Dell’Altomincio Family Park e nello specifico dell’alloggio tende Sweet Dreams, ho già scritto in modo approfondito in un altro articolo che vi invito a leggere, se desiderate vedere il villaggio anche dalle mie fotografie e dal mio racconto. In questo post invece, ho deciso di scrivere di come a mio avviso, un bambino dell’età di Giulio potrebbe vivere l’esperienza del camping (anche se all’interno di un contesto del genere) e di come quindi l’ha effettivamente vissuto Giulio a 19 mesi

Siamo stati all’Altomincio Family Park a fine agosto, per un weekend che ci ha accolto con il sole ma ci ha lasciato andare via con la pioggia. Le tende del camping sono secondo me favolose per un primo approccio con il mondo della natura da parte dei piccolissimi. Ci sono anche tanti adulti che non hanno mai fatto un campeggio (sì, siete in tanti lo so) e questo potrebbe essere un buon compromesso per iniziare al campeggio tutta la famiglia.

Le Sweet Dreams infatti sono delle tende strutturate, su palafitte di legno e a due piani, molto accoglienti ma che rimangono comunque delle tende a tutti gli effetti. Il bello di questo tipo di alloggio è che ci si sente allo stesso tempo dei campeggiatori, con tanto di barbecue a disposizione, ma anche ospiti di un villaggio, che poi è quello dell’Altomincio Family Park.

Quello che mi è piaciuto di questo posto e che scommetto è piaciuto molto anche a Giulio, è l’immensa libertà di cui tutti i bambini godono. Dalle piscine dedicate ai più piccoli agli spettacoli serali, dai giorni ai menù riservati ai piccolissimi, il villaggio è perfettamente studiato per le famiglie e i bambini possono godere a pieno di tutti questi vantaggi.

La tenda è stata una scoperta completamente nuova per Giulio, che a 19 mesi non era mai entrato in un alloggio del genere (nonostante i numerosi viaggi fatti in precedenza). La tenda ci ha permesso di essere tutti più liberi e di essere a contatto con la natura sin dalle prime ore del mattino, fino alla sera tardi. Come? Te lo dico qui.

Innanzitutto la mattina. Una tenda non ha porte ne finestre (come siamo abituati a pensarle), ha tendoni che vengono chiusi o aperti anche in base al tempo. La mattina scendevamo le scale del nostro alloggio tendato (scale ripidissime e di legno) e aprivamo il nostro alloggio alla luce del giorno. Praticamente non avevamo una casa vera e propria, ma vivevamo in stradaScrivere questa cosa mi fa molto ridere, ma vi assicuro che è così. Davanti alla porta di ingresso c’era un patio in cui passavamo gran parte della nostra giornata quando eravamo nei pressi dell’alloggio, perché qui pranzavamo e cenavamo, qui giocavamo o lavoravamo con il Mac o i dispositivi mobile quando Giulio dormiva (c’è un letto matrimoniale anche al piano terra, dove Giulio dormiva al pomeriggio, mentre la sera dormivano tutti insieme al piano superiore).

La tenda ci ha permesso di essere costantemente fuori, liberi e a contatto con il verde circostante, ma anche con le altre famiglie e gli altri bambini: quanti incontri abbiamo fatto in quei giorni!

La sera la tenda era il nostro porto sicuro. In tre in un lettone gigante, ci trovavamo stretti sotto le stelle (letteralmente). Sì, perché la Sweet Dreams nella sua parte superiore è fatta esattamente come una tenda, ma all’interno ha una doppia copertura, una di tela e l’altra in plastica in moda da poter essere rimossa (la prima in tela) per vedere, attraverso quella in plastica la nostra parte di cielo. A Giulio è piaciuta moltissimo questa magia che ci ha permesso di vedere la luna e di addormentarci con il suo della pioggia.

Già, la pioggia. Durante il nostro weekend fuori non sempre c’è stato il sole, una cosa che va messa in conto quando si fa campeggio. Per fortuna noi eravamo in un campeggio diverso e nonostante la pioggia abbiamo lo stesso potuto godere delle attività del villaggio e andare ad esplorare i luoghi vicini all’Altomincio Family Park. La sera però, la pioggia c’era e dalla nostra tenda ce la siamo goduta tutta (sì, goduta!). Avete mai dormito in una tenda mentre fuori pioveva? E`un’esperienza che io sono felicissima di aver fatto da piccola (più e più volte) e che vorrei che anche Giulio provasse quando sarà più grande.

Sono felice che Giulio abbia sentito la pioggia cadere sulla nostra tenda Sweet Dream, sono contenta che si sia addormentato con questo suono nelle orecchie e che ci abbia abbracciati forse ancora più forte perché non capiva esattamente cosa stava succedendo. Sono felice di aver regalato a Giulio, a 19 mesi, questa piccola esperienza di campeggio e sono molto contenta se un giorno, quando sarà più grande, riprovando quella sensazione di sicurezza sotto una tenda, si sentirà protetto e felice, magari ricordando quella sensazione di benessere stretto tra le braccia della sua mamma e del suo babbo.