Questo San Valentino è stato diverso, niente cene, niente fiori, niente cioccolatini. Questo San Valentino sono andata nelle Marche, sono stata due giorni pieni nella natura, in campagna tra galline, pecore, cani e gatti. Mi sono rilassata davanti al camino, ho iniziato e quasi finito un libro che avevo in mente di leggere da Natale, ho dormito tantissimo, ma proprio tanto, ho mangiato bene e respirato l’aria di campagna.

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Non amo San Valentino. Diciamocelo, un’inutile festa che ti porta a volere cose che non ti servono a voler fare cene romantiche proprio quel giorno, a finire tra i tavoli a due di un ristorante qualsiasi, stipato nell’angolo perché non c’è più posto.

Io non ho mai amato San Valentino anche se le rose spesso in passato le ho ricevute. Quest’anno ho ricevuto un solo regalo, un gelato. Chi mi conosce sa come farmi felice, altro che cioccolatini, io sono una golosa di alta categoria e non c’è niente di più semplice di un gelato da condividere. Anche in inverno.

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Così sabato mattina sono partita con il mio compagno verso le Marche. Abbiamo fatto colazione, abbiamo preparato la macchina e poi siamo andati. Dopo un’ora di viaggio eravamo già arrivati e i telefoni ci avevano già lasciato, là non c’è campo.

Nel pomeriggio siamo andati in una piccola azienda agricola. Ci siamo divertiti a fare foto alle pecore, a ricorrerle, a cercare di toccare gli agnellini, a scivolare sul fango, a guardare il verde della campagna marchigiana. In questa azienda nell’entroterra fanese ci sono 8 gatte, tutte incinta, un grande cagnolone che si chiama Bimba bella, 32 pecore, tante galline, conigli, tacchini e altri animali.

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Tornare nelle Marche mi da sempre una sensazione di grande pace interiore. Qui riesco a non pensare a niente, a rilassarmi e mi viene quasi voglia di non tornare più in città. Internet mi manca pochissimo, il telefono quando sono nella mia casa in campagna non lo guardo mai, solo per fare qualche foto, ma se ho la reflex a portata di mano, uso quella.

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Tornare in campagna, dove ho passato praticamente tutta la mia infanzia e adolescenza, mi porta alla mente tantissimi ricordi. Le balle di fieno, gli animali, la polvere, i fiumi, la natura, il verde, l’odore dei campi, la vita semplice, la chiave sulla porta, il buon cibo, il camino, la pace, il silenzio.

Tornare nella mie Marche è un tuffo al cuore ogni volta e riguardando le foto che Giuseppe mi ha fatto, credo si capisca. Non ci sono tanti posti in cui ti senti serena e a casa, come quello che hai nel cuore e che hai fatto tuo fina dal primo istante.

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Il giorno di San Valentino è volato così, con queste foto e questi panorami, con la quiete e la lentezza della campagna e lo scoppiettio del legno sul camino. Ho pensato tanto a cosa volesse dire San Valentino per me, a quale regalo avrei fatto e quale avrei voluto ricevere, ma poi ho pensato che il regalo migliore, quello che più desideriamo dalla persona che amiamo è il nostro tempo. Oggi più che mai. Dedicarci del tempo e regalarlo all’altro è il regalo migliore che per questo San Valentino ho trovato e quello che forse più di tutti desideravo.