I blogger non sono giornalisti. Non trattiamo i blogger da giornalisti. Se siete una web agency, un’agenzia con molti clienti che vogliono collaborare con i blogger e voi siete costretti a rapportarvi con queste strane specie che trafficano online e che volenti o nolenti sono chiamati a rappresentanza di una categoria, dovete leggere questo post per il nostro e il vostro bene.

Innanzitutto i blogger non vengono pagati da nessuno. Scordatevi dunque di proporre attività nei giorni lavorativi, spesso lavorano in proprio o hanno altri lavori. Scordatevi di dire “i trasporti sono a vostre spese“, nessuno di noi viene commissionato (anzi, pochi) quindi per il nostro e vostro benessere evitate questa frase.

Sappiate, e sappiatelo bene, che i blogger parlano tra loro. Se uno viene invitato all’evento il 10 maggio e all’altro viene detto il 18 maggio quello capirà che, siccome non si è trovato nessuno, hanno chiamato lui. Ecco, la figura la fate voi.

Siate personali, nelle mail, nelle telefonate, negli inviti. Non c’è cosa più brutta che sentirsi dire “Caro Blogger”, pena la non risposta alle mail. Errore che ho commesso anche io, lo ammetto.

Se promettete un rimborso spese, datelo. E datelo per intero. Qui si rischia grosso, dalla chiacchiera sui social al post diffamatorio. A finire male sarà l’Ente, l’Associazione o la ditta per la quale siete stati assunti. Quindi voi.

Mettete subito le cose in chiaro. Non cambiate idea 10 volte mandando mail diverse. Anche noi lavoriamo e spesso non facciamo delle vere e proprie vacanze, anche se ci sentiamo privilegiati, ma questo non vi scusa a trattarci come marionette di un brand.

Nulla vi è dovuto, tutto va guadagnato a prescindere dal marchio, anche l’organizzazione vuole la sua parte e se l’agenzia alla quale ti sei rivolto, caro Ente, non ce l’ha, ti conviene cambiarla in fretta.
La tua reputazione spesso dipende proprio da quella persona.