Scegliere di andare via insieme, da soli, è stata una mattata, vera e propria. Mi sono ritrovata con due biglietti in mano per la tratta Bologna – Amsterdam e ritorno e una sensazione parecchio strana addosso. Confesso che se la sera prima, il babbo di Giulio non mi avesse incoraggiata un po’, forse non sarei nemmeno partita per quel viaggio sotto Natale in Olanda.

Ti prendono mille dubbi quando sei responsabile al 100% della vita di un’altra persona: “e se sbaglio qualcosa? e se mi rapinano? e se sta male in viaggio? e se…“. Con i se e con i ma non si è mai fatto niente, giusto? Sono ancora grata per quella spinta, che a volte ci vuole davvero, perché partire ed essere completamente soli per un weekend non è stato per niente facile, anche se enormemente bello e gratificante. Un weekend che ci ha unito ancora di più (possono mamma e figlio essere più uniti?), due giorni che mi hanno fatto capire quanta forza d’animo, ma soprattutto di testa ho, abbiamo, noi tutti, ma che troppo spesso sottovalutiamo perché ci focalizziamo su quello che pensano gli altri e non su quello che vogliamo noi o su quello di cui siamo davvero capaci (tutto o quasi).

Il primo viaggio da solo con mamma, Giulio l’ha fatto in Olanda, in un Paese che amo da impazzire, sia per i servizi alle famiglie e ai turisti, sia per qualità della vita. Io che amo i paesi del Nord, che amo il tempo con qualche nuvoletta, gli acquazzoni improvvisi, i dolci calorici e le biciclette, trovo ogni volta che vado in Olanda un po’ la mia casa (mancata).

La paura è durata giusto il tempo di salire sull’aereo, KLM per la precisione, non una compagnia aerea qualsiasi. Ricordo che per non avere alcun tipo di problema la mattina della partenza il babbo di Giulio ci aveva lasciato alla stazione dei pullman, direzione aeroporto di Bologna. Non volevo prendere la macchina, non volevo guidare per più di un’ora con Giulio nel sedile posteriore, preferivo giocare con lui per tutto il viaggio prendendo un autobus. Arrivati all’aeroporto con largo anticipo, non si sa mai che succeda qualcosa, la realtà davanti ai miei occhi: ok siamo io e te da soli adesso… e ora?

Undici mesi lui, probabilmente già più sale in zucca di me, ma tanto preparata io con un solo zaino sulle spalle, no borse o borsette, sì al passeggino e all’irrinunciabile marsupio. Ho spedito subito lo zaino che sarebbe stato troppo ingombrante da portare fino in aereo e a destinazione e sono rimasta così: io, il passeggino e Giulio nel marsupio (perché abbiamo sempre amato l’alto contatto). All’arrivo ai controlli, le comiche! Non sapevo dove mettere Giulio, letteralmente (perché il passeggino va passato al metal detector e la fascia va slegata). Così una dipendente del controllo aeroportuale mi dice “è sola? vuole che le tenga il bambino?” Ovviamente risposi di sì e mi sembrò ancora tutto molto strano. Però alla fine di così tanto strano non c’è mica nulla. Quante volte vediamo mamme viaggiare da sole? Quante volte Giulio è stato preso in braccio dal personale aeroportuale durante i controlli? Solo alle Azzorre tantissime volte, e quindi cosa cambia? Niente. Ecco ancora un’idea che mi è stata passata ripresentarsi, come se fosse strano fare un viaggio con il proprio figlio (tra l’altro questo mi ricorda tanto il mangiare da soli al ristorante, cosa che qualcuno odia fare, anche in questo caso, perché?)

Insomma, durante il viaggio mi sono spesso posta tanti quesiti. Siamo così succubi del giudizio delle persone che a fatica facciamo quello che realmente crediamosi giusto. Non mi dite che non è vero. Tante volte siamo tentati di fare una cosa che ci renderebbe immensamente felici, ma non la facciamo perché in tanti ci sconsigliano di farla e altri ancora ci prendono per pazzi. Invece sbagliamo, sempre (o quasi)! L’unica persona a cui dovremmo dare ragione è noi stessi e non sempre lo facciamo (purtroppo). Viaggiare da sola con Giulio mi ha aperto la mente molto più di altri lunghi viaggi nonostante questo fosse solo un weekend, mi ha fatto riflettere molto più di viaggi in destinazioni che si trovavano dall’altra parte del mondo, mentre in questo caso andavamo solo in Olanda.

Cosa mi è piaciuto del viaggio con Giulio

Averlo tutto per me! Sembrerà scontato ma stare così tanto tempo con lui ed essere il suo unico punto di riferimento in viaggio è stato bellissimo, ma anche molto faticoso. Fino all’ultimo mi sono sentita nel dubbio se partire o meno, ho pensato a tante cose, anche negative e solo dopo ho capito che quei pensieri erano dettati per lo più dal riflesso e dal giudizio che gli altri avevano del nostro viaggio, non da quello che volevo e sapevo io.

Del viaggio da sola con Giulio mi è piaciuta l’idea che, anche solo per pochi giorni, fossimo una sola cosa. A fine del nostro viaggio eravamo in perfetta sincronia. Sì, questo probabilmente mi ha limitato in alcune cose, nell’esplorazione della città e dei luoghi a tutto tondo. Un esempio? Non sono mai uscita dopo le 20, mi sembra ovvio, e la mattina eravamo in piedi molto presto (il che se si va in giro nel Nord Europa e magari in inverno, può voler dire parecchie ore di buio prima della luce).

Perché rifarei un viaggio da sola con Giulio

Ho pensato spesso a rifare un viaggio completamente da sola con Giulio. Oggi come oggi mi frenano alcune paure. Ora Giulio cammina e corre, mangia quasi autonomamente, anche se ancora si sporca parecchio e fermo in una sedia per troppo tempo non sa starci. Rifarei un viaggio con lui per poter riavere i suoi tempi. Spesso, quando andiamo via in famiglia, i tempi di Giulio sono sì importanti, ma a volte troviamo degli escamotage per far felici tutti, giustamente eh. Ripartirei da sola con lui per vedere il mondo con i suoi occhi.

Il 90% delle volte è lui che si adatta a noi, seguendo i nostri tempi e modi di viaggiare, dormendo dove piace o come piace a noi, facendo e mangiando come vogliamo noi. Ecco, partirei per vedere il suo mondo lontano da casa, per vedere come si muove in mezzo alle persone, per vederlo approcciarsi al mondo come solo un piccolo sa fare, senza pregiudizi e con occhi completamente nuovi.

Partirei di nuovo da sola con Giulio per crescere insieme, perché quando viaggio imparo, perché con lui so dare il giusto peso alle cose e le priorità molto spesso si invertono. Ma partirei di nuovo con lui anche e soprattutto per ricordare a me stesse, e a noi mamme tutte, che non c’è niente che non sappiamo fare, non c’è niente che ci può scoraggiare se non i limiti che lasciamo che gli altri ci dettino.