Ultimo giorno a Sharm. Da programma sabato 14 gennaio saremmo dovuti arrivare in aeroporto alle 13.30 e prendere l’aereo Trawelfly, della Mistral Air, (per intenderci quello delle Poste Italiane, tutto vero) delle 15.30 per essere a Bologna e quindi tornare a casa alle 18.40 circa. In pratica non è andata così. Siamo arrivati, io e altre 149 persone, in aeroporto alle 13.30 ma poi ci siamo rimasti fin verso le 20.15, senza che nessuno ci venisse a spiegare nulla.

Così è andata. Dopo aver passato 2 controlli, aver imbarcato la valigia, aver compilato e consegnato il visto di uscita dall’Egitto, siamo arrivati al gate numero 7 dove c’era una bella scritta accanto al nostro volo: fly deleted. Panico…eh un pochino sì, ognuno aveva fato dei programmi per la serata, gente da avvisare, persone a cui dire di non venirci a prendere, va bè, incassiamo e attendiamo.

Subito però si diffonde la voce che in realtà il volo non è stato cancellato ma è solo in ritardo di un paio d’ore. Va bene, partiremo alle 17.30, massimo alle 18, però perché quel fly deleted? Penso, in Egitto non sanno scrivere “Ritardo”? Va bè. Nello schermo del nostro gate continua ad esserci scritto “volo cancellato” ma nello schermo riepilogativo dell’ingresso ai gate viene scritto il ritardo il quale prima passa alle 17.30, poi alle 18.30, poi alle 20.40….sì va bè, ciao.

Dopo essere stati tipo 8 ore lì dentro la gente inizia a spazientirsi, ragionevolmente tra l’altro. Eravamo gli unici in aeroporto, dato che tutti gli altri voli erano partiti più o meno regolarmente e l’unico volo cancellato come il nostro per Londra era stato rimandato al giorno dopo e i passeggerei se n’erano andati a casa subito. Inoltre eravamo arrivati per partire, quindi pochi soldi (parlo di lire egiziane), vestiti lo stretto necessario e tutto quello che sta in un bagaglio a mano da 5 kg. Dopo tante ore lì era venuto anche il freddo e la notte nel deserto mica è tanto calda. Con noi anche bambini e anziani che necessitavano di medicine che avevano imbarcato nella valigia già consegnata. Dopo tutte queste ore finalmente un responsabile della compagnia è venuto a parlarci.

Verdetto: “l’aereo ha avuto un guasto tecnico provenendo dall’Italia, si è fermato con atterraggio d’emergenza ad Atene, ora sta arrivando, ma siccome il pilota e gli operatori di bordo hanno giù superato le ore di volo massime, non si parte più questa sera ma forse domani.” La gente ha iniziato a protestare animatamente dato che quel “deleted” era su dalle 13 del giorno stesso e dato che, come poi abbiamo saputo durante la giornata, già a Bergamo (da dove è partito il nostro volo per arrivare a Sharm) si sapeva che il volo sarebbe stato cancellato. Ma noi non sapevamo nulla.

Bene, allora torniamo in hotel, pensiamo. Ehnnno! Adesso viene il bello. Passano circa altre 2 ore perché devono riconsegnarci i visti di uscita che avevamo già dato. Se ci riconsegnano i visti domani mattina non dobbiamo rifarli e riconsegnarli di nuovo. Quindi arrivano con un mazzo di roba rosa, circa 150, e iniziano a chiamare i nostri nomi uno per uno in piedi du una sedia con 150 persone attorno. Roba da matti….i nostri nomi italiani detti da un arabo. Ci voleva l’interprete. Quelli chiamati dovevano andare nell’area fumatori per non mischiarsi agli altri, giuro, non è uno scherzo. Il mio nome non lo fanno, arrivano appena a metà del pacco che uno della sicurezza dall’altra parte dell’aeroporto e inizia ad urlare cose in arabo, il tipo sulla sedia risponde e i due continuano, noi non capiamo nulla. L’arabo non è il mio forte.

Alla fine ci fanno uscire dal gate per andare a riprendere le valigie. Bene, pensiamo, ma no! Ahecco! La metà di noi aveva il visto giusto, l’altra metà non l’aveva per niente…perché nella fretta non hanno finito di distribuirceli e il tipo con il plico dei visti è “scappato”. Infine c’era una parte di noi, quella più fortunata, che aveva il visto di un altro. Perché nella fuga, il tipo con il pacco di visti li ha distribuiti a caso, dicendo: “prendetene uno, tanto basta che ce l’avete“.

Al primo controllo chi aveva il visto giusto è passato, chi non l’aveva o aveva quello sbagliato ha dovuto attendere. Cosa? Non si sa. Venti minuti da una parte ad aspettare che passassero tutti gli altri per capire che tanto se non avevamo il visto, pazienza, dentro l’Egitto dovevamo tornare lo stesso. Insomma, un vero casino, 8 ore di nulla, in cui nessuno ci ha fornito informazioni se non i nostri parenti e amici con cui comunicavamo dall’Italia e che guardavano nei siti degli aeroporti di atterraggio.

La vicenda è finita bene e il giorno dopo per fortuna siamo partiti alle 8.15 di mattina, in orario, da Sharm e atterrati a Bologna alle 12.40 con le scuse di tutti. Ma le scuse alla fine di una vicenda, sono sempre poca cosa, soprattutto se prima non si è fatto di tutto per garantire la massima efficenza e il minimo disagio.