Quando ho ricevuto l’invito per la Sicilia sono rimasta davvero molto felice. Sono stata 5 volte in Sicilia in poco meno di un anno e dire che prima di questo anno non avevo mai messo piede sull’Isola. Grazie anche a Giuseppe, siciliano per metà, mi sono a poco a poco innamorata di sapori, colori e calore della Sicilia.

A Trapani ho conosciuto le busiate al pesce spada, a Catania la movida senza fine, a Palermo i mercati e lo street food e a Ragusa un sogno di resort. Ora era la volta di Marsala. Stesso aeroporto della mia prima volta ma a metà, con una persona in meno. La mia eccitazione e voglia di vedere tutto era tale che uscita dall’aeroporto mi sono dimenticata di ritirare la valigia -.- solo io. Sono dovuta rientrare e ho trovato la mia valigia verde che girava lì da sola sul nastro…tra l’altro mi hanno anche cazziato perché, giustamente, mi hanno detto che è una cosa che non si fa.

dolci siciliani

Arrivata in Hotel ho avuto qualche problemino con la camera. In sostanza non era pronta, aveva delle perdite d’acqua in terra, insomma non era proprio il massimo e così il giorno stesso me l’hanno cambiata. Sono rimasta perplessa per un po’ di giorni in realtà, non ero io. Le cose che mi rendevano perplessa erano nell’ordine: la camera (io parlo di viaggio, non di vino), l’invito a una cosa di vino e non di viaggi, il fatto che ero la più “scarsa” in questo ambito.

Sembrerà strano ma non sentirsi all’altezza di un evento ti rende in qualche modo una spettatrice passiva. Con me c’erano buyer provenienti da tutto il mondo e fior fior di giornalisti che tra Gambero Rosso e testate nazionali snocciolavano impressioni e giudizi come se non ci fosse un domani. Io mi sforzavo tantissimo di sembrare interessante da questo punto di vista, ma più di un “buono”, “meglio l’altro” mica mi veniva fuori! Insomma, una tragedia.

degustazione

A poco a poco però sono arrivata a trovare una mia dimensione anche all’interno di questo viaggio. Abbiamo visitato la città di Marsala e ho assaggiato la migliore granita e il migliore arancino di tutta la città e per questo devo un grazie a chi da casa mi seguiva e mi aggiustava le coordinate 🙂

Ho iniziato poi a pensare che se di vino non ne sapevo poi un granché, almeno di viaggi e di comunicazione qualcosa me ne intendevo e ho iniziato a vivere il viaggio analizzando tutto da questo punto di vista. Ho scoperto così dove trovare la granita più buona di Marsala, ho visto le Saline di Marsala con gli occhi di una viaggiatrice, ho scoperto dove dormire in centro a Marsala, dove mangiare al tramonto vista saline e dove fare un giro nelle migliori cantine del marsalese.

cena da donnafugata

Sul più bello poi, proprio nel momento in cui pensavo che questa esperienza non mi sarebbe servita a “niente” sono andata da DonnaFugata e ho trovato il loro modo di comunicare sublime, e non solo attraverso il vino. La sera dopo, l’ultimo giorno, ho scoperto persone interessanti, ho scoperto amicizie in comune e ho passato un’ultima serata tra risate e camminate.

Ho assaggiato le bollicine siciliane, sofferto il caldo, aspettato per lunghe e interminabili mezz’ore sul pullman (siciliani non vi offendete ma le vostre attese sembrano infinite) mangiato caponata e arancini a non finire, bevuto ancora vino, mangiato cous cous e infine scoperto che tutti sono come me: un po’ piccoli e un po’ inesperti, di certo non sempre esperti su tutto.

donnafugata

Nel complesso l’esperienza si è dimostrata interessante, solo sul finire però, solo mentre me ne stavo andando, solo mentre stavo davvero conoscendo qualcuno. Probabilmente non ero pronta per un viaggio così lontano dal mio “mondo” e non ero pronta a questa esperienza.

Quello di cui sono di certo felice è di aver trovato comunque una mia dimensione e che questi giorni si siano alla fine rivelati come un’ottima scelta.