Due settimane sono volate. Letteralmente.

Ci sono stati giorni lunghissimi, che non passavano più, giorni che appena arrivati a sera erano in un batter d’occhio sfumati via. In queste due settimane a Malta, vissute intensamente ho capito diverse cose. La cosa più bella è che le ho capite tutte in questi due ultimi giorni. Per due settimane sono stata presa dalla scuola, dall’inglese, dai coinquilini tedeschi, da Malta, da me. Ora invece, in questi ultimi due giorni, sono presa da quello che veramente conta.

Parliamoci chiaro. Voglio essere sincera con voi. Questo non vuole essere un post sentimentale di come “oh mio dio” sono fortunata e felice, della bella esperienza che ho fatto, che tutti mi mancheranno eccetera eccetera.

Casa a Malta

Non vuole nemmeno essere uno di quei post in cui chi scrive dice: “ora sì che ho imparato a viaggiare, amo viaggiare da sola e voglio per sempre viaggiare così”. Nel web ci sono blog molto più interessanti sul viaggio da soli, primo tra tutti quello di Giulia Raciti ma che arriva a pari merito con quello di Francesca Di Pietro, per quel che mi riguarda.

Sono dell’idea che tutto quello che ci accade, o che non ci accade, ha una motivazione.
Quando ero all’università non sono riuscita a partire per l’erasmus. L’ho voluto tanto e poi alla fine non sono riuscita ad andare in Irlanda. Qualche anno dopo ho riprovato ad andare all’estero, a Londra per l’esattezza, ma anche questa volta il posto disponibile era solo uno e… niente. Una delusione cocente, ancora mi ricordo il giorno esatto in cui mi diedero la notizia. Ora direte voi, cosa c’entrano tutte queste storie? Bè, per me c’entrano.

Tramonto a Malta

Una paio d’anni fa ho conosciuto Giuseppe. Lui viaggiava da solo e poi ha conosciuto me. Abbiamo iniziato a viaggiare tanto, ma talmente tanto insieme, che sono riuscita a “redimerlo”. Ha smesso di viaggiare da solo e ha anche scritto un post al riguardo, un post davvero molto bello. Lo scorso anno dopo una bellissima esperienza all’estero di una settimana, sono tornata diversa.

Non ho passato un momento facile e non l’ho fatto passare a chi mi stava vicino. Ma sapete quando avete la necessità di fare una cosa e che non potete rimandarla? Sapete quando c’è quella sensazione che vi cade come addosso e non vi abbandona finché non le date retta? Io ero così. Dovevo partire subito, partire via e partire da sola. Ma non perché volessi stare da sola, ma perché volevo sapere com’era, com’è. Non credo di aver fatto “molta strada“. Anche quando facevo i lupetti con gli scout stavamo via per 10 giorni da soli. Ma questa volta un pochino è stato diverso. Solo un pochino 😀

Classe Elanguest

Volevo fortemente questo viaggio e lo volevo per mettermi alla prova. Lo volevo perché ero convinta che, qualsiasi cosa potesse succedermi nel futuro, avrei ancora avuto voglia di fare quest’esperienza. Ed era davvero troppo che la aspettavo.  Partire è stato facile, tornare sarà altrettanto facile. Non cambia nulla all’apparenza in me, non ci sono cambi di rotta, cambi di strada, cambi di mestiere o di vita. Dentro di me invece cambiano alcune cose.

Innanzitutto devo questo post a chi, lasciatemelo dire così anche se chi mi conosce e sa che sono una femminista (quasi) convinta avrà dei problemi a leggere questa frase, mi ha permesso questa esperienza. Come dicevo prima sono convinta che le cose non accadano per caso e sono convinta che aver incontrato Giuseppe è anche il motivo per cui sono potuta (aridaje con ‘sto potere) partire serenamente.

Welcome to malta

Torno a casa con una maggiore sicurezza in me, soprattutto linguistica. Nonostante l’apparenza sono una persona molto titubante, verso gli altri e verso le mie capacità soprattutto. Non ho dovuto fare scalate o pellegrinaggi in solitaria qui a Malta, è vero, ma per me questi giorni sono stati importanti.

Torno a casa con la convinzione che non ho più l’età e che meglio adesso che a 60 anni 😀 fatemici ridere su. I miei coinquilini, alcuni di loro poco più che 20enni, non avevano alcun problema ad uscire e far mattina tutte le sere. Io da buona 30enne stacanovista invece la sera alle 23 ero nel letto il più delle volte, o a vedermi un film o a lavorare.

Federico e Karla

Torno a casa sapendo che le persone sono bellissime. Dici? Dico!
Con la convinzione che le persone gentili e sorridenti, attirano persone altrettanto gentili e sorridenti. Con la convinzione forse di non aver trovato gli amici della vita, ma dei validi compagni di strada con cui ho intrapreso questa esperienza. E non tutti erano 20enni, badate bene che c’era anche qualche 30enne qui senza famiglia e figli al seguito (che però si è dato alla pazza gioia come i 20enni).

Torno a casa serenamente perché è questa la sensazione giusta che volevo portare con me in tutti questi giorni. Torno a casa senza la voglia di ripartire da sola adesso, ma di partire in due quello sì. Torno a casa, nell’unica casa che ho, con il cuore più leggero.

Federchicca a Malta

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