Dei tanti viaggi fatti in questi ultimi anni, il viaggio che ho appena concluso mi ha regalato delle bellissime emozioni. Era la prima volta che facevo un viaggio così. Parlando di Eremito, direi semplicemente che è un luogo unico, ma dato che non tutti avranno la possibilità di andare in questo posto, inizierò a descrivervelo parlandovi del mio weekend, di cosa ho fatto e di come ho vissuto questo soggiorno.

Sono arrivata a Eremito carica di aspettative e non solo sono state tutte pienamente soddisfatte, ma meglio, ho avuto molto di più di quello che mi aspettavo. Arrivare a Eremito, l’Hotelito de Alma, non è facile. Probabilmente è una cosa voluta. Si può arrivare in treno, il modo più semplice, e poi chiedere a Marcello di venirvi a prendere, alla stazione di Fabro.

in jeep a EremitoEntrata Eremito

Oppure si può arrivare in macchina, si esce all’uscita di Fabro, seguendo l’autostrada A1, l’Autostrada del Sole e poi si prende per Parrano. Dopo circa 5 km si gira a destra per una stradina sterrata e dopo altri 7 km, costeggiando un fiume, si arriva ad un ponte. Qui verrà a prendervi la jeep. Dovrete per forza lasciare giù la vostra macchina perché con nessun altro mezzo, se non a piedi, raggiungerete Eremito. Dovrete guadare un fiume e poi arrampicarvi, letteralmente, sulla montagna. Tutto questo potrete farlo con la jeep e solo con quella (o a piedi, ma con l’acqua alta rischierete di bagnarvi e non poco).

Avevo già visto diverse foto dal sito e letto qualche recensione quando sono arrivata a Eremito, ma non mi aspettavo fosse così bello. Anzi, emozionante, sì esatto. Marcello, che di hotel se ne intende dato che ha vissuto per 14 anni nella giungla creando un resort di lusso, il primo nel suo genere e comunque il primo di una lunga serie, e dopo aver fatto ben tre giri del mondo, ha oggi creato, letteralmente creato, un nuovissimo concept turistico. Vi sfido infatti a mostrarmi degli hotel di lusso che abbiano questa stessa mission, quella cioè di far sentire l’ospite un eremita, vero e proprio.

Eremito

Dopo aver vissuto per anni con i monaci e dopo aver cercato in tutta Italia, qui Marcello ha trovato il posto adatto per costruire Eremito. Affacciandosi alle finestre di questo Eremo laico non troverete un traliccio o un’altra costruzione, qui è tutto della proprietà di Eremito e nessuno costruirà per i prossimi 100 anni. Eremito è stato pensato per permettere ai viaggiatori, ma anche alle persone che di viaggi non ne fanno tantissimi, ma che hanno un gran bisogno di staccare, di avere un posto unico dove riflettere e pensare.

A Eremito non prende il telefono, nemmeno per sbaglio. Nessun operatore telefonico. Non esiste il wifi e non ci sono televisori. Dovrete avvertire i famigliari prima di immergervi in questa pace, così da evitare che si preoccupino, non scherzo. Qui ci sono 14 celluzze, di 8 metri quadrati, 14 celluzze che portano il nome dei santi. In 8 metri quadrati ci stanno più cose di quello che potete pensare. La mia celluzza aveva un letto alla francese, povero. Sopra il letto una testata raccontava la vita del mio santo e davanti al letto una finestra con una scrivania fatta di pietra e un panorama riappacificatore. Il bagno era dietro una tenda di canapa e lì tutto il necessario per lavarsi, il sapone è fatto in casa.

Celluzza EremitoCelluzza

Nonostante tutto non bisogna dimenticare che ci troviamo dentro un hotel. Per giunta un hotel di lusso. Il vero lusso qui però non è il materiale con cui è stato costruito Eremito o la pazienza di Marcello durata 9 anni per scegliere il posto e costruire al meglio, rispettando canoni antichissimi, questo hotel. Il vero lusso è il tempo. In questo posto il tempo acquista un altro sapore, quello vero del resto.

Ho passato tutto il mio sabato pomeriggio a leggere. Felice che il mio telefono non prendesse mi sono limitata a fare tante foto e sono stata felice di sapere che non prendeva nemmeno la linea. Ho letto 200 pagine del mio libro che a Roma faccio fatica anche a toccare. Ho giocato con Peppo, il cane dell’Eremito, parlato con Marcello e con altri ospiti che si trovavano lì per il weekend. Ho riscoperto me stessa e rimesso in fila i miei pensieri, dato priorità e vissuto intensamente il mio tempo libero, trattandolo da tempo libero 🙂

pranzo vegetarianopranzo Eremito

Dopo un pranzo all’aperto, tutti assieme, nello stesso tavolo, mangiando vegano, sono andata nel grande salone con i  cuscini per terra, davanti al camino e mi sono staccata dal libro solo alle 19. Non sapete che pace. Eremito ha anche un suo orto, qui si mangia sempre vegetariano, si mangia prevalentemente con quello che si produce. Durante il mio weekend invece abbiamo mangiato vegano, perché erano con noi delle ragazze che avevano chiesto espressamente questo tipo di alimentazione e non è stato per me un problema adattarmi.

Un’altra particolarità molto interessante è che qui si cena in silenzio. Al posto della cena, con le altre ragazze che si trovavano a Eremito abbiamo deciso di fare in silenzio la colazione, generalmente però è la cena il pasto a cui si dedica questo momento di meditazione. Mangiare in silenzio, è stata una vera fatica per me. Io che sono abituata a parlare sempre, forse troppo, non poter commentare nulla mi faceva sentire quasi a disagio. Ma quante parole “sprechiamo” la giorno? Troppe.
piscina Eremitoingresso Eremito

Eremito è anche chiamato Hotelito de Alma, Hotel dell’anima, perché in Italia ci sono tante strutture per la cura del corpo, per il benessere, per lo sport, ma nessuna per l’anima. Un concetto che ho trovato assolutamente interessante. Così come ho trovato interessante il fatto che questa struttura di appena 14 celle, tutte rigorosamente singole, per una persona, sia una struttura ecosostenibile. Oltre ai pannelli solari che si possono anche vedere arrivando fino alla torretta di Eremito, qui c’è una coperta intorno a tutta la struttura di 20 cm che permette una temperatura costante di 17°C.

Eremito nasce dallo “studio” e dall’idea dei frati francescani, l’aspetto religioso quindi qui è molto importante. Ma attenzione, la religione è vista come un aspetto se vogliamo marginale e non è discriminante al fine del soggiorno. La religione  infatti, qualsiasi tipo di religione, per tante cose si avvicina di più all’aspetto della meditazione o anche solo del pensiero non fine a se stesso. Vengono accolti tutti i tipi di religione, e tutte le persone che vogliono lasciare il mondo fuori e dedicarsi un po’ a se stessi. Di sera spesso si leggono testi, non necessariamente testi sacri, anche testi filosofici ma una regola c’è, qui non si discute di calcio e non si discute di politica.

Eremito relax

Di sera si accendono oltre 400 candele per illuminare Eremito. La grande sala prende un aspetto quasi surreale. Marcello distribuisce piccoli lumi per chi vuole continuare a leggere sdraiato nel grande salone. Alle 20 si cena tutti assieme. Non più di 14 persone per volta che cenano assieme illuminate dai candelabri sui grandi tavoli di legno, in silenzio con il camino davanti. Questo è il vero lusso ragazzi. Si mangia bene, si viene serviti, si rimane in silenzio e si gusta davvero la propria vita.

Ho dormito come poche volte prima, forse per l’assenza dei telefoni o perché ho letto talmente tanto che i personaggi del mio libro sono entrati nei miei sogni, ma ho dormito divinamente. La colazione la mattina l’ho fatta presto, intorno alle 8. La doccia era calda e i cereali avevano un altro sapore. Sarà stata la mia suggestione e l’idea di essere lì o un ritrovato senso di calma e di pace, ma io da Eremito non volevo andare via e sulla strada del ritorno ho fatto l’elenco delle persone a cui suggerire questo posto, che di pubblicità non ha bisogno. Ma prima di tutto mi sono ripromessa che a Eremito ci tornerò ancora.