Il mio viaggio a Parigi è stato un vero e proprio viaggio di riscoperta. Riscoperta di me, della città, ma anche di un nuovo modo di viaggiare, in treno di notte. La mia primissima volta a Parigi in effetti l’ho fatta in pullman, la seconda in treno e la terza in aereo. Questa quarta volta a Parigi sono arrivata in treno, con Thello, partendo da Venezia alle 20 circa per raggiungere la città più romantica al mondo alle 9.50 circa della mattina successiva. #AParigiconThello

Un viaggio di riscoperta dicevamo, sì perché questo è stato il mio primo viaggio senza Giulio, da sola (senza la mia famiglia come sono solita ultimamente viaggiare) ma con compagne d’eccezione. Le prime tre notti lontane, i primi quattro giorni senza vedersi. Un’esperienza diversa, nuova, da grandi, di quelle che ti fanno capire che la vita va avanti e che si cresce (letteralmente) e ci si riscopre (anche da soli).

Come arrivare a Parigi in un notte

A Parigi, dicevamo, sono arrivata da Venezia, treno notte in cabina premium con lavabo, doccia e wc personale, un lusso!
Nella carrozza ristorante ho ordinato anatra con verdure e un piatto misto di formaggi (vai in Francia e non ordini i formaggi?) e dal menù ho scoperto che c’è una bella selezione di piatti italiani e piatti francesi, per accontentare un po’ tutti i viaggiatori, sia quelli che vanno a Venezia per la prima volta, sia quelli che vanno a Parigi e vogliono già scoprire la cucina francese. La carrozza ristorante rimane poi aperta per tutta la notte, o meglio una parte di questa, quella del bar, per poi riaprire in toto la mattina alle 5 per le colazioni, che durano fino alle 9.

Dormire in un treno è un’esperienza. La prima notte l’ho passata svegliandomi un paio di volte, vuoi perché non ero abituata a dormire senza Giulio, vuoi perché comunque il treno si sente. La notte di ritorno invece l’ho dormita tutta, non mi sono mai svegliata fino a mattina. Probabilmente ero già abituata ad entrambe le cose! La cabina premium fornisce un aperitivo di benvenuto, con prosecco e snack, un kit notte con cuscino, piumone, spazzolino e dentifricio e mascherina per la notte. Prese per la corrente ovunque e anche lucine per la notte. Il treno si ferma in Svizzera e in Francia per cambiare traino e se avete mai viaggiato in treno in viaggi più o meno lunghi, sapete già che il controllore, uno per ogni carrozza, vi chiede all’ingresso la vostra carta di identità che vi rilascerà solo a mattina, così da fornirla durante il tragitto e mostrarla ai vari controlli doganali.

La cosa bella del viaggiare in treno in questo modo, è che si risparmia e non poco. Partendo in aereo la sera, si deve pensare e provvedere a prenotare un albergo. In questo caso, il viaggio include il pernotto e si arriva a Parigi la mattina alle 10 riposati e freschi con solo le valige da posare in hotel o in appartamento. In pratica si possono fare tre notti fuori al costo di una.

Cosa fare a Parigi di insolito

Due giorni a Parigi volano, letteralmente. Parigi è sempre uguale e sempre diversa, ogni volta la si può riscoprire con occhi nuovi e anche rivedendola cento volte non sarà mai uguale a sé stessa. A Parigi in due giorni ho fatto quattro attività organizzate da Musement che mi sono piaciute tantissimo.

La prima attività che ho fatto a Parigi è stata quella presso le Galeries Lafayette, un corso di pasticceria francese per imparare l’arte dei macaron. Il corso è durato all’incirca un’ora e mezza, in lingua inglese, e mi ha permesso sia di apprendere l’arte dei macaron, ma anche di imparare alcune tecniche e strategie per farli venire perfetti. Ora, al più presto, riproverò a rifarli a casa sperando mi vengano nello stesso modo in cui mi erano venuti alle Galeries Lafayette.

La seconda attività, quella della sera l’ho fatta con Elisa, una guida italiana che vive a Parigi da oltre 15 anni. Elisa ci ha fatto scoprire le gallerie di Parigi. Dopo la Rivoluzione Francese infatti in Francia c’erano oltre 100 gallerie, di queste ne sono rimaste solo 17 ai giorni d’oggi, con Elisa ne abbiamo scoperte 5. La cosa che più mi è piaciuta, di questa esperienza, è stata quella di capire qualcosa in più sulla cultura parigina. Ad esempio, la sapete la differenza tra passaggi coperti e gallerie? I passaggi coperti erano popolari, mentre le gallerie erano luoghi più chic dove si ritrovavano ad esempio i flaneurs (parola che nasce appunto con i passaggi coperti) che passavano le loro giornate a passeggiare. Li si riconosceva perché molto spesso passeggiavano dietro una tartaruga, per far capire la loro estrazione sociale. Chi passeggia e non va di fretta infatti ha tempo da perdere, e non è un lavoratore, ma spesso un artista o un letterato.

Il secondo giorno a Parigi è iniziato con un tour divertentissimo a bordo di una 2 cavalli. Il nostro viaggio è iniziato al nostro appartamento, dove sono venute a prenderci due auto d’epoca ed è finito davanti all’Arc de Triomphe. Abbiamo visto Monmartre e la Basilica del Sacro Cuore, la Torre Eiffel, siamo passati davanti al Phanteon e infine siamo arrivati all’Arco di Trionfo. Un modo insolito per vedere la città di Parigi senza camminare, un modo divertente per scoprirla senza prendere i mezzi.

L’ultimo tour del pomeriggio, prima di riprendere il treno Thello da Gare de Lyon, è stato quello della Street Art assieme a Maurizio. Ci siamo dati appuntamento alla fermate della metropolitana di Ménilmontant e da lì abbiamo scoperto il quartiere di Belleville. Un’esperienza che in me ha lasciato il segno. Maurizio è stato bravissimo a raccontarci il suo mondo e a farci appassionare all’arte di strada, raccontandocela ma anche facendocela vivere concretamente. Credo sia stato questo il tour più emozionante che ho fatto a Parigi e che consiglio caldamente.

Dove dormire nel cuore di Parigi

Parigi è meravigliosa in hotel ma anche in appartamento e se si va via con amici, quello che consiglio è di prendere un appartamento in cui condividere gli spazi comuni per avere un alloggio in una buona posizione ad un prezzo ragionevole. Il nostro appartamento prenotato su Holidu aveva tre stanze, due bagni e un divano letto enorme. La cucina era molto grande, così come la sala da pranzo, ma per motivi di tempo non abbiamo potuti cucinare nulla.

Il quartiere in cui ho alloggiato si trova nel II Arrondissement a pochi passi da Porte Saint-Martin e Porte Saint-Denis. La fermata della metropolitana più vicina è Strasbourg – Saint-Denis. Il quartiere è ricco di negozi, boulangerie dove fare colazione, ma anche mercati (Les Enfants Rouges ad esempio si trova a soli 10 minuti a piedi).