Quando nessuno fa il proprio lavoro: un’Italia che non va

Ho il 4% di batteria, sono su un regionale che fa tutte le fermate da Roma Termini a Falconara Marittima, sono partita alle 11.28 e arriverò a casa mia alle 17.30 se andrà bene. Ho pagato il mio biglietto 20.10€ per 6 ore di treno, mi dirai, colpa tua potevi prendere un freccia. Non ci provare. Ti rispondo che in un Paese normale devo avere la possibilità di scegliere il treno che più mi piace dato che sulla carta sono garantiti molti dei servizi.

Sono su un treno senza finestre, di quelli che di norma dovrebbero avere l’aria condizionata, quindi le finestrelle lassù in cima ai finestroni sono quasi tutte chiuse, quasi tutte, alcune il controllore le ha aperte con una chiave. Prendo treni settimana dopo settimana e ogni volta è la stessa storia, devo partire con il Mac al 100% e l’iPhone lo stesso per arrivare nemmeno a metà percorso che sono scarichi entrambi. Qui di fianco a me le persone si stanno passando l’acqua da una bottiglietta all’altra. Nemmeno si conoscono. Sono anziane e se faccio fatica io non immagino loro. Non c’è aria, si suda incredibilmente e la percentuale del mio Mac è scesa al 2%.

Non vi nascondo che nella mia mente è passata l’idea di scendere dal treno e piazzarmi sui binari in segno di protesta, a cosa serve? Non lo so ma almeno darei sfogo alla mia enorme frustrazione perché Trenitalia su Twitter mi ha risposto sì ma solo perché ho un account ufficiale e quel #MeetFS lo vuol far vedere fino in fondo, perché sapete cosa ci ha risposto il capotreno? “se non vi va bene così cambiate treno!” Grande comunicazione. Forse dovreste spendere meno soldi sui social ed educare chi lavora per voi, o mettere più treni funzionanti con elettricità e aria condizionata, almeno il 3 agosto.

Detto questo passo alle compagnie telefoniche. Tra Tre e Tim non riesco mai a collegarmi decentemente sui treni (ammesso che ci siano le prese ovvio). Con Tre su iPhone mi tocca usarlo come Hotspot e rischiare di superare le mie soglie, con Tim invece mentre su iPhone va come un fulmine (quando non prende Tre saprete benissimo che la rete si appoggia a Tim) sulla chiavina la connessione cade di continuo. Do continuo, giuro, è snervante.

Ricapitolando, in un Paese dove i trasporti e le comunicazioni ci tengono sospesi su un filo, che tipo di Paese è? Dove mancano le alternative e ci si accontenta quotidianamente di un servizio scadente senza pretendere, a ragione, un servizio migliore, che Paese è?

Sono veramente stufa di sentire le persone dire “siamo in Italia, dovremmo accontentarci se…” accontentarci?! Io quando pago il biglietto del treno non dico, “Scusi mi accontenti, mi faccia il 70% di sconto sul biglietto tanto l’aria non ci sarà, le prese non andranno e figuriamoci il wifi”. Qua bisogna pretendere. Se non pago il biglietto o non lo oblitero (ancora a parlare di obliterare un biglietto -.-) rischio una multa che va dai 35€ in su. Se però non ho l’aria (l’aria per respirare, non parlo di aria condizionata), ne il wifi, ne le prese, ne dei bagni decenti, allora mi devo accontentare, l’importante è arrivare a destinazione?! A leggere le vostre lamentele tutti i giorni su Twitter e Facebook la pensate come me, quindi ora non mi venite fuori con la storia della polemica per favore.

Io lo dico e lo ribadisco. Sono molto stanca di questa Italia e se è vero che le cose devono cambiare dal basso è ora di iniziare.

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  • http://www.nicolapalumbo.it Nicola

    sono con te, ti appoggio. Facciamo un hashtag flash mob? :)

  • http://www.ioamofirenze.com nelli

    tu fai un post sui treni, io sui musei (e si parla degli Uffizi!)… stesse cose: disservizi, maleducazione, terzo mondo. e dire che dovremmo campare sul turismo, sui servizi…
    bah!

  • Errante

    Iniziamo dal basso evitando di accollare le proprie scelte personali, strumenti in questo caso Mac e iPhone con scarse capacità di autonomia, agli altri: altrimenti chi ha la Ferrari vorrà un distributore ogni 150 km anche nella Foresta Amazzonica.

    PS: aspetto l’arrampicata sugli specchi che 20 euro per un treno sono “tanti” mentre 2000 euro in prodotti dell’alta informatica “assolutamente ben spesi”.

  • Luca

    Buongiorno Federica,
    ho copiato il link e l’ho pubblicato sul mio profilo FB.
    Mi dispiace per l’accaduto ma pare che in questo paese queste siano vicende tristemente diventate all’ordine del giorno.
    Sembrano tutte battaglie perse, le nostre.
    Ma io non mi arrendo, faccio casino, discuto, mi arrabbio, difendo i miei diritti, urlo se necessario.
    Non mi nascondo dietro “tanto in Italia non cambia nulla”.
    Non cambia nulla fino a che stiamo zitti.
    Nel nostro piccolo facciamoci sentire, abbiamo un mezzo fantastico, la rete, che è ancora libera e in cui possiamo “miracolosamente” dire la nostra.
    Direi che è ora di smettere di postare Belen e le sue farfalle, mi piacerebbe invece che le persone fossero attente a queste notizie, a questi problemi, e li divulgassero per scuotere le coscienze.
    Sono con lei.
    Un ex pendolare “pentito”, Luca.

  • Cristina

    Ciao Fede, domenica ho preso un treno da modena ad ancona e stessa storia per i finestrini, sembrava un carro merci..
    Il bagno della carrozza dov’ero io era chiuso a chiave, i controllori sono passati senza neanche controllare i biglietti e un ragazzo vicino a me, con destinazione rimini si è praticamente fatto tutto il viaggio gratis. “Con i servizi che danno, devo pure pagare? Tanto lo so che non controllano mai, figurati di domenica” queste le sue parole…

  • http://www.vitolioce.it Vito Lioce

    Cara Federica,
    immagino e condivido il tuo disappunto, in primo luogo perché sono un viaggiatore (pendolare) anche io, e poi perché so che sei una Travel Blogger e quindi fai del viaggio la tua vita.
    Capisco e condivido lo sfogo, il disappunto, la lamentela; ma quale potrebbe essere una soluzione? Tu cosa proponi di fare in un paese dove il trasporto ferroviario a livello nazionale è in realtà un monopolio?
    Cito testualmente:

    Io lo dico e lo ribadisco. Sono molto stanca di questa Italia e se è vero che le cose devono cambiare dal basso è ora di iniziare.

    , quindi quali sono le azioni che noi cittadini viaggiatori possiamo intraprendere?
    Non fraintendermi, non sto cercando di difendere trenitalia, anzi, un paio di sassolini me li toglierò anche io, ma voglio capire si può evolvere in meglio una situazione così disastrata.
    Buone cose!

    Vito.

  • Federica

    Questo purtroppo è il paese del “qui è così”. Tutti sembrano rassegnati ad una situazione che sicuramente non si riuscirà a cambiare. E’ molto triste. Io nel mio piccolo ci ho provato tanto. Amo questo paese e cerco giorno dopo giorno di trovare il modo migliore per adattarmi a cose che oggettivamente sono inaccettabili. Peggio va a chi ha fatto esperienze di vita all’estero, magari a Londra o in Germania, dove la cosa pubblica viene amministrata in modo diverso. Allora lì riadattarsi è dura, dura davvero. Intendiamoci, io sono una che ha deciso di restare ed adattarsi perché dell’Italia vedo anche e soprattutto le cose belle. D’altra parte bisogna essere obiettivi e dire le come come stanno: i trasporti e le comunicazioni fanno semplicemente cagare (passatemi la parolaccia, ci sta tutta).

  • federchicca

    Rispondo a Errante, dicendo che forse non ha letto bene il post. Il mio Mac deve partire con una batteria del 100% per arrivare scarico a metà strada e per chi con queste cosine da 1000€ ci lavora non è difficile scaricarla tenendo aperte decine di tab. Comunque non mi va di polemizzare, a lei sicuramente andranno bene i treni così come sono devo immaginare.

    A Vito rispondo che…non lo so. Io non so come si può fare altrimenti sarei Ministro di qualcosa immagino…non che ci voglia tanto a fare come fanno quelli là che ci mangiano sopra le testa….però credo che indignarsi sia la prima cosa da fare. Non amo le persone rassegnate, quelle che “tanto è così”, a volte mi sorprendo ad avere i medesimi pensieri e non mi piaccio affatto come persona, innanzitutto per me poi per il futuro che vorrei dare ad una generazione futura.

    A Nicola dico, un flash mob?! Organizziamolo! :D

  • cecilia

    tra un’ora e mezzo prenderò il mitico regionale bologna-ancona, e faccio notare che oggi è il 3 agosto, tipica giornata e orario da bollino nero. Vivo a Bologna da 10 anni e so benissimo cosa mi aspetta a viaggiare in una giornata come questa: niente aria condizionata, pigiati tra una carrozza e l’altra, senza aria condizionata, partiremo se tutto va bene con un ritardo di 30 minuti, perchè la folla che si accalcherà sulle porte impedirà al treno di partire regolarmente. mi rincresce solo che il mio senso di civiltà mi abbia costretto a spendere già 13,60 di biglietto, perchè so benissimo che in situazioni come queste il controllore sarà di fumo e se non altro avrei potuto usufruire gratis di questo bel disservizio. Trenitalia non ha interesse di investire nè nella comunicazione né nelle strutture per un semplice motivo: non ha concorrenza! ci lamentiamo tutti, ma alla fine ahimè, non possiamo fare a meno di prendere il treno, perlomeno quando dobbiamo coprire lunghe tratte o per ragioni di pendolarismo.

  • giulia

    credo che ogni pendolare o viaggiatore occasionale abbia qualcosa da raccontare, io sono più di 8 anni che viaggio principalmente sui regionali (anche a me piacerebbe scegliere) e ho perso ogni speranza. soprattutto perchè le lamentele (nel senso di reclami), le indignazioni di cui parli, non è che sono inutili, ma sono invisibili o meglio ignorate da chi di dovere. anche io quando spendo più di 20 euro per fare la tratta torino-modena, cambiando a piacenza e rischiando ogni volta di perdere la coincidenza, mi dico che è una schifezza. mi fa ancora più schifo che trenitalia conosca i suoi polli e ogni tanto fa la mossa giusta per quietare gli animi, come la strabiliante offerta della tariffa supereconomy sulle frecce (si, provaci a prenotare un posto a 9 euro, si esauriscono almeno 3 settimane prima della partenza).
    in ogni caso, so che tramite le associazioni dei consumatori si può fare qualcosa, tipo questo: http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/nc/news/la-tratta-dei-pendolari-partono-le-cause-civili-a-trenitalia
    anche se è un po’ vecchia come notizia, potrebbe essere uno spunto interessante.

  • federchicca

    Ho guardato attentamente il link Giulia e ti ringrazio per averlo postato. Sinceramente anche io come te penso all’invisibilità che abbiamo nei confronti di Trenitalia e delle istituzioni in generale. Se hai un profilo pubblico sui social ti rispondono…e bene, ma poi appena tutto torna un attimo a tacere, chi si ricorda di te?

  • Cinzia

    Io prendo il treno di rado e sempre per distanza brevi quindi non posso unirmi al discorso ma per quanto riguarda le comunicazioni ne ho anche io fin sopra i capelli. E’ da un mese, più o meno, che la 3 ha una linea pessima, pensavo fosse un problema relativo al posto dove abito e invece fa schifo praticamente ovunque. E pago circa 30 euro al mese per avere 1GB al giorno lento sia in upload che in download. Chiamare il customer care è inutile e intanto spendo soldi per una connessione inutilizzabile per lavorare.

  • http://sergentehartman-solofilm.blogspot.com solo film

    Viaggio da film. Poteva andar peggio. Poteva piovere. Nello scompartimento.

  • http://antikomunistelli.blogspot.com Pensieri scorretti

    Quando c’era LUI i treni arrivavano in orario!

  • Chiara

    Come posso non esser d’accordo con te Fede? Dopo 9 anni di pendolarismo assiduo ormai credo di essere arrivata a uno stadio di saturazione, a volte sopporto, altre “do giu di matto”. E il problema è che a me piace anche viaggiare in treno, ma quando le condizioni sono quelle di un carro bestiame…
    Assolutamente mi unisco al flash mob :D!

  • sara

    Sui Milano-Mantova, linea di pendolari, piove davvero nello scompartimento!! “E’ la condensa”, dicono…….-.-”

  • Silvia

    Ciao hai perfettamente ragione! Dobbiamo fare qualcosa, la polemica fine a se stessa non ci serve. Ma cosa possiamo fare? Non è una domanda retorica. Possiamo unirci per pensare ad una strategia di protesta vera, perché dei soprusi che quotidianamente subiamo da un’azienda che agisce al limite della legalità non ne posso più.

  • workstiantos

    Federica, temo che le uniche cose da poter fare dal punto di vista “pratico” siano preparare lettere per: procura della Repubblica, Ministero dei Trasporti, Ministero della Salute, Agcom e Palazzo Chigi. Perchè l’unico modo è che vengano multate pesantemente. Devi avere il tempo -che in genere nessuno ha- e gli avvocati giusti, che ti possano consigliare. Buona fortuna e buon lavoro.