Quasi un anno fa, poco dopo il primo dell’anno, ho scritto su qualche social che questo anno sarebbe stato l’anno dei viaggi che hanno per destinazione, mete che iniziano tutte con la lettera C. Ad oggi ho visitato la California, appunto, la Repubblica Dominicana che però si trova ai Caraibi (e ci risiamo), l’Olanda (unica eccezione) e breve il nostro aereo ci porterà in Canada. Una delle prossime mete potrebbe essere le Canarie (ed eccoci di nuovo). 

Il Canada non è mai stato in cima alla mia lista di mete da visitare, ma è stato da sempre l’idea del profondo Nord ad attirarmi. Sono una persona che ama il freddo, preferisce i paesi nordici, i giubbotti e le scarpe di lana ai costumi sgambati e i paradisi tropicali. Il caldo mi piace, ma diciamo che se posso scegliere, scelgo sempre e comunque il freddo. Amo i colori nordici e anche l’inventiva che questi paesi, che vivono per parecchio tempo all’anno al chiuso, magari al freddo e al buio, hanno. Ci si deve arrangiare quando si ha poca luce, quando il bagno al mare non si può fare a temperature troppo gradevoli. Ci si deve attivare per far scoprire ai bambini che si può giocare bene anche al chiuso, che le cose si possono fare con le mani e che, passando poco tempo all’aperto e tanto in gruppi (scolastici, ricreativi, di aggregazione) si possono fare concretamente cose manuali, si può riscoprire l’arte e la si può utilizzare a sostegno della comunità tutta.

Il Canada mi ha sempre chiamato per questo motivo. Ci sono effettivamente pochi paesi nel sud del mondo, che esercitano in me una così forte attrazione come quella per i paesi nordici. Canada per me vuol dire orsi, sciroppo d’acero, neve, città sotterranee, vento gelido, capi comodi e caldi, case super accessoriate e invitanti, calde e accoglienti. Toronto e Montreal, che sono le due città in cui arriverò e ripartirò in aereo, sono per me sinonimo di caffè di design, parchi pulitissimi e pieni di giochi per i bambini, locali colorati e invitanti dove assaggiare prodotti e piatti rinomati o più da street food, ma sempre e comunque dal sapore local.

A una settimana esatta dalla partenza posso dire di non avere ancora niente in programma. Viaggiando spesso non mi è difficile pensare alla valigia anche con due giorni di anticipo o al volo un giorno prima, o ancora alla destinazione 5 giorni prima della partenza. Ho fatto spesso viaggi organizzati nella mia vita e non li disdegno, anzi credo che anche questi abbiano la loro importanza. Il Canada però, come gli ultimi viaggi con la C fatti quest’anno, sarà un viaggio on the road, improvvisato, costellato di cambiamenti di programma, foliage da ammirare dal finestrino della nostra auto e fermate improvvise e senza senso per ammirare qualche spettacolare e invitante panorama. Sempre seguendo questa linea, non abbiamo ancora prenotato alcuna notte di viaggio, se non le prime due (quantomeno doverose viaggiando con un bambino).

L’itinerario canadese, oltre alle due città di Toronto e Montreal non è stato ancora organizzato nei minimi dettagli. Abbiamo la nostra assicurazione sanitaria annuale, abbiamo fatto l’ETA canadese, prenotato la nostra auto. Il resto è tutto da scrivere, probabilmente giorno per giorno per gustarci ancora di più il nostro viaggio improvvisato in uno dei Paesi più spettacolari in questo periodo.

Toronto

Informandomi un pochino su Toronto ho già visto le cose che vorrei vedere una volta arrivata a destinazione. Mi piacerebbe fare una visita alla CN Tower, una delle strutture più alte al mondo. Con Giulio mi piacerebbe poi vedere il Ripley’s Acquarium, l’acquario più grande del Canada. Per quanto riguarda lo sciroppo d’acero mi piacerebbe tantissimo far visita a una sucrerie dove viene prodotto e dove si può degustare per un pranzo o una cena con menù tipici e con l’auto a noleggio sono sicura si potrebbe anche raggiungere facilmente, da Toronto o da altre parti lungo il viaggio.

Sono ancora indecisa invece sulle Cascate del Niagara, in molti mi dicono che sono assolutamente da vedere, ma vorrebbe dire perdere un giorno intero. Credo decideremo in viaggio, magari proprio la sera prima in base anche al meteo e alle alternative.

Infine a Toronto non vorrei davvero perdermi il Distillery District, un luogo particolarmente caro a chi abita in città. Qui ho già visto ci sono luoghi assolutamente fotografabili. Un luogo dall’architettura industriale e di epoca vittoriana con tanti negozi d’antiquariato, di design e di arti visive, ma anche tante birrerie e locali che propongono ottime birre come la Stout e la Pilsner.

Montreal

Montreal è già più un terno al lotto, nel senso che di questa città so davvero molto poco, meno addirittura di Toronto (ma del resto si parte per scoprire e imparare, altrimenti se si sapesse tutto si rimarrebbe a casa, no?). A Montreal so già che non vorrò perdermi il Giardino Botanico, il terzo per grandezza e varietà. Qui porterò Giulio a correre un po’ e a divertirsi, sperando di non trovare la neve. A Montreal farò diverse foto sperando nel bel tempo dalla collina di Mont Royal, che sovrasta la città. Inoltre so che la città è anche soprannominata la città dai cento campanili, tra questi figura anche quello della basilica neogotica di Notre Dame. Sono poi davvero curiosa di scoprire il quartiere The Village, il quartiere della comunità LGBT forse più famoso di tutto il Canada in cui mi piacerebbe anche dormire, se non altro nei paraggi.

Arriveremo a Montreal il giorno di Halloween e spero di trovare un’atmosfera unica, se non altro molto più veritiera, diciamo così, di quella che spesso troviamo in Italia. Sono curiosa di capire come viene vista questa festa all’estero, di vedere con i miei occhi gli addobbi e le attività che vengono svolte e anche di come Giulio potrebbe vivere questa atmosfera, sperando di non incappare poi in incubi notturni.

Sicuramente mi perderò tantissimo del Canada, ma sono pronta a tornarci (quanto prima!) per scoprire altre regioni, usi e costumi, piatti tipici e usanze. Per il momento mi accontento di questa prima, breve, visita. Se ci sono cose che volete consigliarmi o che secondo voi non dovrei proprio perdere come prima volta, scrivetemi nei commenti.