Partire il 26 dicembre è stato azzardato, lo ammetto. Sono sul volo che da Roma, scalo ad Amsterdam, mi sta portando a Osaka e sento lasagne, pandoro e pesce riproporsi a momenti alterni. In più, come se non bastasse non mi sono fatta mancare il buon cibo giapponese che mi ha proposto la KLM. Come potevo? Ormai mi conoscete.

Oggi il viaggio è stato lungo, è iniziato alle 6 di mattina, alle 8 circa ero in aeroporto, alle 10 incontravo gli amici di Dondake. Alle 13 eravamo ad Amsterdam e ora dopo due film, un piatto caldo, un gelato e qualche bicchiere di vino, mentre il mio Thelma è Louise sta per finire, mi appresto a raccontarvi un po’ del mio viaggio. Domani non avrò tempo, arriverò a mattina, lì in Italia sarà notte fonda e mentre io girerò tutto il giorno – con 8 ore di fuso alle spalle e senza nemmeno un’ora di sonno – da voi sarà finalmente giorno. Pubblicherò questo primo post domani sera, da voi sarà giorno.

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Detto questo, com’é nata quest’idea del Giappone? Bè, chi ama viaggiare prima o poi con il Giappone ci casca e anche se erano anni che dicevo che volevo essere preparata prima del mio primo viaggio in questa terra, eccomi qui, più impreparata che mai!

Ho iniziato a leggere la mia guida tre settimane fa a dire il vero, ho mixato National Geographic a Lonely Planet. Mi sono procurata un dizionario e frasario italiano/giapponese che credo mi sarà molto utile e ho preso una schedina internet per orientarmi meglio, dato che a quanto ho capito il problema delle strade c’è l’hanno pure i giapponesi nelle loro città, figuriamoci io 😀

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Il Giappone era un viaggio che mi ero ripromessa di fare con calma, quando avrei avuto più tempo, ma l’occasione era troppo ghiotta per dire di no o rimandare e mi è solo rimasto il tempo per pensare “tornerò altre volte!”.
Starò nove notti in totale, divise al momento tre a Kyoto e tre a Tokyo. Le ultime tre notti non le ho, anzi abbiamo, ancora decise. Non sappiamo se andare a nord di Tokyo, magari a Chubu dove vedere il villaggio di Shirakawa-go, o magari fare l’Honshu settentrionale, con i suoi meravigliosi onsen, Akita e la città dei samurai. C’è solo l’imbarazzo della scelta è vero, e questo è il motivo per cui bisognerà sicuramente tornare!

In questo viaggio passerò alcuni giorni con i ragazzi di Dondake, un tour operator italiano che segue solo ed esclusivamente il Giappone. Fanno circa 4 viaggi all’anno, immancabile il periodo della fioritura dei ciliegi, in primavera è quello del Capodanno.
Con me ci sono 14 persone provenienti da tutta Italia, un gruppo eterogeneo in cui c’è anche una famiglia con due bambini, alla faccia di chi dice che il Giappone è un viaggio esclusivo. Sicuramente non è come andare a fare una vacanza in Grecia, è ovvio, ma è un mondo che prima o poi, a mio avviso, va almeno osservato.

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Passeremo con loro i primi giorni, dicevo, poi esploreremo un po’ in solitaria le città e faremo appositamente escursioni diverse, per farvi vedere non solo i tour di Dondake attuali, ma anche come potrebbero diventare. Sì perché Dondake propone tour classici, ormai rodati negli anni, ma anche soluzioni e proposte personalizzate in caso si sia andati già più di una volta in Giappone e si voglia provare a qualcosa di diverso o di particolare. Qualche destinazione meno turistica o itinerario meno battuto.
Di idee quindi ne ho parecchie, ma non so ancora quale itinerario seguire.
Ma voi che, se mi state leggendo di certo conoscete il Giappone, o siete degli amanti di questo paese, mi date una mano a definire l’itinerario?

Un po’ come quei libri game che si trovavano spessissimo quando io ero piccola, si iniziava a leggere una storia, una storia che partiva già impostata, e poi era il lettore che decideva il percorso, le azioni da far fare al protagonista e la conclusione del suo viaggio.

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Io la mia partenza ve l’ho raccontata, anzi ve la sto scrivendo ora (mi sento tanto come nel film La Storia Infinita e voi che leggete mi state facendo vivere :D), adesso sta a voi!
Dove mi consigliate di passare gli ultimi tre giorni del mio viaggio in Giappone? Chiedo l’aiuto da casa!

a. Osaka e Nara, dove i cervi sono liberi
b. Shirakawa-go, le fattorie patrimonio dell’UNESCO
c. Akita, Nyuto Onsen e la città dei Samurai