Il libro Di vigna in vigna mi piace per diversi motivi, credo almeno cinque e questo è il post in cui vi racconto perché secondo me merita di essere acquistato da chi ama i viaggi e il buon vino, o il buon vivere.

Che amo viaggiare lo sapete bene 🙂 quello che forse non sapete è che il mio compagno è un appassionato di vino, amante dei viaggi quasi quanto me e presto, anzi prestissimo futuro sommelier. Quando viaggiamo insieme è inevitabile organizzare gite, di un giorno, o vacanze di un’intera settimana, anche in relazione al vino. Spesso mentre fantastichiamo sui posti da visitare, la domanda viene spontanea “ma lì il vino lo fanno buono?” oppure “c’è qualche buon vino da provare in quel Paese?“.

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Vi basti sapere che nel mio viaggio in Australia, di qualche mese fa, ho dovuto riportare a casa un paio di bottiglie di vino che voleva assolutamente assaggiare, o che quando sono stata in Puglia, qualche settimana fa, ho dovuto prendere qualche vino caratteristico del territorio. Sì, dico dovuto perché se viaggio da sola, devo riportare qualcosa a casa, meglio se una bottiglia di vino, altrimenti posso anche prepararmi a una notte sul pianerottolo.

Scherzi a parte, il vino è come il cibo, fa parte del territorio, racconta la storia di un paese, di una zona. Le vigne sono luoghi magici che incantano, soprattutto a chi come me viene da una famiglia contadina dove il vino lo si faceva pestando l’uva e l’odore intenso che a settembre aleggiava nell’aria lo ricordo ancora bene.

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Oggi il vino lo gusto ancora molto, in questi mesi di attesa a dire il vero meno, ma lo comprendo di più, anche grazie al mio compagno che mi sa guidare nella degustazione, nel riconoscere gli odori e l’associare i piatti e gli alimenti giusti ad un particolare tipo di vino. Sono diventata più selettiva anche io, riesco a riconoscere un vino buono da uno meno buono, ma soprattutto cosa mi piace e cosa no, con cosa posso mangiare le lasagne e cosa è invece meglio per una cena di pesce.

Banalità, penserà qualcuno, che non sempre sono tali, perché in tante case ancora si consuma vino scadente, non adatto al pasto, caldo o troppo freddo. Il vino, dicevamo, è come il cibo e se si parla sempre più spesso di cibo di qualità, è bene ricordare che è giusto anche consumare vino di qualità alta quando mangiamo assieme ai nostri ospiti, o anche da soli a casa, per puro piacere personale.

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Tornando al libro, di cosa parla Di vigna in vigna?

Nel libro si trovano ben 40 aziende vitivinicole di eccellenza che hanno affiancato alla produzione enologica un’attività ricettiva all’insegna di relax, gusto e benessere. Come dicevamo prima, il vino, il cibo e il territorio sono e devono essere un’esperienza unica per chi ama vivere bene e gustare fino in fondo le proprie giornate di relax.

In Italia abbiamo tantissime realtà che possono offrire questo servizio e qui Tiziano Gaia, autore del libro, ne presenta addirittura 40, divise per Regioni. La grafica del libro merita sicuramente una nota perché invoglia alla lettura, da lo stimolo alla partenza e incuriosisce.

Si passa da una regione del nord Italia a una del sud da una pagina all’altra, si apre il il libro e si inizia a sfogliare sognando di passare una giornata in quelle bellissime vigne, di degustare qualche buon vino, finendo per dormire in un’azienda vinicola tra le migliori che abbiamo nel nostro Bel Paese.

Personalmente ho già trovato alcuni luoghi che mi hanno colpita e sono certa che questo volume ci sarà utilissimo per decidere i nostri prossimi viaggi, chi lo sa, probabilmente in tre.

Di vigna in vigna
Tiziano Gaia
23.50€ EDT