A parlarvi del Giappone ho iniziato subito dalle cose belle, descrivendovi le cinque cose che più mi sono piaciute del paese. Oggi invece voglio scrivere di quello che in Giappone non mi ha entusiasmato, quello che mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

Di ogni paese a mio avviso c’è una parte bella e una meno bella, c’è una parte che si vorrebbe vivere  sempre e un’altra che invece… lasceremmo volentieri agli altri!

Non tutto quello che ho visto in Giappone mi è piaciuto, ma capisco che anche queste cose fanno parte di una cultura, a me molto lontana e che comprenderle e comunque apprezzarle, significa capire un luogo.

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Cibo

No, non mi sono sbagliata e lo so che il cibo l’ho messo anche tra le 5 cose che mi sono piaciute del Giappone, ma è anche una delle cinque cose che non mi è piaciuta. Mi spiego meglio. Le nostre culture sono lontanissime e questo si vede da tante cose, anche dal cibo e dai sapori, dalle spezie soprattutto. Devo ammettere che i primi giorni in Giappone non sono stati facilissimi. Non sono mai andata a mangiare in catene o fast food, solo la mattina qualche volta da Starbucks perché cercavo il caffè e qualcosa di dolce. Per il resto mi sono sempre imposta di mangiare i cibi della cultura locale. A volte non mangiavo o facevo davvero fatica, ordinavo cose che non conoscevo e poi rimanevo un po’ sconcertata sui gusti e i sapori. Volendo comunque le catene più americane si trovano anche nelle grandi città giapponesi, ma io vi consiglio di tenere duro e cercare tra i piatti il gusto che vi aggrada di più. Almeno io ho fatto così e alla fine dei 10 giorni avevo trovato i miei piatti e sapori preferiti: miso e soba 🙂

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Mascherine

Devo fare subito due premesse importantissime. Non avete idea di quanti giapponesi usino le mascherine, finché non li vedete con i vostri occhi. Io credo la usi almeno la metà della popolazione perché vedevo persone con la mascherina di continuo. L’altra precisazione più che doverosa è che le mascherine non vengono usate, come qualcuno erroneamente pensa, per non ammalarsi, ne tanto meno per lo smog delle metropoli. Le mascherine vengono indossate solo ed esclusivamente dalle persone che con raffreddore e tosse, devono comunque recarsi al lavoro o uscire di casa. Questo vuol dire che non indossano una mascherina perché “vi schifano 😀 ma semplicemente perché sono molto rispettosi e non vogliono che anche voi vi ammaliate. Quindi in realtà questo non è un aspetto negativo, anzi a mio avviso è positivo e fa onore a questo popolo che ancora una volta dimostra il rispetto verso il prossimo. Io l’ho inserito nelle cinque cose che non ho amato particolarmente del Giappone, semplicemente perché è impressionante vedere quante persone la utilizzano. Da una sensazione strana a noi che siam abituati a vederle indosso solo ai dottori e ai dentisti. Ma non per altri motivi.

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Camere piccole

Questa è una cosa che proprio non mi è piaciuta molto del Giappone 🙁
Le camere in Giappone sono piccolissime, già lo sapevo, l’avevo letto e mi era stato detto, ma non credevo così tanto! Non mi era mai capitato di entrare in una camera e non trovare posto per mettere le valige. Nell’ultimo hotel in cui ho dormito, a Nagano, sono dovuta scendere in reception e chiedere un’altra camera più grande, pagando ovviamente un upgrade! Non ci sono soluzione credo, a meno che voi non prendiate un appartamento o un hotel di lusso, ma in questo caso il prezzo sale e non di poco.
Tornare in Europa e passare l’ultima notte del viaggio in Francia, devo ammetterlo, mi è piaciuto se non altro per la grandezza della camera 😀

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Plastica

I giapponesi sono un popolo pulitissimo. Mi è capitato di vedere il personale delle pulizie che nella metropolitana passava l’aspirapolvere, giuro! Anche per questo forse usano tantissima plastica, una delle cinque cose che non ho amato del Giappone. L’uso industriale che fanno della plastica è eccessivo forse. Anche nei locali dove la mattina andavo a fare colazione, tutte le “brioches” che s trovavano dietro il vetro, erano comunque confezionate ognuna dentro un sacchettino di plastica. In generale il cibo è quasi sempre chiuso dentro sacchetti e qualsiasi cosa voi comprate è sigillato da plastica e plastica e plastica. Capisco l’ossessione per la pulizia, però forse un po’ di plastica in meno sarebbe meglio.

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Calore

Ovviamente non parlo di calore nel senso di caldo, ma nel senso di calore umano. La prima impressione è quella di un popolo incredibilmente attento al prossimo, generoso, disponibile e molto calmo. Dopo qualche giorno però ho iniziato a notare l’assenza di complicità tra le persone. Non so come mai ne quando è successo, ma notavo che in pochi ridevano per strada, erano tutti presi a camminare, mangiare, parlare anche, ma pochi ridevano. Non ridevano ma sorridevano tanto. Quando entravi in un locale, quando andavi via, sorridevano sì, ma erano sempre un po’ seri. Ho iniziato a pensare che in un paese del centro America per le strade sono sempre tutti allegri, ridono e anche forte, mentre qui no.
Del Giappone questa cose non mi è piaciuta molto, ma poi ho pensato che il paese perfetto non esiste e che se qui sono meno calorosi, anche in centro Americano hanno i loro problemi, quindi è giusto prendere il meglio da ogni posto e da ogni viaggio 🙂

La foto delle ragazze con le mascherine, l’ho presa dal blog di Zingarate.