La Lombardia è una regione che conoscono molto poco, lo ammetto. Sono sempre stata attirata dalla bella Mantova, forse perché ci sono stata quando ero piccola con i miei genitori e mi sono sempre ripromessa di tornarci. Cremona invece non la conosco affatto, ma in tanti mi hanno sempre detto che è una città signorile e affascinante. Dopo questo viaggio InLombardia, tra Cremona, Mantova, Soncino e San Benedetto Po, alcuni dei Borghi più Belli d’Italia, non posso che essere d’accordo. 

Bisogna dire innanzitutto che a ciascuna di queste località bisognerebbe dedicare un giorno intero o ancora meglio due. La storia, la ricchezza culinaria e l’architettura che si trova in queste località è davvero immensa ed è quasi un peccato andare troppo di fretta. Nel mio post vi racconterò quello che ho visto e soprattutto quello che mi ha incuriosito di ogni località, il resto spero, lo scoprirete con i vostri occhi magari propri perché incuriositi da questo mio racconto.

Ho visitato queste zone a metà novembre e la nebbia ci ha accompagnato per quasi tutto il tempo. Qualcuno dice che senza nebbia queste località hanno tutto un altro fascino e io non lo metto in dubbio, certo è che è stato bello vedere il centro di Cremona o il Monastero di San Benedetto Po avvolti dalla nebbia. Un’atmosfera diversa, molto lombarda oserei dire e anche molto natalizia. Sicuramente la prossima volta cercherò di tornare in primavera, così da avere un secondo punto di vista su queste città, magari in questo caso più colorate!

Soncino, la fortezza e la stamperia

Soncino è uno dei Borghi più Belli d’Italia, un Comune a 40 km circa da Cremona. Qui c’è tanto da vedere, a partire dalla Rocca Sforzesca fino alle bellissime chiese del centro storico, per non dimenticare la stamperia famosissima a Soncino e in tutta Italia (ora vi racconto perché). Innanzitutto la Rocca, una fortezza che ha fossati, ponti levatoi e ben cinque porte prima di accedervi completamente. L’abbiamo vista avvolta dalla nebbia, i suoi colori più tenui ma nonostante tutto maestosa e ricca di storia.

Quello che mi ha colpito davvero è il Museo della Stampa. La storia è molto interessante e narra delle vicende di una famiglia ebrea che nel 1400 decidono di lasciare il territorio tedesco e di scendere in Italia. Trovano un luogo adatto a loro, prima in Veneto e poi si spostano in Lombardia. A Soncino la loro prima attività è quella del prestito di denaro, una attività però non accettata dalla chiesa. Davanti a loro nasce di lì a poco un monte di pegno, così la famiglia deve chiudere a causa della concorrenza. La famiglia, di origine tedesca, mette a punto il sistema tipografico, fondando a Soncino una delle tipografie ebraiche più antiche del mondo.

Dato che gli ebrei non avevano un cognome che potesse conformarsi al cristianesimo, si diedero il cognome Soncino, come la località che gli ospitava. Proprio qui viene fatta la prima bibbia ebraica completa nel 1488. Cosa vuol dire completa?Prima di questa data si stampavano i caratteri consonantici sui libri e poi a mano si aggiungevano i caratteri, uno ad uno. In questo caso invece tutti i caratteri della bibbia venivano stampati, non più fatti a mano, per questo motivo si parla di Bibbia completa, perché tutti i caratteri venivano stampati con loro.


Cremona, affascinante con il suo Museo del Violino

La Piazza Duomo di Cremona è davvero imponente. Non so cosa darei per trovarmi lì il sabato mattina, prendere un caffè, leggere un giornale e farmi coccolare dai raggi di sole che arrivano tra gli enormi bellissimi edifici. Il Duomo, il Palazzo del Comune, ma anche il Battistero e il Torrazzo. Cremona è davvero signorile e qui davvero vale la pena passarci almeno un intero weekend, anche perché mezzo pomeriggio potrebbe volar via visitando il Museo del Violino.

Cremona è anche chiamata la Città del Violino, tante sono le botteghe di liutai sparse per tutta la città e in tante di queste è ancora possibile entrare, domandare, curiosare e fotografare. Per chi invece vuole farsi un’idea più generale e anche storica di quello che è questo strumento e di cosa ha rappresentato per la città di Cremona, c’è il nuovissimo Museo del Violino. Un Museo questo innovativo, dedicato anche alle famiglie e ai piccoli perché ci sono tantissime aree interattive dove i bambini possono curiosare e apprendere giocando.

Quello che mi ha colpito di più del Museo del Violino è la sala 9, la sala Friends of Stradivari. Una rete mondiale questa, tra quanti suonano, collezionano, studiano o semplicemente amano gli antichi strumenti ad arco cremonesi. Violini di Stradivari, Amati, Guarneri e Storioni, violini appartenenti a raccolte pubbliche e private, sono temporaneamente esposti a Cremona, dove possono essere ammirati e ascoltati in concerti emozionanti ed unici. Una cosa incredibile solo a pensarla!

Mantova, Palazzo Te e l’arte dei Gonzaga

Mantova era nella mia wishlist da tanto. Vista da piccola assieme ai miei genitori durante una vacanza in camper più bicicletta, era da molto tempo che volevo tornare per vederla con gli occhi di me da adulta. Non sono rimasta affatto delusa, anzi! Mantova merita almeno due giorni interi, se non altro perché perdersi per le sue vie la domenica mattina dovrebbe essere uno dei piaceri della vita, per non parlare della vita notturna che si trova nel suo centro storico, all’ombra della Rotonda di San Lorenzo.

Una visita va fatta alla bellissima Camera degli Sposi, che si trova nel Castello di San Giorgio. Qui, assieme alla nostra preparatissima guida Lorenzo, abbiamo avuto il piacere di vedere una delle opere più belle della città e dell’Italia intera. L’affresco realizzato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 ricopre tutte le pareti e le volte del soffitto dando un’illusione ottica e facendo percepire al visitatore uno spazio molto più ampio di quello che è presente nella celebre camera.

Quello che mi ha però davvero colpito, e lo dico con entusiasmo e anche un po’ di commozione, è Palazzo Te. Per ben due volte ho provato a entrare in questo palazzo, ma vuoi la fila, vuoi la chiusura che non avevo messo in programma, non sono mai riuscita a visitarlo, almeno fino ad ora.
Palazzo Te è completamente fatto di mattoni, che una volta lavorati, assumono l’effetto del marmo. Una cosa curiosa viene dal suo nome, che in tanti potrebbero associare al tè da bere. Mantova nel Medioevo era formata da due isole circondate da laghi. Una terza isola era chiamata nel Medioevo Tejeto, e fu l’isola su cui venne edificato Palazzo Te che prese questo nome perché abbreviazione di Tejeto (giardino di tigli).

Tante sono le camere che a Palazzo Te meritano una visita e una spiegazione più approfondita. Tra tutte mi hanno incuriosita la Sala dei Cavalli, sala di feste e da ballo. Un’intera sala dedicata ai cavalli dei Gonzaga che erano così importanti che quando venivano portati alle fiera erano bardati, colorati e truccati. I Gonzaga si facevano addirittura spedire l’henné dall’Egitto per abbellire i cavalli.
Un’altra camera che consiglio di non perdere è la Sala dei Giganti, vi lascerà senza dubbio senza parole. Giulio Romano che la progetta e la decora, è tra l’altro l’unico italiano ad apparire in The Winter’s Tale di Shakespeare. Una sala con una base quadrata e un soffitto a cupola, anche se in origine anche il pavimento era concavo, una sala che non era possibile usare per nessuno scopo preciso ma che era un luogo perfetto per ammirare l’opera di Giulio Romano: Zeus che, con un fascio di fulmini, sconfigge i Giganti mentre stanno cercando di ascendere all’Olimpo.

San Benedetto Po, un gioiello in Lombardia

A circa 25 km da Mantova si trova San Benedetto Po, un gioiellino in Lombardia, uno dei Borghi più Belli d’Italia che vi consiglio senza dubbio di visitare. Una storia antica e interessante che parte, o meglio arriva a noi, grazie a Matilde di Canossa che qui decise di essere seppellita. L’Abbazia di San Benedetto in Polirone, magnifica e davvero unica nel suo genere con una grandissima storia, venne fondata nel 1007 dal conte Tedaldo di Canossa, nonno paterno di Matilde. L’Abbazia è tra l’altro uno dei siti cluniacensi più importanti tra i più di mille che sorsero nell’Europa medievale.

L’Abbazia ha una storia a volte anche complessa che vi consiglio di farvi raccontare dalle persone del luogo o prendendo informazioni tramite l’Ufficio Turistico della località di San Benedetto Po. Nel corso dei secoli, periodi di decadenza si alternano con momenti di rinnovato splendore. Tra le altre cose San Benedetto Po è conosciuto per i suoi piatti tipici che includono prodotti come la zucca, il melone, la cipolla di Sermide, il tartufo, la pera mantovana, il salame mantovano, il Parmigiano Reggiano DOP e il Lambrusco Mantovano DOP.

Gusto a tavola, non dimenticare di assaggiare

Se fai un weekend tra Mantova e Cremona, non dimenticare di assaggiare il riso, in tutti i suoi mille modi di preparazione. Io l’ho assaggiato con la zucca e il rosmarino Soncino, ma anche con il Lambrusco mantovano a Mantova. Inoltre dolci al torrone, ma anche salamelle, i celebri tortelli di zucca, lo gnocco fritto e le tagliatelle di selvaggina. Mangiare da queste parti non è di certo un problema, il vero problema è quello di riuscire ad alzarsi da tavola!