I Publos Blancos sono stati una bella scoperta. Quando abbiamo deciso di lasciare Malaga per andare a vedere Ronda l’abbiamo fatto un po’ a malincuore, ma poi in tanti ci hanno rassicurato sulla scelta fatta. Molto meglio Ronda che Malaga hanno detto. Non avendo mai visto Malaga non posso confermare, ma Ronda mi è piaciuta un sacco.

A Ronda ho scoperto la Corrida. Aperta parentesi, non amo la corrida anche se non ne ho mai vista una, quindi non posso dirlo con certezza, ma credo di amare gli animali da vivi o di amarli mentre li mangio piuttosto che vederli morire. Nonostante tutto credo che le tradizioni di un popolo vadano rispettate, chiusa parentesi. Non sono entrata nella corrida più grande e vecchia di Spagna, che si trova a Ronda, ma l’ho solo ammirata da fuori. La mia non è stata una scelta o una presa di posizione, come si potrebbe pensare, solo che il biglietto costava 6.50€ e non mi andava di spenderli così, tutto qui 🙂

Ho apprezzato molto invece leggere sulla mia Rough Guide la storia della Corrida, che qui ha avuto inizio, ho apprezzato un po’ meno vedere come a Ronda tutto questo sia molto commercializzato. Ma da che mondo è mondo… Una cosa che mi è piaciuto molto e a cui non avevo fatto assolutamente fatto caso è stato associare Ronda, la città, allo stile Ronda, a cavallo. Io che ho sempre amato fin da piccola i cavalli e ho sempre sentito nominare questo stile, ora se non altro so da dove viene.

Se vuoi leggere tutta la giornata di Borghiamo tra Ronda, Granada e Tarifa, vai nel blog.