Devo ammetterlo, il viaggio per arrivare a Lipari è stato lunghissimo. Sarà che mi devo ancora riprendere da Spagna On The Road, che anche questa mattina ho dormito davvero poco dato che la mia sveglia ha suonato alle 5 del mattino. Sarà che ero per le strade di Roma quando ancora era buio e in giro non c’era nessuno e che ero talmente stanca che non ho nemmeno visto partire l’aereo, non ho visto nemmeno il decollo che già dormivo sul sedile e che a conti fatti ci ho messo 10 ore nette per arrivare dal mio letto a Lipari.

In tutto ho preso un aereo, una macchina e una motonave. Ho poi incontrato i miei compagni di viaggio 🙂 e finalmente sono stata meglio. Non subito dato che conosco meno della metà delle persone che sono qui, ma sono stata meglio. In queste occasioni va spesso così, conosci 2 o 3 persone del gruppo, hai qualche (pre)giudizio, qualcuno è veneto :D, qualcuno quando twitta non ti “ispira” e poi inevitabilmente arrivi a fine serata che ti stanno tutti simpatici. Spesso va così, non sempre, ma quando succede ti senti meglio. Ti senti bene.

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I miei compagni di viaggio, quasi tutti almeno, sono qui già da sabato, hanno già fatto un paio di giorni in più di me alle Eolie. Oggi abbiamo visitato Lipari, abbiamo fatto un bel giro per l’isola con una guida davvero brava, colombiana 🙂

Cosa ho scoperto oggi di Lipari?  Ho scoperto che Lipari è patrimonio dell’Unesco, che ha una marea di spiagge blu. Facendo il giro dell’isola, dopo il centro di Lipari si trova Canneto, superato il Monte Rosa ci sono le spiagge meno turistiche ma altrettanto belle e forse anche più belle, senza sabbia ma con i sassi, la famosa pietra pomice.

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Il santo della zona è San Cristoforo e il pavimento del centro di Canneto è fatto con la pietra di vulcano. Dopo le spiagge di Canneto si sale, si sale e si sale e ci si ritrova ad Acquacalda, una zona dedita all’agricoltura. Qui si trovano i famosi terrazzamenti delle Isole che risalgono dalle epoche di bronzo. I terrazzamenti fin nel Medioevo erano utilizzati per l’agricoltura, ed erano così importanti per l’isola che le flotte mercantile che passavano di qui era tantissime, trasportavano anfore di vino e olio.

Da quando le Eolie sono diventate patrimonio dell’Unesco è stato vietato prendere dai monti di Lipari la pietra pomice. Innanzitutto per un fattore estetico, ma ovviamente non solo. Che questa è una zona di pietra pomice si nota tantissimo dall’acqua. Il pomice quando è in acqua galleggia ma quando è in polvere rimane in superficie, dando all’acqua un colore diverso, patinato.

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Tra le altre cose che ho imparato a Lipari è che solo qui ci sono ben 6 vulcani spenti, mentre in tutte le Isole Eolie c’è un solo vulcano attivo ed è Vulcano a Vulcano. La terra dei vulcani spenti è molto fertile e verde ed per questo che spesso dentro i crateri ci sono le vigne. Proprio a Lipari dentro i crateri spenti si trovano le vigne di un’uva chiamata Corinto nero. Lo stesso Malvasia viene fatto con il 95% di Malvasia e 5% di Corinto nero, almeno quello pregiato, il vero malvasia, non quello che vi vendono a 10€ in strada. Di quello dovete diffidare, così come ci ha detto la nostra guida.

Dopo le tante cose imparate dalla nostra guida, da Lipari siamo arrivati a Vulcano, dove si trova il nostro Hotel per le prossime notti. L’Hotel non è un hotel comune, è un Resort 5 stelle, il Therasia Resort. La bellezza di questo posto è indiscutibile. Una pool infinity che vedo dalla mia terrazza con dietro, niente di meno che i faraglioni.

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Per la prima volta da qualche settimana a questa parte dormirò dieci ore a notte e questo mi fa molto felice. Dormirò in un letto enorme, dove forse mi sentirò anche un po’ sola, ma è un letto talmente morbido e accogliente che al momento penso solo ai tanti sogni che farò questa notte *-*