi</em></strong>&#8220;, un cavallo o un mulo per arrivare fino al Tesoro. Nonostante la cosa possa sembrare romantica, io credo che il modo migliore per arrivare al Tesoro <strong>sia farlo in autonomia</strong>, prendendosi il tempo per ammirare i colori, per fare foto ma anche per godersi il momento &#8211; detto senza troppi giri di parole.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8311" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/federica-petra-450x600.jpg" alt="federica-petra" width="450" height="600" /><br />
Non mi sono informata sul costo del trasporto ne con i muli ne con cammelli o asini, ma so che un <strong>ingresso per un giorno a Petra viene 50 dinari</strong>, due giorni 55 dinari e tre giorni 60 dinari. Tanto? Se pensate che la zona di Petra si estende per una superficie di 42km no. Non riuscirete a vedere tutto, è ovvio, ma io vi consiglio di non fermarvi al Tesoro, ma di proseguire fino almeno alle <strong>Tombe Reali</strong> e al <strong>Teatro Romano</strong> e, se siete davvero motivati fino al <strong>Monastero di Santa Caterina</strong>.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8304" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10305173_703852619650630_6381960330096471603_n-600x450.jpg" alt="Monastero di santa caterina" width="590" height="442" /></p>
<h3>Monastero di Santa Caterina</h3>
<p>Una parentesi per il Monastero di Santa Caterina mi tocca aprirla. Il Monastero si trova in alto e per raggiungerlo bisogna fare circa <strong>800 gradini</strong>, non facili, e <strong>500 metri di dislivello</strong>. Ce la fanno tutti, anche persone anziane e quando volete potete prendere e tornare indietro, ma io vi avverto, non commettete l&#8217;errore di farlo sotto il sole di mezzogiorno così come abbiamo fatto noi che forse l&#8217;abbiamo un po&#8217; sottovalutato. Vi consiglio però di arrivarci perché la vista del Monastero merita. Qui potete anche valutare l&#8217;idea di prendere un asino per arrivare fino in cima e poi tornare a piedi, anche in questo caso però non mi sono informata sui prezzi. A metà strada e a fine del percorso troverete <strong>due posti dove bere qualcosa e mangiare</strong>. Il mio consiglio è di mangiare un panino solo una volta arrivati in cima, ammirando dalle comode sedute il Monastero di Santa Caterina. Nei bar e locali sotto a mio avviso non c&#8217;è nulla di valido da mangiare.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8303" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/1538883_703852762983949_6544240635476302460_n-450x600.jpg" alt="Petra in controluce" width="450" height="600" /></p>
<h3>Chi ha scolpito il Tesoro di Petra?</h3>
<p>In mezzo alle montagne, ben nascosto e in mezzo al deserto si trova la città di Petra. La città di Petra è stata <strong>scolpita dal popolo Nabatei nel 500 a.C.</strong> circa. Arrivati a Petra si sono insediati in queste montagne e hanno iniziato a colpire il tutto quello che si trova in questo luogo magico. Inizialmente in Nabatei hanno iniziato a dare un<strong> servizio alle carovane</strong> che venivano dal Mediterraneo e dal Mar Rosso. Nasce in questo modo Petra un centro di scambio commerciale, un centro molto fiorente.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8305" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10403209_703852532983972_8337095534903671636_n-450x600.jpg" alt="Petra" width="450" height="600" /></p>
<h3>Ma i Nabatei da dove vengono?</h3>
<p>Tante sono le teorie che vogliono che i Nabatei siano dell&#8217;una o dell&#8217;altra parte del Medio Oriente, ma la teoria più credibile è quella che vuole che i <strong>Nabatei provenissero dallo Yeman</strong> per l&#8217;agricoltura, per i terrazzamenti ma più che altro <strong>per la loro religione</strong>, per le divinità dei Nabatei che si ritrovano spesso all&#8217;interno del sito archeologico di Petra. Ma non solo della religione. Si riconduce Petra ai Nabatei anche per la loro maestrina nel governare l&#8217;acqua e la loro intelligenza. Parlando di acqua appunto, poco prima di arrivare alla gola che conduce poi al Tesoro, che è lunga circa un chilometro, troverete sulla destra la deviazione di un fiume. Il percorso che farete per arrivare fino al Tesoro infatti, <strong>era in realtà il letto di un fium</strong>e, che negli anni è stato deviato dai Nabatei sia per raccogliere meglio l&#8217;acqua, sia per non rovinare e distruggere con l&#8217;acqua e la sabbia delle rocce il Tesoro, sia per dar da bere agli animali che con le carovane arrivavano a Petra quale punto di snodo per raggiungere nuovi mercati, come abbiamo appena detto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8302" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/15380_703852579650634_6098289242349303111_n-600x450.jpg" alt="Cavalli Petra" width="590" height="442" /></p>
<h3>Petra, fino alla storia moderna</h3>
<p>Nel 63 a.C <strong>arrivano a Petra i Romani</strong> che lasciano l&#8217;impero dei Nabatei all&#8217;interno dell&#8217;Impero Romano. Nel 106 a.C però Nabatei iniziano a infastidire l&#8217;Impero Romano perché iniziano ad allargarsi anche al di fuori di Petra. Traiano decide quindi di fermare i Nabatei e di far diventare Petra un vero e proprio <strong>patrimonio di proprietà romana</strong>.<br />
Nel corso della storia Petra inizia a perdere a poco a poco la sua importanza, fino al 1811. In quest&#8217;anno in<strong> Inghilterra</strong> viene ritrovato un <strong>diario di viaggio</strong> che parla di una <strong>città rosa nel deserto dell&#8217;Arabia</strong>, ma non ci sono riferimenti geografici se non tre indizi: il sito si trovava a due giorni dal Mare Puzzolente (il Mar Morto), a due giorni di cammino dal Mar Rosso e mezza giornata dal Santuario di Aronne. La spedizione parte con un solo uomo, uno svizzero, Johann Ludwig Burckhardt, che arriva in<strong> Siria</strong> e per sei mesi impara l&#8217;arabo e inizia a mimetizzarsi con le persone del popolo per non far sapere loro che stava cercando Petra, una piccola oasi nel deserto. Con la scusa di essere un pellegrino e di voler fare visita al<strong> Santuario di Aronne</strong>, dopo sei giorni di <em>prove</em> arriva a Petra e tornando a verso l&#8217;Europa rivela a tutti la sua scoperta.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8309" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10557197_703852799650612_835316098695126779_n-600x450.jpg" alt="cammelli a Petra" width="590" height="442" /><br />
Johann Ludwig Burckhardt ha scritto poi anche un libro &#8220;<em><strong>Il mio viaggio in Giordania</strong></em>&#8220;, del 1828 tradotto anche in italiano, per chi volesse cimentarsi in questa lettura.<!--more--></p>
<h3>Il Tesoro &#8211; al-Khazneh</h3>
<p>Al termine del Siq si trova il Tesoro, il nome locale è <em><strong>al-Khazneh</strong></em>. Realmente questa struttura è <strong>la tomba di un re</strong>, scolpita attorno al 10 a.C. e il 10 d.C., ma non si hanno certezze riguardo la data. La tomba è stata scolpita su una roccia arenaria, una struttura tirata fuori letteralmente dalla roccia e scolpita dall&#8217;alto verso il basso. Il posto è stato scelto dai Nabatei per costruire questa tomba perché si trova in una posizione che colpisce innanzitutto. Il secondo motivo è per  protezione. La roccia arenaria infatti <strong>con il vento e la pioggia si sgretola</strong>, la protezione della gola è necessaria per preservare una struttura di questo tipo.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8308" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10552657_703852669650625_2301244175234357005_n-461x600.jpg" alt="asino a Petra" width="461" height="600" /><br />
La struttura è alta <strong>39 metri e larga 28</strong>, 14 metri da una parte della porta di ingresso e 14 dall&#8217;altra. Delle sei colonne che si trovano nella parte inferiore del timpano solo le quattro inferiori sono state scavate nella roccia, le due in mezzo sono state aggiunte dopo. Il secondo timpano, quello in alto è spezzato e serve all&#8217;anima ad uscire fuori senza essere imprigionato in terra.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8307" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/10527586_703852712983954_77476745891921200_n-600x450.jpg" alt="da Santa Caterina" width="590" height="442" /></p>
<h3>Petra oggi</h3>
<p>Dal 2007 Petra è diventata una delle Sette meraviglie del Mondo Moderno.<br />
Cosa ne dite, vi ho convinto (ancora di più) a visitare questa meraviglia?<br />
Oltre al lato storico c&#8217;è ovviamente tutta l&#8217;emozione che si prova a vedere una bellezza di questo tipo che però, ve lo giuro, faccio fatica a descrivere a parole. <strong>Se potete, venite a vederlo con i vostri occhi e mi capirete</strong> 🙂</p>
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		<title>Wadi Mujib, fare canyoning in Giordania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 23:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[sport & fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi ho fatto una cosa bellissima, che non avevo mai fatto prima d&#8217;ora &#8211; e son venuta fino in Giordania per farla! Oggi sono stata al Wadi Mujib a fare canyoning. Il costo di ingresso per questa riserva naturale viene [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho fatto una cosa bellissima, che non avevo mai fatto prima d&#8217;ora &#8211; e son venuta fino in Giordania per farla! Oggi sono stata al<strong> Wadi Mujib</strong> a fare <strong>canyoning</strong>. Il costo di ingresso per questa riserva naturale viene<strong> 15€</strong> circa e si possono percorrere anche 13 km risalendo il fiume all&#8217;interno di queste gole rossastre. Io, assieme ai miei amici qui in Giordania, ne ho fatti a malapena 2, ed è stata una vera faticaccia.<span id="more-8271"></span><br />
Innanzitutto partiamo dall&#8217;attrezzatura. Per fare questo tipo di attività ci vuole un costume, assolutamente essenziale, pantaloncini corti e maglietta, infine cosa importantissima, le scarpe! Io avevo quelle che si usano per fare snorkeling, le avevo prese a Sharm el Sheikh al prezzo di 5€ e si sono rivelate un acquisto azzeccatissimo, anche a detta di chi lavora al Wadi Mujib.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8278" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/wadi-mujib-600x450.jpg" alt="wadi-miujib" width="590" height="442" />In alternativa si possono mettere delle scarpe sandalo stile tedeschi, ma fate bene attenzione che siano chiuse dietro, quelle ciabat, o delle scarpe da ginnastica che abbiano un pochino di presa sotto, un po&#8217; di carrarmato insomma. In pratica succede questo, <strong>ci si immerge in acqua</strong> alta a volte fino alle caviglie, a volte fino alla vita, <strong>a volte ci si tuffa proprio</strong>, ecco perché le scarpe sono importanti. Non devono far scivolare, altrimenti sono dolori, devono fare presa e non devono essere troppo pesanti. Se si riempiono d&#8217;acqua e pesano poi fate una fatica incredibile a muovervi e non vi divertite.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8276" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/colori-wadi-mujib-600x450.jpg" alt="colori-wadi-mujib" width="590" height="442" /><br />
Il <strong>percorso è fatto in autonomia</strong>, se si entra in gruppo si sta in gruppo, ma non ci sono guide particolari che vi accompagnano lungo il cammino. Il percorso è facile, è impossibile sbagliare strada, basta seguire la corrente e arrivare alla cascata. Il percorso fino alla cascata è anche chiamato <strong>Siq trail</strong>, sono circa 2km che noi abbiamo fatto in 2 ore di andata e ritorno e che ho trovato non troppo complicato e molto divertente. Questo <strong>percorso è quello base</strong>, che si consiglia a tutti. L&#8217;importante è sapere che <strong>si può tornare indietro quando si vuole</strong>. Se qualcuno non se la sente più di continuare non si deve andare avanti per forza e l&#8217;acqua non è assolutamente alta da non permettere un ritorno anche in solitaria volendo. Ci sono poi tanti punti in cui l&#8217;acqua è bassa e ci si può mettere a sedere e stendere, quindi è a provo anche dei più pericolosi.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8274" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/giordania-gruppo-600x450.jpg" alt="Federica in Giordania" width="590" height="442" /><br />
Una volta arrivati alla cascata, si può scegliere se continuare il percorso o fermarsi e tornare indietro. <strong>La cascata è molto impegnativa</strong>. Nessuna delle persone che oggi ha fatto il percorso con me ha superato la cascata. Bisogna essere almeno un pochino preparati, molto temerari e anche molto sportivi. Meglio non rischiare di farsi male, soprattutto se è la prima volta che si fa un&#8217;attività del genere. Il Wadi Mujib offre un percorso in tutto di 13km e nel punto di massima apertura <strong>la gola arriva a 5 metri di larghezza</strong>. Ad aver avuto tempo e un pochino di preparazione atletica in più, sarebbe stato davvero bello farlo tutto, anche perché qui si trovano diverse specie di animali e uccelli.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8277" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/divieto-wadi-mujib-600x450.jpg" alt="divieto-wadi-mujib" width="590" height="442" />Quando sono partita, avevo con me solo la<strong> gopro e il giacchetto salvagente</strong>, che è obbligatorio portare per tutta la durata del percorso. All&#8217;inizio, mentre camminavo, stavo attenta a non bagnarmi troppo i pantaloni, li tiravo su e mettevo i piedi ben lontani dall&#8217;acqua, quando potevo. Mano a mano che il mio percorso è andato avanti però, <strong>ho iniziato a prenderci gusto</strong>, a camminare in mezzo all&#8217;acqua, a lasciarmi guidare dalla corrente, a provare a dare sempre un pochino di più. Le salite verso la cascata era tutte ben segnalate e c&#8217;erano <strong>corde e scalette in ferro</strong> per permettere anche a quelli come me che non vedono la palestra da anni, di non essere troppo in difficoltà. Arrivati alla cascata è iniziato il bello, <strong>il ritorno</strong>.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8275" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/canyoning-600x450.jpg" alt="canyoning" width="590" height="442" /><br />
Tornando verso la nostra base abbiamo iniziato a scorgere cartelli che segnalavano il divieto di passaggio. I cartelli erano posti davanti a<strong> scivoli d&#8217;acqua con rocce pericolose</strong>. Abbiamo così seguito il percorso fatto all&#8217;andata che si è rivelato divertentissimo. Scivoli naturali e piccoli tuffi. Ci siamo lasciati trasportare dalla corrente dell&#8217;acqua mettendoci nel letto del fiume direttamente stesi a pancia in su. Una delle cose più belle mai fatte, un <strong>senso di libertà elettrizzante</strong>. Arrivati alla fine mi è anche dispiaciuto che fosse tutto già finito, anche se le mie gambe erano stanchissime. In poco più di due ore avevamo fatto solo 2km, e avevamo tutti una fame incredibile!<br />
Ho fatto un piccolo<strong> video</strong>, con tanto di canzone bellissima 😀 Se vi piace fatemelo sapere mi raccomando! Ovviamente non dimenticate che l&#8217;ho montato di notte, a pochi passi da Petra, magari sarete più clementi nel giudizio 😉<br />
<iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/T3tBXMzozMw" width="550" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Personalmente non vedo l&#8217;ora di riprovarlo, magari in altre zone d&#8217;Italia e del Mondo per rivivere il brivido del canyoning, ma anche per vedere altri scorci! <strong>Voi l&#8217;avete mai fatto?</strong> Raccontatemi dove e la vostra avventura, così magari la prossima volta vengo dalle vostre parti!</p>
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		<title>Mar Morto in Giordania, c&#039;è vita?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 08:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa bene che non amo il mare. Sì lo snorkeling lo faccio, ho fatto anche l&#8217;immersione in Polinesia, amo fare il bagno in piscina ma molto meno in mare. Non credo di essere l&#8217;unica ad avere questa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="fb-root">
<strong>Chi mi conosce sa bene che non amo il mare</strong>. Sì lo snorkeling lo faccio, ho fatto anche l&#8217;immersione in Polinesia, amo fare il bagno in piscina ma molto meno in mare. Non credo di essere l&#8217;unica ad avere questa paura, per altro spesso immotivata, ma so che buttarmi in un posto di cui non vedo il fondo o non ho il controllo, non mi fa stare proprio bene.<br />
Ecco perché quando ho visto il Mar Morto sono stata subito un po&#8217; titubante, Ma, sotto cosa c&#8217;è? E se arrivano i pesci dai fondali e mi danno un morso? Per fortuna <a title="Blog di viaggi" href="http://www.infoturismiamoci.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Roberta</strong></a> mi ha tranquillizzata subito con la sua calma e gentilezza (questo è ovviamente ironico) &#8220;<em><strong>Federica, nel Mar Morto non ci sono pesci!</strong></em>&#8220;. Dato che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, io nel Mar Morto ci sono entrata &#8211; e mi sono pure divertita &#8211; ma poi una volta in camera, <strong>ho deciso di andare ad approfondire questo discorso</strong>. Ma come, nel Mar Morto non ci sono pesci? E cosa ci fa a stare lì così un mare salatissimo.
</div>
<p><span id="more-8210"></span></p>
<div>Il Mare è talmente salato che se per caso un pochino di acqua ti va negli occhi <strong>sei finito</strong>, è come quando mangi il peperoncino e inavvertitamente ti strofini la faccia e gli occhi, una tragedia. Le mie compagne di avventura qui in Giordania mi dicevano che anche se ti depili e poi entri in mare non è una buona cosa&#8230; l&#8217;acqua è salatissima e qualsiasi ferita brucia da morire.</div>
<div></div>
<div><img decoding="async" class=" size-full aligncenter" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/20140718-110753-40073977.jpg" alt="20140718-110753-40073977.jpg" /></div>
<div></div>
<div>Sono entrata nel Mar Morto con <strong>costume e ciabattine di gomma</strong>, perché i fondali sono pieni di sassi e sassetti. Mi sono piano piano immersa nell&#8217;acqua, caldissima, e alla fine mi sono sdraiata, letteralmente. Avrei portato volentieri la gopro per riprendere questa avventura, ma mi è stato sconsigliato a causa dell&#8217;alta salinità del mare.Una volta in acqua è stato difficile abituarsi alla <strong>posizione di &#8220;morto&#8221; forzato</strong>. Spesso tendevo a tirare gli addominali per tirarmi su, a tirare in alto le ginocchia per stare in una posizione quasi seduta, ma era davvero difficile. L&#8217;acqua del Mar Morto sembra oliosa, e dopo una prima immersione è <strong>possibile farsi i fanghi</strong> ^_^ e io ovviamente li ho fatti. I fatti rendono la pelle una meraviglia, tanto che ho deciso in seguito di <strong>comprare uno scrub del Mar Morto</strong> e una crema per i piedi 🙂 che sono il mio tallone di Achille!</div>
<div></div>
<div><img decoding="async" class=" size-full aligncenter" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/20140718-110758-40078374.jpg" alt="20140718-110758-40078374.jpg" /></div>
<div></div>
<div>Ma torniamo a noi, nel Mar Morto ci sono i pesci? Facendo le mie ricerche ho scoperto che nel Mar Morto non ci sono i pesci, ma che comunque il mare è abitato da microrganismi. Più nello specifico, leggendo un post di <a title="National Geographic" href="http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/09/29/news/vita_nel_mar_morto-534368/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Geographic</a> &#8211; che non è proprio l&#8217;ultimo degli ultimi &#8211; ho scoperto che in effetti nel Mar Morto  c&#8217;è vita. La rivista parla di <strong>batteri e microrganismi</strong> che si sono evoluti in questo ambiente inospitale e si sono adattati alle correnti improvvise dolci e salate.</div>
<div></div>
<div>All&#8217;interno del Mar Morto si sarebbero evoluti questi microrganismi vicino a crateri scoperti in diverse ricerche. Questi <strong>crateri</strong> che si trovano sul fondale marino, <strong>larghi circa 10 metri e profondi 13 metri</strong> farebbero uscire pennacchi di acqua dolce. Vicino ai crateri si sono evolute specie ancora oggi sconosciute.</div>
<div></div>
<div><img decoding="async" class=" size-full aligncenter" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/20140718-110756-40076747.jpg" alt="20140718-110756-40076747.jpg" /></div>
<div></div>
<div>La mia guida inoltre ieri mi ha spiegato che il Mar Morto di sta abbassando ogni anno di circa un metro &#8211; National Geographic dice <strong>25 metri negli ultimi 40 anni</strong> &#8211; non solo per l&#8217;acqua salata che con il caldo di questo posto evapora, ma anche perché nel corso di questi anni sono stati fermati i flussi di acqua che arrivavano fino al Mar Morto naturalmente, sono state fatte delle dighe per le popolazioni che si trovano intorno a questa zona. Questo ovviamente oltre a non permettere più il ricircolo di acqua ha fatto sì che l&#8217;acqua diventasse ancora più salina, che fosse sempre di meno e che le specie esistenti si adattassero a questo ambiente sempre più ostile.</div>
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<div><a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/giordania-mar-morto-amici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8280 aligncenter" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/giordania-mar-morto-amici.jpg" alt="giordania-mar-morto-amici" width="480" height="480" /></a></div>
<div>
Da un <strong>mosaico trovato a Madaba</strong> inoltre, è emerso che il Mar Morto in realtà è sempre stato così, molto ostile alla vita dei pesci che qui confluivano e che non sopravvivevano a lungo.<br />
Se decidete di fare il bagno nel Mar Morto allora, <strong>ricordatevi queste poche cose</strong>: fate il bagno e non preoccupatevi dei pesci. Mettetevi un sacco di fango che vi fa bene, non vi preoccupate dell&#8217;acqua oleosa che poi con una doccia va via tutto, fate il morto e state attenti a occhi e ferita, ma soprattutto attenzione a non girarvi a pancia in sotto se non avete un amico pronto a rigirarvi, oppure, un po&#8217; come con la canoa date una bella botta di addominali e rigiratevi da soli. Altri consigli ne avete voi? Fatevi sotto!
</div>
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		<title>Giordania: Jerash, Betania e Monte Nebo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 21:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio in Giordania non vuol dire solo visitare Petra, anzi. Un viaggio in Giordania vuol dire andare alla scoperta di una parte della storia e della religione che caratterizza il nostro tempo. In due giorni abbiamo così visitato Jerash, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>viaggio in Giordania</strong> non vuol dire solo visitare Petra, anzi. Un viaggio in Giordania vuol dire andare alla scoperta di una parte della storia e della religione che caratterizza il nostro tempo. In <strong>due giorni</strong> abbiamo così visitato Jerash, una parte della Betania e il Monte Nebo. Anche se questi tre posti, apparentemente non vi dicono nulla, sono invece località che sono molto più vicine a voi di quanto crediate. Almeno, per me è stata una bella sorpresa scoprire cosa si trovava in queste località, ma iniziamo con ordine.<span id="more-8223"></span><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8236" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/gerasa-600x450.jpg" alt="gerasa" width="590" height="442" /></p>
<h3>Jerash</h3>
<p>Jerash si trova a circa 45 minuti di auto da Amman e a mio avviso merita se si ha intenzione di vedere qualche testimonianza delle civiltà del passato. I siti greco romani che si trovano a Jerash sono tutti molto interessanti e si può vedere la vecchia città di Jerash con un <strong>biglietto unico di 8€</strong> circa.<br />
I greci arrivarono in Giordania nel 323 a.C., dopo la morte di Alessandro Magno, e nacquero le<strong> decapoli</strong>, le dieci città più importanti, Gerasa era una di queste, oltre ad Amman, all&#8217;epoca chiamata Filadelfia. Le dieci città erano autonome e ogni città era specializzata in qualcosa, <strong>Gerasa</strong> era la città più ricca, anche perché si trovava nelle<strong> rotte delle carovane</strong> tra Amman, Damasco e Gerusalemme. Nel 63 a.C. arrivano i romani che cambiano tutto quello che hanno creato i greci. Nascono i teatri, la cultura e le strutture più importanti.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8241" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/jerash-piazza1-600x450.jpg" alt="jerash-piazza" width="590" height="442" /><br />
A Gerasa si trovano due porte principali della città, la<strong> porta di Filadelfia</strong>, quella che si affaccia su Amman, la porta di Damasco perché affaccia su Damasco. Infine c&#8217;è una terza porta, quella a sud, vicino all&#8217;ippodromo che ha una capienza di 25 mila spettattori. La porta a sud era stata creata per cercare di ampliare la città. I romani cambiano anche la forma della città. I greci avevano creato una città a forma di ragnatela, mentre i romani organizzano la città di Gerasa secondo il cardo e il decumano. Per fare questo disegno i romani decidono di eliminare tutte le strutture dei greci tranne due strutture per loro intoccabili, il Tempio di Zeus e il Tempio di Artemide o Diana. Anche la piazza centrale della città cambia forma e da tonda diventa ovale.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8221" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/selfie-federica-600x450.jpg" alt="selfie-federica" width="590" height="442" /><br />
Sempre a Gerasa si trova il teatro sud, che contiene circa <strong>4 mila spettatori</strong>. Il teatro, già creato dai greci, è molto diverso da come viene poi vissuto dai romani. Innanzitutto i romani introducono il palcoscenico, per seconda cosa i greci facevano prevalentemente dramma, i romani invece facevano dramma e commedia. Infine, sempre dei romani è l&#8217;<strong>invenzione del biglietto </strong>di ingresso. Il biglietto dato all&#8217;ingresso corrispondeva ad un numero o ad un segno che si trovava sui posti. Non tutti i posti però erano assegnati, molti erano anche liberi. Se posso consigliare una foto da fare, andate fino in cima alle scalinate del teatro, la vista sulla città è bellissima. Nota dolente, il giorno dopo vi faranno male tutte le gambe 😛<br />
A Jerash si trova anche il Tempio di Artemide, che ha una particolarità nelle colonne. Le <strong>colonne sono costituite da più pezzi</strong>. Il motivo di questa costruzione è dato dal fatto che <strong>la zona di Gerasa è sismica</strong>. Costruendo quindi le colonne non con un solo pezzo, ma con più pezzi tenuti fermi da un perno, la possibilità di caduta del tempio era più difficile.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8234" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/betania-600x450.jpg" alt="betania" width="590" height="442" /></p>
<h3>Betania</h3>
<p>La Betania e in particolare le rive del Giordano, sono il luogo della fonte battesimale di Gesù, un posto conosciutissimo se non altro per la sua storia. Qui Papa Francesco si è recato a far visita al sito solo il mese scorso, giugno 2014. Il sito, almeno per quanto mi riguarda, non è stato emozionante come descriveva la guida, ma ha avuto un senso andarlo a visitare, questo sicuramente.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8242" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/jordan-river-600x450.jpg" alt="jordan-river" width="590" height="442" />La cosa più bella a mio avviso non è stata vedere il fonte battesimale dove, secondo gli scritti è stato battezzato Gesù Cristo, ma vedere le rive del fiume Giordano. Sulle rive del fiume che si possono vedere solo da questo sito &#8211; perché tutta la riva del fiume altrimenti è militarizzata e non ci si può avvicinare &#8211; ci si trova faccia a faccia con la riva dell&#8217;altra sponda, quella israeliana.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8245" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/riva-israeliana-600x450.jpg" alt="riva-israeliana" width="590" height="442" /><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8239" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/giordano-600x450.jpg" alt="giordano" width="590" height="442" /></p>
<h3>Monte Nebo</h3>
<p>Nel 313 la religione del posto diventa la religione cristiana. Alcuni siti da questo momento acquisiscono una particolare importanza. Fra tutti il <strong>sito del Battesimo di Gesù Cristo</strong>, ma anche il Monte Nebo. Questo posto diventa subito importante perché qui è stato avvistato per l&#8217;ultima volta <strong>Mosè</strong>. La zona, anche chiamata Siyagha inizia ad essere visitata da diversi pellegrini, che fanno due tipi diversi di pellegrinaggio. Il primo pellegrinaggio è quello sulle orme di Mosè, il secondo è quello che parte da Gerusalemme, Betlemme e terra della Palestina con sosta al luogo del battesimo. Entrambi si fermavano al Monte Nebo.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8243" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/monte-nebo-600x450.jpg" alt="monte-nebo" width="590" height="442" /><br />
Il Monte Nebo è un posto interessante per chi crede, ma anche per chi non è un fedele convinto. L&#8217;idea di trovarsi in questa zona, a dir poco storica, fa emozionare tutti. Soprattutto per il <strong>bellissimo panorama</strong> che si vede dall&#8217;alto dei suoi 800 metri sul livello del mare.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8244" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/monte-nebo-giordania-600x450.jpg" alt="monte-nebo-giordania" width="590" height="442" /></p>
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		<title>Amman, la Giordania del ramadan e il canto del muezzin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 21:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Giordania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina quando sono partita da Rimini con il treno delle sette, a tutto pensavo tranne al fatto che in Giordania &#8211; e in tanti altri paesi &#8211; ci fosse il Ramadan in questo periodo. Me ne sono accorta appena [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina quando sono partita da Rimini con il treno delle sette, a tutto pensavo tranne al fatto che in Giordania &#8211; e in tanti altri paesi &#8211; ci fosse il<strong> Ramadan</strong> in questo periodo. Me ne sono accorta appena arrivata in Giordania, ad Amman per la precisione, dopo diverse ore di aereo, dopo aver visto il film Il mio grasso, grosso matrimonio greco in volo, e dopo il viaggio con la <span style="color: #37404e;"><strong>Royal Jordanian</strong>.</span><br />
<span id="more-8200"></span><br />
La nostra guida ci ha offerto subito dei <strong>datteri</strong> che io &#8211; sì lo ammetto &#8211; non avevo mai mangiato &#8211; no, nemmeno a Natale! Appena saliti nel nostro pulmino la nostra guida ci ha detto che siamo al <strong>18esimo giorno di ramadam</strong> e che &#8220;<em><strong>tra 8 minuti esatti finisce</strong></em>&#8220;. Mi ha colpito tantissimo questa sua precisazione, tra 8 minuti, non 10, non &#8220;tra poco&#8221;, ma tra 8 minuti. Certo, stare 15 ore senza mangiare ne bere nulla, poi alla fine ti fa contare anche i minuti. Così, parlando con lui ci ha spiegato che il ramadan dura <strong>circa 30 giorni</strong> e che ogni anno si<strong> anticipa di 10 giorni</strong> la sua data di inizio. Quest&#8217;anno, con il fatto che cade d&#8217;estate è decisamente più dura rispettarlo, perché il caldo è massacrante, mentre quando capita in inverno è più facile.<br />
<center><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8203" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/comapagni-di-viaggio-giordania-600x450.jpg" alt="comapagni-di-viaggio-giordania" width="590" height="442" /></center>Ci ha spiegato che dal ramadan sono escluse le donne che allattano, le donne incinta, chi deve prendere le medicine e i bambini piccoli, anche se già all&#8217;età di 6/7 anni si inizia a praticare il ramadan. Inoltre, se si fanno dei lavori stancanti, si può anche mangiare durante il ramadan, <strong>se si recupera poi il giorno &#8220;perso&#8221;</strong>. Si ha fino al primo giorno dell&#8217;inizio del ramadan dell&#8217;anno dopo per recuperare questo giorno.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8204" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/giordania-dallaereo-459x600.jpg" alt="giordania-dallaereo" width="459" height="600" /><br />
Andando avanti con il nostro pulmino, gli 8 minuti sono passati in fretta e ci siamo accostati al ciglio della strada per permettere alla nostra guida di mangiare qualcosa, subito. I <strong>baracchini di cibo e acqua</strong> erano sparsi per la strada principale e anche Ikea &#8211; sì esiste anche qui &#8211; offre datteri e acqua gratuitamente a tutti quelli che alla fine del ramadan si trovano sul finire del giorno fuori casa. La nostra guida ha mangiato, bevuto e fumato. Si è preso circa 15 minuti per riprendersi dal suo digiuno, si è seduto e a fatto conversazione con il nostro autista. Noi siamo rimasti a guardare tutto questo. Contemporaneamente il <strong>canto del muezzin</strong> proveniva dagli altoparlanti sopra la nostra testa e risuonava in tutta la città.</p>
<div id="fb-root" style="text-align: center;"></div>
<p style="text-align: center;"><script>// <![CDATA[
(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));
// ]]&gt;</script></p>
<div class="fb-post" data-href="https://www.facebook.com/photo.php?v=702396989796193" data-width="466">
<div class="fb-xfbml-parse-ignore" style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/photo.php?v=702396989796193">Pubblicazione</a> di <a href="https://www.facebook.com/federchicca.page">Federchicca</a>.</div>
</div>
<p><strong>Il primo giorno in Giordania è stato a dir poco emozionante</strong>. Il tempo che abbiamo trovato è decisamente favorevole per essere metà di luglio. Fa caldo ma è anche abbastanza ventilato, quindi non si soffoca, inoltre Amman sembra essere <strong>un&#8217;ottima base di appoggio</strong> per la prima sera in Giordania. La guida ci ha inoltre detto che qui abita più della metà dell&#8217;intera popolazione giordana, è tantissimo, non è vero?<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8205" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/hotel-amman-600x450.jpg" alt="hotel-amman" width="590" height="442" /><br />
Arrivati al nostro hotel,<strong> Landmark Hotel</strong>, ho preso subito possesso della mia camera, enorme! Due letti e una scrivania con vista sulle luci della città al decimo piano di un grande palazzo. Al tredicesimo piano siamo andati a cena. La cena era a buffet e c&#8217;era ogni ben di dio, pure troppo. Ho cercato di assaggiare quasi tutto,<strong> ho assaporato quello che mi incuriosiva</strong> e soprattutto quello che non conoscevo, cercando di captare le informazioni che la guida via via ci dava. Niente birra ne coca cola, solo acqua naturale oggi. Il viaggio infatti è stato lungo e impegnativo, inoltre come ci ha ben spiegato la nostra guida, durante il ramadan è bene non mangiare in pubblico o non bere in strada durante le ore che per gli altri sono di digiuno, <strong>per rispetto di tutte le persone che seguono questo divieto</strong>&#8230; e mi sembra anche molto giusto. Cercherò di stare il più attenta possibile, già da domani.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8202" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2014/07/cena-amman-giordania-600x450.jpg" alt="cena-amman-giordania" width="590" height="442" /><br />
Ah, la nostra guida, che fino a qui ho sempre chiamato così, in realtà un nome ce l&#8217;ha, si chiama <strong>Fuad</strong>, cioè <strong>cuore</strong>, ma non cuore nel senso dell&#8217;organo, cuore nel senso di sentimenti 🙂 Siamo in buone mani, non credete?</p>
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