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	<title>Gravidanza Archivi - Federchicca</title>
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	<title>Gravidanza Archivi - Federchicca</title>
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		<title>La verità vi prego sull&#039;allattamento e i viaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 06:30:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver scritto la verità vi prego sulla gravidanza e i viaggi, mi è sembrato giusto fare un bel post anche sull&#8217;allattamento. Sì, è vero, l&#8217;allattamento è una questione delicata, potrei dire quasi privata, ma ho deciso di parlarne per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver scritto <a href="https://www.federicapiersimoni.it/blog/gravidanza-e-viaggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>la verità vi prego sulla gravidanza e i viaggi</strong></a>, mi è sembrato giusto fare un bel post anche sull&#8217;allattamento. Sì, è vero, l&#8217;<strong>allattamento</strong> è una questione delicata, potrei dire quasi privata, ma ho deciso di parlarne per lo stesso motivo per cui scelsi di parlare dei viaggi in gravidanza, si sa troppo poco di questo tema e tante cose che si sanno son pure sbagliate, e io con la mia esperienza vorrei raccontare alle mamme che lo sono da poco e alle mamme future che si può allattare, bene anzi benissimo, continuando a vivere senza rinchiudersi in casa, e dirò di più <strong>si può anche </strong>(continuare a)<strong> viaggiare</strong>.<span id="more-12127"></span><br />
Questa volta non sarò la sola a scrivere, perché credo che un tema comunque delicato abbia bisogno di una figura specifica a cui fare riferimento, ed è per questo che approfitto della presenza di <strong><a href="http://www.centroarborvitae.it/it/professionisti/dottssa-chiara-rigoni-consulente-professionale-in-allattamento-materno-ibclc.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chiara Rigoni</a></strong>, consulente dell&#8217;allattamento per rispondere alle domande più spinose in maniera più chiara e comprensiva possibile.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/viaggi-allattamento-giapponese.jpg" rel="attachment wp-att-12534"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12534" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/viaggi-allattamento-giapponese.jpg" alt="viaggi-allattamento-giapponese" width="768" height="512" /></a><br />
Parto dalla <strong>mia esperienza</strong>, da quello che mi aspettavo dall&#8217;allattamento, da quello che mi ha dato e da quello che proprio non mi sarei mai immaginata.<br />
Quando sono rimasta incinta di Giulio, io ad allattare non ci pensavo nemmeno e non perché non lo volessi, ma perché tra tante paure, desideri e preoccupazioni, il pensiero dell&#8217;allattamento non rientrava proprio in nessuno di questi.<br />
Appena partorito, ancora in sala parto, le <strong>ostetriche di Rimini</strong> mi hanno attaccato al seno Giulio. Ricordo ancora la prima volta. Pensavo che allattare non era poi così male, pensavo che sì, era una cosa normalissima che lo facevano in molti e che l&#8217;avrei fatta anche io. Le due notti in ospedale sono passate tra poppate, cambi e sonnellini e Giulio si attaccava sempre di più, anche se faceva un <em>male incredibile</em>. Le infermiere continuavano a ripetermi che &#8220;<em>doveva formarsi il callo</em>&#8221; e io attendevo questo benedetto callo continuando a farlo mangiare a richiesta, quindi ad ogni sua voglia e necessità.<br />
Solo una volta tornata a casa, tra pianti e sofferenze mi sono decisa a contattare una persona esperta. Non ricordo nemmeno chi mi abbia inserito nel gruppo <strong>Legami di Latte</strong>, ma sicuramente dovrei ringraziarlo. Solo con questo gruppo ho trovato la strada per chiedere aiuto, per farmi consigliare e intraprendere serenamente <strong>il legame più bello della mia vita</strong> &#8211; sì, proprio così. Chiara è venuta a casa mia nel giro di un paio di giorni, ricordo ancora come la attendevo, con curiosità ed eccitazione e anche con capelli spettinati e ansia da prestazione!<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12536" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/allattamento-in-viaggio.jpg" alt="allattamento-in-viaggio" width="960" height="720" /><br />
Chiara mi mise subito a mio agio e mi diede una gran forza e sicurezza, a me che in quei pochi giorni dopo l&#8217;ospedale pensavo di fare tutto male, tutto sbagliato. Chiara mi insegnò qualche posizione perché Giulio <strong>si attaccasse al meglio</strong> e quando mi disse che il giusto attacco non provoca alcun dolore, <strong>quasi le risi in faccia</strong>. Possibile? Io che stavo così male, era possibile non provare dolore durante l&#8217;allattamento? Eppure quando uscivo le mamme felici le vedevo, quelle al bar che allattavano senza remore ne facce infastidite c&#8217;erano. Così mi misi in testa che dovevo riuscirci anche io, che Giulio non poteva perdersi una cosa così preziosa solo perché io non riuscivo a farlo attaccare bene.<br />
Ci vollero all&#8217;incirca due settimane, anzi forse meno, e dopo alcuni giorni il dolore era notevolmente migliorato, la nostra sintonia quasi perfetta e le poppate un piacevole momento da condividere guardandosi negli occhi.<br />
Ad oggi io e Giulio abbiamo preso dieci aerei e fatto diversi viaggi all&#8217;estero, ma le poppate a 8 mesi appena iniziati sono innumerevoli. Ho <strong>allattato in pubblico</strong> ovunque, al ristorante, in un negozio nel centro di Roma, in aereo, nei bar, in auto, sulle panchine, in chiesa, nei centri commerciali, ovviamente in casa, <strong>anche mentre camminavo</strong>&#8230; non c&#8217;è mai stato un momento in cui mi sono detta &#8220;<em>no, qui no</em>&#8221; e ho sempre fatto tutto con la massima disinvoltura e naturalezza perché sono consapevole che questo dono è tanto grande per lui come lo è per me.<strong> Allattare in viaggio</strong> è il modo migliore per vivere un&#8217;esperienza completa, per non privarsi di visite e musei, shopping e spostamenti sapendo che tutto quello che occorre è sempre con noi e a portata di mano.<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12533" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/viaggi-allattamento-1.jpg" alt="viaggi-allattamento" width="960" height="720" /><br />
Recentemente ho letto una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta. Non solo l&#8217;allattamento è nutrimento, legame e <strong>materia viva</strong>, come il sangue, ma il bambino sa di esistere perché la sua mamma nel momento in cui viene allattato, <strong>lo guarda</strong> e lui, soprattutto se piccolissimo, <strong><em>si sente</em></strong>. Un pensiero di una bellezza e una forza prorompente, che fosse anche solo per questo motivo bisognerebbe continuare ad allattare.<br />
Chiara si è prestata a qualche domanda che molto spesso mi viene fatta o mi è stata fatta durante il mio percorso di allattamento e che condivido con voi che avete dubbi o volete informarvi meglio.<br />
<strong>Chiara, è vero che è fondamentale un perfetto attacco per la buona riuscita di una poppata?</strong><br />
<em>Un attacco corretto, che comprenda una buona parte di seno e non solo il capezzolo, è fondamentale per garantire al bambino un buon trasferimento di latte, per avviare velocemente e mantenere a lungo una produzione di latte ottimale che soddisfi le esigenze nutrizionali del bambino e per far allattare la mamma con piacere e serenità senza alcun dolore, nè ferite (ragadi), nè spiacevoli ingorghi. E&#8217; importante scardinare l&#8217;idea diffusa e sbagliatissima che allattare con dolore, avere ragadi, aspettare che &#8220;si formi il callo&#8221; sul capezzolo sia normale. NO! Non lo è affatto!</em><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12530" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/viaggi-aereo.jpg" alt="viaggi-aereo" width="2016" height="1512" /><br />
<strong>Coppette assorbilatte, paracapezzoli e creme, cosa serve davvero?</strong><br />
<em>Per allattare occorre veramente <strong>solo la mamma con il suo bambino</strong>. Consiglio sempre alle mamme in attesa di non spendere inutilmente soldi nell&#8217;acquisto di creme, coppette o altro. Non occorre preparare il seno per l&#8217;allattamento durante la gravidanza. In caso di ragadi, alcuni prodotti specifici possono aiutare la guarigione ma NON possono sostituire la risoluzione del problema che è &#8220;a monte&#8221; e cioè l&#8217;attacco scorretto. Soprattutto in caso di infezioni, sarà il medico a prescrivere il giusto rimedio. Sempre da evitare il fai da te, perchè il capezzolo è una zona davvero delicata e meno prodotti usiamo e meglio è. Nella maggioranza dei casi, il proprio latte spremuto e lasciato asciugare sul capezzolo è tutto ciò che occorre. Se si perde latte, soprattutto nelle prime settimane di allattamento, consiglio dei fazzoletti di cotone ripiegati o coppe di puro cotone invece di quelle usa e getta,da lavare e cambiare molto spesso.</em><br />
<strong>Viaggi e allattamento, cosa portare via durante un viaggio all&#8217;estero?</strong><br />
<em>Viaggiare con un bambino allattato al seno è quanto di più facile possa esistere. Non dovete portare dietro nulla! Il vostro latte è già pronto, caldo e sicuro anche dal punto di vista dell&#8217;igiene. Se si viaggia in aereo è utile sapere che si consiglia di allattare durante il decollo per evitare il fastidio alle orecchie.</em><br />
<strong>Controindicazioni per l&#8217;allattamento?</strong><br />
<em>Controindicazioni per cause materne: • positività per HIV o HTLV • HSV(sifilide) della mammella (solo finchè dura l’infezione)-Tubercolosi in fase attiva e non trattata • chemioterapici citotossici ed alcuni altri farmaci. • droghe (ammesso però l’uso del metadone, che passando nel latte materno, riduce la sintomatologia da astinenza neonatale) • alcoolismo</em><br />
<em> Controindicazioni per cause dipendenti dal bambino: • galattosemia classica (c’è bisogno di una formula lattea speciale priva di galattosio) • malattia delle urine a sciroppo d’acero (MSUD) (c’è bisogno di una formula lattea speciale priva di leucina) • fenilchetonuria (c’è bisogno di una formula speciale priva di fenilalanina, ma sono ammesse quantità limitate di latte materno, sotto stretto monitoraggio).</em><br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/maternità-allattamento.jpg" rel="attachment wp-att-12538"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12538" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/maternità-allattamento.jpg" alt="maternità-allattamento" width="960" height="720" /></a><br />
<strong>Ragadi e mastite, per dirne due, vengono sempre? Come si possono evitare?</strong><br />
<em>Ragadi e mastiti sono il frutto di una gestione sbagliata dell&#8217;allattamento. Le cause sono sempre legate all&#8217;attacco scorretto che provoca lesioni al capezzolo ma anche un non corretto svuotamento del seno che tenderà ad ingorgarsi. Mastite è un grado di infiammazione più elevato rispetto all&#8217;ingorgo, spesso accompagnata da infezione batterica.</em><br />
<strong>Perché è fondamentale avere una consulente dell&#8217;allattamento di fiducia e perché il più delle volte all&#8217;uscita dall&#8217;ospedale bisognerebbe cercarne una?</strong><br />
<em>La <strong>IBCLC</strong> è una figura professionale sanitaria nata negli USA, dove affianca anche il personale ospedaliero. La IBCLC si occupa specificatamente di allattamento e possiede le competenze tecniche e di relazione per prevenire, riconoscere e superare gli ostacoli ad un allattamento sereno. Grazie alla specifica formazione, la IBCLC sostiene, guida e informa le mamme e i papà, rispetto alla gestione dell’allattamento, in modo individualizzato e rispettoso delle priorità e del vissuto della madre, del bambino, e di tutta la famiglia, in ogni momento, dalla gravidanza allo svezzamento. La consulenza sull’allattamento è svolta non solo nei confronti delle madri, ma anche dei papà e, talvolta anche dei nonni perché si ritiene che tutta la famiglia debba comprendere l’importanza dell’allattamento e condivida gli sforzi che vengono effettuati in questo senso, sostenendo la neomamma in questo impegno.</em><br />
<strong>Ci sono mamme che il latte non ce l&#8217;hanno o ne hanno poco, è vero?</strong><br />
<em>La letteratura scientifica ci dice che la vera impossibilità ad allattare dovuta a patologie materne ormonali specifiche o ad un iposviluppo del seno e del tessuto mammario o a problematiche del neonato importanti (ad esempio problemi neurologici) si aggira intorno al 5%. Capite che sono eventualità molto rare. La maggior parte delle cause del &#8220;poco latte&#8221; sono legate alla cattiva gestione dell&#8217;allattamento (come poppa e quanto poppa).</em><br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/maternità-aereo.jpg" rel="attachment wp-att-12537"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12537" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2016/06/maternità-aereo.jpg" alt="maternità-aereo" width="960" height="802" /></a><br />
<strong>Dopo il primo anno il latte diventa acqua, che diciamo?</strong><br />
<em>Leggete questi dati e comprenderete immediatamente come siano delle assurdità:</em><br />
<em>Nel 2 anno di vita 2 poppate di Latte Materno forniscono al bambino:</em><br />
<em>&#8211; 31% del fabbisogno giornaliero di calorie</em><br />
<em>&#8211; 38% di proteine</em><br />
<em>&#8211; 45% di Vitamina A</em><br />
<em>&#8211; 95% di Vitamina C</em><br />
<em>&#8211; 36% di Calcio</em><br />
<em>&#8211; 76% di Folati</em><br />
<em>&#8211; 94% di Vitamina B12</em><br />
<em>Dal punto di vista emotivo e psicologico lascio la parola al <strong>Ministero della Salute</strong> (TAVOLO TECNICO OPERATIVO INTERDISCIPLINARE PER LA PROMOZIONE DELL’ALLATTAMENTO AL SENO &#8220;Allattamento al seno oltre il primo anno di vita e benefici per lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino&#8221; &#8211; 18 Marzo 2014) :</em><br />
<em>&#8220;Si desidera sottolineare in maniera chiara che l’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. Eventuali documentati disagi psicologici o vere patologie psichiatriche del bambino e/o della madre non hanno con l’allattamento al seno un rapporto di causa-effetto, ma sono eventualmente e semplicemente da intendersi come contemporanei ad un allattamento al seno che si prolunga. Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino, aggiungendosi al peso determinante dei fattori genetici, delle competenze allevanti familiari e dei fattori socio-economici &#8220;.</em></p>
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		<title>La verità, vi prego, sulla gravidanza e i viaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 06:45:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giulio]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due giorni fa sono tornata dal mio ultimo viaggio aereo in gravidanza. Venticinque viaggi in otto mesi, questo bambino non è ancora uscito dalla pancia e ha già volato molto più di una persona normale. Perché ci tengo a dire queste cose [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due giorni fa sono tornata dal mio ultimo <strong>viaggio aereo </strong>in gravidanza. <strong>Venticinque viaggi in otto mesi</strong>, questo bambino non è ancora uscito dalla pancia e ha già volato molto più di una persona <em>normale. </em>Perché ci tengo a dire queste cose e a fare questo post? Perché sono un po&#8217; arrabbiata e vorrei fare un po&#8217; di chiarezza. Perché sono tante le ragazze che in questi mesi mi hanno scritto bellissimi messaggi di ammirazione, ma anche tante le persone che mi hanno scritto messaggi di preoccupazione per la loro gravidanza, perché pensavano che non potessero più volare una volta incinta&#8230; ma del resto era quello che pensavo anche io, almeno all&#8217;inizio. <span id="more-11507"></span><br />
Quando ho scoperto di essere incinta ero alla fine del secondo mese di gravidanza e avevo già preso 10 voli. I <strong>restanti</strong> <strong>15 voli</strong> li ho presi dopo, con una consapevolezza in più ma anche con un po&#8217; più di paura, almeno per i primi mesi, lo ammetto. Quando ho comunicato a qualche persona amica che ero in dolce attesa le prime reazioni sono state quasi per tutti uguali: &#8220;<strong><em>e adesso con i viaggi come fai?</em></strong>&#8220;, &#8220;vedrai adesso come cambia&#8230;&#8221;, &#8220;quand&#8217;è che non ti faranno più salire in aereo?&#8221;, &#8220;niente viaggi per un po&#8217; eh?!&#8221;.<br />
Per fortuna la mia gravidanza è stata serena, non ho avuto nemmeno nausea all&#8217;inizio, mai un giramento di testa. Paradossalmente sono molto più stanca ora che sono all&#8217;ottavo mese, quasi a <em>fine corsa </em>che all&#8217;inizio.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/volo-lisbona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11511" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/volo-lisbona.jpg" alt="volo-lisbona" width="960" height="850" /></a><br />
Diciamo le cose come stanno. In aereo <strong>ci si può salire fino alla 38esima settimana</strong> con certificato (le settimane di gravidanza sono 40 circa). Le precisazioni da fare sono tante e sono doverose quando si affronta un tema così delicato, ma è appunto perché ci sono che fanno la differenza.<br />
Ogni compagnia ha un proprio limite. Ad esempio<strong> molte</strong>, come Ryanair, non fanno volare la passeggera <strong>oltre la 27esima</strong> settimana senza certificato medico. Se si vuole volare alla 30esima o alla 32esima settimana, con Ryanair (per continuare su questo esempio) è bene sapere che bisogna andare dal proprio ginecologo e richiedere esplicitamente un certificato medico in cui si dice che la mamma sta bene e può volare.<br />
Vi <strong>raccomando e consiglio caldamente</strong> di consultare la pagina FAQ delle compagnie aeree quando state pensando di prendere un volo in gravidanza. Ogni compagnia ha delle regolamentazioni interne precise. Poi vi capiterà anche di dover portare un certificato e che nessuno ve lo guardi, ma attente perché se è necessario, ve lo chiedono e non l&#8217;avete, voi su quell&#8217;aereo non ci salite!<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/viaggi-gravidanza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11510" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/viaggi-gravidanza.jpg" alt="viaggi-gravidanza" width="960" height="720" /></a><br />
Altre compagnie sono più indulgenti e fanno volare, come nel caso della <strong>Austrian Airlines</strong>, fino alla 38esima settimana, <strong>senza alcun certificato medico</strong>, ma solo con un foglio che attesta la data presunta del parto così da risalire facilmente alla settimana di gestazione della donna.<br />
Personalmente, a meno che non si tratti di un&#8217;urgenza, non prenderei mai un volo aereo fuori dai limiti imposti delle compagnie. Se Ryanair dice 27, io alla 28 non volo. Se Austrian mi fa volare fino alla 38esima, io alla 33esima (<strong>come ho fatto la settimana scorsa</strong>), volo. Richiedere un<strong> certificato medico</strong> al proprio ginecologo è abbastanza complicato, almeno così mi ha spiegato lui. Questo perché volevo prendere un volo con una compagnia specifica (la Turkish Airlines) che imponeva un limite in cui io non rientravo e volevo farmi fare un certificato.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/aeroporto-bologna.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11513" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/aeroporto-bologna.jpg" alt="aeroporto-bologna" width="960" height="751" /></a><br />
Come mi spiegò il medico qualche mese fa, raramente se non per casi estremi vengono fatti questi certificati. Questo perché il ginecologo non solo assicura che la mamma e il bambino sono in ottima salute, ma si prende anche la <strong>responsabilità legale per qualsiasi cosa succeda in volo</strong>. La responsabilità ovviamente non se la prendono facilmente e io credo che sia una cosa giusta.<br />
Vuoi volare? A tuo rischio e pericolo, ma non mettermi in mezzo.<br />
Il ragionamento non fa una piega.<br />
Perché racconto e scrivo tutto questo?<br />
Perché ho passato i primi mesi di gravidanza in preda al <em>panico. </em>Spesso mi capitava di svegliarmi la notte e di non riuscire più a prendere sonno. Allora cercavo su Google cose come &#8220;<em><strong>Fino a quando si può volare in gravidanza?</strong></em>&#8220;, oppure &#8220;Quando può volare un bambino appena nato?&#8221; e cose così. Il limite non me l&#8217;ero posto da sola, ma dopo aver ascoltato un paio di consigli sbagliati e del terrorismo psicologico di troppo.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/austrian-airlines.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11515" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/austrian-airlines.jpg" alt="austrian-airlines" width="960" height="720" /></a><br />
<strong>Perché non bisogna ascoltare i consigli degli altri?</strong><br />
Ora che ci penso, la maggior parte delle persone che mi ha dato consigli sbagliati (o meglio, che si sono rivelati sbagliati <strong>per me</strong>) e che mi ha fatto venire ansie ingiustificate, di figli non ne ha nemmeno uno. Sono le donne le peggiori amiche delle donne, sono le persone che non ti conoscono bene che si sentono in maggior diritto di giudicare, soprattutto perché molte si sentono in diritto di farlo solo per la <em>natura affine.</em><br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/volo-volotea-sicilia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11512" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/12/volo-volotea-sicilia.jpg" alt="volo-volotea-sicilia" width="960" height="720" /></a><br />
<strong>Devo però sottolineare una cosa super importante</strong>. Non voglio criticare chi non se la sente di viaggiare, chi al terzo mese decide che vuole rimanere tranquilla a casa o chi ha paura dei vuoti d&#8217;aria in aereo, o ha paura di volare anche senza bambino &#8211; figuriamoci adesso. Con questo post non voglio criticare nessuno, ma solamente dire alle future mamme che se una donna è in salute, se il bambino sta bene, le analisi sono perfette e <strong>la donna vuole e se la sente</strong>, si può volare con tutta tanquillità, perché non esiste alcun pericolo in aereo che non sia anche in auto o in treno (testuali parole della mia ostetrica).<br />
Io arrivata all&#8217;ottavo mese<strong> ho deciso di fermarmi</strong>, ora sento che è arrivato il momento di stare un po&#8217; ferma e di aerei non ne prenderò più fino all&#8217;arrivo di Giulio.<br />
Poi? Poi si vedrà 🙂</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.federicapiersimoni.it/blog/gravidanza-e-viaggi/">La verità, vi prego, sulla gravidanza e i viaggi</a> proviene da <a href="https://www.federicapiersimoni.it">Federchicca</a>.</p>
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		<title>Volare in gravidanza, 3 consigli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 13:23:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando ho annunciato la buona novella, sono stata letteralmente sommersa da messaggi privati, incoraggiamenti pubblici, like, share e commenti. Non immaginavo che una notizia di questo genere potesse generare tanto scompiglio, ma in effetti è quello che ha generato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando ho annunciato <a href="https://www.federicapiersimoni.it/blog/in-dolce-attesa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>la buona novella</strong></a>, sono stata letteralmente sommersa da messaggi privati, incoraggiamenti pubblici, like, share e commenti. Non immaginavo che una notizia di questo genere potesse generare tanto scompiglio, ma in effetti è quello che ha generato anche in me!<span id="more-10956"></span><br />
Devo essere sincera, i primi mesi non sono stati facilissimi e non dal punto di vista delle nausee o del viaggio. Non ho mai avuto nemmeno mezza nausea e non ho mai <strong>non avuto</strong> voglia di viaggiare o volare. Sono stati difficili appunto perché temevo che<strong> <em>dopo</em> la mia voglia di viaggiare sarebbe venuta meno</strong>, che non ce l&#8217;avrei fatta, ma soprattutto che non sarei mai più tornata a fare la vita di prima.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/australia-federica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10964" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/australia-federica.jpg" alt="australia-federica" width="960" height="538" /></a><br />
In questi mesi mi sono sentita dire di tutto, dal classico &#8220;<em><strong>quindi ora smetti di viaggiare?</strong></em>&#8220;, classico perché me lo sono sentito ripetere decine e decine di volte &#8211; e al quale avrei voluto rispondere, quindi tu smetti di andare in ufficio domani se rimani incinta? &#8211; alle più velate &#8220;<em>che bello che sei incinta, ora però mi raccomando, stai attenta, riposati e non ti strapazzare</em>&#8221; &#8211; e non uscire di casa, avrei voluto raggiungere io.<br />
Un conforto, un vero conforto l&#8217;ho trovato nel <strong>blog di Elisa e Luca</strong>. Ho passato una notte intera a leggerlo, a leggere i post di ansia e preoccupazione, le stesse mie ansie e preoccupazioni, che Elisa aveva prima del parto. A vederla oggi viaggia come non mai, da sola e con la famiglia e sembra che non abbia mai fatto altro nella vita. Ecco, una cosa della gravidanza che non riguarda nello specifico pance gonfie, yoga e jeans stretti l&#8217;ho scoperta quasi subito: quello che sono non cambierà. Come ho letto proprio nel blog di <a href="http://www.miprendoemiportovia.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mi prendo e mi porto via</strong></a>, solo chi non viaggiava prima non viaggerà poi con un bimbo, gli altri sono al sicuro!<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/amsterdam-federchicca-voli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10962" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/amsterdam-federchicca-voli.jpg" alt="amsterdam-federchicca-voli" width="960" height="538" /></a></p>
<h2>Quali sono i miei <strong>consigli per volare in gravidanza</strong>?</h2>
<p>Devo ammettere di essermene accorta un po&#8217; tardi. Erano passate già diverse settimane e io avevo sorvolato l&#8217;<strong>Australia</strong> e la <strong>Thailandia</strong>, l&#8217;<strong>Austria</strong> e la <strong>Polonia</strong>, l&#8217;<strong>Olanda</strong> e chissà quale altro paese che ora non mi viene in mente, prima di darmi una leggera calmata!<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/austrian-voli-federchicca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10965" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/austrian-voli-federchicca.jpg" alt="austrian-voli-federchicca" width="960" height="538" /></a><br />
<strong>1. Ingresso prioritario</strong><br />
Recentemente sono andata in <strong>Sicilia</strong> con <strong><a href="http://www.volotea.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Volotea</a></strong> e per la prima volta in vita mia ho pensato &#8220;<strong>Hey, ma non è che mi fanno passare prima degli altri perché sono incinta?</strong>&#8220;. Sì! 😀<br />
Godetevi questo momento, perché non vi ricapiterà presto di passare avanti a tutti anche senza business class o senza biglietto <em>prioritario</em>. Così ho preso circa 20 voli aerei senza sapere che si poteva saltare la fila? Non che cambi davvero qualcosa, alla fine riuscirete ad entrare prima, ma dovrete comunque aspettare tutti prima che il volo parta, ovviamente. Quindi i tempi di attesa cambiano poco, però è una novità che all&#8217;inizio fa piacere sperimentare.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/klm-federchicca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10966" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/klm-federchicca.jpg" alt="klm-federchicca" width="960" height="538" /></a><br />
<strong>2. Volo fino alla &#8230; settimana<br />
</strong>Ogni compagnia aerea ha le sue regole. Tuttavia più o meno tutte le compagnie fanno volare senza problemi <strong>fino alla 28esima settimana</strong>. Da lì in poi avrete bisogno del certificato medico che, a quanto ho capito, non è facilissimo da ottenere, perché a meno che non stiate andando in vacanza da parenti, il rischio di un parto prematuro alla 32esima c&#8217;è eccome, e forse il &#8220;gioco&#8221; non vale la candela. La mia ostetrica mi ha detto invece, che se la 32esima settimana è off-limits,  la <strong>38esima</strong> lo è molto meno, appunto perché il feto è quasi arrivato al compimento naturale del suo viaggio. Comunque dato un occhio alla compagnia con la quale volete partire, sicuramente avrò delle regole per le donne incinta, leggetele se non volete correre rischi.<br />
<a href="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/australia-federchicca-pranzo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10963" src="https://www.federicapiersimoni.it/wp-content/uploads/2015/09/australia-federchicca-pranzo.jpg" alt="australia-federchicca-pranzo" width="960" height="538" /></a><br />
<strong>3. Cinte sì, Acqua sì, Cibo no</strong><br />
Se è vero che in gravidanza bisogna stare attenti al cibo (falsa è la credenza che bisogna mangiare per due), immaginatevi durante un volo aereo. Meglio <strong>stare leggeri</strong>, se potete non mangiate affatto anche se il volo dura 2 o 3 ore, fate qualche movimento con i piedi, alzatevi e muovetevi un po&#8217;, ma niente di diverso da quello che viene raccomandato durante un viaggio normale. Usate le <strong>cinture di sicurezza</strong>, sono obbligatorie e consigliate, a meno che non siano le hostess stesse, guardando la vostra pancia, che vi grazino e vi dicano &#8220;<em>le tenga pure morbide signora</em>&#8220;.<br />
Infine, in alcune compagnie aeree ho letto che, comunicando per tempo lo stato di gravidanza è possibile <strong>ottenere i posti più avanzati dell&#8217;aereo</strong>, il che vi permetterà di stendere le gambe, cosa non male soprattutto alla 25esima settimana di gravidanza.</p>
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