Ed ecco intanto apparire trenta o quaranta mulini a vento, che si trovavano in quella campagna. Non appena don Chisciotte li vide, disse al suo scudiere:

La fortuna guida le cose nostre meglio di quanto possiamo desiderare. Vedi là, amico Sancio, che appariscono trenta, o poco più giganti smisurati? lo penso di azzuffarmi con loro, e mandarli all’altro mondo, per cominciare ad arrícchirmi delle loro spoglie. É guerra onorata ed è un servire Iddio togliere dalla faccia della terra così trista genia.

Dove sono i giganti? – disse Sancio Panza.

Quelli che vedi laggiù, – rispose il padrone – con quelle braccia tanto lunghe, che qualcuno le ha quasi di due leghe.

Guardi bene la signoria vostra, – soggiunse Sancio – che non sono giganti, ma mulini a vento, e quelle che paiono braccia, sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino.

Si capisce, – disse don Chiscìotte – che non sei pratico di avventure: quelli sono giganti, e se hai paura, fatti in disparte e mettiti a pregare, mentre io vado a combatter con essi una fiera e disuguale tenzone.

Oggi sono andata a sfidare i mulini a vento, pardon, i giganti. Con me non avevo ne un cavallo, ma una Ford con più cavalli, ne armi. Ero solo io e la mia “tuta mimetica“, il mio al riders on the storm. Com’è finita?! Io ho combattuto, loro sono rimasti inermi a guardarmi fino a che mi sono accorta che decine di giapponesi mi stavano fotografando alle spalle e allora ho battuto in ritirata. Non ero pronta a così tanti avversari, ma la prossima volta tornerò più preparata 😀

Se vuoi leggere dei mulini a vento e di Consuegra vai al post del giorno di Spagna On The Road di Borghiamo.