Come spesso accade quando si visita un paese straniero, ci sono subito cose di cui ci innamoriamo al primo sguardo, e cose che non ci vanno giù affatto. Io le mie cinque cose che mi sono piaciute del Giappone, le ho scritte tutte in questo post, buona lettura 🙂

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Efficienza

L’efficienza giapponese è imbarazzante. Se amate la Germania perché pensate sia il paese più organizzato al mondo, andate in Giappone e vi ricrederete! La cosa che più mi ha impressionato sono le file in attesa della metropolitana, dei treni o dei bus. Si sale in fila, il primo che arriva si mette davanti al segno di ingresso aspettando in modo composto il mezzo. Tutti quelli che arrivano dopo si mettono in fila dietro il primo. Nessuno si mette affianco, perché nessuno ha fretta, ma non perché qui nessuno lavori, semplicemente perché i bus, i treni e le metropolitane passano di frequente. L’efficienza e il rispetto qui vanno di pari passo e non è difficile da capire. Se sei rispettoso e attendi il tuo turno avrai quello che ti spetta, nella stessa misura degli altri, senza sgomitare o affannarti. Un concetto che ho trovato altamente democratico.

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Sicurezza

Mai in tutti i miei viaggi mi sono sentita più sicura come in Giappone. Io che amo il rischio è le situazioni al limite (diciamo che mi piacciono gli imprevisti “per sport), più di una volta ho provato a lasciare l’iPhone in vista, il portafoglio poco lontano dalla mano e così via. Di sera per le strade non mi sono mai sentita a disagio e in metropolitana o nei treni non mi sono mai sentita in pericolo o le mie cose adocchiate da qualcuno. Ho apprezzato tantissimo questa sensazione di sicurezza diffusa, ma nello stesso tempo mi sono chiesta se questi giapponesi sono preparati come me quando viaggiano in zone più a rischio.

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Cultura

Dieci giorni sono pochissimi per capire la cultura di qualsiasi paese, figuriamoci quella di un popolo così impegnativo. Ovviamente, e non mi vergogno a dirlo, ho capito ben poco dei giapponesi ma quello che ho intuito non mi è affatto dispiaciuto. Una delle cose più belle che ho avuto il piacere di provare in Giappone, è stato fare un bagno termale e provare un onsen, di quelli veri, non di quelli da hotel o da turisti. Sono andata a Shibu Onsen, una zona nelle Alpi giapponesi famosa per questi onsen, qui ce ne sono più di dieci in un paesino grande come una manciata di casa, ma solo uno di questi è aperto anche ai viaggiatori giornalieri, quelli quindi che non alloggiano in paese. Sono entrata in questo onsen, mi ha aperto la signora dell’hotel di fianco che è incaricata dall’ente del turismo di accompagnare i daily travel, e mi sono immersa subito nelle tradizioni di questo popolo. Gli onsen in Giappone sono quasi tutti divisi uomini e donne e solo pochissimi sono misti. Qui sono stata a mollo per 20 minuti nelle acque termali a 40 gradi con memo 10 gradi fuori, completamente nuda con altre due donne del posto. L’esperienza, inutile dirvelo, è stata eccezionale.

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Ospitalità

Dopo tutto quello che vi ho detto, come non posso menzionare tra i lati positivi di questo paese l’ospitalità estrema delle persone? Arigatou gozaimasu è la parola con cui accolgono e salutano tutti e l’ospitalità non è solo una questione di soggiorno e hotel. All’arrivo in aeroporto, come nelle grandi città in cui sono stata, mi sono sentita molto più accolta che in tante altre capitali europee. Chi teme di orientarsi male durante un viaggio in Giappone, sbaglia. Qua le principali città, ma anche le piccole, o meglio quelle che ho esplorato io, hanno sempre un punto informazioni in cui si parla inglese. Per le strade i monumenti e le strade principali hanno un nome in inglese, così che possiate orientarvi in base alla vostra direzione. Ospitalità quindi, ma anche interesse a far sentire il turista accolto è voluto. Qualità mica di tutti i paesi!

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Cibo

Con il cibo ho avuto qualche problema, lo ammetto. Non sempre quello che provavo mi piaceva, cosa che a me capita di rado perché mangio e assaggio davvero tutto. Per qualche giorno ho avuto proprio un blocco, mi infastidivano alcuni sapori e alcuni odori, tanto che una sera siamo andati a mangiare messicano (messicano in Giappone :D) e un pranzo l’abbiamo fatto in un postino che serviva piatti cino-giapponesi.
Ma non mi sono arresa. Il cibo e i piatti parlano di una cultura e di un popolo più di quanto lo possa fare una guida turistica e così ho insistito. Ho provato il sushi che è come quello in Italia se non che all’interno di mettono già il wasabi, quindi se non vi piace chiedete di togliervelo già durante la preparazione. Ho assaggiato il miso, che mi è piaciuto tantissimo e anche la soba, che dopo qualche assaggio è diventato il mio piatto preferito – l’ho anche comprato e portato a casa. In Giappone la soba la mangiano spesso e volentieri fredda e accompagnata semplicemente da una salsa in cui viene immersa prima di mangiarla. A me così è piaciuta da morire *-*