La giornata di oggi, la seconda di Vitanova, è stata lunghissima, ma non in senso negativo. credo di aver già vissuto 3/4 giornate e invece sono arrivata in Trentino solo ieri, primo pomeriggio per giunta.

Oggi la giornata è iniziata prestino. Scarponi e guanti da neve e via a vedere il Caseificio Turnario di Pejo, l’ultimo rimasto in Trentino già presidio Slow Food. Qui abbiamo capito come si fa il formaggio, quanto tempo deve rimanere nella cella prima di essere venduto ma soprattutto scoperto un sacco di cose.

Tra queste le più curiose sono l’esistenza del lattedotto, un piccolo condotto che fa arrivare al caseificio il latte anche dai 1800 metri, così da non far scomodare nessuno. Il condotto è un buichino piccolissimo così che il latte durante la scesa non si trasformi già in formaggio 😀 Inoltre qui vengono tutti i piccoli produttori che non riescono da soli a realizzare il prodotto finale. Ogni produttore tiene qui i suoi prodotti che vengono lavorati e portati a casa solo una volta finiti. Ogni produttore ha un solo numero di riferimento con il quale, ad esempio vengono marchiate le forme di formaggio.

 

 

 

 

 

 

Dopo un assaggio di formaggio (e vino, alle 10 di mattina) partiamo alla volta di Pejo 3000, la funivia da 100 posti che arriva, appunto, a 3000 metri. In questo periodo chiusa a tutti, ma aperta per noi sognatrici. Purtroppo il tempo era un po’ nebbioso, quindi la vista è stata poca, ma l’emozione comunque tanta. Tornando in giù ci siamo fermati a mangiare al Rifugio lo Scoiattolo. Una botta di vita, un piatto da 4000 calorie che ci ha letteralmente stesi. Per fortuna che dopo pranzo avevamo la spa *-* all’Hotel Kristiania.

 

 

 

 

 

 

Il mio turno era uno dei primi e assieme a Elena abbiamo fatto assieme la Spa Suite, un trattamento per due da urlo. Bagno turco con peeling alle erbe per il corpo e al miele per il viso per iniziare. Poi mentre una faceva l’idromassaggio in una vasca enorme l’altra si lasciava coccolare con un bel massaggio drenante e un massaggio viso rigenerante. Dopo due ore così le nostre facce erano distrutte, per il troppo relax, ovvio! Lo Spa Time è finito a bollicine e materasso ad acqua con Sandra e Sara 😛

La sera siamo stati al ristorante di Pino, il babbo di Beethoven e Becco, nella foto sopra che ha un ristorante a Cogolo di Pejo, St. Hubertus. Dopo i bellissimi (e buonissimi) piatti siamo tornati al nostro amato Virgin, il pub di fianco all’Hotel, ovviamente non prima di aver assaggiato il vin brulé con i maestri di sci (evito i commenti :P).

Stare al Virgin ormai è come stare a casa, si ordina un mojito si richiede una canzone, si fanno due salti e un trenino e si vede la gente ballare. E anche questa sera si è fatta l’1 di notte, domani del resto ci si sveglia presto, c’è una ciaspolata che ci aspetta.