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	Commenti a: Il terremoto a Rimini, quello che non sai della Riviera del divertimento	</title>
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		Di: Alby2k		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alby2k]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 03:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido pienamente con quanto hai scritto.. Articolo molto chiaro e tecnico quanto basta per arrivare diretti al nocciolo della questione.. Probabilmente i tempi per coinvolgere direttamente i cittadini e il comune  sono maturi cercando di far passare il messaggio che una consapevolezza comune e un intervento strutturale nei punti cardine potrà essere solo un valore aggiunto per la nostra citta, per i nostri concittadini e per tutte quelle opere che il nostro sindaco sta portando avanti in questi anni nonostante le difficoltà ,,, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido pienamente con quanto hai scritto.. Articolo molto chiaro e tecnico quanto basta per arrivare diretti al nocciolo della questione.. Probabilmente i tempi per coinvolgere direttamente i cittadini e il comune  sono maturi cercando di far passare il messaggio che una consapevolezza comune e un intervento strutturale nei punti cardine potrà essere solo un valore aggiunto per la nostra citta, per i nostri concittadini e per tutte quelle opere che il nostro sindaco sta portando avanti in questi anni nonostante le difficoltà ,,, </p>
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		Di: adriano zavatti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adriano zavatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2014 16:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da una giusta preoccupazione non è corretto trarre conclusioni &quot;catastrofiche&quot;. Noto che l&#039;area in giallo chiaro con possibili fenomeni di liquefazione etc, nelle mappe presentate, si ferma briscamente al limite del comune di Rimini. E poi? Verso nord prosegue la serie di (paleo) dune costiere, che comprende gran parte del litorale emiliano-romagnolo e del suo entroterra, per molti chilometri. E allora, direte? Allora ha (in parte) ragione Grazia (ma sarebbe meglio che dicesse quanto sopra): il problema non può essere limitato a Rimini, altrimenti è allarmismo (sia pure a fin di bene e corretto, come preoccupazione). Il problema è certamente da porre in termini complessivi:
- l&#039;Italia è in gran parte zona sismica e ci sono le mappe aggiornate dell&#039;INGV;
- I comuni devono aggiornare i propri strumenti urbanistici, alla luce di queste mappe;
- la popolazione deve essere correttamente informata dalle amministrazioni, senza che ciò costituisca motivo nè di speculazione  edilizia, nè bassamente elettoralistica;
- le regole di adeguamento edilizio devono essere prese in seria considerazione (e lasciamo perdere il delirio costruttivo degli anni &#039;60, altrimenti rischiamo, come sempre, di attizzare il gioco di chi ha sbagliato, senza trovare mai la soluzione, anzi ...: ogni fenomeno va constetualizzato temporalmente);
- politiche di prevenzione e finanziamento della messa in sicurezza hanno la priorità: per il rischio sismico, ma anche per quello idrogeologico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una giusta preoccupazione non è corretto trarre conclusioni &#8220;catastrofiche&#8221;. Noto che l&#8217;area in giallo chiaro con possibili fenomeni di liquefazione etc, nelle mappe presentate, si ferma briscamente al limite del comune di Rimini. E poi? Verso nord prosegue la serie di (paleo) dune costiere, che comprende gran parte del litorale emiliano-romagnolo e del suo entroterra, per molti chilometri. E allora, direte? Allora ha (in parte) ragione Grazia (ma sarebbe meglio che dicesse quanto sopra): il problema non può essere limitato a Rimini, altrimenti è allarmismo (sia pure a fin di bene e corretto, come preoccupazione). Il problema è certamente da porre in termini complessivi:<br />
&#8211; l&#8217;Italia è in gran parte zona sismica e ci sono le mappe aggiornate dell&#8217;INGV;<br />
&#8211; I comuni devono aggiornare i propri strumenti urbanistici, alla luce di queste mappe;<br />
&#8211; la popolazione deve essere correttamente informata dalle amministrazioni, senza che ciò costituisca motivo nè di speculazione  edilizia, nè bassamente elettoralistica;<br />
&#8211; le regole di adeguamento edilizio devono essere prese in seria considerazione (e lasciamo perdere il delirio costruttivo degli anni &#8217;60, altrimenti rischiamo, come sempre, di attizzare il gioco di chi ha sbagliato, senza trovare mai la soluzione, anzi &#8230;: ogni fenomeno va constetualizzato temporalmente);<br />
&#8211; politiche di prevenzione e finanziamento della messa in sicurezza hanno la priorità: per il rischio sismico, ma anche per quello idrogeologico.</p>
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		Di: grazia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[grazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 22:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un articolo molto interessante. Io pensavo le stesse cose per Brescia che non era considerata area sismica fino a pochi anni fa ma che ha avuto almeno un terremoto con vasti crolli nel 1222. Purtroppo però non credo che possiamo radere al suolo (quasi) tutta Italia per evitare che, in 5 o 6 mila anni, lo facciano i terremoti. Non solo perché sarebbe un costo molto superiore a quello di qualsiasi terremoto che ci possa capitare in vita nostra  (e sospetto che quelle risorse non le abbiamo) ma anche perché, se permetti, i nostri centri storici (che sarebbero tutti da demolire, inutile pensare che si possano rendere sicuri alla giapponese Santa Maria del Fiore o  il Palazzo dei Diamanti, figurati le viuzze e le torri dei centri minori) non sono paragonabili a nient&#039;altro al mondo. E&#039; un bel problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un articolo molto interessante. Io pensavo le stesse cose per Brescia che non era considerata area sismica fino a pochi anni fa ma che ha avuto almeno un terremoto con vasti crolli nel 1222. Purtroppo però non credo che possiamo radere al suolo (quasi) tutta Italia per evitare che, in 5 o 6 mila anni, lo facciano i terremoti. Non solo perché sarebbe un costo molto superiore a quello di qualsiasi terremoto che ci possa capitare in vita nostra  (e sospetto che quelle risorse non le abbiamo) ma anche perché, se permetti, i nostri centri storici (che sarebbero tutti da demolire, inutile pensare che si possano rendere sicuri alla giapponese Santa Maria del Fiore o  il Palazzo dei Diamanti, figurati le viuzze e le torri dei centri minori) non sono paragonabili a nient&#8217;altro al mondo. E&#8217; un bel problema.</p>
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		<title>
		Di: matteo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 18:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io mi faccio sempre le seghe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io mi faccio sempre le seghe</p>
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		<title>
		Di: bonittis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bonittis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 14:59:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’evoluzione delle tecnologie ha prodotto due fenomeni di particolare rilevanza: la velocizzazione delle informazioni e la mutazione di coloro che ne sono i fruitori e gli AUTORI. Ma come è possibile verificare la bontà delle informazioni presenti in Internet? Chi può garantire la veridicità delle notizie fagocitate dalla Rete? Ma soprattutto quanto influisce Internet in quel percorso di informazione-formazione mirata meglio noto come “tecnologia della persuasione”? …… in buona sostanza la sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia. La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della penisola - lungo la dorsale appenninica (Val di Magra, Mugello, Val Tiberina, Val Nerina, Aquilano, Fucino, Valle del Liri, Beneventano, Irpinia) - in Calabria e Sicilia, ed in alcune aree settentrionali, tra le quali il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. La Penisola italiana (NON QUINDI ESCLUSIVAMENTE RIMINI),  rispetto ad altri Paesi, come la California o il Giappone, nei quali il pericolo sismico è anche maggiore, ha una vulnerabilità molto elevata, per la notevole fragilità del suo patrimonio edilizio. L’inquietante LIQUEFAZIONE DEI TERRENI, come anche le frane, i maremoti, e gli incendi, SONO EFFETTI INDOTTI O SECONDARI del terremoto …. ciò significa che, IN TERMINI DI RISCHIO, dovrebbe essere più esposta la signora con la casetta ecosostenibile alle pendici dell’Appennino, piuttosto che il bagnino appisolato nel “capanno” sull’arenile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione delle tecnologie ha prodotto due fenomeni di particolare rilevanza: la velocizzazione delle informazioni e la mutazione di coloro che ne sono i fruitori e gli AUTORI. Ma come è possibile verificare la bontà delle informazioni presenti in Internet? Chi può garantire la veridicità delle notizie fagocitate dalla Rete? Ma soprattutto quanto influisce Internet in quel percorso di informazione-formazione mirata meglio noto come “tecnologia della persuasione”? …… in buona sostanza la sismicità della Penisola italiana è legata alla sua particolare posizione geografica, perché è situata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, che causano l’accavallamento dei blocchi di roccia. La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della penisola &#8211; lungo la dorsale appenninica (Val di Magra, Mugello, Val Tiberina, Val Nerina, Aquilano, Fucino, Valle del Liri, Beneventano, Irpinia) &#8211; in Calabria e Sicilia, ed in alcune aree settentrionali, tra le quali il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. La Penisola italiana (NON QUINDI ESCLUSIVAMENTE RIMINI),  rispetto ad altri Paesi, come la California o il Giappone, nei quali il pericolo sismico è anche maggiore, ha una vulnerabilità molto elevata, per la notevole fragilità del suo patrimonio edilizio. L’inquietante LIQUEFAZIONE DEI TERRENI, come anche le frane, i maremoti, e gli incendi, SONO EFFETTI INDOTTI O SECONDARI del terremoto …. ciò significa che, IN TERMINI DI RISCHIO, dovrebbe essere più esposta la signora con la casetta ecosostenibile alle pendici dell’Appennino, piuttosto che il bagnino appisolato nel “capanno” sull’arenile.</p>
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		<title>
		Di: federchicca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[federchicca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 13:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4863&quot;&gt;mauro&lt;/a&gt;.

Grazie del commento Mauro :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4863">mauro</a>.</p>
<p>Grazie del commento Mauro 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mauro		</title>
		<link>https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4863</link>

		<dc:creator><![CDATA[mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 13:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una nota di correzione a quanto detto da Mauro il 30 maggio 2012: il nostro territorio non è a rischio basso, ma a rischio sismico medio e lo dico citando, da tecnico, l&#039;ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA.
Grazie mille Federica per aver spiegato così bene e con dovizia di dettagli tecnici quella che è la situazione del Riminese.
Inoltre, da tecnico, confermo tutti i dati e le argomentaioni che hai riportato.
in merito agli operatori turistici, che si lamentano sempre di non avere i soldi per fare nulla, faccio una piccola osservazione: l&#039;albergo per un&#039;albergatore, è al pari del capannone per l&#039;industriale della bassa modenese... prima di tutto viene il rischio per le vite umane per le quali l&#039;albergatore ha responsabilità in termini di sicurezza, poi viene il valore economico della sua impresa che può diventare &quot;zero&quot;  in trenacinque secondi... meditate....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nota di correzione a quanto detto da Mauro il 30 maggio 2012: il nostro territorio non è a rischio basso, ma a rischio sismico medio e lo dico citando, da tecnico, l&#8217;ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA.<br />
Grazie mille Federica per aver spiegato così bene e con dovizia di dettagli tecnici quella che è la situazione del Riminese.<br />
Inoltre, da tecnico, confermo tutti i dati e le argomentaioni che hai riportato.<br />
in merito agli operatori turistici, che si lamentano sempre di non avere i soldi per fare nulla, faccio una piccola osservazione: l&#8217;albergo per un&#8217;albergatore, è al pari del capannone per l&#8217;industriale della bassa modenese&#8230; prima di tutto viene il rischio per le vite umane per le quali l&#8217;albergatore ha responsabilità in termini di sicurezza, poi viene il valore economico della sua impresa che può diventare &#8220;zero&#8221;  in trenacinque secondi&#8230; meditate&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola		</title>
		<link>https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4862</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 15:25:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Fede, bel post. Come ti dicevo l&#039;ho trovato il più interessante che tu abbia mai scritto. :) Più che un post sembra proprio un&#039;inchiesta. Si vede che dietro c&#039;è un gran lavoro.
Ti parlo da Ferrarese e da persona che in questi giorni ha vissuto il terremoto sulla propria pelle e sue quella dei propri amici/parenti.
Le tue sono quindi informazioni che mi hanno toccato nel profondo.
Vivere nella propria città in compagnia di paura e insicurezza non è il massimo. Camminare per le strade sempre con il  naso all&#039;insù per paura che ti caschi una tegola pericolante sulla testa, è fastidioso. La cosa più brutta è però non sentirsi protetti in casa propria, nel nido dove sempre hai avuto riparo.
A parte questo discorso &quot;emozionale&quot; non ho le competenze tecniche per dare un giudizio sommario sulle tue riflessioni, ci capisco davvero poco.  Quindi mi limito ad un pensiero sul tempismo e sul modo che hai avuto nell&#039; illustrare i fatti.
Posto che che chiunque è  libero di dire quello che vuole,come e quando vuole,
 sono altrettanto convinto che  l&#039;informazione debba andare di pari passo con la &quot;formazione&quot;, mi spiego: la paura di molti deriva dall&#039;ignoranza ma soprattuto dal non sapere cosa fare se dovesse accadere un determinato evento (tipo il terremoto) quindi magari, dopo questa tua inchiesta,sarebbe bello approfondire con soluzioni pratiche che si potrebbero mettere in atto.
Di sicuro questo tuo post non è uno spot promozionale per le vacanze a Rimini. Mi metto quindi nei panni di imprenditori, di lavoratori e di chi teme un danno al proprio business a causa del terremoto e non amerei leggere le tue parole (che comunque non hanno nulla a che fare con il terrorismo, una brutta parola). Oltretutto stanno davvero arrivando numerose cancellazioni e annullamenti di prenotazioni, quindi il rischio di un danno economico forte c&#039;è.
Quello che però vorrei dire agli hotel ceh criticano e che hanno (giustamente) paura sono due cose:
1) sfruttate questa opportunità per imparare e formarvi, prima di tutto come cittadini e poi come imprenditori, poichè dietro ogni situazione minacciosa si nasconde sempre un modo per venirne fuori. (vedi Mucillagine)
2)  Con tutto il rispetto per il blog di Federica, non credo che a livello di grandi numeri sia questo post a influenzare in maniera così decisiva la scelta delle vacanze. Rimini ha tanti tanti altri problemi (strutturali) che deve pensare a risolvere e i turisti si spaventano per molto meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Fede, bel post. Come ti dicevo l&#8217;ho trovato il più interessante che tu abbia mai scritto. 🙂 Più che un post sembra proprio un&#8217;inchiesta. Si vede che dietro c&#8217;è un gran lavoro.<br />
Ti parlo da Ferrarese e da persona che in questi giorni ha vissuto il terremoto sulla propria pelle e sue quella dei propri amici/parenti.<br />
Le tue sono quindi informazioni che mi hanno toccato nel profondo.<br />
Vivere nella propria città in compagnia di paura e insicurezza non è il massimo. Camminare per le strade sempre con il  naso all&#8217;insù per paura che ti caschi una tegola pericolante sulla testa, è fastidioso. La cosa più brutta è però non sentirsi protetti in casa propria, nel nido dove sempre hai avuto riparo.<br />
A parte questo discorso &#8220;emozionale&#8221; non ho le competenze tecniche per dare un giudizio sommario sulle tue riflessioni, ci capisco davvero poco.  Quindi mi limito ad un pensiero sul tempismo e sul modo che hai avuto nell&#8217; illustrare i fatti.<br />
Posto che che chiunque è  libero di dire quello che vuole,come e quando vuole,<br />
 sono altrettanto convinto che  l&#8217;informazione debba andare di pari passo con la &#8220;formazione&#8221;, mi spiego: la paura di molti deriva dall&#8217;ignoranza ma soprattuto dal non sapere cosa fare se dovesse accadere un determinato evento (tipo il terremoto) quindi magari, dopo questa tua inchiesta,sarebbe bello approfondire con soluzioni pratiche che si potrebbero mettere in atto.<br />
Di sicuro questo tuo post non è uno spot promozionale per le vacanze a Rimini. Mi metto quindi nei panni di imprenditori, di lavoratori e di chi teme un danno al proprio business a causa del terremoto e non amerei leggere le tue parole (che comunque non hanno nulla a che fare con il terrorismo, una brutta parola). Oltretutto stanno davvero arrivando numerose cancellazioni e annullamenti di prenotazioni, quindi il rischio di un danno economico forte c&#8217;è.<br />
Quello che però vorrei dire agli hotel ceh criticano e che hanno (giustamente) paura sono due cose:<br />
1) sfruttate questa opportunità per imparare e formarvi, prima di tutto come cittadini e poi come imprenditori, poichè dietro ogni situazione minacciosa si nasconde sempre un modo per venirne fuori. (vedi Mucillagine)<br />
2)  Con tutto il rispetto per il blog di Federica, non credo che a livello di grandi numeri sia questo post a influenzare in maniera così decisiva la scelta delle vacanze. Rimini ha tanti tanti altri problemi (strutturali) che deve pensare a risolvere e i turisti si spaventano per molto meno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberta Segretaria di Hotel		</title>
		<link>https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4861</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberta Segretaria di Hotel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 11:33:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Rispondere a a Ro Turista non Rimanere a Milano che il terremoto si sente di più li che in Romagna e poi Sarebbe bello scrivere queste considerazioni a fine stagione Estiva per non spaventare i Tanti Turisti che passano le loro vacanze in Riviera, a settembre tireremo le somme sul terrorismo che state facendo che si riperquote sull&#039;Economia Turistica territoriale della Riviera Romagnola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Rispondere a a Ro Turista non Rimanere a Milano che il terremoto si sente di più li che in Romagna e poi Sarebbe bello scrivere queste considerazioni a fine stagione Estiva per non spaventare i Tanti Turisti che passano le loro vacanze in Riviera, a settembre tireremo le somme sul terrorismo che state facendo che si riperquote sull&#8217;Economia Turistica territoriale della Riviera Romagnola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ro turista		</title>
		<link>https://www.federicapiersimoni.it/rimini/il-terremoto-a-rimini-quello-che-non-sai-della-riviera-del-divertimento/#comment-4860</link>

		<dc:creator><![CDATA[ro turista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 09:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi accingo a fare la mia solita settimana di vacanza con bimbetto a bellariva....albergo subito al di là della statale costiera di rimini, si attraversa e c&#039;è la spiaggia più larga , bagno 96.... mi state dicendo che il mio adorato alberghetto è senz&#039;altro degli anni 50-60 e poggia direttamente sulla sabbia, bella scaldata dal basso da questi sismi modenesi...... non ne sapevo nulla, sono spaventata dal terremoto attuale e volevo fare delle mie vacanza un&#039;oasi di pace e relax..... che dite, resto a milano ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi accingo a fare la mia solita settimana di vacanza con bimbetto a bellariva&#8230;.albergo subito al di là della statale costiera di rimini, si attraversa e c&#8217;è la spiaggia più larga , bagno 96&#8230;. mi state dicendo che il mio adorato alberghetto è senz&#8217;altro degli anni 50-60 e poggia direttamente sulla sabbia, bella scaldata dal basso da questi sismi modenesi&#8230;&#8230; non ne sapevo nulla, sono spaventata dal terremoto attuale e volevo fare delle mie vacanza un&#8217;oasi di pace e relax&#8230;.. che dite, resto a milano ?</p>
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			</item>
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