La California è una destinazione a misura di bambino e nel nostro ultimo viaggio l’abbiamo verificato. Siamo partiti per 10 giorni, atterrati e ripartiti da Los Angeles e abbiamo visitato Los Angeles (4 notti), San Diego (4 notti) e Palm Springs (2 notti). Avremmo potuto vedere di più, muoverci di più, ma quello che volevamo fare era spostarci di meno per goderci a pieno le città e quello che c’era da fare. 

Se avete bambini di questa età poi lo sapete, non c’è bisogno che ve lo spieghi io. Girare come le trottole non fa bene ne a noi ne a loro e un viaggio deve anche rilassare, non bisogna per forza vedere le cose sulla lista per tornare a casa con il bottino. Per questo motivo abbiamo deciso di fare meno e goderci di più. Cosa?
Tutto: le città, le persone, la nostra famiglia.
Siamo partiti con questa idea e siamo riusciti a rispettarla in pieno in questo modo: la mattina era dedicata a Giulio, facevamo una cosa (o più cose solo per lui). Ha due anni ed è un bambino vivace, questo voleva dire che per 4/5 ore stavamo ai suoi comodi, spiaggia o parco, tanti bambini e senza guardare l’orologio assecondavamo le sue richieste di gioco o spensieratezza. Ogni sera cercavamo gli indirizzi migliori per stare con lui, per non perdere tempo la mattina dopo a cercare i posti.

Dopo i giochi, un bel pranzo tutti insieme e poi si faceva quello che volevamo noi adulti. Non siamo mai andati in un museo (e lo dico con un po’ di rammarico), ma abbiamo camminato tanto, visto posti che avevamo nelle nostra lista e assaggiato prelibatezze che non volevamo perderci. Giulio idealmente il pomeriggio era cotto, anche perché in Italia era notte fonda, ma soprattutto perché le mattine lo facevamo correre e divertire a più non posso. Ecco, questo è stato il nostro programma dei 10 giorni in California e così è come abbiamo diviso le nostre giornate negli Stati Uniti.

Dove mangiare in California

Una piccola parentesi al cosa fare con un bambino in California, la dedico al cosa mangiare con un bambino in California. Non è vero che ci sono solo hamburger e cibi spazzatura in America, men che meno in California. In ogni locale in cui siamo andati c’erano sempre seggiolone e menù per bambini (niente di troppo diverso, semplicemente le porzioni erano più ridotte e i piatti meno pasticciati). Ogni locale ci forniva acqua gratuitamente e ci impacchettava il cibo in caso Giulio non lo finisse.

La California è attentissima alle scelte vegane e vegetariane e si trovano un sacco di locali e mercati che vendono tanti prodotti bio. Non solo, ci sono alcuni supermercati che hanno anche una zona dove consumare direttamente il cibo, sia quello appena acquistato negli scappali, sia una zona apposita dove il cibo viene proprio preparato per essere mangiato lì per lì. Più ristoranti di quelli che immaginavo prestano molta attenzione ai piccoli, dando loro dei giochi, come dei pennarelli o delle matite a cera per intrattenerli, o addirittura facendo arrivare a loro ol cibo prima di tutti gli altri, una sortasi precedenza (ce ne si rende conto quando ti chiedono “questo hamburger è per lui?”).

Posti da vedere a Los Angeles con un bambino

Los Angeles era come me l’aspettavo e forse anche per questo motivo mi è piaciuta molto. Leggendo in rete, prima di partire per la California, avevo capito che LA o la ami o la odi e io sinceramente l’ho amata. Alloggiavamo sulle colline di Los Angeles e con il nostro fuso orario eravamo molto più propensi a svegliarci presto la mattina che ad andare a letto tardi la sera. Siamo stati in tutto 4 notti a Los Angeles e nelle tre giornate che abbiamo passato in città, abbiamo visto parchi bellissimi, a misura di bambino.

Parco giochi a Santa Monica e passeggiata al Pier

Il nostro primo giorno a Los Angeles l’abbiamo passato a Santa Monica che ci ha rubato il cuore. Ci eravamo ben informati sui parchi in spiaggia per i bambini e, per chi volesse segnarselo ecco il più bello di tutti:
Annenberg Community Beach House. Un parco giochi in spiaggia, gratuito e sempre pieno di bambini. Siamo rimasti almeno 3 ore e poi, data l’ora, abbiamo prenotato il pranzo nel locale lì a fianco Back on the Beach Cafe. Se lasciate il nome appena arrivate e un orario indicativo del pranzo, potete rimanere a giocare finché non vengono a chiamarvi ai giochi. Meraviglioso! Lì abbiamo mangiato insalata e hamburger e abbiamo proseguito fino al Pier di Santa Monica, circa 3 km a piedi ad andare e altrettanti a tornare. Se andate in auto, il parcheggio è a pagamento e viene 9$ per tutto il giorno.
Il Pier di Santa Monica è leggendario, qui trovate anche la fine della Route 66, una passeggiata sul molo o un giro sotto, per vedere tutti i fanatici che si allenano sotto il sole cocente, è d’obbligo.

Parco giochi a Venice Beach con noleggio bici

Il secondo giorno a Los Angeles siamo andati a Venice Beach. Vi informo subito, non siamo andati nel canali di Venice Beach perchè… non li abbiamo trovati! Giuro. Abbiamo fatto colazione in un luogo splendido, l’Erewhon Market. Se amate il cibo, biologico e i posti belli (ma belli sul serio) questo è il vostro paradiso. Io non volevo più andarmene via.
A Venice Beach abbiamo noleggiato due biciclette da Venice Beach Rentals, una delle quali con seggiolino per Giulio. Se lo volete, è possibile anche noleggiare qui e poi l’asciugare la bici in un altro dei tanti punti della stessa catena. Noi non lo abbiamo fatto perché lasciavamo giù il passeggino prendendo le biciclette. Il nostro intento era di andare da Venice fino di nuovo a raggiungere Santa Monica, ma non ci siamo riusciti. La strada sulla sabbia che costeggia Venice Beach è costellata di parchi, alcuni piccoli, altri molto gradi e ci siamo dovuti fermare almeno due volte e così era giunta l’ora del pranzo e noi dovevamo riconsegnare le biciclette. La spiaggia di Venice Beach mi è piaciuta, ma ho preferito di gran lunga quella di Santa Monica, vuoi per la presenza minore di homeless, vuoi perché la spiaggia del giorno precedente era stata davvero molto bella.

Una nota di merito va al negozio di noleggio biciclette. Una volta lasciate giù infatti e fatto quattro passi per Venice Beach, mi sono accorta che non trovavo più la mia macchina fotografica. Non era nuovissima, ma valeva, soprattutto valevano le fotografie e i video che avevo fatto in quei primi giorni di California. Ero davvero giù di morale anche perché pensavo me l’avessero rubata. Dopo aver rifatto tutta la strada all’indietro, sono andata per precauzione a sentire anche al negozio di noleggio bici. Era lì, l’avevo lasciata nel cestino e loro me l’hanno ridata in modo molto onesto.

Parco giochi a Playa del Rey e giro a Beverly Hills

L’ultimo giorno a Los Angeles l’abbiamo passato al Del Rey Lagoon Park, o almeno così avremmo voluto. Siamo arrivati a Playa del Rey, dove si trova un altro bel parco, questa volta non proprio sulla spiaggia ma in un parco con a lato un bel laghetto. Abbiamo giocato lì una bella ora, fino a quando Giulio non ha ben pensato di dirigersi a tutta velocità verso il lago, guardandomi con il suo sorriso da furbetto. L’ho prima chiamato, poi visto che non si fermava sono subito partita in quarta. Risultato, il laghetto era pieno di melma, siamo scivolati entrambi, io sporca completamente di dietro, ma completamente eh, e lui davanti, faccia e capelli compresi.

A volte capita, anche in viaggio. Ci siamo ripuliti alla bene e meglio in un bagno pubblico lì vicino, c’è da dire che alcuni sono davvero molto puliti, soprattutto vicino alle aree di gioco, poi siamo andati a casa a fare un bel bagno e a cambiarci.
Nel pomeriggio, belli puliti, siamo andati a vedere Beverly Hills, dove abbiamo trovato la Cupcake ATM, che sforna cupcake per 24 ore al giorno, un distributore automatico: non potete immaginare la mia gioia. Ai bambini un po’ più grandicelli questo piacerà. Fatevi un giro nei d’introni, anche in auto, vedrete delle ville da paura. Ad avere più tempo vi consiglierei anche una passeggiata a Beverly Hills, io ne sono rimasta innamorata, è quello che abbiamo sempre visto nei nostri telefilm da ragazzi, del resto.

Non consiglio invece la Walk of Fame, la strada delle stelle. Caratteristica, ma piena zeppa di locali dozzinali e persone anche poco raccomandabili. Il mio consiglio, se proprio volete vedere le stelle è di andare, ma per il tempo necessario a farvi una camminata a piedi.

La prossima volta a Los Angeles vedrò

Una cosa che mi è mancata non vedere è di certo Malibù. Tornerei domani per andare a vedere Malibù, anzi proprio per andare a prendere casa durante il nostro prossimo viaggio. Ho visto delle foto che mi hanno incantato e ho promesso a me stessa che il prossimo viaggio in California aloggieremo proprio lì!

Dove dormire a Los Angeles con un bambino

Bella domanda. Non vi posso suggerire il posto in cui abbiamo dormito noi, perché non penso ne che sia adatto ad un bambino, ne che sia adatto proprio a nessuno. L’avevo trovato su Airbnb e costava meno rispetto ad altri alloggi. A convincermi c’era il fatto che la proprietaria devolveva a fronte di ogni prenotazione una percentuale ad un progetto umanitario in Africa. L’amara sorpresa, una volta arrivati nella casa. La proprietaria non l’abbiamo mai vista, e va bè. La casa era piccolina, e va bè, buia e umida, anche no. Era tutto in due piccole stanze, bagno a parte. Ma la cosa peggiore era l’odore di muffa. Per carità, siamo stati bene, la posizione era favolosa, ma la casa non era il massimo. Per fortuna non avevo ancora prenotato glia alloggi seguenti a Los Angeles e dopo aver scoperto i parametri americani e i loro costi, mi sono ben organizzata per San Diego e Palm Springs.