Quando nessuno fa il proprio lavoro: un’Italia che non va

written by federchicca on agosto 3, 2012 in viaggi with 18 comments">18 comments

Ho il 4% di batteria, sono su un regionale che fa tutte le fermate da Roma Termini a Falconara Marittima, sono partita alle 11.28 e arriverò a casa mia alle 17.30 se andrà bene. Ho pagato il mio biglietto 20.10€ per 6 ore di treno, mi dirai, colpa tua potevi prendere un freccia. Non ci provare. Ti rispondo che in un Paese normale devo avere la possibilità di scegliere il treno che più mi piace dato che sulla carta sono garantiti molti dei servizi.

Sono su un treno senza finestre, di quelli che di norma dovrebbero avere l’aria condizionata, quindi le finestrelle lassù in cima ai finestroni sono quasi tutte chiuse, quasi tutte, alcune il controllore le ha aperte con una chiave. Prendo treni settimana dopo settimana e ogni volta è la stessa storia, devo partire con il Mac al 100% e l’iPhone lo stesso per arrivare nemmeno a metà percorso che sono scarichi entrambi. Qui di fianco a me le persone si stanno passando l’acqua da una bottiglietta all’altra. Nemmeno si conoscono. Sono anziane e se faccio fatica io non immagino loro. Non c’è aria, si suda incredibilmente e la percentuale del mio Mac è scesa al 2%.

Non vi nascondo che nella mia mente è passata l’idea di scendere dal treno e piazzarmi sui binari in segno di protesta, a cosa serve? Non lo so ma almeno darei sfogo alla mia enorme frustrazione perché Trenitalia su Twitter mi ha risposto sì ma solo perché ho un account ufficiale e quel #MeetFS lo vuol far vedere fino in fondo, perché sapete cosa ci ha risposto il capotreno? “se non vi va bene così cambiate treno!” Grande comunicazione. Forse dovreste spendere meno soldi sui social ed educare chi lavora per voi, o mettere più treni funzionanti con elettricità e aria condizionata, almeno il 3 agosto.

Detto questo passo alle compagnie telefoniche. Tra Tre e Tim non riesco mai a collegarmi decentemente sui treni (ammesso che ci siano le prese ovvio). Con Tre su iPhone mi tocca usarlo come Hotspot e rischiare di superare le mie soglie, con Tim invece mentre su iPhone va come un fulmine (quando non prende Tre saprete benissimo che la rete si appoggia a Tim) sulla chiavina la connessione cade di continuo. Do continuo, giuro, è snervante.

Ricapitolando, in un Paese dove i trasporti e le comunicazioni ci tengono sospesi su un filo, che tipo di Paese è? Dove mancano le alternative e ci si accontenta quotidianamente di un servizio scadente senza pretendere, a ragione, un servizio migliore, che Paese è?

Sono veramente stufa di sentire le persone dire “siamo in Italia, dovremmo accontentarci se…” accontentarci?! Io quando pago il biglietto del treno non dico, “Scusi mi accontenti, mi faccia il 70% di sconto sul biglietto tanto l’aria non ci sarà, le prese non andranno e figuriamoci il wifi”. Qua bisogna pretendere. Se non pago il biglietto o non lo oblitero (ancora a parlare di obliterare un biglietto -.-) rischio una multa che va dai 35€ in su. Se però non ho l’aria (l’aria per respirare, non parlo di aria condizionata), ne il wifi, ne le prese, ne dei bagni decenti, allora mi devo accontentare, l’importante è arrivare a destinazione?! A leggere le vostre lamentele tutti i giorni su Twitter e Facebook la pensate come me, quindi ora non mi venite fuori con la storia della polemica per favore.

Io lo dico e lo ribadisco. Sono molto stanca di questa Italia e se è vero che le cose devono cambiare dal basso è ora di iniziare.