Il viaggio in California è stato un on the road molto più pensato rispetto all’on the road in Sudafrica. Il Sudafrica ci era capitato un po’ tra capo e collo, diciamo, nel senso che non ci aspettavamo che Giulio avesse determinate richieste o esigenze a 22 mesi. Con Giulio siamo stati in California a gennaio e siamo tornati a casa proprio qualche giorno prima che lui compisse due anni. Questo è stato quindi l’ultimo viaggio in aereo da infant.

Come dicevo all’inizio, il viaggio è stato molto più pensato sulle esigenze di Giulio e dei suoi quasi due anni, dopo che in Sudafrica abbiamo patito la poca organizzazione da questo punto di vista. Sarà che la California è una destinazione più adatta ad un viaggio in famiglia, sarà che noi eravamo già nell’idea che avremmo dedicato molto più tempo a lui e alle sue necessità, fatto sta che la California si è rivelata un viaggio abbastanza semplice da questo punto di vista.

Il jet lag poi ha fatto la sua parte. Il fuso orario anche se molto impegnativo all’inizio, ci ha permesso di dedicarci a Giulio completamente tutte le mattine, prima che il pomeriggio cadesse in un sonno profondo (pensando fosse notte) così da poterci organizzare i pomeriggi come meglio ci piaceva in completa autonomia. Del jet lag in viaggio e in California però ho scritto qualche post fa e non mi ripeterò qui.

La California prima di partire

Con alle spalle un precedente viaggio in Sudafrica dove avevamo deciso di cambiare appartamento ogni due notti, a volte tre ma anche a volte una sola, abbiamo pensato alla California come ad un viaggio on the road sì, ma più stanziale negli alloggi. Il Sudafrica è un Paese da vivere girando, la California invece ha città più grandi, città che possono essere viste anche in più di un giorno. Se solo pensiamo a Los Angeles (che a me è piaciuta molto con le sue innumerevoli spiagge), possiamo pensare ad una destinazione in cui rimanere anche tre notti. Noi abbiamo pensato ad un on the road in cui fermarci in tre città principali e in cui prenotare un appartamento vero, con cucina, frigo, forno e spesso con lavatrice e asciugatrice.

Prima di partire abbiamo prenotato solo le prime tre notti a Los Angeles, anche per capire gli standard americani. Le prime tre notti a Los Angeles ci hanno dato subito l’idea di un Paese costoso, anche in termini di alloggio. Le notti a Los Angeles sono andate bene anche se l’appartamento non era dei migliori per noi che volevamo vivere la destinazione come se vivessimo in una vera casa. San Diego ci ha dato l’appartamento più bello che potessimo desiderare, con tanto di cucina con tutti gli accessori, lavatrice e asciugatrice. Infine a Palm Springs abbiamo preferito l’hotel, perché volevamo coccolarci un po’ con le colazioni già pronte e le cene fuori.

Prima di partire quindi come ci siamo organizzati? Portando un po’ di pasta, ma anche consapevoli del fatto che in America avremmo cucinato. E così è stato. A Los Angeles abbiamo fatto spesa più volte, abbiamo cucinato in casa, oppure ci siamo fatti dei panini per i nostri pranzi fuori. Abbiamo constatato che non è sempre facilissimo trovare americani che cucinano, ma è facile trovare ottimi supermercati dove poter comprare davvero di tutto, anche a prezzi interessanti o a prezzi più alti ma con prodotti qualitativamente ineccepibili.

A San Diego siamo stati benissimo, sia in termini di cibo, sia in termini di organizzazione in appartamento. La mattina Giulio si svegliava con una fame da lupo, correva in cucina e ovviamente non voleva latte e biscotti, ma pasta, pane, prosciutto… tutto quello che per lui era un pasto completo. Finivamo in pigiama all’alba a cucinare, per lui la pasta o le uova, per noi latte e caffè (rigorosamente fatto dalla macchinetta americana, quindi bello lungo). Ogni mattina facevamo sempre un po’ di pasta in più o di uova per il nostro pranzo al sacco. Poi, durante la giornata compravamo anche frutta e verdura, cose da consumare la sera se non mangiavamo fuori. Ci piaceva mantenere una certa routine, non solo per noi, quanto per Giulio che in quelle case si sentiva e voleva sentirsi in un luogo sicuro (e anche se rimanevamo lì poche notti, ci riusciva!).

Cibo, sonno ma anche tanti parchi perfetti

Una costanza che siamo riusciti a trovare e a dare a Giulio, è stata quella dei parchi cittadini. Da Los Angeles a San Diego (a Palm Springs in realtà non li abbiamo cercati perché avevamo la piscina in hotel), abbiamo cercato e trovato ogni giorno un parco giochi differente. A Los Angeles i parchi che abbiamo visitato erano quasi tutti sulla spiaggia, un connubio perfetto per Giulio che ama tantissimo il mare e ovviamente i giochi. A San Diego abbiamo trovato parchi molto grandi, sia sulla spiaggia che nelle aree verdi disseminate in tutta la città.

Organizzazione meticolosa, giorno per giorno

Se prima di Giulio ci piaceva anche improvvisare, dal momento in cui è arrivato lui nelle nostre vite e nei nostro viaggi, non ci siamo più potuti permettere troppa improvvisazione. Ci permettiamo ancora di prenotare un alloggio la sera prima per quella dopo o di decidere un percorso anziché un altro, anche lo stesso giorno, ma in linea di massima, per le cose quotidiane che riguardano la nostra routine e il suo divertimento cerchiamo di farci trovare preparati. Questo perché?
Perché perdere tempo a cercare un parco giochi in una città come Los Angeles senza avere la minima idea di dove ci si trova è davvero uno spreco di tempo, di energie e di positività (passatemi il termine). Sapere dove andare nel momento in cui si esce di casa è necessario per tutti, per noi perché abbiamo una meta e sappiamo che di lì a poco Giulio sarà felice, per lui perché credo sia importante fargli vedere che il viaggio non è (solo) andare a zonzo, ma anche visitare luoghi che si sono scelti con cura. Forse a 2 anni non lo capirà come potrebbe capirlo a 10 anni, ma noi intanto ci abituiamo a viaggiare assieme per tanto tempo prendendoci cura l’uno dell’altro.

In California abbiamo raggiunto un nuovo livello di intimità del viaggio in famiglia. Un livello davvero alto che ci è piaciuto moltissimo, ed è forse anche per questo motivo che ad oggi la California (la tappa di San Diego in particolare) e il Sudafrica, rimangono i viaggi più belli fatti insieme!