Il viaggio di luglio con Giulio, in montagna e precisamente in Tirolo a Kufstein, è stato il primo vero viaggio non al mare. Lo ammetto, io sono un amante del mare, sia perché ci vivo, sia perché ci sono nata. Le montagne la conosco abbastanza bene, perché fin da piccola i miei genitori mi hanno sempre abituata ad andarci, soprattutto in estate. Se devo scegliere io la mia meta di viaggio però, 9 volte su 10 sceglierò sempre e comunque il mare (di norma). Poi siamo stati a Kufstein e ho scoperto la natura, quella bella, quella soprattutto che piace a Giulio.

La prima volta di Giulio in montagna è stata a Kufstein, in Tirolo. Abbiamo impiegato diverse ore di treno per arrivare da Rimini fin lassù, ma non ne è valsa la pena: di più! La montagna in estate ha tanti pregi e pochi difetti e sì che il mare è bello e anche il mare ne ha di aspetti positivi, ma il mare l’abbiamo tutto l’anno e tutta l’estate e una settimana a respirare l’aria dei monti non può fare male, anzi!

A 18 mesi, anzi a un anno e mezzo, Giulio camminava e correva, dimostrando di essere completamente padrone del suo corpo. Per quanto riguarda il parlare invece ancora nemmeno l’ombra, pochissime paroline e detto non tanto bene. Dato che ancora non andava all’asilo (ma presto avrebbe iniziato – a settembre), le sue giornate erano scandite per lo più dal lunghissimo riposino pomeridiano e dalla nanna della sera. Parola d’ordine a 18 mesi quindi: nanna! La vera cosa caratteristica dei 18 mesi è stata la sua incredibile energia e le sue lunghissime dormite pomeridiane. L’aria di montagna ha accentuato la sua energia, ma anche ha permesso lui di fare delle lunghissime pause per permettersi di ricaricarsi a dovere.

La nanna per noi non è mai stata un grosso problema. Ho sentito di storie incredibili, di bambini che non hanno dormito e quindi non hanno fatto dormire i genitori, fino ai due anni e passa. Poi c’è lui, Giulio, che fin da piccolissimo ha sempre dormito, per buona pace dei genitori e dei nonni. Ad oggi non c’è un posto in cui non si è ancora riuscito ad addormentare: dorme a casa, a casa dei nonni, all’asilo, in aereo, sul passeggino, in auto, a casa degli estranei, sulle braccia della mamma, del babbo e perfino sul divano. Non ha problemi di alcun tipo per quanto riguarda il sonno e di questo siamo estremamente felici.

La montagna ha senza dubbio reso questo momento ancora più intenso perché la montagna regala tantissime attività e momenti interessanti da vedere, gustare e toccare. Abbiamo scoperto animali diversi, visto cose mai immaginate (come la seggiovia e i monti), assaggiato sapori incredibili e sconosciuti fino a quel momento. Spesso pensiamo che un bimbo debba andare in Thailandia o in Cina per provare sapori e gusti a lui sconosciuti, la verità è che, soprattutto in Italia, basta cambiare Regione per scoprire una varietà di spezie, ortaggi e frutti del tutto diversa da quella a cui siamo abituati normalmente.

Così Kufstein è stato per noi un vero e proprio momento di picco del sonno, intenso e prolungato, prima dell’inizio dell’asilo nido, luogo in cui Giulio ha imparato anche a dormire da solo (ma questo è un altro discorso). Ancora oggi per noi la nanna è un momento tutto nostro (mio e di Giulio). A volte capita che lui, anche la sera, debba addormentarsi senza di me, perché sono via per lavoro o perché magari esco con le amiche, ma sono episodi sporadici. Quando capitano non succede niente di grave, ne oggi che due anni e mezzo, ne prima quando ne aveva uno e mezzo. Affidarsi ad un’altra persone nel momento del sonno, soprattutto quello notturno, è un atto di estrema fiducia, quasi incondizionata. Il momento del sonno è un momento in cui ci si abbandona, ci si perde per non sapere poi dove ci si sveglierà nuovamente.

Dormire fuori casa o fuori dalle zone di comfort, può creare dei disagi anche ai grandi, figuriamoci ai bambini. Per questo motivo credo che ci debba essere almeno una condizione a lui completamente familiare, quella del genitore (almeno uno dei due) presente. In Tirolo alloggiavamo in uno chalet molto grande e bello. Ci avevano riservato l’appartamento all’ultimo piano, composto da un salotto con camino e due camere da letto matrimoniali, ciascuna con il proprio bagno. Io e Giulio dormivamo in una di queste due camere e nell’altra dormivano i nonni. Anche se ci trovavamo in un luogo molto diverso da quello che eravamo abituati a vedere (soprattutto il panorama dalla nostra finestra), il problema del sonno non si è mai presentato – vuoi per la stanchezza con cui arrivavamo a casa la sera, vuoi perché comunque ero sempre con lui durante tutti i giorni di viaggio.

La montagna è stata per noi una grande scoperta, che Giulio a 17 mesi ha saputo gestire benissimo. Correre per i prati verdi del Tirolo, avvicinarsi alle mucche e ai cavalli, andare in seggiovia (ovviamente sempre in braccio a me), assaggiare cibi differenti e conoscere persone e bimbi nuovi, è stato un momento per lui di grande crescita e grande arricchimento sia dal punto di vista cognitivo che fisico. Ho riscontrato infatti in lui una propensione all’altro, un modo di approcciarsi che, dal Tirolo, è cambiato, rivolgendosi ai piccoli e ai grandi con sempre maggiore fiducia e autonomia.

Il momento del sonno, da lì in avanti, è andato sempre migliorando (ancora di più, se possibile) fino, come precedentemente detto, al dormire da solo a poco più di due anni, all’asilo nido.

L’ultima cosa che vorrei ancora una volta sottolineare è che non è sempre necessario andare dall’altra parte del mondo per far provare e per provare esperienze diverse e nuove. A volte, anche cambiando completamente paesaggio, in Italia o appena fuori dal nostro Paese, possiamo trovare unicità che ci aprono sconfinati mondi, che ci arricchiscono e ci conquistano per semplicità e bellezza.