Ho sempre desiderato tantissimo andare in Norvegia e ho sempre amato i paesi del Nord Europa, ma ringrazio di non esserci mai stata prima, prima di avere un figlio. Credo infatti che mai avrei apprezzato questo paese, goduto dei suoi servizi così a pieno, come se non avessi avuto un bambino con me. La Norvegia, così come la Danimarca e credo pure la Finlandia, sono luoghi da amare in compagnia di un piccolo giocherellone che ce ne fa apprezzare ancora di più la bellezza e, diciamolo, la sua civiltà.

Quando abbiamo iniziato a pianificare il nostro viaggio, siam stati bombardati di informazioni, chi ci diceva dovete vedere assolutamente le Lofoten, chi diceva che non potevamo perderci Berge e chi addirittura voleva mandarci a Capo Nord.

Appena abbiamo iniziato a informarci più seriamente abbiamo capito che la Norvegia è enorme, splendidamente enorme e per vedere qualcosa in modo dignitoso, senza correre come palline da tennis, era necessario fare una cernita.
Avevamo a disposizione solo 7 giorni e 6 notti e nonostante alla fine abbiamo visto solo due città (Bergen e Oslo) e facendo una crociera nei fiordi, abbiamo preso 4 aerei, visitando tutto bene, ma vi assicuro che qualcosa in più sarebbe stato troppo.

Solo per darvi un dato, una delle tratte ferroviarie più belle al mondo (così dicono), è la tratta Oslo – Bergen, che noi inizialmente volevamo fare. Ecco, la tratta impiega 7 ore da un punto all’altro, quindi una giornata intera, l’aereo solo 50 minuti. Certo, si perdono tante cose che si possono godere nel viaggio, ma in soli 7 giorni, non 25, è necessario scegliere e noi abbiamo preferito l’aereo.

Servizi per i bambini ovunque

Sono rimasta piacevolmente stupita e ancora oggi, ripensandoci, mi innamoro ripensandoci, dei servizi che in questo Paese vengono messi a disposizione dei bambini. Per noi sono ancora pura fantascienza, ma sul serio, la Norvegia è un Paese all’avanguardia non solo rispetto all’Italia, ma rispetto a tutti gli altri paesi che ho potuto visitare.
Qui è facile spostarsi, i genitori vengono messi nelle condizioni di non dipendere da nessuno, e anche una mamma che viaggia da sola può tranquillamente fare tutto senza dover mai chiedere aiuto o dipendere da qualcuno. Un esempio?

Il primo esempio è il seggiolino in autobus.
Parlo di autobus locali, autobus che fanno la spola aeroporto-città che ho trovato nello specifico a Bergen. Questi autobus hanno inclusi i seggiolini auto per i bambini. So che ora starete sgranando gli occhi, ed è quello che ho fatto io appena li ho visti. Non un caso isolato, perché li ho trovati poi anche in diversi autobus. Seggiolini auto per bambini, già fissati e posizionati così che la mamma o il babbo potessero stare davanti o a fianco. Sicurezza e praticità.

Un altro esempio, autobus e treni senza gradini.
Avete idea di cosa vuol dire per un genitore, specialmente se è da solo, viaggiare con passeggino e zaino/valigia al seguito, dover fare gli scalini? C’è da impazzire. In Norvegia i treni hanno un solo piccolo gradino, facile da salire, o addirittura una pedana. Inoltre nel treno c’è la carrozza passeggini, non come da noi dove i passeggini stanno in mezzo, tra una carrozza e l’altra dove non ci si sta mai e non passa mai nessuno o dove, ancora peggio bisogna chiudere i passeggini per salire (e un genitore da solo come fa?), o dove ancora i passeggini vengono sistemati nelle carrozze biciclette! In Norvegia c’è la carrozza passeggini, qui c’è il posto per tenere i passeggini aperti e reclinati, nel caso il bambino stia dormendo, e dove ci sono i sedili affinché i genitori possano stare comodi di fianco al bambino. Non è fantascienza, è realtà. Mi dicevano che in alcuni treni, ad esempio in quelli della tratta Oslo-Bergen, quindi per percorrenze più lunghe, c’è addirittura uno spazio chiuso con pavimento morbido e cartoni per far giocare e anche rilassare i più piccoli!

Poi seggioloni ovunque, per mangiare nei ristoranti, al bar, tante attenzioni, ascensori in ogni dove, per permettere alle famiglie di viaggiare in comodità. Io sono rimasta piacevolmente stupita da tutte queste attenzioni e anche dalla popolazione. In Norvegia ci sono davvero tanti bambini e nessuno ti guarda male se piangono, giocano, parla ad alta voce, sono bambini ed è normale che la città sia costruita anche sulle loro esigenze.

Parchi per i bambini con giochi dedicati

Mi veniva quasi da piangere quando a Oslo (in realtà ne avevamo visti anche a Bergen, ma di meno), abbiamo trovato tutti quei parchi giochi per bambini. Tantissimi e ognuno diverso dall’altro, ognuno con dei giochi appositi per i bambini che lì dovevano giocare, quindi modulati sull’età, sull’altezza, sulla fase di apprendimento del bambino, ma soprattutto non vincolati e rigidi.

Parchi giochi divisi per età
Inizialmente a Oslo trovavamo nei parchi delle aeree recintate con giochi e delle casette. Pensavamo fossero scuole materne e il primo giorno non ci siamo mai avvicinati davvero. Il secondo giorno a Oslo, vedendo nei parchetti anche
diversi genitori, ci siamo avvicinati e abbiamo scoperto che le casette erano sì delle scuole per bimbi, ma i parchi erano accessibili sempre, anche nei weekend e a tutti. Abbiamo così scoperto la bellezza dei parchi giochi norvegesi e credo che, se Giulio potesse parlare, ne racconterebbe con ancora più entusiasmo di me.

L’incontro con un babbo norvegese
Grazie ad un babbo norvegese che era lì con la famiglia intera, abbiamo capito qualcosa di più di questi parchi.
I parchi in Norvegia sono divisi per età. Un parco vicino noi era per bimbi da 1 a 2 anni e si vedeva perché aveva scivoli molto bassi, casette di legno ad altezza bimbo piccolo, altri giochi molto più manuali come i laghetti di sabbia. Nel parco in cui eravamo noi, ci spiegava Angelo (nome che che ha italianizzato per noi) i bambini che ci giocavano avevano circa 3/5 anni. Gli scivoli erano più alti e i giochi più strutturati, inoltre c’era questa meravigliosa altalena dove i piccoli potevano andare assieme a mamma e papà o assieme ad un fratellino o bimbo più grande. Io me ne sono completamente innamorata!

Sicurezza ovunque e anche tanta serenità
I parchi a Oslo sono recintati, si entra e si chiude il cancello e tutto quello che si trova dentro è a portata di piccoli. Un appendiabiti, all’aperto ovviamente, il posto per lasciare i passeggini o le biciclette e i monopattini e il resto è campo dei più piccoli. L’argomento sicurezza qui è sentitissimo e anche la privacy. Non ho visto nessun genitore giocare o leggere le mail al telefono, i genitori che erano lì con i bambini, giocavano con i bambini. I cancelli venivano regolarmente chiusi e c’era molto rispetto tra gli adulti e tra adulti e bambini. Libertà nel fare e nello sperimentare, questo mi è piaciuto tanto, i bambini erano liberi di sporcarsi, rotolarsi, con il giusto abbigliamento alcuni di loro, a Bergen, giocavano addirittura in un fiume (stivaletti di gomma e una salopette tipo quella dei pescatori!).

Mi ha colpito il detto norvegese, che poi se avete fatto gli scout lo conoscerete già: Non esiste buono o cattivo tempo, esiste solo buono o cattivo equipaggiamento! Ed è vero, i norvegesi affrontavano il cattivo tempo come se nulla fosse, vestiti bene, con cappelli, scarpe e giacche impermeabili, nulla più!