I Caraibi sono sempre inconfondibili. Scendi dall’aereo e ti ritrovi in quell’atmosfera in cui tutto è possibile, soprattutto prendere un acquazzone tra un raggio di sole e l’altro. Le piogge non sono sporadiche, sono spesso forti ma passano in men che non si dica e questa è una delle caratteristiche di questa parte di mondo. L’altra è la gente: allegra, solare e sempre con il sorriso pronto!

Com’è davvero la Repubblica Dominicana? La risposta è dipende. Dipende da quale punto la si guarda, ma soprattutto dipende moltissimo dal fatto che vogliate visitare una Repubblica Dominicana (quella esclusivamente del villaggi) o l’altra Repubblica Dominicana (quella vera, fatta di persone, posti e situazioni non sempre facili). Noi abbiamo scelto di vedere entrambi gli aspetti di questa nazione, per diversi motivi. Il principale motivo è che amiamo conoscere un posto anche e soprattutto guardandolo con i nostri occhi e non con gli occhiali patinati del turista. Il secondo aspetto importante è che qui noi abbiamo dei parenti, che ci hanno accolti come fratelli e che ci hanno fatto vedere la parte migliore della Repubblica Dominicana, di Santo Domingo e di San Cristobal nello specifico.

Una nota prima di iniziare. Abbiamo volato con un volo Neos 787 Dreamliner che ci ha coccolato e viziato. Gli aerei nuovissimi e il personale di bordo molto gentile. Se avete a disposizione questa compagnia e questo aeromobile nello specifico, non abbiate dubbi. Ah, per i bimbi anche un gentile omaggio della compagnia aerea per giocare a bordo e passare un po’ di tempo. Cartoni, film e un ottimo pasto.

La Repubblica Dominicana dei villaggi

Non ho niente in contrario verso chi ama i villaggi turistici e preferisce stare un’intera settimana in un villaggio anziché uscire a scoprire il mondo. Certo, lo trovo un po’ strano se si è una coppia, magari giovane e si finisce dall’altra parte del mondo per fare all inclusive tra cocktail e palme sulla sabbia (non sarebbe meglio allora andare nella nostra Sardegna, in Sicilia o ancora in Puglia?), ma ognuno ha le proprie motivazioni. Personalmente noi abbiamo scelto la via del “di tutto un po’” per rilassarci due o tre giorni in villaggio appena sbarcati, godendoci la piscina e il mare spettacolare di Bayahibe, ma anche per riprenderci comodamente dal fuso orario.

La scelta del nostro villaggio è finita su Catalonia Gran Dominicus che mi è piaciuto molto per diversi aspetti che ora vi racconto. Come dicevo prima, ognuno ha i propri motivi per passare un’intera settimana in un villaggio e anche se personalmente non li amo, credo che le famiglie potrebbero trarre i maggiori giovamenti da questa sistemazione. Nello specifico il Catalonia Gran Dominicus è un resort super adatto per i bambini. Le piscine sono due, una enorme dove c’è una parte molto, molto grande dedicata ai piccoli. Si può stare a mollo tutto il giorno, ed è quello che abbiamo fatto il primo giorno, poi abbiamo scoperto il mare. Il mare di questa zona è quello tipico dei Caraibi, quindi dopo un paio di metri si va subito giù e l’acqua arriva al metro, metro e mezzo in un battibaleno. Non è troppo adatta per i bambini, ma un bagno qui vale davvero la pena, perché l’acqua è pulita e il sole da un’abbronzatura da paura.
Consiglio super spassionato, ai Caraibi il sole picchia davvero e la protezione 50+ messa più volte al giorno è indispensabile per non prendersi un’ustione. Io, nonostante le continue applicazioni della crema e gli occhiali, mi sono presa una bella insolazione che purtroppo mi ha fatto stare male nell’ultimo giorno al villaggio.

Tornando alle famiglie, c’è al Catalonia Gran Dominicus anche un mini club molto interessante dove far giocare i bambini. Si possono lasciare dai 3 anni in su, se si vogliono portare i bimbi anche prima non c’è problema, basta che almeno un genitore stia con loro. Qui fanno tante attività, giocano, disegnano, guardano cartoni, vanno a fare il bagno in piscina e giocano in spiaggia. Le ragazze sono molto brave e amorevoli, danno loro la crema solare e c’è anche la possibilità di lasciarli mangiare assieme in una sezione apposita del ristorante che ha tutti i tavoli bassi con un buffet alla loro altezza. A me è piaciuto moltissimo e devo dire che è una bella alternativa alla piscina e al mare nelle ore più calde, dato che già alle 10 di mattina si sfioravano i 30°C, potete immaginare quindi il caldo delle 12!

Non solo, quello che mi è molto piaciuto del Catalonia Gran Dominicus è il cibo, di qualità e abbondante, i cocktail di sola frutta preparati al momento sulla spiaggia e la posizione. Durante i nostri 3 giorni qui non ci siamo mai mossi dal villaggio, se non per una breve capatina appena fuori per comprare un paio di cose al supermarket locale, vedi sim per i giorni seguenti, ciambella per la piscina per Giulio e poco altro.

Purtroppo noi non siamo mai arrivati a vedere gli spettacoli della sera, quindi non posso dire nulla sull’animazione e sulle serate, dato che a malapena vedevamo lo spettacolo per i bimbi delle 20 (complice il fuso orario e la cottura che ci dava il sole!).

Servizi Privilege al Catalonia Gran Dominicus

Dato che c’eravamo, durante il nostro soggiorno al Catalonia Gran Dominicus, abbiamo approfittato dei servizi Privilege, che hanno un costo a parte. I servizi sono molto validi a mio avviso, camera a parte che sarebbe dovuta essere più moderna e funzionale rispetto alle altre e che così non mi è sembrata (ma devo dire che le altre non le ho viste, quindi non posso fare un paragone completo). Detto questo, i servizi Privilege offrono, in camera una seconda sistemazione prima della cena, rispetto alla classica dopo la colazione della mattina (per chi magari il pomeriggio vuole riposare o fare una doccia dopo la spiaggia), ma la cosa più interessante sono i posti riservati in ottime posizioni, nei diversi ristoranti del resort. Tra questi, il nostro preferito, ed esclusivo dei clienti con servizi Privilege, era quello fronte mare. Un ristorante di pesce molto bello, in cui abbiamo pranzato quasi tutti i giorni, ma che da il suo meglio a mio avviso durante la colazione, servita al tavolo e non a buffet con piatti ottimi e deliziosi, oltre che vari e salutari.

Infine, ultimo servizi per i clienti Privilege è l’area riservata della spiaggia proprio davanti al mare e in un’area esclusiva. Un servizio che abbiamo goduto a pieno perché siamo stati davvero sempre a mollo. Lo consiglio vivamente.

La Repubblica Dominicana del viaggiatore

Dal terzo, fino all’ultimo giorno del nostro viaggio, siamo partiti all’avventura. Abbiamo visto Santo Domingo, arrivando fino a San Cristobal (a quasi quattro ore di macchina da Bayahibe) passando per le sue meravigliose spiagge. Ci siamo spostati sempre in auto nei giorni restanti nella Repubblica Dominicana, che è anche il modo migliore per essere autonomi e vedere le cose con i propri tempi.

Chi aveva visitato Santo Domingo prima di me, mi aveva detto che lì non c’è niente da fare e da vedere. Io ho trovato invece un mondo da scoprire che mi è piaciuto e che consiglio. Credo ne valga la pena, non solo per sapere qualcosa in più sulla storia della Repubblica Dominicana e del suo popolo, ma anche per avere un quadro culturalmente più completo senza vedere solo le spiagge.
La capitale della Repubblica Dominicana è davvero uno spettacolo, che dire affascinante è poco. Sapevate ad esempio che è qui che Cristoforo Colombo è sbarcato quando ha raggiunto le Americhe? Qui si trova la casa, più che altro una vera e propria fortezza, di Cristoforo Colombo e un centro storico coloniale che non ha niente a che invidiare a quello più conosciuto dell’Avana di Cuba.

Cosa vedere a Santo Domingo, 4 cose imperdibili!

Abbiamo detto che Santo Domingo è assolutamente da vedere e penso che tante sono le cose che si possono visitare, che spesso il turista che parte poco informato non conosce.

  1. Parco Los Tres Ojos
  2. Cattedrale di Santo Domingo
  3. Faro di Colon
  4. Alcazar de Colon

Mangiare a Santo Domingo, alcune cose incredibili!

Non avevo dubbi sul fatto che qui il caffè non fosse tra le prime cose a cui i locali pensano quando si alzano, ma in effetti prima di partire non avevo immaginato che tipo di colazione sono abituati a fare. La prima colazione qui è riso, fagioli e un buon succo di pina (ananas) o fresa (fragola). Una mattina che mi è rimasta impressa, siamo andati in un posto incredibile che fa panini per la colazione. Risultato: due panini al formaggio (mozzarella e queso) e un succo di pina e uno di melon (melone).

In Repubblica Dominicana si mangia tanta carne, di maiale, di pollo e di pecora per esempio, e non troppo pesce. Si mangiano piatti caratteristici come il pescado con cocco, pesce preparato in salsa di latte di cocco (delizioso) o il pollo con i peperoni, piatto che mi è stato preparato da una ragazza tipica del posto (un pollo incredibilmente buono!). Poi ancora yuca fritta e platano fritto o al forno. Una vera goduria per il palato!

Nel complesso credo di aver bevuto sì e no 5 caffè in tutto, io che 5 caffè sono abituata a prenderli in un giorno solo in Italia e nonostante fossimo a tantissimi km da casa, ho mangiato diversi piatti di pasta (anche a loro piace parecchio).

Repubblica Dominicana, i disagi che si possono incontrare

Non bisogna dimenticare che la la Repubblica Dominicana, come quasi tutti i paesi dei Caraibi è sostanzialmente un Paese povero, almeno di più rispetto all’Italia. Alcuni disagi che si possono riscontrare, viaggiando al di fuori dei villaggi turistici e soggiornando in hotel locali, sono la mancanza dell’acqua calda o la mancanza della luce. E` vero che molte delle strutture ad oggi hanno il così detto invertitore che permette di agganciarsi ad una riserva di energia nel momento in cui la luce manca in tutto il Paese (di solito vengono stimate circa 6 ore al giorno), ma non tutti gli abitanti ne sono in possesso.

In alcune zone meno turistiche, come può essere San Cristobal ci sono luoghi caratteristiche che ho trovato belli e affascinanti.  Qui si vive la vita vera della Repubblica Dominicana e gli occhiali patinati del turista servono a ben poco. Personalmente ho amato queste zone anche con i loro forti contrasti, cromatici e di vita. I Caraibi, da quando ne ho memoria, sono sempre stati per me fonte di grande attrazione con colori sgargianti che brillano sotto il sole dei 30°C e subito diventano freddi al primo acquazzone. Solo una cosa non subisce alcuna variazione, rimanendo identica con il sole o con la pioggia: l’animo di festa e di danza che queste persone hanno dentro, un animo spensierato, a volte forse malinconico, ma decisamente ricco di gioia, un animo che nessun cielo cupo può provare a scalfire.