C’è stato un tempo in cui Giulio era così piccolo, che dove lo mettevo stava. Rimaneva fermo per ore, nemmeno si rotolava. Dormiva interi pomeriggi e se lo portavo un po’ con il passeggino in giro (al massimo con il marsupio per farlo addormentare), rimaneva tranquillo per taaaanto tempo. Poi è cresciuto. Questo è il racconto della nostra prima estate diversa, tutti al lavoro ma con baby sitter al seguito.

Lavorare in estate, per le mamme, è un bel terno al lotto. Parlo delle mamme che come me sono libere professioniste, ma anche di quelle che non hanno un lavoro con “vacanze” nei mesi estivi e che dunque un rimedio, da giugno a settembre, lo devono trovare. Chi ha un’attività in proprio poi, è eternamente combattuta tra il “forse potrei staccare e dedicarmi alla famiglia per le prossime settimane” e il “ma come è possibile che in estate tutte le scuole si fermino?“.

Più i bimbi sono grandi poi, più complicato. Mi rendo conto solo ora, che Giulio ha quasi quattro anni (ad inizio del prossimo anno in realtà, ma attualmente è più vicino ai 4 che ai 3), che è difficile gestire tutto: casa, famiglia, lavoro e figli. Impossibile, soprattutto se non si vuole fare tutto male e soprattutto se non si vuole andare via di testa.

La nostra estate è andata a fasi alterne. Devo dire che, facendo ancora il nido, abbiamo avuto la fine dell’asilo a fine mese di giugno. Questo ha facilitato di molto l’inizio dell’estate per noi genitori. Poi, ho iscritto Giulio ad un centro estivo in cui è rimasto fino a poco prima di Ferragosto. Infine, tra nonni, giorni presi a “fare nulla” e piccole escursioni nei dintorni, siamo arrivati a metà agosto. Da qui in poi il blackout completo! Ora, che si fa?

Per fortuna mi ero portata avanti nei mesi precedenti (maggio e giugno), cercando una baby sitter della zona, che ci aiutasse. L’ho testata alcune mattine di agosto, quando il centro estivo era già chiuso e l’ho confermata al ritorno dal nostro viaggio nello Champagne. Sono sincera, la ricerca ha richiesto diverso tempo, ma alla fine ha dato i suoi frutti. Mi ero portata avanti, come dicevo prima, tra maggio e giugno, perché non volevo arrivare impreparata e con l’acqua alla gola a fine mese di agosto, quando cioè sapevo che avrei avuto più bisogno di una mano.

A settembre tutto ricomincia, o quasi. Se gli uffici praticamente non chiudono mai (che saranno due settimane o tre di vacanza in tutta un’estate?), le scuole sono lentissime a riaprire. Non voglio parlare delle nostre scuole,  né della mancanza di alternative comunali (chi ricorre ai centri estivi o agli asili privati alzi la mano!), ma è un dato di fatto che per tre mesi pieni i bambini e i ragazzi sono in completa vacanza. Per me, non ci sarebbe davvero nulla di male e capisco che sia gli alunni che le maestre abbiano bisogno di riposo, ma se i genitori non possono esserci è un peccato perdere tutto quel tempo che potrebbe essere condiviso in famiglia e delegarlo ad un ente o ad una persona terza. Ecco il motivo per cui ho impiegato tanto a scegliere la nostra baby sitter! Perché sono esigente e perché… vorrei tenerla anche per l’autunno e per l’inverno, nei pomeriggi in cui sarà indispensabile.

Sitly, come funziona e come mi sono trovata?

Sitly.it è un sito molto interessante, dedicato ai servizi per la famiglia. Qui ci si può iscrivere come genitori, se si cerca una tata, o ci si può iscrivere come babysitter alla ricerca di una famiglia. Il primo passo è inserire la propria città e vedere quante baby-sitter ci sono intorno a noi. Sicuramente anche voi come me,  ne troverete una marea intorno alla vostra zona abitativa (provare per credere!).

La cosa che più mi è piaciuta è che si può impostare la ricerca di baby sitter disponibili per km. Io ad esempio ho sempre cercato tra i 2 e i 5 km massimo, perché volevo una persona che fosse vicina a noi, che conoscesse la zona e che non impiegasse una marea di tempo per venire e tornare a casa. Poi, si possono impostare tutti i filtri che si vogliono,  dal classico filtro sulla ricerca baby sitter per disponibilità giornaliera e oraria, a quelli più avanzati come gli anni d’età di esperienza con bambini, la tariffa oraria media che si vuole applicare, l’età della ragazza (o del ragazzo – si può scegliere anche la preferenza di sesso per il baby sitter) e infine le lingue parlate.

Tra i filtri che ho applicato io e che per me erano importanti: i km di distanza da casa nostra, gli anni di esperienza con i bambini, ‘età della ragazza (almeno 21 anni) e la disponibilità della fascia oraria della mattina (generalmente 9-12). Del resto non mi sono interessata più di tanto. Non era fondamentale sapere che sapesse parlare anche il francese e il tedesco o che avesse particolari referenze (altro filtro che si può impostare durante la ricerca).

Come si è trovato Giulio con la baby sitter?

Dire bene è dire poco. Devo dire che Giulio è un bambino abbastanza socievole, anche se è pur sempre un bambino. Le primissime ore era un po’ timido, come sempre accade quando si presenta una persona nuova. Per agevolare la conoscenza, di tutti effettivamente, ho preferito fare due mattine, di due ore ciascuna, assieme alla nostra nuova baby sitter e a Giulio. La prima mattina siamo rimasti in casa, Giulio ha spiegato alla nostra nuova tata dove tiene i suoi giochi, mostrandogli quelli preferiti. Io mi sono eclissata in alcuni momenti (rimanendo sempre in casa), per lasciare spazio a loro di approfondire l’amicizia e in altri momenti ho conversato con lei, sia per conoscerla più approfonditamente, sia per dare a Giulio l’idea che era una ragazza fidata.

La seconda mattina che abbiamo passato insieme, l’abbiamo passata al mare. Due ore di sabbia, ma senza bagno dato il tempo che non era dei migliori, e un po’ di parco. In questo modo abbiamo approfondito la conoscenza anche all’esterno di casa. La mia idea per i giorni pre scuola, non era esattamente lasciarli gironzolare per la città, ma più farli giocare a casa, dove Giulio ha una marea di giochi e forse si sente anche più “sicuro”. La seconda mattina ho però voluto approfondire il nostro legame all’esterno con la tata, anche per capire le sue dinamiche relazionali fuori da un “ambiente protetto” e per testare le reazioni di Giulio. Insomma, ho messo alla prova un po’ tutti, ma il risultato è stato più che soddisfacente.

Stringendo, lo consiglio come servizio e perché?

Sì, consiglio Sitly: promosso! Una cosa importante che non ho detto, è che la registrazione è gratuita, ma per contattare le vostre aspiranti baby sitter è necessario avere un account Premium che si può attivare dopo essersi registrati in modo molto semplice e pagando una piccola cifra rispetto ai vantaggi che offre. Così dicevo, dopo molte mail di conoscenza con le ragazze, alla fine ho preso appuntamento con un paio di loro e nonostante avessi già fissato il secondo appuntamento di conoscenza, è stato il primo incontro che mi ha subito convinta.

Così alla fine abbiamo trovato la nostra tata ideale, una baby sitter che a Giulio piace molto perché lo fa divertire e lo intrattiene per ore con giochi molto carini, fatti di carta, colla e colori. Mi piace il fatto che, avendo esperienza in un asilo, questa ragazza riesca a trovare sempre attività alternative per divertirsi insieme a Giulio e lo so, perché vedo Giulio felice e divertito quando lei arriva e molto triste quando se ne va via. Inoltre, ora che ha iniziato a parlare fluentemente mi racconta dei tanti giochi fatti.
Sicuramente questa breve (di circa quattro settimane) esperienza estiva, ci ha reso la vita più facile, soprattutto senza inutili sensi di colpa legati al lavoro dei genitori, ma ancora più bello è che abbiamo trovato una tata che spero si fermerà con noi a lungo!